Caterina pianse nel leggere questa lettera così semplice, ma non ebbe
cuore di stornar la figliuola dalla proposta partenza. Maria mise
insieme le sue poche robe; e la stessa mattina, nell'andar dall'una
all'altra stanza della casa, le pareva che quell'abbandono le pesasse
sul cuore, e quel breve viaggio le fosse imposto come una penitenza.
La buona madre anch'essa, quando il momento fu venuto di staccarsi
dalla sua Maria, sentì nel suo segreto un dispiacere, un pentimento
quasi d'avere accondisceso all'impensata a quella partenza: e le
vennero a mente le parole che ripeteva un tempo il suo pover'uomo,
quando la signora contessa teneva con sè la fanciulletta: Verrà un
giorno che ve ne pentirete, e non vi sarà più rimedio! — Ma non disse
nulla, e cacciò via quel tristo pensiero.
Nel tragittare il lago, per raggiungere le carrozze del lord, che
stavano aspettando su l'opposta riva, Maria non potè nascondere
l'angoscia che la stringeva, benchè non piangesse. Dilungandosi
dalla sponda, guardava la madre sua e la vecchia Marta, che dalla
soglia della casa le mandavano ancora baci d'amore; guardava la sua
finestretta e la pergola del cortile. E certamente, se non era la
presenza del vecchio signore, che quantunque buono e carezzevole con
lei, pure la teneva nell'imbarazzo della suggezione, essa avrebbe
lasciato libero sfogo alle sue lagrime.
Elisa, guardandola con mestizia, le compativa; Vittorina l'abbracciava,
ripetendole le più liete cose che siensi dette mai per consolare chi
abbandona la prima volta i luoghi, a cui la vita serena di molt'anni
donò tanta bellezza.
Nel tempo di quel tragitto, un giovane barcaiuolo accompagnava il lento
batter del remo nell'acqua con una semplice canzone del suo paese, su
l'andar della seguente.