Lunghezza della Cater. m. 17000

Altitudine a monte » 363 sopra il livello del mare

» a valle » 350 » » »

Media pendenza » 0,610

Celerità di corrente » 5

=5ª Cateratta di Solimanieh.=

Dall'estrema punta a Nord dell'isola di Marnad, in cui ha termine la 6ª

Cateratta, e tranne gli alti fondi di Abou-el-Ramleh a valle di Kendy,

di cui si è fatta parola nel descrivere la 6ª Cateratta e che non sono

di serio ostacolo, ben si può dire che la navigazione è libera sino a

Solimanieh (5ª Cateratta) cioè sino a 33 chilometri a valle di Bèrbera

ed a 288 chilometri dal Sabaloka (6ª Cateratta).

L'avvicinarsi della 5ª Cateratta, che prende nome da una borgata

della sponda sinistra del Nilo, è segnalato da due grandi isole,

l'una rocciosa, alluvionale l'altra, al disotto delle quali il Nilo

allargandosi raggiunge un'estensione di circa 4 chilometri. Là

appunto il suo letto è _sbarrato_ da sette altre isole, da un numero

considerevole di isolotti e da una quantità di roccie.

Queste roccie che, nel periodo di magra, emergono sul pelo dell'acqua

dai metri 7 ai 7,50, rendono impossibile qualsiasi genere di

navigazione e benchè sommerse durante le alte acque, ostruiscono

tuttavia la più gran parte del fiume nel suo corso.

Drekeh è la più importante delle sette grandi isole; essa è attorniata

da una linea non interrotta di scogli assai pericolosi, ed è separata

dalla riva destra del Nilo e dalle tre isole ad Ovest da due profondi

canali che entrambi si convertono in una Cascata. Questi due canali

soltanto servono di passo alle barche, le quali nella discesa li

oltrepassano con una velocità vertiginosa, a meno che non siano

trattenute da un forte vento del Nord. La sponda dell'isola Dekeh è

tutta quanta a picco, rocciosa e non permette l'alaggio; ond'è che

qualsiasi imbarcazione che rimonti il Nilo, sorpresa dalla calma nel

passo della Cascata, è costretta a retrocedere per riprendere il suo

cammino verso Sud, appena la brezza favorevole ritorni a manifestarsi.

La riva destra del fiume è coperta da colture, che si estendono a

monte della Cateratta sopra una lunghezza di 8 chilometri; sulla

sponda sinistra le coltivazioni si sviluppano per una lunghezza di 20

chilometri e per una larghezza dai 300 ai 500 metri, prolungandosi sino

all'estremità inferiore del Solimanieh.

Fra la 5ª Cateratta, che abbiamo or ora descritta, e la 4ª esistono

molte Cascate alcune delle quali non sempre navigabili in tutte le

stagioni dell'anno.

Faremo cenno delle principali e di quelle che per la posizione loro

hanno un'importanza notevole.

=Cascata di Bagareh.=

Fra la quinta Cateratta di Solimanieh e l'isola di Yankoueh il Nilo ha

uno sviluppo di 35 chilometri.

In questo percorso circonda parecchie isole ed isolotti e segnatamente

la grande isola di Kandessi, dove la navigazione, benchè difficile dopo

le piene, non viene tuttavia sospesa durante le magre.

L'isola di Yankoueh ha quasi un chilometro di larghezza sopra sei

chilometri e mezzo di lunghezza; è fertile e quasi del tutto coltivata.

Essa è contornata da roccie di granito nero, che all'Est formano la

Cascata di Bagareh e ad Ovest quella di Abou-Hachem. Queste due Cascate

non hanno che un'importanza relativa durante l'alto Nilo, ma durante le

acque basse sono impraticabili.

La riva destra del Nilo concede una striscia di terra coltivata di

12 chilometri che si stendono lungo la Cascata. Sulla riva sinistra

le coltivazioni sono ad intervalli, quantunque la vegetazione ne sia

più intensa e vi appariscano alcuni ciuffi di palma-docem e di acacie

simili a quelli che s'incontreranno a Nord di Dòngola.

Alla sua uscita dalle Cascate il Nilo che scorreva in direzione

Nord-Ovest fa un gomito attorniando l'isola Artol, più grande

dell'isola Yankoueh, e quindi riprende il suo corso verso il Nord.

=Cascata di Moghrat.=

L'isola di Moghrat situata a 513 Chilometri da Khartoum all'estremità

della gran curva che fa il Nilo nella direzione di Ovest Sud-Ovest per

circoscrivere dai tre punti cardinali Est, Sud ed Ovest il deserto di

Nubia, ed Argo presso Dòngola sono le più considerevoli delle isole

nilotiche; tutte e due hanno oltre 30 chilometri di lunghezza e circa 5

chilometri di larghezza.

