Parecchi anni addietro, al buon signor Pfaff, io aveva domandato un
giorno:
--Perchè non mettete un'epigrafe sul vostro ricovero di pace e di
salute?
Il signor Pfaff m'aveva guardato senza rispondere, ed era stata la
figlia a spiegargli il mio concetto.
La signorina Silesia Pfaff, dopo aver discusso alcun poco in dialetto
grigione col padre, mi s'era rivolta dicendomi in italiano sgangherato
che il padre non capiva e che se volevo porre un'epigrafe sul piccolo
albergo, la dettassi a lei.
Fu così che sul ricovero di pace e di salute lampeggiò in lettere
d'oro l'iscrizione: