2 di settembre 18..

........ Eccomi nella solitudine, in mezzo alle Alpi che sempre amai,

che vidi fin dagli anni della fanciullezza circondar la più bella parte

della mia patria, come d'una sublime corona[1]. Qui forse, nel silenzio

del mondo, in faccia alla grande maestà della natura, avranno tregua

i pensieri che in mezzo agli uomini mi tormentavano, e pace i dolori

di che fu pasciuta la mia gioventù troppo inesperta del vero e troppo

credula del bene.

Il Signore che mi chiamò per questa via, mi dia lena di correrla

alacremente e di toccarne la meta. Or mi conviene diventare un

uomo nuovo, dispogliarmi degli affetti e de' voleri che fin qui mi

trascinarono d'uno in altro peggior disinganno, sollevar gli occhi al

cielo, a quell'unica patria de' buoni e de' giusti; al cielo verso il

quale elevano le gigantesche loro cime questi monti, esultando quasi e

narrando in armonia col firmamento le glorie dell'Eterno.

Diedi un addio al mio vecchio padre, alla madre mia, all'innocente

mia sorella. Che il Signore vi protegga sempre, o giuste o semplici

creature! Là sulle rive del lago, io tornerò ben sovente fra voi co'

miei pensieri, seguirò coll'anima e col desiderio i vostri passi;

siederò invisibile con voi intorno all'umil focolare; e ricordandomi

di quel tempo che più non può tornare per me, porrò giù il peso delle

immeritate angosce e il cumulo delle recenti sciagure. Qui troverò,

lo spero, creature schiette e buone come voi, o miei parenti! qui non

ire, non invidie, non basse e perfide congiure di chi s'adombra d'ogni

forte e generosa parola; qui non verrà a turbarmi il cuore la fastosa

ignoranza o la melliflua impostura di coloro a cui s'inchina il mondo;

qui umili doveri da compiere, oneste compiacenze, tranquille opere di

virtù non conosciuta e perciò non calpestate; qui lagrime da rasciugare

e cuori da tener vivi nella speranza; qui solitudine, silenzio e pace.

Angiola Maria: Storia domestica · 第 85 / 105 题