Moghrat è una rocca immensa, di cui la parte montana è refrattaria

a qualsivoglia vegetazione; sovra alcuni punti dalla sua base

(specialmente al Sud) il fiume ha ricoperto le roccie di qualche strato

di alluvione, di cui gli isolani traggono partito.

Non ostante le numerose isole e le roccie esistenti all'estremità Sud

di Moghrat la navigazione non diventa realmente difficile, che al

disotto di quella parte del fiume che costeggia la grande isola e per

un percorso di 12 chilometri. Tuttavia lo sbarramento non è compiuto

che nel periodo della magra. Durante le acque alte alcuni battelli a

vapore hanno rimontati le Cascate di Moghrat aiutandosi colla macchina

e col soccorso di rimorchiatori. In quanto alle barche a vela spinte

da un buon vento possono in 10 giorni percorrere l'uno o l'altro dei

due rami del Nilo dalla punta Nord all'estremità Sud dell'isola. In

complesso sono necessari 15 giorni per superare la distanza che separa

Bèrbera dalla punta Nord dell'isola Moghrat.

A valle di Moghrat le sponde rocciose del Nilo si ravvicinano e lo

stringono in siffatto modo da ridurlo ad una larghezza di 150 a 200

metri, ed anche nei punti ove il suo letto riprende le sua estensione

normale, esso è sempre ingombro da roccie sino in prossimità dell'isola

di Morkos a 20 chilometri da Moghrat.

Sulla riva destra a Nord-Est di Moghrat si trova Abou-Hamed, villaggio

dove le carovane provenienti da Korosko si fermano prima di continuare

la loro via verso Bèrbera. Egualmente vi si arrestano le carovane

dirette a Korosko per le provviste di acqua prima di intraprendere la

traversata del gran deserto di Atmour.

Ma l'insieme di questa regione presenta un aspetto miserando; alcuni

strati di terra alluvionale qua e là intercalati fra le cavità tortuose

danno nutrimento a qualche acacia, il cui verde contrasta coll'aspetto

cupo delle roccie e col niveo dei flutti che senza posa le flagellano.

Le masse di sabbia sempre minaccianti d'invadere il magro dominio della

vegetazione, le acque che incessantemente si sforzano di allargare il

loro passo fra le roccie, tutto concorre a meravigliare lo sguardo e ad

impressionare l'immaginazione. Si può asserire senza esitanza che la

vita trascinata dagli infelici abitatori di questa contrada è peggiore

che in tutte le altre plaghe attraversate dal gran Nilo.

Tanto il passaggio della Cascata di Om-Deras quanto di quelle che le

tengono dietro a Touari ed a Kabenat non presenta difficoltà che nella

stagione della magra.

=Cascate di Touari e di Kabenat.=

Il letto del fiume già strozzato a monte dell'isola Kansah trova pure

ostacolo dalla punta Est dell'isola, che si spinge, quale cuneo, per

dividere la corrente; ma, come già si disse, durante le acque in

aumento per sei mesi dell'anno, la Cascata è navigabile.

=Cascata di Om-Deras.=

A valle dell'isola di Moghrat e sopra un percorso di 185 chilometri

il Nilo deve successivamente superare a distanze assai ravvicinate

i seguenti sette ostacoli: le Cascate di Om-Deras, Touari, Kabenat,

Edermieh, Bahak, la quarta Cateratta e Guerendid.

La Cascata di Om-Deras si trova a 91 chilometri e mezzo al disotto

della Cateratta di Moghrat, all'altitudine di 298 metri al disopra del

livello del mare.

È formato alla punta dell'isola Cherri da un nucleo di isolotti e di

roccie, enormi blocchi di granito di felspato bianco misto a micasto e

di felspato verde. Gli stessi componenti si riscontrano nelle montagne

che fiancheggiano il fiume da ambe le parti della Cascata.

L'isola di Cherri non è altro per sè stessa che una grande roccia di 10

chilometri di lunghezza, che permette qualche coltivazione della parte

rivolta verso la riva destra del fiume, ove di tratto in tratto si

osservano alcune particelle di terreno coltivo.

Più sotto a Kabenot il fiume è sbarrato per tutta la sua larghezza da

un banco di roccie, i cui neri culmini stanno scoperti e che, impedendo

la navigazione durante la decrescenza delle acque, costituiscono la

Cascata di Kabenat.

Nelle acque alte questa Cascata può essere superata, tanto nel

rimontare quanto nel discendere il fiume.

=Cascata di Edermieh.=

Un gruppo di sette grandi isole precede la Cascata di Edermieh, che

comincia all'estremità dell'isola di Doulka e si prolunga per 5

chilometri al di là dell'isola Archichi; ivi il fiume si rinserra

notevolmente e presenta gravi difficoltà alla navigazione. Tuttavia la

Cascata di Edermieh viene sempre superato nelle alte acque. Succede

talvolta che le barche provenienti dall'Egitto impiegano troppo tempo

nel superare i difficili passi che mano mano incontrarono nel rimontare

il fiume e sono sorprese dalle acque basse nell'affrontare la Cascata

di Edermieh, il che le obbliga ad aspettare la piena successiva

per continuare la loro rotta pel Nilo; in questo caso i passeggeri

preferiscono di abbandonarla al loro destino e dirigersi verso Chenay e

Berbera per la via del deserto.

=Cascata di Bahak.=

A 12 chilometri circa dall'isola d'Archichi il Nilo è di nuovo ostruito

dalla grande isola di Kandy, la quale altro non è che un'immensa e nuda

rocca attorniata da una quantità di isolotti e di scogli che ingombrano

i due rami del Nilo in tutte le direzioni sopra una lunghezza di 4

chilometri.

Banchi di sabbia di una grande distesa ed appena coperti durante le

alte acque aumentano ancora le difficoltà della navigazione.

I piloti delle Cateratte pretendono, e forse con ragione, che

quantunque la Cascata di Bahak sia breve in confronto alle altre,

tuttavia riesca una delle più pericolose fra quante la natura ha

seminate fra Khartoum ed Assouan.

In capo alle Cascate, il fiume si ristringe ad una larghezza di soli

280 metri per causa del ravvicinamento di due speroni che si partono

dalla catena di monti costeggianti le due sponde.

Su questi speroni esistono rovine di antichi fortilizi.

Il canale che si appoggia alla destra sponda, più largo di quello che

corre lungo la riva sinistra, manca di fondo; esso è impraticabile

anche nel momento più favorevole delle piene ordinarie.

La navigazione è per conseguenza costretta a servirsi del canale della

sponda sinistra; ma nel periodo soltanto delle alte acque.

Dopo questo periodo i battelli andrebbero irreparabilmente in secca

sui banchi di sabbia e sarebbero costretti a rimanervi sino alla piena

successiva per disincagliarsi e proseguire il loro cammino.

* * * * *

Riepilogando il sin qui detto risulta che fra la quinta e la quarta

Cateratta esistono Cascate di minore importanza in numero di sette,

alcune delle quali presentano tuttavia difficoltà abbastanza notevoli

per superarli.

Sulla quinta Cateratta (El-Solcinanieh) si possono dare i seguenti dati:

Distanza da Khartoum a monte 391 Chilometri

Id. dalla 4ª Cateratta a valle 415 id.

Id. da Assouan 1405 id.

Lunghezza della 5ª Cateratta m. 10000

Altitudine a monte m. 327,500

Id. a valle » 320,--

Media pendenza » 0,700

Celerità di corrente per minuto secondo » 6,500

=4ª Cateratta.=

Fra l'ultimo Rapido di Bahak, che abbiamo descritto or ora e la 4ª

Cateratta il corso del Nilo non è più libero che per una distesa da

4 a 5 chilometri, dopo i quali il suo letto offre l'immagine di un

cataclisma ciclopico, ove disordinatamente si frammischiano isolotti e

roccie. Masse di granito, di porfido e di basalto di ogni dimensione e

forma risvegliano l'idea del caos. L'acqua fremendo corre in mezzo a

questo pandemonio di chiuse e di roccie con una rapidità vertiginosa:

un passo pericoloso è seguito da un altro anche più pericoloso, e non

si può quasi concepire come fragili legni possano in un dato periodo

avventurarsi tra quelle infinite minaccie di morte. Questa successione

di roccie nere e deterse, che costituiscono la 4ª Cateratta,

impraticabile durante le acque basse ed assai pericolosa nelle piene,

presenta uno spettacolo imponente.

Il tetro silenzio che regna in quei luoghi rotto soltanto dal frastuono

dei flutti, l'aridità del suolo circostante e la solitudine vasta e

selvaggia di quella plaga concorrono potentemente a colpire lo spirito

di ammirazione mista a tristezza.

Benchè la Cateratta non abbia che la distesa di 6 chilometri, tuttavia

s'impiegano sei giorni per rimontarla; un chilometro al giorno.

La velocità delle acque in alcuni punti è straordinaria, in altri manca

il fondo, o l'alaggio non è possibile per la continuità di roccie a

picco, che si distendono lungo canali stretti e profondi; in alcuni

punti è necessità il far scivolare le barche o sulla sabbia o sulle

roccie.

S'impiegano talvolta fino a 1500 uomini per trascinare barconi per

mezzo di alaggio.

