partecipare a feste di battesimo, di matrimonio, balli ufficiali e
balli di Corte: ma è anche bene, per la sua serietà, di non andare
ogni sera in giro. Dai diciotto anni in poi, una signorina deve
badare moltissimo al suo contegno, in pubblico: contegno riservato, ma
grazioso: contegno gentile, ma non famigliare: conversazione vivace,
— se è vivace — ma non eccessiva: allegria moderata, non musoneria:
giusta serietà e non _posa_ di tristezza. Con gli uomini molta
grazia, ma non civetteria; molta finezza, ma non disputa di spirito;
molto garbo, con una leggera tinta di freddezza. A diciotto anni,
una signorina non chiama per nome, come uomini, se non i fratelli, e
un poco i cugini, se vi è stata assieme nell'infanzia: chiama tutti
gli altri per cognome e dà loro del _lei_. Non balla mai troppo
con lo stesso cavaliere e se ne vuol rifiutare qualcuno, deve avere
l'arte di saperlo fare; non si deve allontanare nelle altre sale, al
_buffet_, sulle terrazze, lontana dagli occhi di chi l'accompagna:
non deve preferire sempre lo stesso cavaliere, nel _cotillon_. La sua
_toilette_ al ballo sarà molto giovanile, leggera, con un _décolleté_
non troppo esagerato, anzi modesto, con lunghi guanti bianchi: mantello
di lana bianca, con ricami, con un po' di pelliccia, preferibilmente
di mongolia, bianca. A teatro, la signorina prende posto, sempre nel
mezzo, quando vi sono due signore; non adopera mai l'occhialino,
o pochissimo, per fissare i palchi, mai per fissare le poltrone:
ascolta la musica attentamente; non chiacchiera; non fa rumore; non
si volta indietro, quando arriva qualche visita: non cambia posto:
si disinteressa del ballo. In salone, ricevendo visite, la signorina
aiuta costantemente sua madre o sua sorella maggiore, o fa gli onori,
fa sedere le signore, conversa con quelle che sono sole, negli angoli,
offre il _the_, i dolci, passa di persona in persona e accompagna chi
va via, sin al secondo salotto. Facendo visita, con la madre o con
altri, ella fa un poco la parte muta, salvo se trova altre signorine.
In società, se la signorina sa cantare, sonare, recitar bene, solo
allora si può produrre; se no, fa ridere. E quando sa far bene
questo, si produca senza farsi troppo pregare e non s'inebbrii degli
applausi; se sa sonar bene, si rassegni amabilmente, talvolta a fare da
accompagnatrice e a sonare dei ballabili. E si rammenti, in generale,
la signorina di diciotto anni, che, nel mondo, si riesce più con la
naturalezza corretta dell'educazione, che con qualunque artificio,
più con la semplicità gentile che con altre seduzioni, e più con la
modestia, che con l'alterigia. Riescire nel mondo, per una signorina,
che significa? Maritarsi, maritarsi, in nome di Dio!
V.
LA VECCHIA ZITELLA.
E anche questo stato, che fa orrore a tante donne, può avere le
sue dolcezze! Tutto sta ad elevarsi sovra il rammarico di non aver
trovato marito, ed avere molto spirito e molto cuore, per poter godere
tutti i vantaggi che dà lo stato di vecchia zitella. E così, dai
quarant'anni in poi — giacchè calcoliamo da questo limite, lo stato
di vecchia zitella — si può uscire sola; viaggiare sola; vivere sola,
con qualche fedele persona familiare; ricevere sola: tutto ciò, senza
che nessuno vi trovi a ridire. Viceversa, una vecchia zitella può
farsi accompagnare, per la via, in un teatro, in un ritrovo, da un
amico di casa; può fare delle conversazioni, con uomini di spirito e
simpatici, anche a lungo; può ballare quanto vuole e con chi vuole;
può, magari, filare, _flirtare_ sentimentalmente, al solo scopo di
passare un'ora graziosa: e tutto ciò senza essere criticata. Oh la
_vecchia zitellanza_, diciamo così, ha i suoi beneficii! Si può andare,
venire, discorrere, scrivere, partire, ritornare, senza dare troppi
conti, a nessuno: si può amministrare la propria sostanza, grande
o piccola, come si vuole, senza tutele e senza osservazioni: si può
fare del bene, come si desidera: ci si può dedicare a qualche lavoro
d'arte, di pensiero, senza ostacoli: si può consacrare la propria vita
a l'amore dei nipoti, o alla beneficenza, o alla religione, senza
le critiche del pubblico. Una vecchia zitella può vestirsi come le
pare, purchè rispetti il suo stato e la sua età; può ricevere delle
visite quando vuole, naturalmente nei limiti del rispetto; può avere
delle carte da visita, può mettere il suo monogramma sulla carrozza,
se l'ha, può mettere i gioielli di sua madre, se gliene ha lasciati;
può, infine, godere di una onesta libertà di azione, di cui non godono
punto, nè la signorina a diciotto anni, nè quella a venticinque, nè
quella a trentacinque. La vecchia zitella si rammenti, sempre, che gli
uomini sono disposti, nella loro vanità, a trovarla sempre ridicola:
ella faccia in modo da avere tanta serietà, tanto spirito e tanta
disinvoltura, da far loro rimangiare la voglia di burlarsi di lei.
Non caschi nell'errore di proteggere gli amori altrui, di diventar una
_marieuse_: resti in una linea di semplicità e di distacco, a proposito
di amore e di matrimonio. Si crei delle buone affezioni, delle
care amicizie, delle devozioni sicure, intorno a sè; sia benevola,
indulgente, gaia, savia, buona consigliera, fedele amica: e la sua vita
sarà dolce. Maritarsi è bene, ma è anche male: non maritarsi, è male,
ma è anche bene.
FINE.
INDICE
_Pag._
_Avvertenza_ V
GRANDE VINCOLO 1
I. Il fidanzamento 3
II. Richiesta di nozze 5
III. Il fidanzato spadroneggia 8
IV. Diritti e doveri del fidanzato 10
V. Il corredo 13
VI. Il corredo di biancheria 15
VII. Padrino di matrimonio 18
VIII. Doveri del padrino 20
IX. Testimoni 23
X. Le donne testimoni 25
XI. Nozze civili 28
XII. Ci si veste diversamente! 30
XIII. Nozze religiose 32
XIV. L'ora stupida 35
XV. Nozze religiose: L'uso moderno 37
XVI. _Luncheon_ 40
XVII. Viaggio di nozze 42
XVIII. Partecipazioni 45
XIX. Visite di nozze 47
L'UNIONE MONDANA 51
I. Presentazioni e visite 53
II. Giorni, giorni! 55
III. Il giorno: gli obblighi 58
IV. Che si offre il «giorno» 60
V. Quando? a quale ora? 62
VI. Un'ora, ogni giorno? 65
VII. La nuova usanza 67
LIETA MENSA 71
I. Invito a pranzo 73
II. Grandi pranzi 75
III. Pranzo di mezza cerimonia 77
IV. «Menu» di una colazione 80
V. Intermezzo: antipasto 82
VI. Il «menu» di un pranzo 84
VII. Nuovo «menu» di pranzo 86
FESTA DA BALLO 89
I. Festa da ballo 91
II. Festa da ballo: gli inviti 93
III. Festa da ballo: gli obblighi 95
IV. Festa da ballo: il trattamento 97
V. Questioni mondane: le fanciulle nei balli 100
VI. Segue: le fanciulle nei balli 102
VII. Segue: le fanciulle nei balli 104
PICCOLO INTERMEZZO 107
Si cambia casa: nuovi vicini 109
I LEGAMI DELLO SPIRITO. I SACRAMENTI 111
I. Festa di battesimo 113
II. Madrina di battesimo 115
III. Padrino di battesimo 117
IV. Cresima 120
V. Padrino di cresima 122
VI. Madrina di cresima 124
NELLE CASE DEL RE. PRAMMATICA DI CORTE 127
I. Presentazioni a Corte 129
II. Altre presentazioni a Corte 132
III. Lettere, suppliche, dediche alla Regina 134
IV. Ballo di Corte 137
V. _Garden party_ a Corte 140
Avvertenza 143
FUORI DI QUI 145
I. L'educazione in viaggio 147
II. Ancora l'educazione in viaggio 149
III. Di estate, qui e fuori 151
IV. Andar via: la valigia della signora 154
V. Andar via: la valigia del padrone 156
VI. La villeggiatura: perchè ci si va? 158
VII. La villeggiatura: quello che si spende 161
VIII. In villeggiatura: poichè ci si deve andare.... 163
IX. Il caldo: i due metodi 166
X. Il caldo: il secondo metodo 168
XI. La villeggiatura: i lavori donneschi 170
XII. Si balla più che mai, in estate 172
XIII. Saper vivere: ritorno dalla villeggiatura 174
INTERMEZZO: POSSONO, DEBBONO FUMARE LE DONNE? 177
La sigaretta: le donne, possono debbono fumare? 179
FRA NATALE E CAPO D'ANNO 183
I. Doni, doni, doni 185
II. Il dono: a chi si deve donare? 187
III. Il dono: quel che si deve donare 189
IV. Idea per i doni di Natale e Capo d'Anno 192
V. Ciò che si regala a innamorate, a fidanzate 194
VI. Doni da farsi agli uomini 197
VII. _Christmas card_ (biglietto di augurio) 199
VIII. Carta da visita 201
IX. Visite di Natale e Capo d'Anno 203
X. Fine d'anno 205
ALTRO INTERMEZZO: L'EDUCAZIONE IN CHIESA 209
In chiesa 211
LA NOTA DOLENTE 215
I. Il lutto 217
II. Durata del lutto 219
III. Il lutto: come bisogna vestirsi 221
IV. Il lutto: condoglianze, visite, eccetera 224
V. Il lutto: uomini, bimbi, persone famigliari 226
PER VOI, CARE FANCIULLE 229
I. Per la convenienza 231
II. Da tredici a quindici anni 233
III. A sedici anni 235
IV. A diciotto anni 238
V. La vecchia zitella 240
OPERE DI MATILDE SERAO
(edizioni Treves).
_La ballerina_, romanzo L. 8 —
_Suor Giovanna della Croce_, romanzo 8 —
_Parla una donna._ Diario feminile di guerra
(maggio 1915-marzo 1916) 8 —
_Ella non rispose_, romanzo 8 —
_La vita è così lunga!_, novelle 5 —
_Evviva la vita!_, romanzo 8 —
_Dopo il perdono_, romanzo 8 —
_Nel paese di Gesù._ Ricordi di un viaggio in
Palestina 8 —
_Il paese di cuccagna_, romanzo napoletano 8 —
_Ricordando «Neera»_, conferenza 2 —
_Preghiere._ Elegante edizione stampata in rosso
e nero 7,50
_Addio, amore!_, romanzo 8 —
_Castigo_, romanzo 7 —
_Saper vivere_, norme di buona creanza 8 —
IN PREPARAZIONE:
_«Mors tua...»_, romanzo.
_L'ebbrezza, il servaggio e la morte_, romanzo.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici.