In quella dissonanza d'anime, lievissima e tuttavia avvertibile, sorta
fra Lidia e me dalla sera in cui ella non aveva capito il mio tormento
e non aveva temuto che per donne immemorabili,--so e affermo che,
quantunque io volessi negarlo a me stesso, noi non potevam giudicare
la giornata trascorsa se non al cominciar della notte.
Era nell'alcova di Lidia che io vedeva sciogliersi i nodi aggruppati
durante il giorno; erano il sorriso o l'impaccio, il desiderio o la
sommissione della donna, che mi davan la misura di quanto noi fossimo
all'unìsono, o delle modificazioni lentissimamente verificatesi nella
nostra vita felice. Appena ombre, appena gradazioni d'una fuggevolezza
così rapida che ad uomo chiuso all'investigazione, sarebbero andate
perdute.
Lidia, per la prima, non aveva nulla rilevato, e si credeva senz'alcun
dubbio ancora a quell'altezza di passione che aveva riscaldati i primi
giorni della nostra intimità. Io stesso osservava a scatti, e soltanto
ora, studiando quei tempi, vedo la strada percorsa, digradante con
infinitesimale declivio.
Colui che batteva all'uscio di Lidia era il medesimo, l'identico uomo
che due mesi avanti aveva passata la soglia della camera virginale e
aveva pianto alle lagrime della dedizione? colei che permetteva
all'uomo d'entrar nell'alcova, era la medesima, l'identica Lidia che
aveva tremato di paura e non aveva trovato requie nell'aspettazion
timorosa?
No.
Oramai, eravamo diversi da quelli.
Innanzi tutto, nel mio animo s'era risvegliata l'attenzione che m'era
particolare; a luogo di procedere fidente, gli occhi chiusi, come nei
primordî della nostra unione,--io sorvegliava. A che cosa? A nulla e
ad ogni cosa; a Lidia, a me, ai sorrisi, alle parole, a corrugamenti
di ciglia, a strette di mano, ai baci, alle forme di piacere, alla
durata dei desiderî, al bisogno di confidenza, all'intensità di
molestia causata da presenza d'estranei.
In quei giorni di Sufers, io aveva ripresa l'abitudine d'archiviare
dei fatti, e per lunghissimo tempo, a Sufers ed altrove, tutto si
ridusse a questo.
Onde, da quel risveglio, io aveva soltanto percepito che avvenivano
delle modificazioni; eufemismo col quale si stabilisce il principio
d'una catastrofe; fiocco di neve, che rotola pel versante, s'ingrossa,
si dilata e forma la valanga.