A tre chilometri a valle della Cateratta si riscontra una Cascata

conosciuta sotto il nome di Cascata di Terai; ma essa può benissimo

considerarsi come facente parte della 4ª Cateratta.

La Cascata di Guerendid, che viene in seguito, pone termine alla lunga

serie di Cascate comprese fra Amboukol a valle e Abou-Hamed a monte.

Fra questi due punti la navigazione si può dire libera durante tutto

l'anno.

_Distanze a cui si trova la 4ª Cateratta._

Da Khartoum a monte 706 chilometri

Dalla 3ª Cateratta (Hannek) a valle 350 »

Da Assouan 1090 »

Lunghezza della 4ª Cateratta m. 6000

Altezza a monte » 264,270

Id. a valle » 359,--

Media pendenza » 0,885

=3ª Cateratta di Hannek.=

All'isola di Argo ne succedono altre meno importanti: la più

ragguardevole è quella di Wabia che forma la testata della gran Cascata

conosciuta sotto il nome di Cateratta di Hannek. Gli approcci di

questa gran Cascata sono segnalati da una collina dirupata ed isolata.

Dopo Wabia si riscontrano parecchie altre isole.

La catena arabica, che si era notevolmente allontanata dal fiume nelle

vicinanze di Dongola, si ravvicina ad Hannek, dove le sue roccie lo

attraversano per collegarsi ad Ovest alle colline più avanzate delle

montagne libiche.

Durante le acque alte la Cascata di Hannek sparisce, e non si distingue

dalle altre parti del Nilo che per una più rapida corrente, che si

accentua a Lokoli, il solo passaggio, che conserva il carattere di

Cascata abbastanza pericolosa. Tuttavia la metà del letto dal lato

Ovest presenta sempre un'alternativa di correnti, di controcorrenti, di

vortici e di scogli cosparsi di graziosi e verdeggianti isolotti, che

durante la massima magra si possono visitare a piede asciutto.

Quando le acque si abbassano, il Nilo arriva ad Hannek diviso in due

grandi rami; quello dell'Est forma quattro canali secondari, mentre

quello dell'Ovest non ne forma che tre. Il canale di Lokoli, è il

principale, perchè da esso scorre la maggior parte delle acque del

Nilo, essendo meno ingombro di roccie e di scogli.

L'aspetto di Lokoli è imponente ed è il solo passaggio di cui si serve

la navigazione tanto nel discendere quanto nel rimontare il fiume.

La discesa è vertiginosa, e l'ascesa non può effettuarsi dalle barche a

vela, se non aiutate da vento molto favorevole.

La Cateratta di Hannek ha una lunghezza di 6 chilometri e mezzo; la

differenza di livello fra il suo principio ed il termine è di metri

3,20 durante le acque alte e di 5 metri e mezzo durante la magra.

Questa Cateratta, che relativamente alle altre ha una debole pendenza,

è meno pericolosa della 4ª e se le barche ordinarie provano difficoltà

reali a superarla nelle piene, egual cosa non può dirsi dei vapori, i

quali, se guidati da un buon pilota, percorrono in poche ore questa

Cascata in tutta la sua lunghezza.

Hannek è fra le Cascate del Nilo la più pittoresca per le sue numerose

isole verdeggianti e fertili, come sono tutti i terreni porfirici e

granitici situati in prossimità dell'acqua; ma, nel vero senso della

parola, la Cascata di Hannek può neppure chiamarsi Cateratta.

Prima di giungere a Vady-Halfe il corso del fiume deve superare molte

Cascate di minore lunghezza e considerazione, delle quali le principali

sarebbero quelle di Chaban, di Kaibar, di Amara, di Dal, di Akacheh, di

Okmeh, di Tangour, di Ambigol, Wady-Attir, e di Semneh.

In tutte queste Cascate il fiume forma a monte una specie di bacino

strozzato nella parte inferiore del ravvicinamento delle catene arabica

e libica e limitato dalle roccie stesse, che insinuandosi nel letto del

fiume collegano le due catene di monti.

Le acque un tempo si ammassarono in questi bacini, sintantochè per la

loro pressione riuscirono ad aprirsi in vari punti degli aditi che, man

mano, mediante la corrosione, seppero allargare.

A valle delle Cascate ora mentovate il letto del fiume si distende;

canali più o meno accessibili e varianti per numero corrono in mezzo

alle roccie con una velocità, che muta in ragione diretta della

differenza di livello tra l'amonte e l'avalle ed in ragione inversa del

numero delle breccie, che l'acqua ha potuto effettuare; il tutto poi è

incassato fra le sponde del fiume elevantisi dai 40 ai 150 metri sopra

il livello delle acque.

