(1889-1891.)
Il Carducci primo eletto al Consiglio comunale di Bologna. —
Edizione delle opere complete. — Le _Terze Odi barbare_. — Raccolta
e riordinamento di tutte le odi barbare in un solo volume. — Nomina
a Senatore. — Una cena finita male. — Caduta del primo Ministero
Crispi. — Vita del Carducci a Roma. — La trattoria in Via dei
Sabini. — Il Castello di Costantino. — In casa di Adriano Lemmi. —
«Scusi, lei non capisce niente.» — Evoluzione politica del Carducci
spiegata da lui stesso. — Dimostrazione degli studenti radicali
contro il Carducci. — Fischi all’Università. — «È inutile che
gridiate _abbasso_: la natura mi ha messo in alto.» — Ripresa delle
lezioni.
Il 30 gennaio 1889 il Carducci mandò fuori il primo volume della
raccolta delle _Opere_; il 3 febbraio fece una nuova lettura in Roma
alla Palombella sul tema «La poesia e l’Italia nella quarta crociata»;
il 10 marzo pubblicò un secondo e il 15 giugno un terzo volume delle
_Opere_; il 2 settembre fece sposa l’ultima delle sue figliuole,
la Libertà; il 31 ottobre pubblicò le _Terze Odi barbare_; e il 10
novembre nelle elezioni comunali riuscì il primo eletto con 7965 voti
su 10128.
Era entrato nel Consiglio il 25 luglio 1869, e vi fu sempre rieletto;
ma la straordinaria votazione del 1889 fu una specie di plebiscito,
col quale la città di Bologna volle attestare all’illustre uomo la
sua riconoscenza per avere resistito ai lusinghieri inviti che da
qualche tempo con tanta insistenza lo chiamavano a Roma. Egli aveva
fin d’allora, anzi da un pezzo, nel cuore quello che doveva dire
pubblicamente alcuni anni più tardi, in occasione del suo primo
giubileo di magistero, ai sindaci di Bologna e di Pietrasanta; le
ragioni cioè di sentimento e di affetto, per le quali Bologna gli
era divenuta una seconda patria, dalla quale sentiva oramai di non
potersi staccare; ragioni che quasi scherzando aveva adombrate nella
sua lettera al Lemmi con queste parole: «Se ho da fare ancora il
professore, sento di non poter farlo utilmente che a patto di poter
salutare, ogni volta che vado alla scuola e ne esco, la torre degli
Asinelli.»
Già qualche anno prima del 1889 il Carducci era andato pensando a
raccogliere e ordinare in una edizione uniforme e completa gli sparsi
suoi scritti. Nel 1884, pubblicando le _Conversazioni critiche_, il
Sommaruga aveva annunziato come in corso di stampa le seguenti opere:
1ª _I trovatori alla corte di Monferrato_, 2ª _Vite e Ritratti_, 3ª
_La Canzone di Legnano_, 4ª _Scatti e Schizzi_; e come in preparazione
queste altre: 1ª _Studi letterari_, 2ª _Discorsi letterari_, 3ª
_Novelle_, 4ª _I Ciompi_. Di corrispondente alla realtà in questi
annunzi non c’era altro che la stampa di alcuni pochi fogli di quel
volume _Vite e Ritratti_ che, come dissi, rimase interrotto per il
processo e la conseguente disparizione del Sommaruga.
Ma, fuori che per le _Novelle_ e i _Ciompi_, per le altre opere il
Carducci aveva già pronta molta materia. Scomparso il Sommaruga, gli
Zanichelli, i cui rapporti col poeta erano venuti facendosi sempre più
intimi, anche dopo la morte del padre loro, avvenuta improvvisamente
il 7 giugno 1884, gli proposero di far essi la raccolta completa de’
suoi scritti; ed egli accettò. Trovandosi in Roma, mi parlò più volte
di quella raccolta, ed una tra le altre buttò giù un primo abbozzo di
disegno della raccolta stessa in venti volumi. Nell’abbozzo c’è una
lacuna: dal volume IX si passa al XII; non so se per una svista, o per
altra ragione; ma poichè quell’abbozzo, che ritrovo fra le mie carte,
è cosa molto diversa dalla raccolta ora in corso di stampa, credo non
dispiacerà ai lettori conoscerlo. Eccolo: