La manovra di Charleroi è ancora levata al cielo come la più sapiente
rottura strategica, e l'attacco come una sorpresa fulminea. Il Lenient
dimostra che non vi fu sorpresa di sorta, che Blücher e Wellington,
sei settimane innanzi, si erano pienamente accordati prevedendo
precisamente ciò che Napoleone poteva fare, e che poi fece. L'idea di
sorprenderli, di sgominarli prima di dar battaglia, fu una presunzione
suggerita e alimentata anch'essa dal folle orgoglio. Avanzarsi su
Charleroi per separare i due nemici e quindi avvolgerli e travolgerli
uno dopo l'altro, sarebbe stato possibile se in quel luogo si fosse
trovato il nodo concreto della fronte alleata da rompere; ma Charleroi
era soltanto un centro geografico, come chi dicesse il luogo geometrico
del collegamento nemico: l'ala inglese vi sfiorava appena la prussiana,
e un attacco su quel punto poteva tanto meno essere considerato come
rottura strategica, perchè il campo di manovra che l'Imperatore veniva
ad aprirsi sarebbe riuscito del tutto insufficiente. Secondo la stessa
teoria napoleonica, un esercito composto di cinque o sei Corpi e posto
tra due pericoli, deve poter disporre, in ciascuna delle direzioni
pericolose, di almeno tanto spazio quanto ne occorre per due marce.
Ora l'esercito del Nord era appunto composto di sei corpi, e le due
direzioni nelle quali si trovavano gl'Inglesi e i Prussiani erano
pericolosissime: esso aveva dunque bisogno d'una zona di manovra lunga
quaranta o cinquanta chilometri — e tra Sombreffe e i Quatre-Bras ne
correvano appena dodici!
Ma veniamo all'esecuzione, ed al primo atto del gran dramma: il
passaggio della Sambra.
Fu passata, infatti, il 15 giugno, e l'esercito, lasciata la riva
destra del fiume, ne tenne l'opposta; ma questo non era il puro e
semplice risultato da conseguire: bisognava anche arrivare dentro un
certo tempo ai luoghi designati, distruggendo quante forze nemiche
vi si trovassero. Invece il corpo di Zieten, contro il quale la
superiorità numerica dei Francesi era schiacciante, potè ripiegare come
e dove volle, e il fiume fu passato con molto ritardo. Perchè? Come mai
i luogotenenti dell'Imperatore lasciano i bivacchi due, tre, quattro
ore dopo quello prescritta? Sono incapaci?... Altri generali certo più
capaci, come Davout, come Gouvion Saint-Cyr, sono stati lasciati da
Napoleone in disparte per la stessa superba persuasione di non averne
bisogno; ma nè Reille, nè d'Erlon, nè Vandamme sono inabili o infidi:
essi non curano come dovrebbero l'esecuzione degli ordini perchè
l'autocrate, chiuso in sè stesso, ha trascurato di svelare tutto il
suo pensiero, di mostrare quale e quanta è la parte a ciascuno di essi
affidata.
E mentre il passaggio del fiume è appena iniziato a mezzogiorno,
il duce supremo scende da cavallo, si fa portare una sedia e vi
s'addormenta. Debolezza della carne? Sì; ma anche cieca fiducia che il
sonno gli è consentito, che nulla egli ha da temere, che a tutto saprà
porre riparo.