III.

La manovra di Charleroi è ancora levata al cielo come la più sapiente

rottura strategica, e l'attacco come una sorpresa fulminea. Il Lenient

dimostra che non vi fu sorpresa di sorta, che Blücher e Wellington,

sei settimane innanzi, si erano pienamente accordati prevedendo

precisamente ciò che Napoleone poteva fare, e che poi fece. L'idea di

sorprenderli, di sgominarli prima di dar battaglia, fu una presunzione

suggerita e alimentata anch'essa dal folle orgoglio. Avanzarsi su

Charleroi per separare i due nemici e quindi avvolgerli e travolgerli

uno dopo l'altro, sarebbe stato possibile se in quel luogo si fosse

trovato il nodo concreto della fronte alleata da rompere; ma Charleroi

era soltanto un centro geografico, come chi dicesse il luogo geometrico

del collegamento nemico: l'ala inglese vi sfiorava appena la prussiana,

e un attacco su quel punto poteva tanto meno essere considerato come

rottura strategica, perchè il campo di manovra che l'Imperatore veniva

ad aprirsi sarebbe riuscito del tutto insufficiente. Secondo la stessa

teoria napoleonica, un esercito composto di cinque o sei Corpi e posto

tra due pericoli, deve poter disporre, in ciascuna delle direzioni

pericolose, di almeno tanto spazio quanto ne occorre per due marce.

Ora l'esercito del Nord era appunto composto di sei corpi, e le due

direzioni nelle quali si trovavano gl'Inglesi e i Prussiani erano

pericolosissime: esso aveva dunque bisogno d'una zona di manovra lunga

quaranta o cinquanta chilometri — e tra Sombreffe e i Quatre-Bras ne

correvano appena dodici!

Ma veniamo all'esecuzione, ed al primo atto del gran dramma: il

passaggio della Sambra.

Fu passata, infatti, il 15 giugno, e l'esercito, lasciata la riva

destra del fiume, ne tenne l'opposta; ma questo non era il puro e

semplice risultato da conseguire: bisognava anche arrivare dentro un

certo tempo ai luoghi designati, distruggendo quante forze nemiche

vi si trovassero. Invece il corpo di Zieten, contro il quale la

superiorità numerica dei Francesi era schiacciante, potè ripiegare come

e dove volle, e il fiume fu passato con molto ritardo. Perchè? Come mai

i luogotenenti dell'Imperatore lasciano i bivacchi due, tre, quattro

ore dopo quello prescritta? Sono incapaci?... Altri generali certo più

capaci, come Davout, come Gouvion Saint-Cyr, sono stati lasciati da

Napoleone in disparte per la stessa superba persuasione di non averne

bisogno; ma nè Reille, nè d'Erlon, nè Vandamme sono inabili o infidi:

essi non curano come dovrebbero l'esecuzione degli ordini perchè

l'autocrate, chiuso in sè stesso, ha trascurato di svelare tutto il

suo pensiero, di mostrare quale e quanta è la parte a ciascuno di essi

affidata.

E mentre il passaggio del fiume è appena iniziato a mezzogiorno,

il duce supremo scende da cavallo, si fa portare una sedia e vi

s'addormenta. Debolezza della carne? Sì; ma anche cieca fiducia che il

sonno gli è consentito, che nulla egli ha da temere, che a tutto saprà

porre riparo.

Al rombo del cannone · 第 40 / 73 题