CAPITOLO VIII[101]

Poi che morte le penne ha plombino,

Renascono per soa qualitate;

Son temporate, dico, plù e mino.

Vertù se serra in lui, si como in seme

Che ten occulta soa humiditate;

Chè planta nasce, quando ’l sol la preme.

Cossì costei; chi la ten nel core,

In onne modo segue temperanza:

In cel fiorisce, poi ch’al mondo more.

E le nude ossa con la fronte calva, [C. c. 35]

Che dormeno vestite de speranza, [L. c. 37]

Renasceranno con la carne salva,

Quando la forza del Fattor benegno

Chiuderà giurno ne l’umano regno.

L'Acerba · 第 65 / 144 题