_Distanza a cui si trova la 3ª Cateratta._

Da Khartoum a monte Chilometri 1130

Dalla 2ª Cateratta di Wady-Halfa a valle id. 318

Dalla 1ª Cateratta di Assouan id. 666

Lunghezza della Cateratta circa metri 7000--

Altezza a monte id. 222--

Id. a valle id. 216,50

Media pendenza id. 0,853

=2ª Cateratta di Wady-Halfa.=

In tutte le Cascate prese finora in esame il Nilo forma a monte una

conca, ossia una specie di bacino strozzato nella sua parte inferiore

pel riavvicinamento delle due catene arabica e libica con un sottosuolo

che, attraversando il fiume, collega le due catene. Ove il bacino si

rinserra, ivi comincia la Cascata.

Le acque accumulandosi un tempo in questi bacini si apersero a poco a

poco per la loro stessa pressione degli aditi nella barriera naturale

formata dal collegamento delle due catene di montagne, aditi che la

corrosione delle acque andò sempre allargando, essendo esse costrette a

defluire in un letto serrato da argini elevantisi sul pelo dell'acqua

da 40 a 150 metri di altezza.

La Cateratta di Wady-Halfa fa eccezione a questa regola generale per

quanto riflette la sua parte superiore.

In essa non si nota alcun ravvicinamento delle due catene

fiancheggianti il fiume, le quali gli si mantengono sempre parallele;

nessun indizio accenna l'avvicinarsi della Cascata salvo il frastuono

delle acque che impetuose s'infrangono fra le roccie. La Cateratta,

invece di essere serrata, si espande per una lunghezza e per una

larghezza considerevoli, e le roccie che la costituiscono sembrano

casualmente emergere sul pelo delle acque, mentre invece esse sono

parte integrante di una delle due catene che fiancheggiano il fiume.

Durante le alte acque la maggior parte delle roccie restano sommerse,

il che non toglie che la Cateratta di Wady-Halfa costituisca il punto

più pericoloso del Nilo, per il che i piloti non ne tentano mai il

passaggio con barche cariche anche nelle più grosse piene. Per questi

motivi appunto Wady-Halfa veniva scelto come testa di linea di ferrovia

pel Soudan.

Dopo il 1885, in seguito alla rivolta di quella regione non potendosi

più utilizzare i nilometri di Khartoum e di Bérbera, si pensò ad

impiantarne uno a Wady-Halfa sulla sponda destra del fiume. Ma esso

è insufficiente, perchè elevandosi soltanto di metri 6,72 al disopra

della quota della magra, non può neppure segnare le piene ordinarie le

quali in quel punto arrivano a metri 8,30 e raggiungono sino i 9 metri

negli anni eccezionali.

Wady-Halfa, villaggio insignificante, ha acquistato dopo il 1885

un'importanza notevole coll'insediamento di un governatorato generale,

che abbraccerà l'amministrazione civile e militare della provincia

frontiera del Sud dell'Egitto.

Inoltre per misure di sicurezza per la difesa della linea di confine

venne a Wady-Halfa creato un campo trincerato con forte presidio

anglo-egiziano allo scopo di arrestare i ribelli, ove tentassero di

avanzarsi verso il Nord.

Nel discendere il Nilo si riscontra a poca distanza da Wady-Halfa

Ibsamboul, celebre per le imponenti ruine de' suoi antichi templi e

delle sue statue colossali.

Questi splendidi monumenti scavati nella viva roccia dei monti libici

colpiscono il viaggiatore di meraviglia, anche se prima ha visitato

Luxor, Karnak, Denderah, Abido e le grandi Piramidi.

Le rovine di Ibsamboul colle enormi loro dimensioni, colle loro

ammirevoli e giuste proporzioni, colla finitezza della loro esecuzione

attestano in modo evidente quanto fosse il grado di civiltà e di

grandezza del popolo che le legò alle presenti generazioni.

Vi sono in seguito, continuando a discendere il fiume, altre rovine ed

altri templi dell'epoche dei Tolomei e di Roma, le quali elevandosi

sopra le sabbie rompono la scoraggiante monotonia di una regione,

che per un percorso di circa 350 chilometri è rattristata dalla

inflessibile aridità del deserto, il cui dominio invade peranco le

sponde del Nilo.

Ad un terzo della distanza che separa Wady-Halfa da Assouan s'incontra

il villaggio di Korosko, che non ha altra importanza tranne quella

che, essendo collocato sulla sponda destra del fiume, ha dominio

sulla strada delle carovane pel Soudan e su quella che, attraverso al

deserto, conduce ad Abau-Hamed ed a Bérbera.

Una vasta pianura precede Kalabhek, luogo destinato, in un giorno

forse non lontano, a diventare un punto d'una importanza indiscutibile

nell'idrografia del Nilo.

