«Mio buon amico,
«Più tento di attaccarmi allʼalbero della vita per raggiungerne
la cima, più sento che i miei sforzi per quanto grandi, diventano
inutili—Quindici giorni sono, io era tormentato da unʼardente
desiderio che aveva prescritto come meta estrema di tutta la possibile
felicità; conseguito quel desiderio, parevami che più nulla mi
rimanesse a sperare, perchè tutto avrei ottenuto—Ho realizzato il mio
sogno, soddisfeci alla mia brama, e nonpertanto eccomi maggiormente
afflitto—A guisa dellʼerrante pellegrino che erpicandosi faticosamente
sulla vetta della montagna, già si rallegra seco stesso pensando al
momento in cui ne avrà toccata la punta, io credetti che recandomi
a Milano, potrei dʼun tratto deporre il fardello delle mie pene...
Ma ohimè! Non fu così; il pellegrino giungendo al culmine del monte,
scopre altre catene di roccie più erte e malagevoli, ed io di ritorno
da Milano, trovai dʼaver arricchito di un nuovo aggravio il peso deʼ
miei dolori.
«Con te, mio buon Paolo, il mio cuore si dilata e lascia scorrere la
larga vena delle sue amarezze, con te solo ho il coraggio di confessare
lʼavvilimento del mio spirito.
«Lʼeleganza, il lusso e tutto ciò che proviene dalle ricchezze, mi
destò sempre se non lo sprezzo almeno lʼindifferenza, giammai il fasto
impose aʼ miei sensi perchè lʼanima mia aspirò sempre a qualche cosa
di migliore che non sono i proventi di un lauto patrimonio.—Nellʼarte
mia rinvenni i veri tesori di gioie che scuotono lʼanima esaltandola
al culto di un bello soprannaturale, non concepibile che negli slanci
della fantasia; ma non avrei mai creduto che dallʼalto dei miei sogni
spingendo lo sguardo a terra, venissi abbagliato dalla luce di un poʼ
dʼoro accumulato.
«Eppure è così, mio buon amico, e con labbro tremante per vergogna ti
confesso che il mio spirito rimane soggiogato e riconosce tacitamente
la superiorità esercitata dalle ricchezze.—Non ho mai osato di
palesarti a voce questa strana reazione deʼ miei sentimenti, perchè mi
avviliva il solo pensarvi; ma ora che sono solo, ora che la mia mente
si studia sempre di viemmeglio affliggermi, non so più tacerti questa
nuova sventura.
«Nel porre il piede per la prima volta nella casa di Laura, io era
ben lungi dallʼattendermi un colpo di tal natura; ma quando entrai in
quelle sale ricche di quanto si possa immaginare, fra quel miscuglio di
tappeti, sete, velluti, mobili, dorature e mille altri fregi, perdetti
quel sentimento innato di dignità che ci pareggia a chiunque, e pensai
essere ben meschina cosa lʼelevatezza dellʼanima a fronte di tante
ricchezze accumulate dalla fortuna.
«Condannami pure, ridi anche se lo potrai, ma io rimasi sorpreso alla
vista di quel fasto, rimasi soggiogato; e mi fu forza riconoscere la
distanza enorme che mi separa dalla famiglia Ramati.
«Oh mia povera cameretta delizia dei tempi passati, io posi due anni
di continue cure per adornarti ed abbellirti, fra le tue mura era
felice; ed ora disparve tutto il tuo prestigio! Più ti guardo e più mi
sembri squallida. Ove sono le bellezze che io scorgeva altre volte in
te? Le tue mura sono aride e disadorne, ed un lembo solo del tappeto
che cuopre il pavimento di quelle sale, vale ben più di te e deʼ tuoi
miseri arredi.
«E dire che qui, in sì meschino tugurio ho ardito di concepire le
più strane follie; ho sperato lʼamore di una donzella che abita un
palazzo, e respira in unʼatmosfera di sontuosità, avvezza alla luce
dellʼoro come io a quella del lumicino che mi rischiara nelle notti
di studio.—Oh il pazzo! Ora solamente comprendo tutta lʼassurdità
delle mie speranze, ma troppo tardi perchè io possa approfittare di un
ravvedimento che mi getta nella più profonda desolazione; troppo tardi
perchè il cuore possa gridarmi: ritirati sciocco, e pensa a lavorare
per guadagnare il pane a tua madre!... Mia madre, povera e santa
donna; se tu sapessi quante cure si prende di me vedendomi sempre sì
malinconico.—Pretende che mi consigli col medico, perchè teme che io
possa ricadere in quel malore che mi colpì qualche anno fa; ma conosco
troppo bene il mio male, e so che la scienza non vi rimedia.
«Malgrado che la stagione sia poco addicevole, passo intiere giornate
studiando i capi–lavori dellʼarte mia; nella ventura settimana, o
tuttʼal più fra quindici giorni spero di potermi riposare alquanto
evitando la fatica di dar lezioni. Buona parte delle mie allieve sono
ite in campagna, le altre non tarderanno molto.—Ebbi incarico da un
distinto prelato Bresciano di musicare una messa per funerali; è questo
un genere di musica che mi piace sopratutti, e puoi figurartelo ho
subito accettato; ma è un lavoro lungo e difficile, e converrà che mi
accinga con tutto lʼimpegno.
«E tu che fai a Milano? Per te che sei di tuttʼaltro carattere che
non del mio, non vi sono nè pene nè dolori, e col tuo formidabile
buon umore, puoi distruggere unʼesercito di dispiaceri.—Oh quanto
tʼinvidio, e come di buon grado mi farei potendolo seguace dei tuoi
principii!
«Taluni tenderebbero a credere che la malinconia sia unʼaffettazione...
no mio caro Paolo; sonvi proprio degli sciagurati, ed io fra quelli,
che non sanno mai appagarsi di nulla nè vʼha cosa che ecciti la loro
allegria. Te beato le mille volte che sei in Milano e puoi vedere la
mia Laura ad ogni giorno!
«Ieri le scrissi una lunga lettera, tuttavia ti prego di salutarla
tanto e poi tanto per me; non prenderti soggezioni giacchè ella non
ignora che tu sei al fatto di tutto; sollecitala per quanto puoi a
scrivermi che ho gran bisogno di una sua lettera in questi giorni di
tristezza. Ricordati della copia del suo ritratto che mi promettesti.
Lʼattendo ansiosamente; e quando mi sarà dato dʼaverla, non mi sembrerà
più dʼesser solo, perchè fissando quella tela, potrò colla mente far
rivivere le sembianze di lei, ed in esse consolarmi alquanto.—Se egli
è destino che un giorno io debba rinunziare al suo amore, mi sarà caro
di poter talvolta mirare lʼimmagine di colei che prima e sola fece
battere questo cuore.
«Ti prego inoltre di renderti interprete per me presso i genitori di
Laura, ringraziandoli per le tante premure e cortesie usatemi; e tu mio
carissimo abbiti una stretta di mano dal tuo