LA GAVOTTA.

Cominciano intorno alitando leggeri

dei piccoli passi,

leggeri, lentissimi,

picchiettano il grande silenzio.

Passare pian piano s'avverte

frusciare di sete,

tintinno minuto di gemme pendenti.

S'accresce s'accresce s'accresce.

S'affollano i piccoli passi d'intorno,

si mischiano lesti e cinguettano,

un gemito fioco di piccolo topo ferito

ne manda un velluto calpesto,

s'avverte passare volante,

attorcersi avvolgersi a spire

di veli lunghissimi.

Un'onda più lenta si posa,

si segue un inchino profondo.

La Danza s'accresce e s'appresta.

Si fanno ai portoni scarlatti

baleni di perle bianchissimi,

vi giocano presto apparire e sparire,

vi sostan taluni, vi restano a lungo.

Un presto cadere di sguardi,

un mesto incontrarsi,

un lieve incrociarsi di dita,

un lesto rattrarsi,

un lampo leggero di riso

risplende nel lento piegare

di teste fluenti.

S'accresce s'accresce s'accresce.

Serpeggia più ratta del fulmine,

fra tante bianchissime mani una stretta,

s'incontran d'un tratto

tanti occhi fulgenti, pungenti,

s'abbassan socchiusi,

scompaiono presto i baleni bianchissimi,

le porte scarlatte si chiudono.

D'un tratto uno strappo repente,

terribile strappo!

Di seta o damasco, di ricco broccato?

Ne cade una goccia!

Non veste strappata, non manto!

A un guardo è avvenuto lo strappo?

La goccia è vermiglia!

Più lento, più lungo, più piano

diviene il frammisto romore,

più radi si mischiano i piccoli passi,

più cheto il frusciare,

frusciare silente,

passare di veli che cadono a poco a la terra.

Si perde, si perde confuso ne l'ombra il romore,

la danza pian piano svanisce, si perde.

Lanterna · 第 27 / 30 题