_(sopraffatta dalle sensazioni più diverse, invasa da una commozione

complicata)_ Ma che dici?! Che dici?! Àlzati sùbito! _(La prende, la

solleva, la mantiene serrata fra le braccia.)_ Ti pare possibile che io

voglia maledirti? Ti pare possibile che io voglia giudicarti?!... Questa

tua allucinazione, sì, questa tua allucinazione di madre, che dura da

tanto tempo e che mi spiega la tua tenerezza, la tua umiltà, i tuoi

scrupoli, i tuoi sacrifizi, mi ha fatto per lo meno comprendere che

anche una donna come noi può alimentarsi di bontà e di amore. Tu hai

carezzato il mio cuore come si carezza un bambino sordo e muto e,

facendo così, gli hai dato, a poco a poco, l'udito e la parola. Io ti

sono riconoscente, Gigetta, io ti copro di benedizioni, e, giacchè tu

rivedi in me la figlia che volesti perdere, ciò che io ti dico dovrebbe

bastare, se non altro, a liberarti dal tuo cilicio.

GIGETTA

Non basta, non basta! La tua indulgenza è un dono generoso che tu mi

fai, e io me lo prendo con devozione.... Ma non ho ancora ottenuto lo

scopo per il quale volli avere la forza di vivere... e non posso ancora

morire tranquillamente vicino a lei... e vicino a te. _(Si distacca e

ricasca sulla sedia.)_

_(Un silenzio.)_

NELLINA

_(sedendole accanto, le si curva all'orecchio amorosamente)_ Che altro

vorresti che io ti dicessi?....

GIGETTA

_(la contempla, la osserva, la carezza, trattenendo le lagrime)_....

Queste perle che hai al collo.... Questo ricco mantello.... _(Poi,

ritira la mano e abbassa il capo scoraggiata.)_

NELLINA

_(si drizza con lentezza e, cautamente, alle spalle di lei, si toglie il

filo di perle e il mantello e fa scivolare l'uno e l'altro sopra una

sedia. Indi, si turba per la nudità audace del seno. Prende il velo che

già aveva sul capo, vi si avvolge per nasconderla e resta tuttora

indietro in atto di trepida umiltà.)_

GIGETTA

_(chiamandola ad un tratto, paurosamente:)_ Nellina! _(Erge il torace,

contrae le linee della fronte, dilata gli occhi e resta in ascolto.)_

NELLINA

_(avanzandosi)_ Che hai, Gigetta?!

GIGETTA

Non senti?

NELLINA

_(per rassicurarla)_.... Un rumore di passi.... Qualche voce.... Saranno

le persone di casa.

GIGETTA

_(misteriosamente)_ Lo sai che casa è questa?

NELLINA

E che temi?

GIGETTA

Di là... c'è un uomo orribile....

NELLINA

Ma tu non devi temerne.

GIGETTA

_(con gli occhi straordinariamente aperti e fissi)_.... Egli si trascina

fra quelle donne.... Ha le mani tremanti, che offrono.... Ha le labbra

livide, che chiedono, che chiedono.... Ti cerca, Nellina!... Ti

scorge.... Ti vuole.... _(Con un grido)_ Viene a prenderti!

_(Afferrandola tutta rapidamente e difendendola, quasi che, difatti,

l'uomo fosse entrato avido e rapace)_ Ah no: questa no! _(Pausa.)_

_(Indi, tenendola ancora stretta)_ Si allontana.... Giunge alla porta di

scala.... _(Pausa.)_ -- _(Si ode nel silenzio il rumore di una porta che

si chiude pesantemente.)_ -- Se n'è andato.

NELLINA

_(ha un sussulto.)_

GIGETTA

Hai visto che ti ho difesa?

NELLINA

_(come convinta)_ Ho visto. _(Si drizza, e resta immota, in un

atteggiamento d'ipnotizzata, con sul volto i segni di una veggenza

estatica.)_

GIGETTA

_(in un tono segreto di paura e di ambascia incalzante)_ Ma quando, tra

breve, io non potrò più difenderti, egli ritornerà.... E ritorneranno

gli altri che sono come lui.... E tu non vorrai respingerli, e

continuerai a credere di compiere così la tua vendetta, continuerai a

non vedere che essa ricade sulla tua testa, continuerai a ridere, a

ridere....... _(Scoppia in singhiozzi.)_

NELLINA

_(in una profonda crisi di lagrime)_ Non riderò più, Gigetta!

GIGETTA

_(irradiandosi)_ Tu?!

NELLINA

Sì, io piango, io piango! Per la prima volta piango, perchè con te mi

addoloro, con te mi pento, con te, oramai, non desidero e non cerco che

un poco di riposo.

GIGETTA

_(in una suprema emozione di giubilo che esaurisce le sue forze)_ Io lo

trovo, finalmente! Io lo trovo in questo tuo pianto, che ho voluto

aspettare e che è, per te, il principio di una vita purificata.

NELLINA

_(piangendo)_ Di un'altra vita infelice! Di un'altra vita senza rifugio!

GIGETTA

_(sfinita)_ Non è vero. T'indicherò io... il rifugio... e forse... la

felicità. _(Ha un gesto di sosta.)_ Adagiami sul letto... e dammi

dell'aria....

NELLINA

_(la sorregge fino al letto e ve l'adagia delicatamente. Poi, apre la

finestra.)_

_(I primi riverberi dell'alba invadono la stanzuccia.)_

GIGETTA

Anche l'alba?... _(Ravvivandosi)_ Tutte le grazie, Nellina! È la nostra

festa, è la nostra festa, e diremo ancora tante cose belle! Vieni qua,

vieni qua....

NELLINA

_(smorza il lume, raccoglie il mantello, e si accinge a stenderlo sul

corpo di Gigetta.)_

GIGETTA

No, non coprirmi con questo mantello!...

NELLINA

_(si arresta, ha un brivido, lascia cadere il mantello a terra.)_

GIGETTA

_(per dissimulare il significato del suo rifiuto)_ Non ho freddo. _(E

implora:)_ Accòstati....

NELLINA

_(si accosta al capezzale, s'inginocchia, posa una guancia sui cuscini,

sicchè la sua testa sfiora quella di Gigetta.)_

GIGETTA

_(si volta tutta dal lato dov'è Nellina e, con soave intimità, le

susurra:)_ Hai più avuto notizie... di Giacomo?

NELLINA

Notizie di Giacomo?!... No.

GIGETTA

Io sì, perchè... un giorno... mi recai da lui....

NELLINA

... Era lontano?

GIGETTA

Non troppo lontano.

NELLINA

Era... solo?

GIGETTA

Tutto solo, in una casetta di campagna.

NELLINA

Ti ricevette male?

GIGETTA

lo m'inginocchiai sulla soglia,... e lui mi sollevò fra le sue

braccia... come tu hai fatto pocanzi.

_(La voce di GIGETTA si va spegnendo.)_

_(NELLINA ha la bocca dischiusa che quasi combacia con la bocca di

Gigetta, e ne respira l'alito.)_

NELLINA

E poi?

GIGETTA

Poi... parlammo di te.

NELLINA

_(sùbito)_ Che ti disse?

GIGETTA

Le sue prime parole... furono queste: «Quando voi, Gigetta,... avete

bussato... alla mia porta,... io,... non so perchè,... ho creduto che

fosse Nellina....»

NELLINA

_(si abbandona nuovamente al pianto: a un pianto sommesso di dolce

effusione.)_

GIGETTA

«Qui... in questa pace -- egli soggiunse -- ...io,... qualche volta,... la

chiamo a nome, sottovoce,... come se ella fosse... nella stanza

accanto........» E mi disse di più........ Mi disse.... _(Il languore

vince la sua voce; ma il suo pensiero continua a parlare.)_

_(Si odono appena, in un ritmo piano, i singulti di NELLINA.)_

_(Il sipario cade lentamente.)_

FINE DEL DRAMMA.

* * * * * *

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo

senza annotazione minimi errori tipografici.

Nellina: Dramma in tre atti (Taken from Roberto Bracco Teatro, Vol. VII) · 第 4 / 4 段