La salamandra, che nel foco vive[100] [L. c. 36] [C. c. 34]
E l’altro cibo la soa vita sprezza
Non sonno in lei potencie passive,
Ardendo, se renova soa coverta.
Così natura in lei pose fermezza;
Non vol che ’n fiamma già mai se converta.
Così fa l’alma che costei consegue,
Che mai non sente tormento nel foco,
Se la fortuna rumpe le sue tregue.
Pascese sola per la soa salute,
E del dolente mondo cura poco,
Considerando la soa servitute.
Camaleone che vive ne l’aire,
Qual è subiecto di tutti li uccelli,
E se de claritate fosse vanie,
Sopra le nube volando s’adduce
E passa quelle parti de li celi,
De fin che trova l’aire ’n pura luce.
Ive se pasce, ive se nutrica.
Allech in acqua et in terra talpa;
Or qui m’ascolta, se voi che te dica.
El pesce, for de l’acqua, poco guizza;
In picciol tempo la morte lo palpa:
E talpa ne la morte li occhi svizza.
Cossì fa l’alma che tal donna porta, [C. c. 34 t.]
Qual è subiecto de vertute sancte,
Che verso ’l celo da lui prende scorta,
Lassando de la vita oscuritate.
E per la fede sostene pene, o quante! [L. c. 36 t.]
Sol per vedere l’alta claritate.
E l’anima, che per luce fo creata
Per sormontare nelle dolci scale,
Per li occhi de costei deven beata.
Ma quando guizza da costei divisa,
Verso la morte con tristezza sale
E mai con conoscenza non s’avisa.
Sì como talpa elude li occhi belli,
Celando fin a la morte le soe colpe
De li acti avari invidiosi e felli.
Nel storto tempo sguarda el so fattore;
Debelità ten l’osse con le polpe,
Sperando a poco a poco le triste ore.
Quest’ultimo pentire mai non lodo,
E non desprezzo chi ten cotal modo.