--Vuole partire?--ripetè Emma.--E dove andrete?

--Io non partirò, mamma!--dichiarò Loredana con calma.--Egli s'illude

che io l'accompagni, ma ho riflettuto in questi giorni, e ci son troppe

cose contro di me. Per causa mia ha perduto una grossa eredità, la sua

famiglia vuole che sposi una contessina, e questa contessina lo ama.

Vedi quante difficoltà che già esistevano.... Mi ha raccontato tutto il

conte Candriani, una sera a teatro; io credeva lo avesse fatto per

leggerezza, ma ora comprendo che aveva il suo scopo; non me ne ha

risparmiata una, per allontanarmi da Flopi; e oggi devo aprire

finalmente gli occhi.

--E che cosa farai, Lori?

La giovane chinò il capo fissando a terra le piastrelle bianche e rosse,

che un raggio leggero di sole illuminava dolcemente.

--Te lo confesso: avevo pensato d'uccidermi.... No, no, non ti

spaventare, mamma!--disse con rapidità, vedendo che sua madre era

diventata subitamente pallida.--Non lo farò mai, te lo giuro, non lo

farò per te, e anche per lui.... Vi accuserebbero della mia morte; ho

capito anche questo.

--Ascoltami,--interruppe Emma, che passatasi una mano sul volto andava

rimettendosi dal primo impeto di paura.--Marta, la Serrantoni, mi ha

detto che Adolfo Gianella ti segue ancora, e che un giorno vi hanno

visti insieme, e che è sempre innamorato di te....

--È vero; quella pettegola sa tutto!--esclamò Loredana.

--Marta mi ha detto che è diventato buono, che ha perduto la sua

alterigia stupida,--insistette Emma.--Ha compreso ch'egli ti trattava

male, e insomma....

--E insomma ha cominciato ad ammirarmi quando sono scappata con un

altro!--seguitò crudamente la giovane.--Ah, un bel marito sarebbe!...

Emma, con un sospiro, emise una sentenza suprema:

--Gli uomini sono tutti così!

Loredana alzò le spalle.

--Del resto,--disse,--è possibile che io viva a Venezia, moglie di

Adolfo Gianella e a due passi da Filippo? E che egli non mi cerchi, e

che io non cerchi lui? Noi ci amiamo sempre, tra di noi non è avvenuto

nulla, e l'una è pronta a sacrificarsi per l'altro.... In queste

condizioni, mi vedi moglie onesta e fedele di Adolfo?

--Hai ragione,--rispose Emma.--E che hai pensato dunque?

Mentre era per rispondere, Loredana scorse sulla mensoletta di legno

scolpito la piccola figura di biscuit, una pastorella settecentesca con

un canestro infilato sul braccio e un piccolo fiore nella destra che

offriva.

La giovane si alzò a prenderla e la fissò attentamente.

--«Ti ricordi,--susurrò la pastorella,--ti ricordi che cosa egli ti

diceva all'orecchio con la voce ardente, mentre tu mi guardavi come

oggi? «Vieni; vieni con me; noi potremo essere felici; io ti darò tutto

l'amore e tutta la vita». E tu hai preso tutto il suo amore, e oggi puoi

prendergli tutta la vita».

--No!--interruppe bruscamente Loredana.

Allentò il pugno, e la figuretta, cadendo a terra, si frantumò con sordo

rumore.

--Che fai, Lori?--esclamò Emma stupita.

Ma non ebbe tempo a ripetere la domanda.

Un clamore furibondo salì dal campiello; le femmine s'erano avvinghiate

e volavan pettini, schiaffi e ciabatte; si battevano per un maschio, il

quale stava a guardarle come giudice di campo, preparandosi a

intervenire quando gli fosse parso opportuno. Le finestre delle case

disposte intorno a rettangolo eran gremite di teste, e piovvero di là

scherzi atroci e incitamenti, fin che la più giovane virago ebbe la

peggio e si rovesciò in terra con un colpo sordo. Allora il giudice

intervenne: lasciò andare alla vincitrice un ceffone formidabile in

piena faccia, che le fece sprizzar dal naso uno zampillo di sangue.

--A casa!--ordinò.--Va a casa, senza voltarti indietro!

L'altra si mise a correre, urlando contumelie prodigiose, mentre la

vinta si rialzava, si ripuliva, raccoglieva lo scialle, cercava in terra

il suo pettine, e rideva, tutta accaldata, le fiamme negli occhi, i

capelli nerissimi diventati una selva di groviglie.

Dietro i vetri d'una finestra, Loredana aveva seguito le fasi dello

spettacolo immondo, e tra i curiosi, in un gruppo di scialletti che

spiccavano sul colore meno intenso dei pastrani maschili, vide Adolfo

Gianella il quale guardava in su, verso la casa.

--Me ne vado,--annunziò Loredana.--Addio, mamma; ho fretta!

Baciò sua madre, infilò la pelliccia, corse per le scale, fu in istrada.

Faceva freddo, nonostante il sole pallido, e soffiava la bora; la folla

s'era diradata, ma Loredana sentì che i passanti la guardavano, e

parendole che ciascuno sapesse la sua storia, temeva in ogni sguardo una

maraviglia oltraggiosa. Corse per raggiungere Adolfo Gianella, il quale

s'era avviato egli pure e la precedeva di poco.

--Adolfo!--chiamò, quando fu a un passo da lui.

Egli si volse; aveva le mani affondate nelle tasche del soprabito, il

bavero alzato fino alle orecchie. E vedendo che la squadrava da capo a

piedi, senza salutare, Loredana si sgomentò.

--Non mi aspettavi?--chiese dolcemente.

--No,--rispose Adolfo,--non ti aspettavo; non ti aspetto più!

La giovane non osò chiedere altro; ma Adolfo repentinamente s'infuriò,

l'afferrò per un braccio, la scosse.

--Per carità!--disse Loredana sbigottita, guardandosi intorno.--Sei

pazzo?

Egli si ravvide subito.

--Andiamo!--riprese.--Bisogna che io ti parli!

Camminarono presto, in silenzio, portando il peso della muta ironia

balenante negli occhi di quelli che li incontravano o si fermavano a

guardarli. Loredana non interrogò; andavano, chiusi nel loro pensiero

tempestoso, in preda a mille dubbii; salirono il ponte di ferro,

gettarono una occhiata al Canalazzo verdastro con chiazze gialle,

oltrepassarono l'Accademia, e ad un tratto Adolfo disse:

--Entriamo qui. Non ci sarà nessuno.

XIV.

Loredana alzò gli occhi a guardar la piccola trattoria, deserta perchè

gli artisti e gli impiegati che la frequentavano avevan da tempo finita

la loro colazione; e tuttavia, mettendovi piede, la giovane provò una

molestia indicibile, parendole ridicolo o sospetto quel colloquio, in

quel luogo, a quell'ora.

In un angolo, innanzi a una tavola nuda, un giovane ricciuto disegnava a

pastello nel suo albo; distratto dal fruscìo delle gonne e della seta,

drizzò la testa e quando Loredana fu seduta all'angolo opposto della

sala, in faccia ad Adolfo, il giovane voltò pagina, e gettando rapide

occhiate si provò a ritrarne la figurina elegante, strana sul fondo

tenebroso dell'osteria.

Un cameriere portò due tazze di birra, e si ritirò in una cameretta

attigua, dove lo aspettava una colazione molto in ritardo.

--Che vuoi dirmi?--interrogò Loredana.

--E tu,--domandò a sua volta Adolfo,--perchè mi hai chiamato?

--Non so; ti ho visto, ho voluto chiederti se sapevi.... che cosa

pensavi....

--Che cosa penso?--cominciò Adolfo rapidamente, a bassa voce.--Di questa

nuova storia? Hai la sfrontatezza di chiedermelo?... È inutile che tu mi

guardi con gli occhi sbarrati; so bene che non confesserai.... Il conte

ti ha trovata con un altro, e si è battuto in duello con lui.... Per la

politica, no, non si sono battuti!... È dunque per gelosia.... Ma che

gelosia! Quell'altro.... come si chiama?... il conte Candriani, veniva a

casa tua tutti i giorni, e tu andavi anche a teatro con lui.... Si

capisce che cosa è accaduto: un bel giorno siete stati sorpresi, ecco,

presi in trappola.... Ma sì, ma sì, non crollar la testa con tanta

furia!... Non mi sarei mai imaginato un orrore simile; sei una viziosa

senza pudore.... E mi domandi che cosa penso!... Mi maraviglio che tua

madre ti accolga ancora in casa sua.... L'amore per il conte si capiva;

dico, si poteva anche scusare; eri inesperta e lui una vecchia volpe....

Ma il Candriani, il secondo!... Due uomini: avevi due uomini, due

amanti! Come si spiega?

--Ora se la mangia!--pensò l'artista, che all'altro angolo seguitava a

disegnare e a sogguardare.

Egli capiva che il biondo era invelenito, e non poteva afferrarne una

parola. Gli occhi cerulei di Adolfo schizzavano lampi e da rosea la

faccia era divenuta pallida; pure, si conteneva, non alzava la voce,

dicendo a frasi tronche, alla rinfusa, tutto quel che gli passava pel

capo.... E Loredana ascoltava, la gola arsa, il cuore in tumulto per lo

spavento.

Non la calunnia la impietriva, ma lo stupore per quella calunnia così

lata, così precisa, così diffusa, così verosimile, che l'avvolgeva e la

teneva nelle sue spire inesorabilmente. Adolfo, l'innamorato fino alla

cecità, non aveva alcun dubbio, non sognava nemmeno che l'accusa potesse

essere tutta falsa.... Due uomini si battono per una donna; essa è

l'amante dei due che se la disputano a prezzo del loro sangue; ciò è

logico, epperò è vero; la verità non si discute.

--Forse per questo mi hai detto che ora vali più di due

milioni?--seguitò Adolfo.--Non ho capito, allora, ma sotto quella frase

doveva nascondersi qualche brutto segreto, e tu ne ridevi.... E così, si

sono battuti per te; sarai contenta!... Uno scandalo, uno scandalo!...

Io mi seppellirei vivo; tutti corrono a raccontarmene una; a casa non

posso aprir bocca; mia madre ti chiama con certi nomi, e se ti difendo

ridono di me.... Hanno sempre avuto ragione i miei cugini, dicendomi che

quando una ragazza si mette per una cattiva strada.... Insomma, io

scapperò, perchè non voglio più vederti.... Ed ero ancor pronto a

sposarti pochi giorni sono, perchè io, io solo ti credevo onesta, a

dispetto di tutto e di tutti; l'amore del conte, un fallo giovanile, si

scusava, si spiegava.... Ma ora; ora sei la favola di Venezia....

--Guarda che bel nasino e che bella bocca!--pensò l'artista, dando

un'occhiata a Loredana.--E il biondo me la rovina con quelle sue

prediche. È geloso, l'amico; lei gli ha giuocato un tiro; te ne

giuocherà degli altri, sta tranquillo.... È un tipetto capriccioso....

--Basta, basta!--interruppe Loredana sottovoce.--Ciò che ti hanno detto

è falso, dalla prima all'ultima parola.

--Già è falso,--rispose Adolfo dopo un attimo d'esitazione, perchè la

voce velata e lo sguardo smarrito della giovane l'avevano scosso.--È

falso; si sono battuti per la politica, non è vero?... Quello che ti

dico io, è quello che dicono tutti....

--E che importa? È falso!--ripetè Loredana.

Adolfo aveva un suo pensiero e non riusciva a esprimerlo; si fregò la

fronte, si passò la mano sul cranio, si guardò intorno senza vedere;

finalmente si provò a ribattere:

--Anche se è falso, importa poco, perchè quando tutti la pensano a un

modo, è come se fosse vero. Mi capisci? Se uno è accusato d'essere un

ladro, per andare a spasso con lui e per tenergli l'amicizia non basta

credere e anche sapere che è onesto; occorre un coraggio, che io non ho,

perchè gli altri credono ch'egli è un ladro e io non posso essere

l'amico d'un ladro.... Tu hai tutte le apparenze contro di te, e Venezia

intera parla di te come d'una ragazzaccia pericolosa; e che ci posso far

io?... Del resto, qualche cosa ci sarà, non può essere inventato

tutto.... Ma se anche non c'è nulla, proprio nulla di vero, io ho la

famiglia che mi rimprovera d'amarti e di seguirti, ho gli amici che

ridono, ho il direttore della Banca il quale non vuole che gli impiegati

frequentino donne cattive; e come faccio io a persuadere tutta questa

gente che tu non sei una donna cattiva, dopo uno scandalo di cui si

parla da tanti giorni e con tanti particolari in ogni angolo della

città?... Non sarà colpa tua, ammettiamolo, ma sei disonorata, ecco; e

le tue proteste si perdono nel fracasso, e oramai, qualunque buona e

bella cosa tu faccia, non ti potrà giovare....

Afferrò la tazza di birra, l'accostò alle labbra e non la rimise sul

piattello che quando l'ebbe vuotata.

--Ma allora,--disse Loredana con un brivido di terrore,--essere

innocente significa nulla?

--Significa...., significa.... So io che cosa significa?--rispose

Adolfo, il quale non s'accorgeva della sua crudeltà, sbalordito egli

stesso per la bontà delle facili argomentazioni.--Ciò che importa nel

mondo, è di essere creduto, a torto od a ragione; anche i miracoli non

servono, se nessuno vi crede.... E nessuno crede alla tua onestà....

Sarebbe meglio per te essere disonesta, veramente disonesta, e che tutti

lodassero la tua virtù....

Un bel fondo color d'ocra, robustamente tracciato alla brava, incorniciò

nell'albo la testolina della giovane dai capelli a riflessi dorati;

effetto di chiaroscuri che l'artista confrontò con l'originale, movendo

il capo a destra e a sinistra, e tenendo a distanza il disegno.

--Se quell'idiota non finisce di tormentarla,--borbottò a fior di

labbra,--a lui gli faccio la caricatura!

Ma Adolfo non la finiva, esaltato dalla voluttà di torturare quella

ch'era stata sempre in suo confronto vittoriosa, assillato dal bisogno

di calpestare e di distruggere il suo amore, cupamente soddisfatto di

veder la fidanzata d'un giorno ridotta senza difesa, ebbro di ferocia

contro di lei e contro se stesso....

--E poi, perchè discutere la tua innocenza? Io non ci credo, via!... È

possibile che tutta una città si rivolti, così per capriccio, contro una

donna, una ragazza?... Mi dirai che guadagno ci fanno quelli che parlan

male di te!... Perchè non parlan male di tante altre?... Io, vedi,

quando mi avvertono che bisogna diffidare dei pettegolezzi, mi metto a

ridere; i pettegolezzi si fanno contro quelli che se li meritano; di me

non si è mai detto nulla, per esempio?... Sarà meglio non parlare della

tua innocenza, la quale, del resto, se anche fosse, non varrebbe una

saetta, ormai.... Che cosa hai opposto alle accuse determinate e

precise? Che tutto è falso! Ma questo me l'aspettavo; non verrai mica a

raccontarmi i tuoi amori, a me, che ti ho amata davvero, onestamente....

E avevi tanta paura del mio giudizio, che mi hai fermato per istrada e

mi hai chiesto se sapevo.... Ecco un'altra prova.... E poi, devo

aggiungere....

Loredana si alzò lentamente.

--Ti ringrazio,--interruppe con voce malsicura.--Mi hai detto cose molto

utili....

Fece per avviarsi, e barcollò....

--Non ti muovere,--soggiunse, appoggiandosi a un angolo della

tavola.--Voglio uscire sola....

Dopo alcuni passi incerti, mentre Adolfo la guardava con occhio spento,

Loredana riacquistò forza, mosse francamente, passò vicino all'artista,

il quale rimirando il pastello e la giovane, sentì d'amarli ambedue....

Adolfo rimase immobile accasciato sulla sua panca; d'un tratto, il

rimorso gl'invadeva l'animo, lasciandolo con la bocca aperta, in

un'espressione di smarrimento ebete.

Venne voglia a Loredana di strappar dalle mani del disegnatore l'albo in

cui sapeva d'essere stata ritratta, e di batterglielo in faccia. Dovette

chiudere gli occhi per vincersi.

Uscì, tra la nebbia; la nebbia era calata repentinamente, con un lieve

odor di bruciato, rotta qua e là dall'alone rossastro delle fiamme a

gas.

E la giovane si rimise in cammino verso le Zattere, verso Flopi, che

parevan le une e l'altro perduti in quella infinita distesa, densa e

acre.

--Che cosa gli porto?--si domandò Loredana.

Gli portava il suo corpo, che la folla diceva mantrugiato da altri, e il

disonore.

Certo egli s'illudeva, Filippo; non gli avevano cantato in faccia tutte

le accuse e ignorava in qual dispregio fosse tenuta la sua amante; ella

gli portava in casa il ridicolo come un fluido avvelenato. Le parole

d'Adolfo Gianella eran l'eco di quella saggezza che si trova per terra,

fra gli sputi e le carte unte, e si chiama pubblica opinione. Egli

diceva bene: non importa essere, ma parere; quando una calunnia è

ripetuta da tutti, vale una verità: il male è quel che si vede, non

quello che si commette. Aforismi che uccidono; bestialità caparbia;

tirannia inappellabile della maggioranza.... Ma la vita procede su

questo carro della morte, e ogni giorno qualcuno cade sotto le sue ruote

per un gesto sbagliato.

Loredana arrossiva di se stessa; abbeveratasi lunghe ore al torrente di

fango, le pareva d'averne la bocca piena, il corpo inzaccherato, le mani

màcere. Come lasciarsi abbracciare e baciare da Filippo, che avrebbe

notato sul volto di lei le tracce delle sofferenze patite, un solco

nella fronte, un livido sotto gli occhi? Baciarsi ed amarsi tra i ghigni

della platea? Tremare agli sguardi sardonici? Vivere a fianco d'un uomo

che, se non si staccava presto e decisamente da lei, diventava ridicolo?

La folla s'era gettata sul suo amore e l'aveva fatto a pezzi.

Protezione sicura e forte, confidenze gentili e fuggenti attimi di

letizia, tenerezze segrete e impetuosi scoppii di passione, lunghi oblii

d'ogni cosa mortale, viaggi sognati, casetta delle Zattere, bel sole di

Sirmione, tutto affogato nella nebbia per sempre!

Voleva correre a casa e dire a Filippo:

--Tu m'hai avuta ancora bambina, e pel tuo amore tu m'hai fatta donna.

Prendimi; amami un'ultima volta; spegni fra le braccia questa vita che è

tua, e non lasciar che altri uccida lentamente, per odio, colei che vuol

morire per te.

E palpitava alla speranza di morire veramente in uno spasimo di voluttà

che fermasse in eterno i battiti del suo cuore; delicata parvenza

femminile, che camminava tra la nebbia, sorridendo all'ultimo sogno.

