I cittadini che, allettati da quel sole allegorico, erano usciti senza

ombrello, rientravano la sera cogli abiti inzuppati. Taluni, assaliti

da atroci reumi, agonizzavano lietamente al suono delle fanfare

piemontesi.

* * *

È inutile che io mi interrompa per sciorinarvi una professione di

fede. Sono un liberale, un patriota--tale almeno ho supposto di essere

fino al giorno in cui, per una fantasmagoria inesplicabile, ho dovuto

convincermi che gli ex-commissari, le spie i poliziotti dell'Austria

erano più liberali e più patrioti di me.

* * *

--Non è detto che tutti i buoni patrioti debbano anche esser

ricchi.--In quella piovosa giornata, nella quale, come ho detto, il

sole della libertà illuminava per la prima volta le aguglie del nostro

Duomo, io possedeva due lire e pochi centesimi.

Avevo pranzato solennemente colla metà del mio peculio.--coll'altra

metà mi ero procacciata la festa di alternare dei brindisi

all'Indipendenza d'Italia in compagnia di due bravi bersaglieri.

Alla sera--rientrato nelle mie stanze--mi sovvenni di aver esaurito

tutto l'olio della lucerna e--ciò ch'era più triste--di non possedere

un baiocco per provvedermi d'altro lume.

Mi coricai al buio.--Il sole della libertà non cessava di splendere

sull'Italia--ma la mia camera, ve ne do parola, era oscura come la

coscienza di un fornitore di armata.

* * *

Non importa--pensava io, ravvolgendomi fra le coltri--questo benedetto

sole della libertà è pure comparso stamane--si può bene, per una

notte, far a meno delle candele....

E non era la prima volta--ve lo confesso--che io mi trovassi a tal

guaio.

* * *

Libero!--La voluttà di questa parola non può comprendersi se non da

chi abbia avuto la sventura di nascere fra i ceppi....

Tale era nato io.--Non forzatemi a ripetervi i lunghi fremiti della

mia travagliata giovinezza....

Ormai l'Italia è libera. Fremere in libero paese sarebbe

un'eccentricità di pessimo gusto.

* * *

Una circostanza che mi preme accennarvi è questa--che nella primissima

notte di libertà--al momento in cui la mia testa si cullava dolcemente

sul guanciale e le mie gambe nuotavano voluttuosamente fra le coltri

colla improvvida sicurezza di chi si sente emancipato da ogni

tirannia--un grido.... molte grida... un frastuono di voci echeggiò

nella strada....

Era un drappello di liberi cittadini, composto per la più parte di

monelli e di beceri....--un nobile frammento d'Italia libera,.- che

inaugurava sotto le mie finestre quell'avventuroso sistema di

liberalismo al quale io vo debitore di una epatite insanabile e di

cento altri malanni.

* * *

Si gridava a squarciagola: _fuori i lumi!_

Il palazzo di un ex-consigliere aulico, che sorgeva di fronte alla mia

casa, zampillava di fuoco....

Nella via non rimanevano che tre sole finestre opache--tre finestre

serrate sdegnosamente dalle griglie....

E quelle tre finestre--obbrobrio e sventura!--rispondevano al mio

appartamento.

* * *

Fuori i lumi! fuori i lumi!! fuori i lumi!!!

Dapprima erano grida--poi divennero ululati--da ultimo

furono.... sassate.

Sassate!--Si scagliavano sassate contro le griglie di un libero

cittadino, perchè questo libero cittadino in quella prima notte di

liberali entusiasmi, si trovava per avventura sprovveduto di candele!

All'indomani, potete immaginare se io mi affrettai a procacciarmi, per

qualunque prezzo, delle materie infiammabili.--E siccome nei primi

cinque mesi di libertà, ai liberi cittadini di Milano vennero imposte,

sotto comminatoria di lapidazione o di saccheggio, non meno di

sessanta luminarie; così io--per queste dimostrazioni spontanee di

liberalismo--venni a consumare circa sessanta pacchi di steariche e ad

aggravare le mie passività economiche di un debito complessivo di

oltre lire cento.

