Come se gli spogli, le tasse violente, i comandamenti non solo

imperiosi, ma ancora capricciosi abbastanza non avvertissero i Romani

della servitù, inserirono i quattro commissarj nella constituzione

Romana questo capitolo, che fu il trecentesimo sessagesimonono, che si

avesse a fare, al più presto, un trattato d'alleanza tra la repubblica

Romana e la Francese; che insino a che questo trattato fosse ratificato,

tutte le leggi fatte dai due corpi legislativi Romani non potessero

essere nè pubblicate, nè eseguite senza l'approvazione del generale

Francese che stava al governo di Roma; che il generale medesimo potesse

di sua propria autorità fare tutte quelle leggi, che a lui paressero

necessarie, conformandosi non ostante alle instruzioni del direttorio.

La constituzione Romana aveva posto a difficile partito coloro, che

occupavano le cariche ancora sussistenti del governo precedente, e

generalmente tutti coloro, che, sentendo tuttavìa a norma delle antiche

massime, erano pure obbligati, per le necessità loro, a servire allo

stato nuovo. Era nella constituzione un capitolo, che ordinava di giurar

odio alla monarchìa, fedeltà ed attaccamento alla repubblica. Papa Pio

aveva udito dal suo secesso della Certosa di Firenze, che il governo

della repubblica esigeva questo giuramento da tutto il clero, e dai

parochi di Roma. Volendo per regola delle coscienze definire questa

materia, e parendogli, che non si convenisse ai ministri della religione

il giurar odio ad alcuna forma di governo, scrisse un breve a monsignor

Passeri, vice gerente di Roma, ammonendolo non esser lecito prestar

puramente, e semplicemente il giuramento suddetto, ed ordinandogli di

notificare agi'intimati questa sua decisione pontificia e di avvertire,

che l'eseguissero. Ma siccome, continuava a discorrere, interessava

anche moltissimo, che la repubblica fosse persuasa della rettitudine

delle massime del clero di Roma relativamente al repubblicano governo

conformi in tutto agl'insegnamenti della cattolica religione, così

statuiva, che ciascuno potesse con sicura coscienza giurar fedeltà e

soggezione alla repubblica, che attualmente comandava, essendo stato

unanime insegnamento de' Santi Padri, e della chiesa, che sia dovuta

fedeltà e subordinazione a chi, secondo le varietà dei tempi, ha in mano

le redini del governo, o sia a chi attualmente comanda. Definì inoltre,

che ciascuno potesse giurare di non prender parte in qualsivoglia

congiura, trama, o sedizione pel ristabilimento della monarchìa, e

contro la repubblica; e potesse altresì giurare odio all'anarchìa,

essendo questa uno stato di disordine. Finalmente deliberò, che si

potesse giurare fedeltà ed attaccamento alla constituzione, salva

peraltro la cattolica religione. Pensava papa Pio, che i magistrati

della repubblica non avrebbero rigettato questa formola, giacchè era in

tutto conforme, come si esprimeva, all'atto del popolo sovrano dei

quindici febbrajo del 1798, con cui il popolo riunito innanzi a Dio, ed

al mondo tutto, con un sol animo, ed una sola voce aveva dichiarato,

voler salva la religione, quale di presente venerava ed osservava, cioè

la religione cattolica. Ma partito da Roma monsignor Passeri, e

succedutogli nella carica di vice gerente l'arcivescovo di Nassanzio,

quest'ultimo di propria autorità, e contro le intenzioni del papa, diede

una seconda instruzione, per cui i professori del collegio Romano e

della sapienza si credettero autorizzati a prestare, come fecero, il

giuramento tale qual era prescrito dalla constituzione, solo facendo

verbalmente qualche protestazione. Udì gravemente il papa

quest'accidente, e rescrivendo all'arcivescovo, lo ammonì di nuovo delle

sue intenzioni, gli comandò, richiamasse la seconda instruzione, e si

lamentò, che per lei, e per l'esempio dei professori soprannominati

sembrasse, che Roma già maestra di verità, si fosse fatta maestra

dell'errore. Savie, prudenti, e conducevoli alla quiete dello stato

erano queste sentenze di Pio. Da loro si può dedurre un utile

ammaestramento, e quest'è, che la religione è, e debb'essere tutta

spirituale, e che non le è lecito l'ingerirsi nella forma del governo

politico delle nazioni. Intanto questa faccenda dei giuramenti, per

l'ordinario tanto gelosa, si rammorbidì facilmente sì per la prudenza

del papa, come per la sopportazione dei magistrati della repubblica, nè

produsse, come si temeva, o movimenti, o persecuzioni d'importanza.

Creata la repubblica Romana, si spegneva l'Anconitana, la quale non era

stata mai altro, che un appicco contro il papa, l suoi territorj, salvo

San Leo, s'incorporarono alla Romana.

Il dì venti marzo si celebrava nella vastissima piazza del Vaticano, la

confederazione della repubblica Romana a guisa di quella, che fu da noi

descritta della Cisalpina. Furonvi archi trionfali, sinfonìe,

illuminazioni, canti, balli; magnifica festa, ma con molto schiamazzo, e

molte satire alla Romanesca. Saliva con grande apparato sul Campidoglio

Dallemagne, chiamava i senatori, apriva il senato, spiegava al vento la

Romana bandiera. Poi instituiva il tribunato, quindi i consoli sulla

piazza del Vaticano; bandiva la constituzione, dichiarava Roma libera; i

consoli dall'alto della scalea giuravano. Si coniava poscia, pure

Romanescamente al solito, la medaglia adulatoria, bella assai, e con

questi motti: _Berthier restitutor urbis, e Gallici salus generis

humani_.

FINE DEL TOMO III.

INDICE DEL PRESENTE VOLUME

1797

Nuovi pensieri di Buonaparte _pag._ 6

Si accosta all'Alemagna 8

Thugut, ministro Austriaco 10

Parole di Buonaparte ai soldati 11

Disposizioni dell'Austria 12

Debolezza morale del suo esercito 13

Carlo arciduca viene in Italia 13

Disposizione dell'esercito Austriaco 14

Differenza tra Carlo e Buonaparte 15

Lusignano si arrende prigione ai Francesi 17

Francesi passano la Piave 17

E il Tagliamento 17

Schulz generale prigioniero 18

Joubert in Tirolo 19

Rompe Laudon 20

Kerpen si ritira a Sterzing 20

Joubert prende Brissio 21

Tirolesi all'armi 21

Progressi di Laudon 22

Joubert si ritira a Linzo 23

Laudon prende Trento e Roveredo 23

Ocskay custodisce male la Ponteba 24

È battuto da Massena 24

Vittoria di Tarvisio e di Raibel 26

L'arciduca pensa a difendersi 26

Differenza nel combattere de' Francesi e Tedeschi 28

Buonaparte a Clagenfurt 29

Scrive all'arciduca 30

Risposta che ne riceve 30

Trattato di Leoben 31

Clarke a che avesse esortato l'imperatore 32

Tradimento che si ordisce contro Venezia 33

Baraguay d'Hilliers s'impadronisce di Bergamo 34

Podestà Ottolini 34

Congregazione segreta in Milano 34

Landrieux 34

Segretario Stefani 34

Avvocato Serpieri 34

Membri della congregazione segreta 35

Battaglia provveditore 35

Rivoluzione in Bergamo 36

Lefevre comandante 37

Scaccia Ottolini da Bergamo 38

Rivoluzione di Brescia 40

Vincenti 40

Incertezze del Battaglia 41

Scrive a Buonaparte 41

Antonio Niccolini conduce gente contro Brescia 42

Mocenigo podestà 42

Minaccie di Lecchi 43

Battaglia cede 43

Mocenigo fugge 43

Pisani stato molto tempo nei piombi 43

Querele del Senato 44

Pesaro e Corner mandati a Buonaparte 44

Risposta di questi 45

Minaccia di Landrieux 45

Risposta di uno del direttorio al nobile Querini 46

Lusinghe di Kilmaine 48

Rivoluzione di Crema 49

L'Hermite a Crema 50

Gambazocca, Asperti, Locatelli, Romini 50

Differenza tra Brescia e Bergamo 51

Insidie contro Verona 52

Il capitano Pico 52

Schiavoni mandati a Verona 53

Giovanelli ed Erizzo provveditori 53

Conte Francesco degli Emili 53

Conte Verità e conte Valenza 54

Due Castelli come taglieggiato 54

Fatto di Salò 55

Cicogna provveditore 55

I popoli Veneti si armano 56

Falso manifesto attribuito al Battaglia 57

Salvadori n'è l'autore 57

Termometro politico, giornale 58

Minaccie di Lahoz 60

Dimostrazioni ostili di Buonaparte contro Venezia 62

Junot mandato a Venezia 62

Lettera di Buonaparte al doge 63

Risposta del doge 65

Altre insolenti calunnie di Buonaparte 65

Sue proposte alla repubblica fatte da Lallemand 67

Risposta del senato 69

Francesco Donato e Leonardo Giustiniani mandati a

Buonaparte 70

Avvisi dell'ambasciatore Grimani 70

Altri del Querini 71

Vissovich e sue fraudi 71

Ingiustizia del direttorio contro Querini 73

Fermenti nel Veronese 74

Capitano Carrere 75

Prete Malenza 75

Generale Balland 76

Sollevazione di Verona 76

Giovanelli provveditore 80

Capitano Caldogno e conte Nogarola 81

Predica di Luigi Colloredo cappuccino 84

Laugier vuole entrare con legno armato nel porto di

Venezia 90

Domenico Pizzamano 90

Il legno Francese assaltato dagli Schiavoni 91

Trattative per Verona 92

Verona si arrende 95

Il cappuccino Colloredo decapitato 96

Rapine dei Francesi in Verona 96

Bouquets commissario di guerra 97

Verona taglieggiata 97

Lahoz fa rivoltar Vicenza 97

Furibonda lettera di Buonaparte 99

I tre inquisitori e il comandante del Lido carcerati 100

Donato e Giustiniani a Buonaparte 100

Risposta che loro dà 101

Intima guerra a Venezia 103

Apprestamenti di Venezia 105

Adunanza in casa del doge Manin 106

Parole del doge 106

Il cavalier Dolfin 106

Francesco Pesaro 107

Zaccaria Vallaresso 107

Giuseppe Priuli e Niccolò Erizzo 107

Parole del procurator Pesaro 108

Il doge in gran consiglio 109

Pietro Antonio Bembo 112

Fermezza di Angelo Giustiniani 113

Commozioni in Venezia 115

Giovan Andrea Spada 115

Tommaso Pietro Zorzi 116

Gallino, Giuliani, Sordina, Dandolo 116

Doge Manin 116

Pietro Donato 116

Francesco Battaglia 116

Tommaso Condulmer 116

Priuli, Erizzo 117

Villetard mette astio in Venezia 117

Perfidia di Buonaparte 121

Capitoli di Venezia 122

Terrore nel gran consiglio 125

L'aristocrazìa abolita in Venezia 126

Dolore del popolo 128

Sorte di un pizzicagnolo 128

I Francesi in Venezia 129

Trattato di pace tra la repub Francese e Veneziana 130

Buonaparte scrive a Faipoult a Genova 134

Rusca, Serrurier, Brueys si accostano a Genova 135

Genova in pericolo 135

Agostino Spinola bandito 135

Speziale Morando 136

Vitaliani da Napoli 136

Saliceti a Genova 136

Filippo Doria 137

Tumulto in Genova 137

Le prigioni dischiuse 140

Sollevazione del popolo 142

Caso di uno schiavo turco 143

Giacomo Brignole doge 144

Intimazioni di Buonaparte a Genova 145

Ridomanda la mutazione del governo 149

Rusca verso Genova 150

Serrurier 150

Brueys dinanzi al porto 151

Cambiaso, Carbonara e Serra a Buonaparte 152

Pensieri di Buonaparte 153

Capitoli tra Francia e Genova 153

Capi del nuovo governo 155

Vitaliani predica la libertà 156

I nobili si nascondono 156

Giancarlo e Gerolamo Serra 157

Libro d'oro abbruciato 157

Statua di Andrea Doria 158

Condizione di Genova 159

Feudi imperiali chiamati Monti Liguri 160

Prete Cuneo 161

