DONNA SOFIA

Che ve ne pare? Devo dirglielo alla direttrice?

LA MARCHESA

Dov'è il vostro giornale di ieri?

DONNA SOFIA

Se lo prese proprio lei.

LA MARCHESA

_(con un piccolo sorriso significativo, quasi maligno)_ E allora... non

vi date pena. _(Allontanandosi)_ La buona notte a tutte.

DONNA SOFIA

_(restando lì ad arzigogolare)_ Altrettanto a voi, marchesa.

ADALGISA

_(badandole poco)_ Buona notte.

LA SIGNORA MIRELLI

_(assorta, non risponde.)_

LA MARCHESA

_(un po' impermalita)_ A domattina, non è vero, signora Mirelli?

LA SIGNORA MIRELLI

_(scotendosi)_ Sì, marchesa. Ci diremo addio domattina.

LA MARCHESA

_(si ritira nella sua stanza.)_

_(Ancora silenzio.)_

DONNA SOFIA

_(trascinandosi dietro, lentamente, la sua sedia, borbotta tra sè:)_

Serata nera! Meglio non salutare. _(Sparisce nel corridoio.)_

ADALGISA

_(si accosta alla Mirelli, e, molto commossa, le dice pianamente:)_ Non

era vero che si sentisse bene. Aspettatela qui, voi. Le farete piacere.

LA SIGNORA MIRELLI

_(con mesta dolcezza)_ Grazie, Adalgisa. Ci pensavo anch'io.

_(Si stringono la mano.)_

ADALGISA

_(s'inoltra nel corridoio, e via.)_

SCENA VI.

LA SIGNORA MIRELLI, GIULIA.

LA SIGNORA MIRELLI

_(rimasta sola, per indugiare, rimette ad una ad una le strisce ricamate

nella scatola.)_

GIULIA

_(entrando e vedendola, corre a lei ansiosamente come ad un rifugio.)_

Sapevo di ritrovarvi!

LA SIGNORA MIRELLI

E io sapevo che mi avreste voluta.

GIULIA

Sì, statemi vicina, statemi vicina. In quest'ultima sera, non mi

abbandonate.

LA SIGNORA MIRELLI

Lo vedo che avete dei tormenti.

GIULIA

Ma non è già per parlarvi dei miei tormenti che io ricorro a voi,

piccina mia. Quello che io desidero, invece, è che voi parliate a me.

Mettetemi a parte dei vostri progetti. Ditemi tante cose. Che farete,

che farete della vostra vita, voi che siete tanto bella e tanto giovane?

LA SIGNORA MIRELLI

E l'ignorate voi, forse? Cercherò altrove la pace che voi cercate qui.

GIULIA

Per me, è tutt'altro. Io ho qui dei doveri che voi non avete.

LA SIGNORA MIRELLI

Ve li siete creati voi stessa per trarne un conforto. Io tenterò

d'imitarvi in quello che posso. Farò un po' di bene, e vivrò appartata,

solitaria, tranquilla....

GIULIA

_(con nella voce una lentezza intensa)_ Senza felicità?... Senza

gioia?...

LA SIGNORA MIRELLI

Io credo che ciò diventerà per me una gioia.

GIULIA

La gioia della rassegnazione, la gioia dell'eroismo arido e immobile,

che vi darà la misura della vostra resistenza; ma è poi questa la gioia

che la vostra giovinezza chiederà gridando nella solitudine? No, no,

Gilberta. Non lo fate! Non lo fate! Lasciate che liberamente la vostra

giovinezza scelga la sua strada; lasciatela correre, lasciatela correre

con l'unica guida del vostro istinto, sin dove vorrà, sin dove potrà!

LA SIGNORA MIRELLI

Ma appunto il mio istinto non mi consentirebbe di distaccarmi dai miei

ricordi. Non c'è nulla che mi costringa.

GIULIA

Nemmeno una promessa fatta a lui?

LA SIGNORA MIRELLI

No.

GIULIA

Nemmeno un suo desiderio segreto?

LA SIGNORA MIRELLI

No! No! Egli anzi mi esortava a non illudermi sull'eternità del dolore.

