IL TENTATO ASSASSINIO DI CRISTINA BELGIOJOSO.

Sul tentato assassinio, sulle sette stilettate, di cui fu vittima

Cristina Belgiojoso nel 1853 in Asia, e di cui parla questo

libro alla pag. 345, la stessa Principessa inviò una lettera alla

sorella marchesa Giulia Rorà, allora a Torino, narrando tutt'i

particolari del delitto. L'autografo di questa lettera, che

l'autore del presente volume ebbe dalla cortesia della marchesa

Luigia Visconti d'Aragona, ora è conservato nella Biblioteca

Ambrosiana. Qui testualmente si riproduce il drammatico racconto

della intrepida dama: più avanti, riproduciamo in _fac-simile_,

un'altra lettera da lei scritta al fratellastro marchese Alberto

Visconti d'Aragona da San Giovanni di Bellagio sul Lago di

Como, dove la Principessa dimorava accanto alla figlia marchesa

Maria Trotti; lettera molto notevole perchè, mentre parla delle

sofferenze nervose della Principessa, ne spiega, tacitamente, in

certo modo, le anomalie. Questa lettera, il cui autografo è ora

presso l'autore di questo libro, gli fu favorita anch'essa dalla

gentil marchesa Visconti d'Aragona. Ed ecco prima la narrazione

del delitto. _Maria_ era la figlia giovinetta che la Principessa

aveva condotto con sè in Asia. M.r Méon e il signor Pastori, a

cui la lettera accenna erano (specialmente il secondo) agenti

della Principessa, la quale, non ostante le stremate fortune,

viveva anche in Asia fra varii agenti, servi turchi, servi

cristiani e un farmacista.

_Da una montagna del mio Tchifflik._

La Principessa Belgiojoso Da memorie mondane inedite o rare e da archivii segreti di Stato · 第 41 / 75 题