Persone chiamate a comporre la Costituzione 162

Solari, vescovo di Noli 163

Riforme religiose in Genova 163

Avvocato Boccardi mandato a Parigi 164

Rivarola e Spinola richiamati da Parigi e da Londra 164

Decreto estorsivo come sentito 164

Rapine de' Barbareschi contro Genova 166

Casabianca e Duphot generali Francesi in Genova 166

Sette in Genova 167

Nobili arrestati 168

Popolazioni di Bisagno si levano 168

Duphot va ad incontrarli 169

Frate Pezzuolo e Marcantonio da Sori 169

Sollevazione in Polcevera 169

Il governo tratta coi sollevati 170

I sollevati sono battuti da Duphot e Seras 171

Faipoult accusa Serra a Buonaparte e Serra accusa

Faipoult e Duphot 172

Generale Lannes a Genova 173

Nuova costituzione di Genova 173

Beniamino Constant 174

Sottin sostituito a Faipoult 175

Faccende di Piemonte 176

Insinuazioni del conte Balbo a Parigi 177

Lettere di Buonaparte sugli Italiani 184

Trattato tra Francia e Sardegna e opposizioni che incontra 186

Talleyrand 189

Conte di Castellengo 192

Donino e Pasio arrestati 193

Moti a Novara e a Fossano 193

Boyer e Berteux arrestati 194

Altri moti in Racconigi, Carignano, Chiari e Moretta 194

E in Asti 194

Conte Avogadro a Biella 194

Moncalieri si solleva 196

Carlo Tenivelli, storico, suoi casi 196

Condannato a morte 199

Provvisioni sul caro dei viveri 201

Diritti feudali soppressi 203

I sollevati rimessi in obbedienza 203

Lettere di Buonaparte 204

Ranza arrestato 204

Supplizj in Piemonte 205

Goveano fatto morire contro la fede 206

Beyer e Berteux mandati al supplizio 207

Pensieri di Buonaparte 209

Moti tra i Cisalpini, Termometro politico 211

Società di pubblica istruzione 212

Discorsi che vi si fanno 212

Condizione degli stati d'Italia 215

Giuseppe Buonaparte e suo detto sui Romani 215

Tumulti in Valtellina 216

Buonaparte dà una costituzione alla Cisalpina 217

Padre Gregorio Fontana 218

Serbelloni, Moscati, Paradisi e Alessandri preposti al

governo della Cisalpina 219

Altre persone e corpi governativi 219

Festa nel Lazzaretto 220

Parole di Serbelloni 222

Giuramento dei popoli 223

Decreto del direttorio Cisalpino 224

Società di pubblica instruzione fatta chiudere 225

Bologna, Imola, Ferrara si uniscono alla Cisalpina 225

Altre aggregazioni 226

Cardinal Chiaramonti 227

Predica in favore della democrazìa 227

Visconti ambasciatore della Cisalpina a Parigi 231

La Cisalpina riconosciuta da varj stati 233

Marescalchi mandato a Vienna 235

Consigli della Cisalpina da chi composti 236

Francesco Gianni 236

Lettera di Buonaparte alla Cisalpina 237

Insidie dei re contro la Francia 239

Pichegru 239

Barthelemì, Carnot 240

Barras 240

Il diciotto fruttidoro, i congiurati o fugati, o mandati

in esilio 242

L'Austria tenta Buonaparte 242

Buonaparte inganna i principi 245

Disegni di Barras 245

Conte d'Entraigues arrestato 246

Fugge da Milano 247

Espressione di Buonaparte che discuopre la sua ambizione 248

Trattato di Campoformio 249

Impertinenti detti di Talleyrand 251

Condizione di Venezia 254

Giuliani e Dandolo 254

Vidiman e Jablovitz 254

Victor generale 256

Savonarola 256

Padovani negano l'acqua dolce a Venezia 257