V'era nebbia dovunque, nebbia senza forma e senza fine, dentro la quale

gli uomini, a guisa di fantasmi, scivolavano e si dissolvevano; nebbia

che mozzava il respiro, copriva l'insidia, guidava all'abisso. E un

silenzio tragico pesava, grave come lo sterminato drappo di bambagia da

cui Venezia era tutta avvolta.

Loredana giunse a casa, affranta, coi capelli e il veletto bagnati dalla

caligine.

Domandò subito di Filippo.

Clarice le disse che il conte, un'ora prima, era accorso a palazzo Vagli

perchè la contessa Bianca stava male.

E non osando aggiungere particolari, la signora Teobaldi mormorò con

enfasi:

--E un «tradimento proditorio» del destino!

XV.

In quel crocchio di gentiluomini vecchi e giovani che s'eran recati da

Berto Candriani a chiacchierare, a bere, a giuocare, abitudine presa

durante i primi giorni dopo il duello e seguitata poi per tacito

consenso di tutti, il conte Nino d'Este parlava di donne.

Egli stava quasi sdraiato in una larga poltrona di cuoio scuro e

morbido, le lunghe gambe distese sotto la tavola, su cui disseminati

piccoli bicchieri, svelte fiale di liquore, scatole di sigari e di

sigarette, portaceneri di bronzo e d'argento. Nel mezzo era un tripode

alto, che avrebbe dovuto vaporare essenze e che Berto invece aveva

coronato con una larga ciotola di Murano dal bel colore turchino, dalla

quale traboccavan fiori pallidamente rosei.

Nuvole e nuvolette di fumo ondulavan nell'aria, dandole una lieve

trasparenza azzurrognola entro la quale come velati apparivano i volti

degli amici.

--Ho visto ieri il capitano De Sirti con una brutta signora,--disse Nino

d'Este.--Ma brutta assai....

--«Faute de grives»,--osservò Paolino Berlendi.--Mancanza, di tordi; e

quando non ci sono i tordi, si pigliano i passeri....

Egli era tornato recentemente da Parigi e non aveva ancora smessa

l'abitudine d'intercalar frasi galliche al suo discorso. Asciutto di

forme, col mento breve, i mustacchi biondi, i capelli scuri, il colorito

acceso, Paolino Berlendi dava impressione d'un giovane energico e

attivo; possedeva infatti un'anima risoluta, ma stava sfogando

l'esuberanza giovanile in occupazioni tutte intime, alla caccia di

donne; più tardi, secondo ciò che andava raccontando, si sarebbe dato

all'agricoltura.

--È un'americana,--egli aggiunse.

--La conosci?--domandò Nino d'Este.

--No; ma l'ho veduta, e ho capito che è americana.

Nino d'Este non potè frenare una risata.

--Non c'è da ridere,--osservò Paolino Berlendi.--L'occhio d'un

conoscitore non s'inganna; a occhio, si possono giudicar benissimo la

razza e la nazionalità d'una donna, e fra tutte, le americane son più

facili a riconoscersi.

--Ma fammi il favore!--esclamò Nino.--Ci son delle americane piccole,

rotondette, coi capelli neri e gli occhi brucianti, che tu diresti nate

ai piedi del Vesuvio.... Ve ne sono altre, secche, rigide, biondastre,

che possono essere inglesi, russe, norvegesi, tedesche.... A occhio,

giudicherai dell'eleganza e della bellezza d'una donna, e non della sua

nazionalità.

--Storie, storie!--dichiarò Paolino Berlendi.--Piccolette e rotondette,

o rigide e secche, le americane si vedono a un chilometro di distanza;

hanno qualche cosa di speciale nella toilette, nel passo,

nell'atteggiamento, nei modi, nei gesti, che non ti inganna mai. Dico

bene? «Ça te botte»?

--No, nient'affatto, non mi calza niente affatto!--esclamò Nino d'Este.

--L'americana è una donna come le altre,--intervenne Carlo

Martellieri.--Tutt'al più potrai capire a occhio che non è italiana; ma

questo suggello di esoticità è comune alle straniere, ossia la donna

italiana si stacca dalle altre così bene che non è possibile scambiarla

per una straniera.

--«Tu parles»!--disse Paolino.--Ma, caro Martellieri, con le tue parole

vieni a darmi ragione; per te, è l'italiana che si può distinguere con

un'occhiata; per me è l'americana. Vedi che sul principio siamo

d'accordo.

--Sfido io! L'italiana è roba di casa, roba nostra,--interruppe il

Martellieri.--Come non riconoscerla tra mille? L'affare è ben diverso

allorchè si tratta d'un'americana; e innanzi tutto, di quale americana

tu mi parli? Dell'americana del nord o dell'americana del sud?

Paolino Berlendi, che non s'aspettava una distinzione etnografica, si

sentì impacciato a rispondere; e il Martellieri, giovane e pedante, con

la voce acuta che gli fischiava tra le labbra, approfittò di

quell'attimo di silenzio per incalzar più da vicino l'avversario:

--Dirò meglio: intendi parlare dell'americana del nord, del centro, o

del sud? Quale americana tu riconosci a occhio? Quella nata in

Patagonia, nel Cile, nell'isola di Haiti, nel Guatemala, nell'Argentina,

a Filadelfia, a Baltimora, ad Avana, a Buenos-Aires, a Lima, a Quito, a

Cuba? Quella che vive al Capo Horn, o quella che è nata ai piedi delle

Cordigliere o presso il mare dei Caraibi?

Paolino Berlendi stava ad ascoltare a bocca aperta, sbalordito; intorno

a lui altri giovani si erano radunati e ascoltavan pure, sorridendo con

la sigaretta tra le labbra.

--Come si vede che ha viaggiato!--mormorò qualcuno ironicamente.

--Quella,--continuò il Martellieri quasi recitasse una lezione,--quella

che la Terra del Fuoco ha visto nascere, o quella che passeggia lungo

le rive dell'Orenoco, o quella che va a caccia sulle Montagne Rocciose?

Quale americana, insomma? L'America si stende per circa quindici mila

chilometri tra l'Oceano Atlantico ed il Pacifico....

Paolino Berlendi si alzò di scatto, e calò un pugno sulla tavola....

--Quella, quella, quella!--interruppe.--«Tu ne me fais pas crême, va»!

Mi par di essere a scuola! Per americana, io intendo quella che si vede

in Piazza San Marco, nelle sere di concerto!

Una risata clamorosa accolse la dichiarazione di Paolino Berlendi, il

quale, senza badarvi, continuò:

--Certo, non nego che ci possano essere delle donne in Patagonia, ma non

vengono a Venezia! E che c'entra l'Orenoco e che c'entra il mare dei

Caraibi?...

Alcuni giovanotti alle spalle di Paolino approvarono ridendo.

--La colpa è della tua inesattezza!--rispose il Martellieri.--Tu hai

detto che puoi riconoscere a occhio un'americana; e io ti ho detto che

anche le donne della Patagonia sono americane. Le riconosceresti a

occhio?

Il Berlendi si strinse nelle spalle.

--Allora,--egli disse,--anche tu sei stato inesatto. Tu hai detto che

un'italiana si riconosce tra mille: io ti dirò che a Parigi, proprio il

mese scorso, ho incontrato una ragazza che parlava il gergo come tu

parli il dialetto veneziano. Ho avuto per lei «un béguin assez

sérieux»; anzi, ho imparato da lei molte frasi energiche....

--Ce ne siamo accorti!--interruppe Nino d'Este.

--Ebbene, quando io la lasciai, ella mi confessò che era nata a Napoli,

era sempre vissuta, a Napoli e solo da un anno si trovava a Parigi!...

L'avresti riconosciuta per italiana, tu?

--Alla prima occhiata!--dichiarò il Martellieri.

L'amore di Loredana · 第 15 / 17 段