V.

In quella dissonanza d'anime, lievissima e tuttavia avvertibile, sorta

fra Lidia e me dalla sera in cui ella non aveva capito il mio tormento

e non aveva temuto che per donne immemorabili,--so e affermo che,

quantunque io volessi negarlo a me stesso, noi non potevam giudicare

la giornata trascorsa se non al cominciar della notte.

Era nell'alcova di Lidia che io vedeva sciogliersi i nodi aggruppati

durante il giorno; erano il sorriso o l'impaccio, il desiderio o la

sommissione della donna, che mi davan la misura di quanto noi fossimo

all'unìsono, o delle modificazioni lentissimamente verificatesi nella

nostra vita felice. Appena ombre, appena gradazioni d'una fuggevolezza

così rapida che ad uomo chiuso all'investigazione, sarebbero andate

perdute.

Lidia, per la prima, non aveva nulla rilevato, e si credeva senz'alcun

dubbio ancora a quell'altezza di passione che aveva riscaldati i primi

giorni della nostra intimità. Io stesso osservava a scatti, e soltanto

ora, studiando quei tempi, vedo la strada percorsa, digradante con

infinitesimale declivio.

Colui che batteva all'uscio di Lidia era il medesimo, l'identico uomo

che due mesi avanti aveva passata la soglia della camera virginale e

aveva pianto alle lagrime della dedizione? colei che permetteva

all'uomo d'entrar nell'alcova, era la medesima, l'identica Lidia che

aveva tremato di paura e non aveva trovato requie nell'aspettazion

timorosa?

No.

Oramai, eravamo diversi da quelli.

Innanzi tutto, nel mio animo s'era risvegliata l'attenzione che m'era

particolare; a luogo di procedere fidente, gli occhi chiusi, come nei

primordî della nostra unione,--io sorvegliava. A che cosa? A nulla e

ad ogni cosa; a Lidia, a me, ai sorrisi, alle parole, a corrugamenti

di ciglia, a strette di mano, ai baci, alle forme di piacere, alla

durata dei desiderî, al bisogno di confidenza, all'intensità di

molestia causata da presenza d'estranei.

In quei giorni di Sufers, io aveva ripresa l'abitudine d'archiviare

dei fatti, e per lunghissimo tempo, a Sufers ed altrove, tutto si

ridusse a questo.

Onde, da quel risveglio, io aveva soltanto percepito che avvenivano

delle modificazioni; eufemismo col quale si stabilisce il principio

d'una catastrofe; fiocco di neve, che rotola pel versante, s'ingrossa,

si dilata e forma la valanga.

Il Designato: Romanzo · 第 17 / 36 题