Si tratterebbe di costrurre in quelle vicinanze una gran diga

attraverso al Nilo capace di arrestarne il passo a parecchie migliaia

di metri cubi d'acqua allo scopo di fecondare tutto il piano di

Kalabcheh.

Questa notevole massa liquida verrebbe gradatamente restituita al fiume

durante le acque basse, quando cioè il Nilo non è più in grado di dare

acqua sufficiente per l'alimentazione dei canali del Delta.

_Distanza a cui si trova la 2ª Cateratta._

Da Khartoum a monte Chilometri 1448

Dalla 1ª Cateratta di Assouan a valle id. 348

Lunghezza della Cateratta metri 1700--

Altitudine a monte id. 138--

Id. a valle id. 120--

Media pendenza id. 1,058

=1ª Cateratta di Assouan.=

Il Nilo, per cinque o sei chilometri prima di costituire la Cateratta

di Assouan, è cosparso di isole, isolotti e roccie, che succedendosi

a brevi intervalli producono numerose cascate, risalti e ribollimenti

assai gradevoli alla vista.

Durante le alte acque questi ostacoli scompaiono in parte e formano

altrettante Cascate, che le barche ed i vapori non di grande portata

possono agevolmente superare.

Il Nilo prima di superare la sua ultima Cateratta (che è la prima per

chi rimonta il corso del fiume) circonda le grandi isole Héasi, di

Avvad e di Bega. Ad Est di quest'ultima incontrasi la bellissima isola

di Phile, la quale segna il limite estremo della maggior parte dei

viaggiatori del Cairo che rimontano il Nilo.

L'isola di Phile è da ogni parte attorniata da brune roccie, e giace in

mezzo ad una specie di golfo che all'occhio sembra indicare il limite

del Nilo.

Un tentativo infelice venne fatto, quarantacinque anni or sono, per

migliorare la navigazione alla Cateratta di Assouan.

A tale scopo si fecero saltare alcune roccie, che ostruivano il

passo principale. Questo lavoro ebbe per risultato di approfondire

il canale e per conseguenza, aumentando la corrente, si rese più

difficile l'accesso. Per fortuna non si andò più oltre; altrimenti

se l'esperimento avesse avuto un maggiore sviluppo, sarebbe riuscito

esiziale per l'Egitto. I numerosi ostacoli accumulati sopra alcuni

punti dei grandi rami del Nilo, e specialmente fra la sesta e la prima

Cateratta, per un percorso di 1800 chilometri, sono una delle più belle

provvidenze della natura. Gli antichi Egizi consideravano gli ostacoli

naturali entro il letto del Nilo come nocivi all'aumento del benessere

generale, e quindi causa diretta delle frequenti emigrazioni delle

tribù verso il Sud; la scienza moderna invece li ammira, perchè essi

servono di complemento indispensabile pel regime delle acque, che ha

creato l'Egitto e ne alimenta la fertilità.

I laghi dai quali scende il Nilo, nonchè le paludi del nono grado

che attraversa, sono i potenti regolatori che costituiscono le piene

regolari; ma l'azione loro sarebbe paralizzata, se essa non avesse

per potente ausiliario i numerosi ostacoli naturali che rallentano la

rapidità delle acque.

Questi ostacoli, che possono chiamarsi i regolatori complementari

del Nilo, trattengono tanto nelle piene, quanto nel periodo di magra,

una parte della massa d'acqua che incessantemente si sprigiona

dall'equatore e dai monti dell'Etiopia. Senza le Cateratte e senza quel

complesso di Cascate, che compensano le differenze di altitudine in

alcuni tratti considerevoli nell'alto bacino del fiume sino ad Assouan,

il Nilo sarebbe per alcuni mesi un torrente impetuoso e devastatore

invece di essere il fiume benedetto e largo di benefizi per quelle

regioni cui regolarmente concede il favore delle sue acque.

A differenza delle violente rivoluzioni e distruzioni cui sono soggetti

e popoli e città e monumenti anche i più solidi, i fiumi subiscono

alterazioni lente, ma continue che modificando il loro regime variano

l'aspetto ed i caratteri speciali delle contrade che attraversano.

Il Nilo non va esente da questa legge naturale ed i fenomeni che si

osservano nelle roccie delle sue Cateratte, composte di elementi

eterogenei, si appalesano per mezzo di violenti corrosioni causate

dall'acido carbonico, che il Nilo bianco trascina seco. L'azione di

quest'acido carbonico eccitata dal fregamento dinamico dei tanti

miliardi di metri cubi d'acqua che da centinaia di secoli si versano

dall'Africa centrale nel mare, ha lentamente, ma incessantemente

alterato il profilo delle Cateratte, alcune delle quali, consumate ed

affrante, da molto tempo scomparvero.

La distruzione incessante e le varianti che ne emersero nel letto del

fiume hanno causata la rovina di quelle terre non più visitate dalle

acque delle inondazioni. Dei 270 mila chilometri quadrati di terreno

nilotico, che esistevano fra Khartoum ed Assouan, 2 mila soltanto

possono ancora essere coltivati.

Il rimanente da gran tempo incolto e progressivamente invaso dalle

sabbie del deserto è sotto la minaccia continua di essere per sempre

perduto per l'industria umana. Questa parte della valle del Nilo

è ridotta ad un _minimum_ di popolazione ed i suoi abitanti sono

costretti ad un eccesso di lavoro soltanto per irrigare con mezzi

artificiali il terreno.

Se le Cateratte non esistessero, farebbe d'uopo il crearle. Esse

esistono; ma siccome il tempo ed il Nilo le hanno quasi tutte solcate

con numerose, larghe e profonde breccie ed alcune di esse vennero del

tutto distrutte, il problema a risolversi si può formolare nel modo

seguente:

Ricostituire quelle parti del letto del fiume che vennero distrutte e

limitare il numero dei canali che l'acqua si è aperto, coll'ostruirne

parecchi allo scopo di elevare il piano d'acqua del Nilo affine di

aumentare la vegetazione e la distesa delle terre coltivate minacciate

sempre dall'invasione delle sabbie del deserto, e rendere il Nilo

navigabile dal Mediterraneo all'Equatore; in una parola, migliorare in

quelle regioni, non più visitate dalle acque del Nilo, le condizioni

della vita umana.

_Distanza della 1ª Cateratta di Assouan._

Da Khartoum a monte 1796 chilometri

dal Cairo a valle 1945 »

Lunghezza della Cateratta d'Assouan metri 5000--

Altitudine a monte » 94,160

» a valle » 89,160

Media pendenza » 1--

=Il Nilo tra Assouan ed il mare.=

Da Assouan al Cairo sopra una lunghezza di 941 chilometri il Nilo

scorre attraverso ad una stretta vallata lungo versanti di montagne, o

lungo margini di altipiani, la cui altitudine varia tra i 50 ed i 350

metri.

È rigorosamente provato che il regime del Nilo in questo tratto del suo

corso era mantenuto, molti secoli addietro, da Cateratte o da Cascate e

da un bacino lacustre che hanno cessato di esistere. Quanto al bacino

lacustre, la cui esistenza non potrebbe essere posta in dubbio, si

trovava ad 840 chilometri al Nord di Assouan, là dove la catena libica

forma un'enorme cintura attorniando una depressione del suolo.

I punti più bassi di questa depressione sono oltre 50 metri al disotto

del Mediterraneo. Si perviene a questa vasta cinta per mezzo di un

burrone formato dallo scartamento di due dei contrafforti, che si

trovano più a levante della montagna.

Il burrone fu occupato dal Nilo, allorquando scorrendo ad Ovest del suo

letto attuale venne, in remota epoca non precisabile, ad aprirsi un

passaggio riempiendo per conseguenza l'intiera depressione di terreno

di cui si è fatta parola.

Durante secoli e secoli la notevole massa d'acqua raccolta in lago

servì di regolatore, ricevendo dal Nilo le acque delle sue piene, e

restituendole al fiume stesso all'epoca della sua magra.

In seguito, sia che il Nilo abbia abbandonato il suo letto primitivo,

onde le acque non giunsero più pel canale di derivazione che in una

quantità insufficiente, sia che un cataclisma geologico abbia prodotto

un parziale sollevamento di suolo nel punto di derivazione delle acque,

il bacino lacustre si disseccò gradatamente e pose allo scoperto

strati alluvionali, che trasformarono questo luogo, prima deserto, in

una oasi fertile ed abitabile.

Questa oasi è la provincia di Fayoum, celebre per il laberinto ed il

lago artificiale creati da Amenemba ossia dal Re Meris dei Greci,

visitati e descritti da Erodoto, Strabone, Plinio e Diodoro di Sicilia;

in seguito vennero distrutti.

A 968 chilometri da Assouan e a 23 chilometri a valle del Cairo il Nilo

si divide in due rami ed attraversa l'immensa pianura, che costituisce

il Basso Egitto. Il ramo dell'Est ha 236 chilometri di sviluppo; quello

dell'Ovest compensa la sua minor lunghezza con vari giri; dimodochè il

suo totale sviluppo riesce eguale a quello del ramo orientale.

Sotto i Faraoni e sotto i Tolomei il Nilo si divideva in sette

diramazioni, cinque delle quali abbandonate dalle acque poco a poco si

colmarono.

Non rimangono quindi che i due rami sopraindicati, il Phatnitico o di

Damietta ed il Bolbitico o di Rosetta, i quali portano le acque del

Nilo al Mediterraneo.

La forma triangolare del Basso Egitto gli ha fatto dare il nome di

Delta, che è formato dalle alluvioni portate dal fiume. Il suo litorale

presenta una base di 300 chilometri, limitati a levante dalle rovine di

Pelosa, a ponente dalla città di Alessandria.

La superficie totale del Delta colle sue paludi, lagune e dune è di

22276 chilometri quadrati, dei quali la metà soltanto è coltivata.

La spiaggia del Delta avanza gradatamente nel mare specialmente verso

le due foci del Nilo e continua a trasportare terra. La media annuale

della conquista, che la terraferma fa sul mare per opera del Nilo, è di

metri 2,50.

Al culmine del Delta vale a dire nel punto in cui il Nilo si divide

in due rami venne costruita un'opera gigantesca di asseragliamento di

un'importanza capitale. Di quest'opera chiamata il barraggio del Nilo

si terrà parola in altro Capitolo.

Fra Assouan ed il mare il totale sviluppo del Nilo è di 1204

chilometri. In questo percorso le varie sue lunghezze sono le seguenti:

=Larghezza del Nilo.=

+-------------------+---------------+--------------------------------+

| | Fra Assouan | Fra il barraggio e le sue foci |

| PERIODI |ed il barraggio+--------------------------------+

| | |RAMO DI ROSETTA|RAMO DI DAMIETTA|

+-------------------+---------------+---------------+----------------+

|Maximum delle piene| 2000 metri | 900 metri | 500 metri |

|Mezza piena | 1000 id. | 600 id. | 300 id. |

|Magra | 450 id. | 450 id. | 200 id. |

Gli antichi Egizi conoscevano l'importanza delle misure del loro fiume

ed avevano stabiliti in vari punti dei Fluviometri.

Prima del 1886 i movimenti del Nilo erano registrati:

1º Al nilometro di Elefantina, comunemente detto nilometro di Assouan

(945 chilometri a Sud del Cairo);

2º Al nilometro di Rodah (4 chilometri a Sud del Cairo);

3º A quello del barraggio (23 chilometri a valle del Cairo).

I due nilometri, o Mequyas, di Assouan e di Rodah sono graduati in

misura egiziana detta _pic_. Il _pic_ è presentemente ragguagliato a

metri O,54.

Il nilometro del barraggio porta la graduazione metrica.

Esso è stabilito alla punta Sud del Delta ed è collocato al fianco

destro del barraggio (ramo Rosetta); porta due graduazioni distinte

l'una a monte e l'altra a valle del barraggio; quest'ultima serve a

riconoscere di quanto si abbassi il pelo dell'acqua al disotto della

chiusa d'acqua, quando le porte, che costituiscono il barraggio, sono

abbassate.

Lo zero ai tre indicati nilometri di Assouan, di Rodah e del barraggio

corrisponde alle altitudini di metri 84,160, metri 11,832 e metri 10 al

di sopra del livello medio del Mar Rosso, superiore di metri 0,60 al

livello medio del Mediterraneo.

La piena del Nilo è forte o debole in proporzione delle pioggie

cadute all'Equatore e sopra le montagne dell'Etiopia. Il suo percorso

ascendente non è mai soggetto a repentine varianti; subisce soltanto

alcune oscillazioni alternate durante la massima magra, che succede

nel mese di maggio. Il Nilo comincia il suo movimento ascensionale

in giugno. È appunto verso il 20 di detto mese, che si celebra la

festa del Nokta (goccia) che indica il principio della piena, che si

manifesta al Cairo, osservando le acque che si vestono di un colore

verde. Il fiume accentua la sua piena in luglio ed agosto e si mantiene

tale in settembre. Qualche volta si è manifestata la massima piena

nei primi giorni di agosto. Ma queste piene premature sono eccezioni

che non infirmano per nulla la regolarità, colla quale le piene del

Nilo si riproducono da migliaia d'anni. Il movimento ascensionale è

generalmente più accentuato dal 1º al 20 settembre. Il livello delle

acque appare stazionario per pochi giorni e poi il fiume comincia a

decrescere, d'ordinario nella prima settimana di ottobre.

La piena è detta _reale_, quando raggiunge il suo più favorevole

livello, che è di 22 _pic_ ossia metri 18,50 misurati al nilometro del

Cairo. Oltre questo limite l'inondazione riesce sempre disastrosa.

[Illustrazione: PRIMA CATARATTA (RAPIDA) detta di ASSOUAN]

[Illustrazione: CHIOSCO NELL'ISOLA DI PHILE]

Egitto · 第 44 / 70 题