Mi esortava a disporre sinceramente del mio avvenire. Ma le sue parole

generose, che ho ancora qui nell'orecchio, non potranno mai distogliermi

dalle esigenze del mio cuore.

GIULIA

_(quasi timidamente, quasi mortificata)_ E allora... ciò che vi ho detto

vi sarà sembrato odioso.

LA SIGNORA MIRELLI

Come potete supporlo?! Voi mi avete detto, in fondo, le stesse cose che

egli mi diceva; ma, intanto, avete già fatto quello che farò io.

GIULIA

_(abbassa un istante gli sguardi, ma tosto li rialza, ravvivandosi

febbrilmente)_ Sì, senza dubbio, io ho già fatto quello che voi farete,

e continuerò a farlo; ma io vi chiedo, Gilberta, che non cessiate mai

mai di essermi più che sorella.

LA SIGNORA MIRELLI

Questo s'intende!

GIULIA

Mi scriverete spesso, non è vero?

LA SIGNORA MIRELLI

Spessissimo.

GIULIA

Io voglio che mi scriviate delle lunghe lettere, delle lunghe lettere, e

voglio leggere in esse tutto ciò che accade in voi giorno per giorno.

Anche da lontano, qualunque sia la lontananza, voglio l'assistenza della

vostra anima semplice e sicura di sè. Io voglio, giorno per giorno,

sapere, come se io stessi dentro di voi, ciò che pensate, ciò che

sentite, ciò che amate: ciò che amate, soprattutto, e in che modo sapete

amare.

LA SIGNORA MIRELLI

_(con profonda tenerezza)_ Ve lo prometto, signora Giulia. Io vi

scriverò minutamente come sarà fatta la mia vita; e d'ogni moto del mio

cuore, d'ogni più piccolo e d'ogni più grande avvenimento della mia

piccola esistenza cercherò di rendervi conto. Va bene così?

GIULIA

_(con uno scatto di scoraggiamento)_ Ah, se ciò bastasse a proteggermi,

Gilberta!

LA SIGNORA MIRELLI

Ma da quali pericoli siete minacciata? E poi, come potrei difendervene

io, che valgo tanto meno di voi?

GIULIA

Sono i pericoli che voi non conoscete e non conoscerete mai, creatura

mia. Ma non per questo dovete credere di non potermene difendere.

Proteggetemi, proteggetemi col pensiero, proteggetemi con la preghiera,

se avete fede in Dio: proteggetemi offrendomi sempre l'esempio di voi. I

vostri occhi sono così limpidi! La vostra fronte è così serena!...

Abbracciatemi forte,... tenetemi stretta fra le vostre braccia....

Datemelo davvero il vostro respiro!

LA SIGNORA MIRELLI

_(compresa da una grande commozione, la tiene strettamente abbracciata,

e, un po' smarrita, la contempla.)_

GIULIA

_(con la testa piegata sulla spalla di lei, piange.)_

SCENA VII.

GIULIA, LA SIGNORA MIRELLI, SUORA ELISABETTA.

SUORA ELISABETTA

_(viene dalla camera della Ferrucci.)_

GIULIA

_(come la porta si apre, drizza il capo ricomponendosi d'un sùbito.)_

SUORA ELISABETTA

Signora Mirelli, perdonate se vi disturbo. La signora Ferrucci, avendo

saputo che partite domani di buon mattino, ha espresso il desiderio di

stare con voi qualche minuto prima che suoni l'ora del riposo.

GIULIA

Andateci, Gilberta.

SUORA ELISABETTA

Devo smorzare, signora Giulia?

GIULIA

_(dissimulando il bisogno di attardarsi)_ No.... Smorzo io.

SUORA ELISABETTA

Devo chiudere il finestrone?

GIULIA

_(cercando un pretesto per non farlo chiudere)_... L'aria è così calda

stasera.... Meglio lasciarlo aperto.

SUORA ELISABETTA

Santa notte.

GIULIA

Buon sonno, suora.

SUORA ELISABETTA

_(con passo lieve ed affrettato, infila la scala.)_

GIULIA

_(alla Mirelli:)_ Domani, all'alba, sarò levata, e ci rivedremo.

LA SIGNORA MIRELLI

Sì, a domani.

GIULIA

A domani.

LA SIGNORA MIRELLI

_(va nella camera della Ferrucci, e chiude l'uscio.)_

GIULIA

_(inquieta, palpitando, come attirata da una forza magnetica,

lentissimamente si accosta al parapetto del finestrone. -- Appena sporta

la testa, in un violento sussulto, esclama:)_ La signora Marnieri!

_(Poi, in preda a una confusa concitazione:)_ Perchè viene?!... Perchè

viene?!... Che cosa accade?!...

SCENA VIII.

GIULIA, LA SIGNORA MARNIERI

LA SIGNORA MARNIERI

_(giungendo trafelata e angosciosamente vibrante)_ Devo parlarvi di

urgenza. Non ho potuto fare a meno di forzare la consegna. Devo parlarvi

d'urgenza!

GIULIA

Dio mio!

LA SIGNORA MARNIERI

Luciano è andato ad imbarcarsi sul piroscafo che parte questa sera per

l'Africa. Sono io che l'ho spinto a chiedere di voi prima che si fosse

recato a bordo. M'illudevo, m'illudevo ancora!... Ma voi non avete

voluto riceverlo, e ogni mia illusione è svanita. Al più tardi fra

un'ora, il piroscafo si distaccherà dallo sbarcatoio, e lo porterà via

per sempre!

GIULIA

Per sempre no!

LA SIGNORA MARNIERI

Sì, per sempre! per sempre!

GIULIA

_(indagando con trepidazione intensa)_ Io ho letto nei giornali che egli

si sarebbe unito ad alcuni scienziati che vanno in missione laggiù. Per

quanto audace quello che si propongono, non mi pare, non credo che sia

la perdizione.

LA SIGNORA MARNIERI

Per lui, sì. Ne ho la sicurezza.

GIULIA

Ma non aveva chiesto il vostro consiglio?... Non vi aveva scritto nulla?

LA SIGNORA MARNIERI

Nulla! Nulla! Me lo son visto giungere ieri l'altro da Milano,

all'impensata; e quando ho appreso il suo proposito mi sono

inginocchiata dinanzi a lui, piangendo tutte le mie lagrime per ottenere

ch'egli desistesse. Non è stato possibile. Io piangevo, piangevo, e i

suoi occhi erano asciutti, la sua voce aveva un suono freddo di volontà

irremovibile, e per sua madre nemmeno un segno di compassione.

GIULIA

Se non si è commosso, significa appunto che non dubita di rivedervi.

LA SIGNORA MARNIERI

No, non significa questo! Da ieri l'altro sino ad un'ora fa, io ho

centuplicato la mia anima per sorvegliare quella di mio figlio; e della

sua povera anima moribonda, oggi, io so anche più di quanto egli non

sappia. Del resto, tutti gli indizi da me raccolti hanno avuto una

conferma nella raccomandazione che egli ha fatta stamane al suo amico

Manlio. Ero nascosta, appiattata, e, con le mie orecchie, l'ho udita

come una condanna! «Se non tornassi, ti raccomando di far capire a mia

madre che per me la morte sarà stata finalmente una liberazione».

Dunque, non c'è più dubbio! Egli la va a cercare laggiù, e questa

partenza non è che il principio d'un suicidio, che egli dissimula forse

perfino a sè stesso! Voi dovete aiutarmi a salvarlo.

GIULIA

_(tramortita, col fiato sospeso)_ E... che potrei fare io?

LA SIGNORA MARNIERI

Ah, signora Giulia! _(Affannosamente incalzando)_ Dal giorno in cui per

la prima volta osai bussare alla vostra porta, di tanto in tanto ci sono

tornata, paurosa, come avrebbe fatto lui se non avesse avuto l'eroismo

di fuggirvi. Di lui, paurosamente, vi ho intrattenuta quando ho avuto

l'impressione d'essere stata accolta volentieri. Come avrebbe fatto lui,

ho aspettato, ho aspettato pazientemente un vostro sorriso di benignità.

Tutto questo voi lo avete inteso; e oramai sapete che nella mia voce

parla il più grande amore che sia stato mai sentito da un uomo; e

sapete, come lo so io, che mio figlio, se non sarà trattenuto da voi,

correrà disperatamente alla morte!...

GIULIA

_(spasimando nel dibattito terribile)_ Sì, trattenerlo!...

trattenerlo!... Ma poi?!...

LA SIGNORA MARNIERI

Voi potrete, col tempo, rinnovare la vostra esistenza....

GIULIA

_(mettendosi le mani aperte davanti agli occhi come per non vedere

qualche cosa che la spaventa)_ No!...

LA SIGNORA MARNIERI

Voi potrete trovare nella sua gratitudine tutto un tesoro di tenerezze

che non avete mai conosciute....

GIULIA

Tacete, ve ne supplico! Non capite quello che io soffro? Non vi

accorgete che l'energia con cui vi ho respinta sinora sta per

abbandonarmi?

LA SIGNORA MARNIERI

_(irradiandosi di meraviglia e di speranza)_ Vergine mia cara, sarebbe

possibile?!

GIULIA

_(in un veemente impeto come d'imprecazione)_ Attraverso sua madre

questo innamorato lontano diventa inesorabile!... _(Poi si lascia cadere

sopra una sedia.)_ Sono quattro anni che mi costringete a intuire le

lotte, la costanza, il supplizio di vostro figlio; sono quattro anni che

nella mia sepoltura mi scotete per trascinarmi alla speranza che io

possa risuscitare, e non avete il sospetto della vostra crudeltà!

LA SIGNORA MARNIERI

Senza questa crudeltà, non sarei riuscita ad avvicinarvi un poco a

lui....

GIULIA

_(con voce soffocata, ma aspra, violenta, sibilante di angoscia)_ Voi

v'ingannate, signora Marnieri! Ciò che avete fatto voi non è che il

compimento dell'opera cominciata dallo stesso uomo che mi proibì di

amare, dallo stesso uomo che morì fra le mie braccia come in un rogo,

con le carni bruciate dalla gelosia. E questa, questa è stata la mia

crucifissione! Voi avete compiuta l'opera spietata, sì, ma fu lui che mi

rivelò l'adorazione di vostro figlio, fu lui che me ne fece tremare come

d'una fatalità orrenda, fu lui, fu lui che ne inchiodò il nome nella

vita mia! _(Breve pausa. Indi, ripiglia con accento fioco:)_ E presso a

spirare, ancora di vostro figlio volle parlarmi. Biascicava le parole

con le labbra bianche, ma il nome temuto lo pronunziò intero e preciso,

e nel pronunziarlo spalancò le pupille spaventosamente e strinse come in

una tanaglia arroventata nelle sue mani le mie. Poi... a un tratto... le

lasciò cadere.... Tacque, e pianse morendo. _(Sulle guance di lei

scendono le lagrime del dolore antico e delle novelle torture.)_ _(Un

silenzio.)_ Ora, mi potete comprendere. Nessun giuramento mi rimorde,

perchè io non giurai.... Dio m'è testimone che rifiutai di giurare! Ma,

tuttavia, quel povero geloso, dopo aver creato egli stesso il destino

del mio cuore, quanto più tempo passa tanto più tenacemente mi tiene

incatenata!

LA SIGNORA MARNIERI

_(urgente, febbrile, compresa dal timore che ella le sfugga)_ No,

Giulia! La necessità suprema di fare un bene che solamente a voi è

concesso di fare non vi permetterà l'abnegazione eterna che vi siete

imposta.

GIULIA

Sono perduta! Sono incatenata!

LA SIGNORA MARNIERI

Le spezzerò io le vostre catene per la salvezza di mio figlio! Voi

verrete con me!... Voi mi seguirete coraggiosamente come per un dovere

di carità cristiana. Basterà ch'io vi mostri a lui affinchè egli risenta

in un istante solo il bisogno di vivere!

GIULIA

Come mi sapete vincere!...

LA SIGNORA MARNIERI

E voi come sapete ancora resistermi!...

GIULIA

_(con gli occhi spenti, senza fiato, abbandonandosi)_ Non è vero,... non

è vero,... perchè io ci verrò!

LA SIGNORA MARNIERI

_(in una esultanza umile, rivolgendo al cielo lo sguardo luminoso di

trionfo e di riconoscenza)_ Dio, ti ringrazio!

GIULIA

_(accesa da un coraggio istantaneo e quasi temendo di perderlo, si leva

agitatissima)_ Andiamo.... Andiamo.... Andiamo....

LA SIGNORA MARNIERI

Si, andiamo finalmente!

GIULIA

_(pervasa, suggestionata dall'atmosfera che la circonda, parlando senza

voce, col respiro mosso e con celerità vertiginosa)_ Ma per carità, che

qui non si sospetti di nulla! Precedetemi di qualche minuto.... Io,

intanto, prendo il mio scialle e, uscendo sola, mi sarà più facile

evitare d'essere veduta dalle mie amiche....

LA SIGNORA MARNIERI

Il tempo stringe, Giulia!

GIULIA

D'altronde, è anche necessario che egli oda dalla vostra bocca, prima

che io giunga, quello che non potrei dirgli io stessa....

LA SIGNORA MARNIERI

A ben presto, dunque!

GIULIA

A ben presto.

LA SIGNORA MARNIERI

_(velocemente esce.)_

SCENA ULTIMA.

GIULIA, LA SIGNORA MIRELLI.

GIULIA

_(appena uscita la signora Marnieri, tremando dal capo ai piedi come se

si preparasse a compiere un delitto e sentendo l'urgenza di sottrarsi a

quel chiarore, col volto terreo, contratto e con gli occhi fissi alla

lampada che pende dal soffitto, rapidamente volta la chiavetta della

luce elettrica, e si precipita nella stanza sulla cui porta è scritto:

«Direzione».)_

_(Il camerone resta nel buio. Soltanto, dall'ampia finestra, uno scialbo

riverbero del cielo stellato, attraverso la caligine dell'afa estiva,

segna una striscia pallida sul pavimento.)_

LA SIGNORA MIRELLI

_(aprendo l'uscio, risponde con gentilezza vivace ad un ultimo saluto

della Ferrucci:)_ No! La parola «addio» non ve la dico. È una brutta

parola. Non ve la dico. _(Richiude l'uscio. Si accosta al tavolino.

Prende il merletto della Marchesa e la scatola dei ricami e, lieve,

lenta, tranquilla, s'inoltra nell'oscurità del corridoio.)_

GIULIA

_(tornando sùbito, con addosso e un po' sulla testa un leggero

scialletto, scorge alle spalle la signora Mirelli e si arresta.

Acquattata, con gli sguardi diritti su quell'ombra che s'inoltra

nell'ombra, aspetta che sparisca. Quando non la vede più, si dirige

verso la scala. Ma nel mezzo della camera si ferma di botto.

Rabbrividisce. Ha in tutti i suoi sensi l'impressione che un ostacolo le

impedisca di andare oltre. Nello sforzo e nel terrore mormora:)_ Non

posso! _(Con le braccia protese in avanti, le mani aperte, ritenta.

Retrocede.)_ Non posso!... _(Si sente soffocare. Vacilla. Cade

ginocchioni. E, convulsamente, disperatamente, si abbatte con la faccia

a terra, scoppiando in singhiozzi e facendo urlare la sua anima

soccombente:)_ Non posso!... Non posso!... Non posso!...

_(Sipario.)_

FINE DEL DRAMMA.

OPERE DI ROBERTO BRACCO

PUBBLICATE DALLA CASA EDITRICE REMO SANDRON

TEATRO

_(Raccolta completa di tutta la produzione teatrale)_

VOLUME I.

NON FARE AD ALTRI. -- Commedia in un atto.

LUI, LEI, LUI. -- Commedia in un atto.

DOPO IL VEGLIONE, O VICEVERSA. -- Scenette.

UN'AVVENTURA DI VIAGGIO. -- Commedia in un atto.

LE DISILLUSE. -- Fiaba in un atto.

UNA DONNA. -- Dramma in quattro atti.

in-16, pagg. VIII-348 -- L. 3,50.

VOLUME II.

MASCHERE. -- Dramma in un atto.

INFEDELE. -- Commedia in tre atti.

IL TRIONFO. -- Dramma in quattro atti.

_2ª edizione riveduta._

Un volume in-16, pagg. 364 -- L. 4.

VOLUME III.

DON PIETRO CARUSO. -- Dramma in un atto.

LA FINE DELL'AMORE. -- Satira in quattro atti.

FIORI D'ARANCIO. -- Idillio in un atto.

TRAGEDIE DELL'ANIMA. -- Dramma in tre atti.

_2ª edizione riveduta._

Un volume in-16, pagg. 382 -- L. 4.

VOLUME IV.

IL DIRITTO DI VIVERE. -- Dramma in tre atti.

UNO DEGLI ONESTI. -- Commedia in un atto.

SPERDUTI NEL BUIO. -- Dramma in tre atti.

_3ª edizione riveduta._

Un volume in-16, pagg. 370 -- L. 4.

VOLUME V.

MATERNITÀ. -- Dramma in quattro atti.

IL FRUTTO ACERBO. -- Commedia in tre atti.

_2ª edizione riveduta._

Un volume in-16, pagg. 336 -- L. 3.

VOLUME VI.

LA PICCOLA FONTE. -- Dramma in quattro atti.

FOTOGRAFIA SENZA.... -- Scherzetto.

NOTTE DI NEVE. -- Dramma in un atto.

LA CHIACCHIERINA. -- Monologo.

Un volume in-16, pagg. 282 -- L. 4.

VOLUME VII.

I FANTASMI. -- Dramma in quattro atti.

NELLINA. -- Dramma in tre atti.

Un volume in-16, pagg. 308 -- L. 4.

IL PICCOLO SANTO

DRAMMA IN CINQUE ATTI

_Un vol. in-16, pagg. 304, in edizione speciale_ -- L. 3,50.

SMORFIE GAIE

(Seconda Edizione)

FALSA PARTENZA

SUL MARCIAPIEDE

UN COLPO DI RIVOLTELLA

IL PRIMO CONVEGNO

AMORE BENDATO

CONFESSORE IN IMBARAZZO

POLITICA INTERNA

UN «MODUS VIVENDI»

UN PESSIMO AFFARE

TELEFONO NAPOLI-ROMA

INTERMEZZO: IL GIGANTE

STASERA: UGONOTTI

IL SUCCESSORE

L'IDEALE DELLE FANCIULLE

UNA TAZZA DI TÈ

TUTTE E DUE

CINQUE MINUTI DI FERMATA

L'ORLO DEL BICCHIERE

IN FUMO

UN BACIO AL BUIO

UNA MANO LAVA L'ALTRA

LA PRINCIPESSA

Un elegante volume in-16, di pagg. 304

L. 3,50.

SMORFIE TRISTI

(Seconda Edizione)

LA CANZONETTA DELL'ALBA

UN MURO

LA PICCOLA LADRA

LA SARTA DELLA SIGNORA «ZULIA»

IL SORTEGGIO

IL NEONATO

NELLA NEBBIA

LA RIVALE

NELL'OMBRA

LA PRIMA FINZIONE

IL FIDANZATO

PICKMANN

IL NOTTAMBULO

LEIT-MOTIV

«IN MANUS TUAS»

IL TESTIMONE

TRAMONTO

L'ARTICOLO OTTAVO

IL MOSTRO

L'ULTIMA LEZIONE

LA LOTTA

Un elegante volume in-16, di pagg. 328

L. 3,50.

SCRITTI VARII -- VOL. I.

VECCHI VERSETTI

CON PREFAZIONE DELL'AUTORE NOTE DELL'EDITORE E GLOSSARIO

_Un volume in-16, di pagg. 180_ -- L. 3.

* * * * * *

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo

senza annotazione minimi errori tipografici.

I fantasmi: Dramma in quattro atti (Taken from Roberto Bracco Teatro, Vol. VII) · 第 5 / 5 段