Considerando, che le circostanze politiche d'Europa sono intieramente
cambiate, che le AA. PP. alleate hanno solennemente proclamata la pace
del mondo, e che non si potrebbe senza ingiustizia temere che
volessero eccettuare dalle loro benefiche intenzioni un regno che
lontano dall'averle mai dato verun motivo di malcontento, professa per
esse quei sentimenti che le sono dovuti;
Che di già è venuto il momento nel quale il regno può e deve
sollecitare l'indipendenza della quale è degno e che sospira da cosí
lunga stagione;
Che non di meno le truppe di una di queste potenze occupano una parte
del regno, e minacciano in questo stesso momento il rimanente del suo
territorio;
Che la potenza, alla quale appartengono queste armate, è precisamente
quella sulla benevolenza di cui il regno d'Italia è assueffatto ed ama
di contare di piú;
Che finalmente nello stato attuale di cose, la continuazione della
guerra sul nostro territorio Italiano sarebbe senz'oggetto, e ciò
null'ostante accrescerebbe le calamità, che da lungo tempo affliggono
il regno;