V.

Un giorno d'autunno, in tanto che madonna Giovanna e una fantesca

distendevano il bucato al sole, arrivò di corsa a Santelmo uno scudiero

del Farneto. -- Madonna -- disse --, messer Lapo sta male e vuol

vedervi. -- Ciò udito madonna Giovanna affollò lo scudiero d'inchieste e

Raimondo fece sellare il leardo.

Presero per via piú breve il sentiero occulto che l'amore di Raimondo

aveva tracciato dentro il bosco. E andando, con l'anima in pena, la

donna si raffigurava il padre morente nella camera ove egli era rimasto

lieto un mattino ad attenderla sposa e poi in un tormentoso abbandono

era rimasto dei mesi ad aspettare la morte; lo rivedeva quale l'aveva

veduto un giorno fanciulla portare di peso dai servi entro la stessa

camera, il volto contraffatto e gli occhi gonfi e sanguigni, brutto,

pauroso; e a secondare cosí con la fantasia commossa il ricordo lontano,

sentiva quasi un conforto risalendo piú addietro nelle memorie della

puerizia, quando per virtú della sua gaja innocenza quetava le ire del

padre, ne raddolciva le asprezze e ne dissipava forse i truci disegni:

su 'l castello gravavano leggende di misteri foschi. Essa, con la

visione precisa dalle cose infantili, ricorreva ora per le camere ampie

fredde e sonore; nella corte chiusa da muraglie umide; nell'orto

incolto; sotto il porticato conventuale; attorno la cinta tutta

screpolata e macchiata di licheni e di muschi, e chiamava il padre con

strilli di terrore e di gioia; ed egli con un pallido sorriso

l'accoglieva nelle sue braccia.

Ma ora egli moriva e forse era già morto senza averla riveduta, dopo

averla invocata e attesa invano: forse era già morto! Ella guardò il

marito che le veniva appresso pensoso e silenzioso.

Sotto i piedi del leardo crepitavano le foglie secche. Nel bosco era una

tristezza lugubre.

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Giunti che furono al castello madonna Giovanna corse dove ser Lapo,

adagiato sopra un seggiolone e sorretto da guanciali, traeva a stento il

respiro presso un'ampia finestra. Il suo aspetto non era piú quello di

un tempo e non era quello che la figliola s'era raffigurato: nel viso

esangue traspariva la sofferenza di un micidiale dolore per gran tempo

raccolto e protratto, ma l'anima, che aveva conteso il corpo alla morte

e per brev'ora aveva vinto, quasi purificata dalla contesa e dalla

vittoria gli effondeva nel viso esangue una luce nuova di bontà e di

pietà. Gli occhi non piú irosi e torvi guardarono con dolcezza placida,

a lungo; poi dalle labbra raggricciate e livide uscirono finalmente

parole miti e generose. E messer Lapo, che aveva perdonato a' suoi

figli, volle vedere Raimondo, e riconoscendolo disse: -- Muoio.

Seguí un silenzio d'alcuni minuti, eterno, e rotto soltanto dai

singhiozzi della figliola e dal gorgoglioso respiro del padre. Poi

questi, quasi vaneggiasse o afferrasse in una riflessione estrema

un'estrema ricordanza, balbettò ancora: -- Quel cavallo.... quello....

O era l'ultima volontà di ser Lapo? Ordinando di condurre nella corte,

sotto la finestra, il leardo, madonna Giovanna indovinava essa l'ultima

volontà di ser Lapo? -- Poco dopo il leardo raspava giú nella corte, e

la figlia china su 'l padre -- È là -- disse tendendo la mano verso il

cavallo.

Il vecchio alzò le pálpebre ed abbassò uno sguardo dalla finestra; lo

vide e parve che sorridesse: ma le pálpebre non ricaddero sopra le

pupille spente.

-- Padre! -- gridò la donna.

Il sire di Farneto, morto, pareva che sorridesse.

Vecchie storie d'amore · 第 13 / 52 题