Pietà non nieghi
Al debole che cade.
Soccorriamo il povero, e l'uomo si mostri _fido amante_ e
_indomabile amico._ Il Giusti, nell'_Elogio_ del Parini, scriveva:
"La Lombardia perdè il suo poeta e non poteva cadere in mente ai
cittadini, che lo piangevano, di consolarsene nel caro aspetto di
un fanciullo di tredici anni ch'era allora in Milano e che di lì a
poco fu quell'uomo che tutti sanno." Il Manzoni avrebbe pure
potuto far propria la famosa strofa dell'Ode pariniana, _La vita
rustica_:
Me non nato a percotere
Le dure illustri porte,
Nudo accorrà, ma libero,
Il regno della morte.
No, ricchezza nè onore
Con frode o con viltà
Il secol venditore
Mercar non mi vedrà.
Il Manzoni vide pure, come il Parini, nell'educazione un mezzo per
rialzare non solo i costumi, ma la patria infelice ed oppressa.
Nella Canzone: _Per l'innesto del vaiuolo_, il Parini intese anco
a preparar fanciulli sani, perchè potessero un giorno dar prova
D'industria in pace o di coraggio in guerra.
Nell'Ode: _L'educazione_, facendo apostrofare da Chirone il giovinetto
Achille
Nato al soccorso Di Grecia,
il Parini rammenta al giovine Conte lombardo che può intraprendere
ogni più ardua impresa per la patria
Un'alma ardita, Se in forti membra ha vita.
Così la poesia pariniana non è un vano giuoco, come non saranno
mai pel Manzoni le lettore; tutta la sua letteratura è civile,
anche dove scopre meno direttamente il suo intento educativo.