_Il Duca Ercole a Lucrezia Borgia._
Codegori, 4 ottobre 1503.
Illustrissima et Excellentissima Domina Nurus et filia nostra
dilettissima: Havemo avuto la lettera de la Signoria Vostra, inseme cum
quella de Mons. Reverendissimo Cardinale de Cosenza a lei directiva che
la ni ha mandato, la quale ge remettemo cum questa nostra, et la quale
non è stà lecta per persona alcuna se non per Noi, et havemo notato
il prudentissimo scrivere de epsa Vostra Signoria, et del predicto
Reverendissimo Cardinale, quale Le mone cum tante bone ragione, che
non se po judicare, senon chel sia amorevole et savio: Unde havendo
Noi pensato al tuto, ni pare che la Signoria Vostra possa et debia
acconsentire a quanto propone de volere fare il predicto Monsignor
Reverendissimo; al quale ni pare ora che Vostra Signoria habia ad
havere qualche obligatione, per la demonstratione cun effecto de tanto
cordiale amore chel mostra portare a quella et al Illustrissimo Don
Rodorico suo figliolo, che se poterà dire, essere stato preservato in
vita per sua opera et se bene epso Don Rodorico sera alquanto largato
da epsa Vostra Signoria; meglio è stare così lontano et securo che
vicino cun periculo come il demostra che seria; et non se diminuira
per questa distantia puncto lo amore fra voi. Et quando el sera Grande
Il potera secundo le condicione de tempi pigliare partito al facto suo
on de retornare in Italia on de restare, et è bona provisione quella
che dice epso Monsignore Cardinale de vendere quelle cose mobile, et
acquistare lie per supplire al vivere suo, augumentandose le intrate,
come il dice che fara unde per ogni respecto, come havemo dicto, ni
pare chel sia bene ad acconsentire a la sua voluntade. Non dimanco
se ala Signoria Vostra che è prudentissima paresse altramente, se ne
remettemo a lei. Que bene valeat Codegorij iiij octobris 1503.
Hercules Dux Ferrarie.
(Archivio di Stato in Modena.)