Ritengo probabile che questa specie scenda anche al Caspio, ov’io
però non l’ho veduta. Sicura è l’esistenza in questo mare delle due
seguenti, che ebbi a trovare anche nell’Arasse a Djulfa, e delle
quali alcuni individui facevano parte di un’interessante collezione
di pesci di Erzerum, mandatami dall’amico Bosio, R. console d’Italia a
Trebisonda.
[57] Tre individui di questa specie, provenienti dalle sorgenti
dell’Arasse presso Erzerum, mi furono spediti dal predetto signor cav.
Bosio. Non differiscono per nulla dal _Chondrochilus regius_ di Heckel,
se non pel carattere dei denti faringei 6 — 6 e non 7 — 6. Il che vuol
dire semplicemente che questo carattere non può avere per sè solo quel
valore che Heckel gli vorrebbe attribuire: e ciò conferma quanto ebbe
a notare l’illustre mio amico profess. de Siebold nella sua veramente
classica opera sui pesci dell’Europa centrale.
Annovero il _Chondr. regium_ tra i pesci del Caspio, perchè abita
uno de’ grandi fiumi che si versano in questo mare e perchè si può
molto ragionevolmente supporre che a questa specie debbasi riferire
il _Cyprinus nasus_ registrato da Pallas e da Eichwald come un pesce
caspico.
[58] Mentre io stava correggendo le bozze di questo capitolo,
ripassando i numeri del _Bullettino della imp. academia delle scienze_
di Pietroburgo, di fresco giunti in Torino, trovo in una nota del
sig. de Baer l’interessante notizia che fra le specie recentemente
raccolte nel Caspio dal signor luogotenente Ulski (ch’ebbi la fortuna
di conoscere personalmente in Baku), trovasi pure l’_Idotea entomon_.
Questa specie manca nel mar Nero, trovasi invece nel Baltico e nel mar
Bianco, e, secondo le relazioni degli academici Brandt e Schrenk, si
estende fin sulle sponde del Kamtschatka.
[59] Il _Salmo (?) leucichihys_ e la _Idotea entomon_ accennerebbero
per verità ad una antica communicazione del gran mare interno
europeo-asiatico col mar glaciale, ma una semplice communicazione
indiretta per via de’ fiumi, poichè la prima specie è da ritenersi
piuttosto fluviale che marina, e la seconda si trova pure in aqua
dolce, nel lago Wenern in Svezia.
[60] V. _Bulletin de la société géologique de France_, tomo XXI, pag.
259.
[61] Il _pud_ russo equivale all’incirca a 13 chilogrammi.
[62] Non è possibile separare, quanto al processo di loro formazione,
questi così fisicamente diversi produtti che i chimici hanno per lo
addietro compresi sotto la molto vaga denominazione di idrocarburi
naturali: tutti derivano indubiamente da sostanze organiche.
Il Prof. Stoppani di Milano, in una dotta sua memoria publicata nel
_Politecnico_ (vol. XXIII.), ha cercato invece spiegarne l’origine per
la diretta combinazione de’ loro elementi sotto l’influenza delle forze
vulcaniche. Io non mi farò qui a discutere se l’associazione delle
surgenti di gas infiammabile e di petrolio colle salze, e di queste
co’ vulcani veri, sia intima e causale, più che fortuita. Mi pare che
la cosa non sia per anco sufficientemente dimostrata, sebbene i fatti
addotti dal prof. Stoppani siano di molto peso, e ricevano l’appoggio
dell’incontestabile autorità del sig. Abich, il quale ha trovato
nella disposizione de’ vulcani di fango e delle sorgenti bituminose
della penisola di Apscheron uno stretto rapporto colle linee di
dislocazione dovuta alle emersioni trachitiche (_Mem. dell’Acad. Imp.
di Pietroburgo_, tomo VI, 1863).
A mio avviso vi sono qui due generi di fatti da separarsi
assolutamente. Da una parte la formazione e condensazione locale de’
così detti idrocarburi, dall’altra il loro sprigionamento. Quest’ultimo
si potrà concedere all’azione vulcanica od almeno plutonica; ma quando
è così chiara l’origine del gas delle paludi e di quello delle miniere
di litantrace, quando tutti i terreni d’onde scaturiscono emanazioni
infiammabili s’appalesano così ricchi di sostanze organiche (come le
marne terziarie d’Italia, la formazione aralo-caspica, e le stesse
roccie per lo addietro considerate come azoiche de’ distretti del
petrolio nell’America settentrionale) non è più necessario andar
fantasticando in traccia di nuovi misteriosi agenti. Dovunque io mi
sono imbattuto nella formazione della marna azzurra subapennina ho
notato che dalle fratture fresche di questa roccia esala un distinto
odore di nafta. È noto poi il fatto del gas infiammabile imprigionato
nel sale decrepitante di Vieliczka, onde venne al pensiero del prof.