* * *

Non importa--dissi al droghiere, riponendo la nota nel

portafogli--siamo liberi....

E ciò detto, uscii di casa e me ne andai a passeggiare sulla

corsia....

Era una giornata di bel tempo--e la schiuma dei liberali--tutta gente

di aspetto simpatico e di modi garbatissimi--si era schierata in

processione e moveva non so a qual meta, traendosi dietro, sur una

barella, il busto del generale Garibaldi.

--Viva! Morte! Viva!

--Abbasso!--Viva!--Morte!...

Strinsi la schiena al muro--mi rizzai sulla punta de' piedi.--La folla

era tanto compatta, che il libero esercizio delle braccia mi era

interdetto,... Gran mercè che in quel travaso di liberalismo popolare

mi fosse permesso di respirare tratto tratto....

Al momento in cui il busto dell'eroe mi passò dappresso portato sulle

spalle da quattro brentatori, io non potei dominare il mio

entusiasmo--Viva Garibaldi! viva l'Italia libera!--gridai a tutta

gola....

E in quell'istante medesimo, la libera mano di un libero cittadino

menò sulla libera cupola del mio cilindro un colpo sì liberale--che io

n'ebbi la vertigine e dubitai di.... esser morto.

--Vi è mai accaduto di credervi morto?

* * *

Cos'era stato?...

Lo seppi mezz'ora più tardi--allorquando un amabile farmacista, nella

cui bottega mi ero ricoverato per medicarmi le contusioni del naso,

ebbe a dirmi con molte circonlocuzioni che in ogni modo io aveva

commesso una grave imprudenza.

--Tenere il cappello in testa dinanzi al grande capitano della

libertà! dinanzi a colui, il quale è, per così dire, l'incarnazione

della idea liberale-umanitaria!...

--Ma le mie mani.... ve lo giuro.... in quel momento non erano

libere.... Tanto è vero....

--Il popolo non può ammettere tali scuse--rispose il farmacista col

suo tono più cattedratico--e siccome le mani del popolo sono sempre

libere.... così non dovete meravigliarvi se queste vi hanno ricordato

molto opportunamente che in libero paese a tutti incombe l'obbligo di

rispettare la libertà e chi la rappresenta....

* * *

Le teorie di quel libero farmacista mi parvero oscure; ma qualche cosa

mi aiutava a chiarirle--il sovvenire del formidabile pugno in virtù

del quale la cappa del mio cilindro era rimasta per alcuni minuti

impiombata alle mie orecchie.

Divenni mutolo e pensoso.... La parola _libertà_ mi si affacciava

notte e giorno allo spirito come un problema insolubile. E ritornando

col pensiero ai tempi della schiavitù, io non poteva trattenermi

dall'esclamare con accento sconfortato: «Eppure, a quell'epoca,

nessuno ha mai lanciato dei sassi contro le mie griglie--nessuno si è

mai preso l'arbitrio di sfondarmi il cappello con un pugno....»

Queste riflessioni mi conducevano mio malgrado ad un nefando parallelo

fra il così detto _sole della libertà_ e la così detta _ombra delle

forche_....

* * *

Una mattina (credo fosse domenica) esco di casa coll'anima alquanto

rassicurata.... Getto uno sguardo sul cappello dei passanti, e

veggo--strana sorpresa!--che a tutti i cappelli era affisso un

cartellino stampato....

Che vorrà dire?...

Si indovina tosto--la scritta è abbastanza visibile: Roma o

morte.

--Tutta gente che ha voglia di andar a Roma?... tutta gente che ha

voglia di morire?

Se tutti vanno a Roma--meno male--spedizione sicura--pensava io.

Se tutti muoiono--quale disastro!

In ogni modo, il cartellino mi sapeva di buffonata--io rideva sotto

baffi--nè mi avvedeva--sconsigliato od ingenuo--che cento occhi di

liberi cittadini mi saettavano di sbieco.

E ditemi un po' se non c'era da ridere ed anche da ghignare,

all'occasione!

Si vedevano, sotto l'enfatica iscrizione, luciccare sinistramente dei

cappelli bernoccoluti, coll'ali contorte e bisunte--Tratto tratto, da

quei cappelli sporgevano gli zigomatici di una spia, fatti lividi dal

digiuno e dall'ira.

Ed ecco appunto una spia--figura da patibolo--sbarrarmi il cammino

presso la svolta di una strada--e gridare, additandomi alla folla:

morte al reazionario!... è tempo di finirla con questa canaglia!...

Che fare?.- Chinare il capo ai decreti della libertà e affiggere il

cartellino buffonesco....

* * *

Fortunatamente quel cartellino non ebbe serie conseguenze--io non

andai a Roma e.... sono ancor vivo.--Degli altri che lo portavano in

quel giorno ignoro cosa sia avvenuto....Erano centomila all'incirca

nella sola città di Milano--ed è probabile che qualcuno sia morto.

* * *

Ho narrato i primi episodi! di una triste Odissea--e vi fo grazia del

resto, che sarebbe monotono....

Sono oramai dieci anni che il sole della libertà illumina di giorno e

di notte--(di notte più che di giorno)--le nostre belle contrade.

E la storia di questi dieci anni mi ha indotto nell'animo un mostruoso

convincimento, del quale non amo discorrere.

* * *

L'altro dì--al momento in cui mi levavo il cappello per salutare una

gentile signorina--un libero fumatore del terzo piano mi lanciò sulla

fronte scoperta il superfluo della sua salivazione.

--La si accomodi pure, libero cittadino! anzi.... la mi scusi tanto.

Il fumatore, ripresa tra i labbri la pipa, mi guardava dall'alto in

basso nell'attitudine calma e serena di chi abbia esercitato uno de'

suoi diritti più naturali e legittimi.

Copriamoci per bene la faccia--turiamoci le narici--e in guardia dove

si mettono i piedi!--La libertà è in continuo progresso; essa potrebbe

piovere dalle finestre sotto forme svariatissime.

* * *

Frattanto--i liberi studenti fanno sciopero all'epoca degli esami....

I liberi scrittori si vanno emancipando dalla grammatica.

I liberi industriali cercano sottrarsi al dispotismo della Banca

fabbricando dei biglietti falsi....

I liberi impiegati trafugano le carte degli uffizî.

I liberi cassieri viaggiano all'estero col superfluo dei fondi

pubblici....

Le idee liberali marciano di galoppo.

* * *

Persona assai pratica di tali materie mi affermava, giorni sono, che

l'Italia non ha goduto infino ad oggi che una mezza libertà.... La

libertà vera, la libertà completa, l'avremo dall'oggi al domani,

quando i progressisti si metteranno per davvero a fabbricarcela.

In seguito a tale avviso ho preparato i miei bagagli....

--Tante grazie della _libertà intera!_

La volete? vi cedo anche la mia porzione di _mezza libertà_ che ho

goduta fin qui.--Divertitevi, se potete!...

[3] Una strana foggia di poesia si è introdotta e ha preso

voga in Italia per iniziativa di due o tre scrittori di ingegno, i

quali, per voler essere nuovi ad ogni costo, spesso riuscirono

stravaganti e grotteschi. Detti scrittori furono, come avvien sempre,

imitati nei difetti--e in questo caso le brutte copie screditarono gli

originali.

[4] Assurda sentenza. Il Lessona ha pubblicato con tal titolo

un volume interessante; ma non basterebbe una grossa biblioteca per

raccogliere le compassionevoli istorie di quei milioni di martiri che

vollero con fede, con costanza, con lacrimevoli sacrifizii; e mai non

riuscirono ai loro intenti.

ARCADIA MODERNA

ANACREONTICHE

AMORE DI CRESTAINA

--Lena: vedesti mai

Notte più pura e bella?

Non sembra che ogni stella

Sorrida al nostro amor?

Come soave è l'alito

Della notturna brezza,

Che il volto ci carezza

Che ci ravviva il cor!

--È ver, mi rispondea

L'amica sospirando,

E i raggi in me fissando

Dell'occhio suo divin:

«Ah! non sprechiam, dicea,

Notte così serena!....

