_Il Cardinal Giovanni Ferrari al Duca Ercole._
Roma, 9 gennaio 1502.
Illustrissime Princeps et Exellentissime Domine Domine mi
Observandissime Post commendationem. — Il vene a Vostra Ducal
Excellentia et all'Illustrissimo Signore Don Alphonso suo primogenito
la Illustrissima Signora Madama Lucretia Duchessa de Biselli consorte
del prefato Signore Don Alphonso: Et ben che sia certissimo che
la Excellentia vostra ed il prefato Signor Don Alphonso lhabiano a
tratar como certamente meritano le sue excellenti virtu e li suoi
boni portamenti in dies meglio meritarano. Niente dimeno per essere io
subdito de Vostra Excellentia e a quella e a tutta sua Illustrissima
Casa affectionatissimo me Parso mio debito per questa mia ricordare ad
epsa vostra Excellentia che ne voglia fare quelli debiti portamenti
che se aspectano da la prefata Excellentia Vostra e dicto Signore
Don Alphonso, perchè non dubito se contentarano ogni giorno più de le
singular sue virtu e meriti: Et ultra le gratie già riportate da la
Santità de Nostro Signore che invero sono grandissime e facto de bon
core e animo ne potrà sperar de le altre per la grandissima affectione
ha pigliato Sua Santità al Excellentia Vostra e al prefato Signore Don
Alphonso e a tutta la sua Illustrissima Casa. Et tutto quello se fara
in persona de la prefata Signora Duchessa non sara manco accepto di
qua che se fusse facto in la persona de la prefata Santità. Me parso
offitio mio de dar questo adviso a Vostra Excellentia benche puo esser
superfluo considerata la prudentia et circumspetione de quella a la
qual sempre me riccomando Rome in Palatio Apostolico VIIIJ Januarij
MDIJ. La Santità Sua scrive de sua propria mano a Vostra Excellentia.