Bianconi un’ipotesi certamente ingegnosa, se non in tutto sostenibile,
sull’origine de’ così detti terreni ardenti.
[63] Koch. _Vanderungen in Oriente_. Vol. III, pag. 250.
[64] Non si può capire per quale strano abbaglio un viaggiatore di
questo secolo, Gamba, abbia potuto scrivere che Derbend è a quattro
verste dal mare!
[65] Dagli immensi canneti del gran delta del Volga si trae un profitto
che potrà sembrare strano, ma che è bene sia conosciuto: la pannocchia,
opportunamente battuta e spogliata dei semi, viene convertita in una
specie di lana vegetale di cui si imbottiscono cuscini e materassi
specialmente pei militari.
[66] I neonati hanno le gambe posteriori non più lunghe delle anteriori.
[67] Questa specie, trovata per la prima volta in Egitto da Ehrenberg,
deve avere una grande estensione geografica verso oriente. Io l’ho
vista rappresentata anche nella collezione fatta da Kareljn nelle
steppe de’ Kirgisi.
[68] Ho qualche dubbio che questa specie da me descritta come nuove
possa non esser altro che l’abito di nozze della _O. penicillata_,
il quale però non è punto descritto dagli autori, e neppure nella
recentissima opera di Jerdon gli uccelli delle Indie.
[69] Questa specie può figurare legittimamente nel quadro delle
sospese. Io l’ho vista in Astrakan in una piccola ma assai interessante
collezione di uccelli di quel territorio.
[70] Questa specie fu descritta contemporaneamente (1843) anche da
Fraser (Proced. Zool. Soc.) col nome di _Perdix Bonhami._ Preferisco la
denominazione di Brandt come quella che esprime un carattere così netto
e deciso della specie, non mentovato da Fraser, e neppur rappresentato
nelle figura che ne diede questo autore nella sua _Zoologia typica_.
[71] Giornale dell’I. R. Istituto Lombardo, tomo 6.º
[72] Nouv. Mém. de la Societé Imp. des Natur. de Moscou Tom. IX. pag.
423.
[73] Le seguenti specie di Ofidii, tutte recate dalle provincie
meridionali della Persia dal marchese Doria, sono state determinate
dall’illustre erpetologo professore Jan, e qui descritte colle stesse
sue parole.
[74] Il _Tetraogallus caucasicus_ si distingue dall’_himalayanus_
pel sottocoda di color nero. Se a quella od a questa specie si debba
riferire il _Kepkederneh_ de’ Persiani, non potrei dire.
[75] Io ho raccolto dalla bocca di alcuni persiani il nome di Argali
applicato anche al mufflone dell’Elburz, od _Ovis Gmelini_. Mi è
mancato l’occasione di studiar bene i caratteri di questa specie, della
quale non posseggo che un cranio regalatomi dal colonnello Andreini.
A Khiva si chiama _arkal_ (notisi l’analogia del nome con _argali_) un
mufflone che il prof. Brandi considera come una specie particolare, ma
che nella rassomiglianza coll’_O. tragelophus_ parmi avere appunto uno
de’ caratteri che Blyth assegna al suo _O. Gmelini_.
[76] Vedi UNGER, _Neuholland in Europa_, Wien.
[77] Vedi particolarmente: SPIEGEL. _Eran, das Land zwischen den Indus
und Tigris_, ecc. Berlin. 1863.
[78] Op. cit. vol. 1, pag. 331.
[79] Il _touloup_ è un soprabito di pelli di montone camosciate,
col pelo rivolto all’indentro. Ve n’ha che sono cuciti con qualche
eleganza, anche a disegni o ricami.
[80] Si racconta che Giovanni il terribile, fatta costruire questa
chiesa nel secolo decimosesto, tanto se ne compiacesse, che esaltando
di lodi l’architetto, gli domandasse se mai fosse possibile inalzare
più splendido monumento. L’architetto (era un italiano) avendo
risposto che sentivasi egli medesimo capace di fare ancora qualche
cosa di meglio, fu subito rimeritato dalla brutale gelosia del tiranno
coll’aver strappati gli occhi, onde la novella chiesa restasse unica
nel suo genere.
[81] Anche gli atti di splendidezza prendono in Russia enormi
proporzioni. Eccone un altro esempio. In questi ultimi anni il
signor Sidonow non legò in morte, ma diede lui vivente la somma di un
millione di rubli (circa quattro millioni di franchi), per fondare una
università in Siberia.