Andiam piuttosto a cena

Al Gallo o al Rebecchin!»

AMORE DI FOROSETTA

Ieri, della collina

Sulla romita vetta,

Vidi una forosetta

Che raccogliea dei flor.

«Leggiadra montanina,

Le dissi: quando mai....

Quando appagar vorrai

I voti del mio cor?»

Indi la man le stesi....

Essa la sua mi porse....

Dicendo: «un giorno.... forse....

Poi, rapida fuggì....

Dal colle anch'io discesi....

Pel gaudio d'un istante,

Oh, quante pulci, oh, quante!

Mi morsero quel dì!

LAPSUS LINGUAE

A tarda notte insieme

Nella selvetta bruna

Noi sedevam; la luna

Si ricopria d'un vel.

E mentre la sua mano

Al cor la mia premea,

«Arturo, ella dicea, Mi sarai tu fedel?»

Di tali accenti al suono

Mi si drizzar le chiome;

«È forse questo il nome,

Gridai, d'un mio rival!!!

«No! la gentil rispose,

Ma qui fa tanto scuro,

Ch'io t'ho chiamato Arturo

Invece di Pasqual!!!

LA PARTENZA

Ecco il fatal momento....

Fra poco, o dolce Elisa,

Da me ti avrà divisa

L'inesorato mar;

Spiri propizio il vento

Allo spietato legno.

Presto il remoto segno

Dato ti sia toccar!

Perchè la fronte mesta

Pieghi nel dirmi addio?

Pensa che soffro anch'io

Quello che soffri tu;

E sol conforto resta

Al duol che il cor mi serra

Pensar che forse in terra

Non ti vedrò mai più!

LA MIA BIONDINA

Marta non era bella,

Ma bionde avea le chiome.

Folte e lucenti come

Quelle di un cherubin;

Se tu non vuoi, le dissi,

Che a' piedi tuoi mi uccida,

Consenti che io recida

Un riccio del tuo crin!

--Chiedi altro don, rispose;

È mio destin l'amarti....

Nulla potrei negarti

Di quanto è mio davver;

Ma per la chioma folta

Onde ti mostri vago,

Tre lire al mese io pago

Di nolo al parrucchier.

DUE SOGNI

--La scorsa notte in sogno

Io t'ho veduta, Elisa;

Eri al mio letto assisa

In languido abbandon.

De' baci tuoi dormente.

La voluttà gustai;

Nè un bacio sol mi dai

Ora che desto io son!?!

--Carlo: la scorse notte

Te in sogno anch'io vedea,

E mesta a te chiedea

Di cento lire il don;

A me dormente un roseo

Biglietto allor porgesti;

Negarmelo potresti

Ora che desta io son?

POETICA FANCIULLA!

Oltre l'usato bella,

Stretto il suo braccio al mio,

Il facile pendío

Del colle Ada salì.

In ciel la prima stella

Era sbucciata appena,

Lontan splendea serena

L'estrema orma del dì.

Gli augelli armonïose

Note sciogliean sui rami....

«Ada, esclamai, non ami

«Quei garruli cantor?»

--Più li amerei, rispose

Ada, se stesser muti,

Immobili, seduti

Sovra un bel disco d'ôr.

COSTANZA D'AMORE

--«Se fia che un dì ci annodi

«Il sacerdote all'ara,

«D'oro e di gemme, o Clara,

«Non io ti coprirò.

«Ricco di affetti immensi

«È il core d'un poeta,

«Ma l'ôr che i volghi allieta

«Il fato a me negò.»

Mesta, pensosa, i rai

Al suol la bella affisse,

E sospirando disse:

«Crudo è il tuo fato inver!

«Pure il mio cor giammai

«Non fia che muti tempre,

«Giuro di amarti sempre,

«Ma sposerò un _droghier!_»

MEMORIE!!!

D'Erminia la casetta

Presso la mia sorgea;

All'alba ella schiudea

Le imposte del veron.

Sempre alla sua stanzetta

Era il mio sguardo fiso,

Sognavo il paradiso

Della sua voce al suon.

In ogni atto e costume,

Gentil, soave ell'era;

Più bella ancor la sera,

Quando, disciolto il crin,

Della lucerna al lume,

Con agil man seguiva

La pulce che fuggiva

Dal niveo petto al lin.

IL MESSAGGIO

Rivedo e bacio alfine

Le cifre desïate,

Le note profumate

Che la sua man vergò;

Fra i monti e le colline

Fra i boschi e i laghi errante,

Al suo lontano amante

Clarina ancor pensò.

Ho l'anima inquïeta....

Come mi batte il core!

È gioia od è terrore?

Quest'ansia, o Dio, cos'è?

Leggiam: «_Ti scrivo in freta

Di sopra il mon tebarro,

Ti baccio, adio mio carro.

Ammami e penza ammè_.»

INDICE

Pag.

Interdetto 5

Epigrammi 21

Note agli Epigrammi 94

Poesie Satiriche 107

Note alle Poesie Satiriche 131

Arcadia Moderna.--Anacreontiche 147

La __Tipografia Editrice Lombarda__

ha pubblicato, nel formato del presente volume,

il

LIBRO ALLEGRO

DI

A. GHISLANZONI.

È una gaia collezione di SCRITTI UMORISTICI non ancora apparsi in

volume; uno dei pochissimi libri fatti col proposito di divertire e

che divertono.

Prezzo del volume L. 2. Dirigere commissioni e vaglia alla _Tipografia

Editirice Lombarda, Milano, Via Andrea Appiani, 10_.

ALTRE OPERE DELLO STESSO AUTORE

di imminente pubblicazione:

__LIBRO SERIO,__ che contiene le biografie di GUSTAVO MODENA,

Giuseppe Rovani, Giuseppe Rota, Giovanni Pacini, Angelo MARINI,

Adolfo Fumagalli, Pietro Cominazzi, Agostino Dall'Argine, Errico

Petrella, ecc, con molti aneddoti storici e cenni sulla vita, sul

carattere dei più illustri maestri e letterati contemporanei. Il

volume si chiude coll'opuscolo: Mie idee sul libretto per musica e

sulle condizioni del Teatro lirico in Italia. Prezzo del volume

lire __2__.

__Le Acque minerali di San R....__ Scene burlesche avvenute in uno

Stabilimento di bagni nella estate del 1878. È il romanzo più

esilarante che mai abbia pubblicato l'autore degli _Scritti

piacevoli_. Fu edito in parte nel _Giornale Capriccio_, e consta di

pagine 200 all'incirca nel preciso formato del Libro Allegro.

Nell'anno 1879 verrà continuata presso la _Tipografia Editrice

Lombarda_, la pubblicazione del __Giornale Capriccio__ di A.

Ghislanzoni, che già da due anni vede la luce, mantenendosi

fedele al suo programma. Detto programma si riassume in brevi motti:

_Guerra ai mistificatori, ai ciarlatani, ai pedanti, agli inetti

burbanzosi, agli ipocriti che tradiscono il vero._ Il __Giornale

Capriccio__ tratta di politica, di letteratura, di arti. Esce due

volte il mese, in elegante fascicoletto di pagine 32, coll'aggiunta di

varii _Supplementi_. È il più allegro, per non dire il più matto

giornale che si pubblichi in Italia, sebbene alle _Prose umoristiche_,

ai _Racconti per ridere_, alle _Poesie Satiriche_, agli _Epigrammi_,

agli _Aneddoti_, alle _Stravaganze_, alle _Minchionerie d'ogni risma e

colore_ si alternino in esso degli articoli serii e mordenti.

L'abbonamento annuo non costa (per tutto il Regno) che L. __5,__ per

l'estero L. __6.50.__

Dirigere l'importo in vaglia o piego assicurato ad Antonio

Ghislanzoni, Lecco.--Le commissioni per la vendita spicciola si

ricevono a Milano presso la Tipografia Editrice Lombarda, Via

Andrea Appiani, 10.

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Libro proibito · 第 3 / 3 段