Poi che morte le penne ha plombino,
Renascono per soa qualitate;
Son temporate, dico, plù e mino.
Vertù se serra in lui, si como in seme
Che ten occulta soa humiditate;
Chè planta nasce, quando ’l sol la preme.
Cossì costei; chi la ten nel core,
In onne modo segue temperanza:
In cel fiorisce, poi ch’al mondo more.
E le nude ossa con la fronte calva, [C. c. 35]
Che dormeno vestite de speranza, [L. c. 37]
Renasceranno con la carne salva,
Quando la forza del Fattor benegno
Chiuderà giurno ne l’umano regno.