A S. F.

A piè del monte la cui neve è rosa

In sul mattino candido e vermiglio,

Lucida, fresca, lieve, armonïosa

Traversa un’acqua ed ha nome dal giglio.

Io qui leggo, Ferrari, e la famosa

Riva d’Arno ripenso e il tuo consiglio;

E di por via la piccioletta prosa

E altamente cantar partito piglio.

Ma il Lys m’avvisa — Al nulla si confonde

Questo mio canto, e non se ne rammarca;

Pur di tanto maggior vena s’effonde. —

Ond’io, la fronte di superbia scarca,

Torno al mio cuore; e a’ monti a l’aure a l’onde

Ridico la canzon del tuo Petrarca.

Memorie della vita di Giosue Carducci (1835-1907) · 第 33 / 98 题