I Tedeschi s'impadroniscono dell'Istria 257

Moti in Dalmazia 258

Sollevazione di Traù e di Sebenico 259

Querini 259

Zara in mano degli Austriaci 260

Affezione de' soldati al vessillo di san Marco 260

Tutta la Dalmazia in potere de' Tedeschi 261

Querele dei municipali 261

I Francesi pensano ad aversi le isole Joniche 263

Brueys 263

Vidiman governatore di Corfù 263

Baraguey d'Hilliers 265

Generale Gentili 266

Bourdè, capitano di nave 266

Arnauld 266

Francesi sbarcano a Corfù 267

Rapine 268

Le altre isole in poter dei Francesi 268

Schifose menzogne di Buonaparte 269

Teotochi e Scordilli capi di parte 270

Rapporto di Arnauld 271

Effetti dell'arrivo dei Francesi in Corfù 271

Sordina, arriva a Corfù 272

Baraguey d'Hilliers domina in Venezia 272

Venezia spogliata dai Francesi 273

Cavalli di Lisippo 275

Leoni del Pireo 275

Tesoro del duca di Modena 276

I _Romani in Grecia_ del Barzoni 277

Barzoni vuole uccidere Villetard 278

Generosità di Villetard 279

Festa funerea a Venezia 279

La stessa festa proibita da Bernadotte in Udine e perchè 282

Crudeltà di Guyeux 282

Giuseppina Buonaparte a Venezia 283

Pratiche dei Veneziani per unirsi colla terraferma 284

Berthier rompe il congresso 285

Venezia vuole unirsi alla Cisalpina 285

Detti obliqui di Buonaparte 286

Tiene Vicentino 286

De Angeli e Buonaparte 286

La vendita di Venezia fatta manifesta 287

Generosa risoluzione di Vidiman 290

Lettera di Villetard a Buonaparte 292

Risposta di Buonaparte 294

Altra lettera di Villetard 296

Deliberazione dei Veneziani 298

Serrurier e suoi atti barbari 298

Consegna Venezia agli Austriaci 300

Spogliazioni di Roma 300

Cacault, ministro del direttorio in Roma 301

Il papa vuol condurre a' suoi soldi il generale Provera 302

Teofilantropia cosa fosse 303

Giuseppe Buonaparte ministro a Roma 303

Duphot e Sherlock 304

Tumulto in Roma 306

Duphot ucciso 307

Giuseppe Buonaparte parte da Roma 310

Il direttorio dichiara la guerra al papa 311

1798

Berthier marcia contro Roma 311

Suo manifesto 312

Umori in Roma 314

Duca Braschi 316

Cardinale Lorenzana 318

Principe Belmonte Pignatelli 319

Cavaliere Azara 319

I repubblicani entrano in Roma 319

Albero della libertà in Campo Vaccino 320

Atto del popolo Romano che si dichiara libero 320

Condizione del pontefice 322

È menato prigioniero 324

Terremoto in Siena 325

Rapine in Roma e nei contorni 326

Villa Albani saccheggiata 329

Ostensorio ricchissimo 330

Esequie a Duphot 331

Miserie dell'esercito 332

Estorsioni di Massena e di Haller accusate 332

Ripiego di Massena 333

Gli ufficiali gli negano obbedienza 333

Insurrezione dei Romani 334

Cardinali perseguitati 335

Commissarj Francesi a Roma 336

Costituzione Romana 336

Breve lodevolissimo del papa 338

L'arcivescovo di Nassanzio cambia di sua autorità il

breve 340

Festa della confederazione in Roma 341

FINE DELL'INDICE

PUBBLICATO IL 16 AGOSTO 1833

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le

grafie alternative (anarchia/anarchìa e simili), correggendo senza

annotazione minimi errori tipografici.

Storia d'Italia dal 1789 al 1814, tomo III · 第 22 / 22 段