LA DONNA DEL MARE (AVFRUVA)

(DA NAESSEBEGY)

Una bella notte di luna due fratelli andavano verso la spiaggia ad

aspettare una volpe, che soleva andar lungo la spiaggia a mangiar

pesci. Mentre stavano là seduti venne fuori dal mare una _Havfrue_

(Sirena?) e sedette sopra uno scoglio poco distante dalla spiaggia. Il

più giovane dei fratelli si preparò a tirarle, ma il maggiore lo impedì

dicendo:

— Non tirare, potrebbe succederci disgrazia, se tu lo facessi.

Frattanto l’_Havfrue_ sedeva sulla pietra, scioglieva i suoi lunghi

capelli e li pettinava.

Il fratello più giovane volle di nuovo tirare, ma il maggiore lo

sconsigliò, dicendo:

— A cosa pensi, non puoi lasciarla in pace: essa non ci fa nessun male,

perchè vorresti tirarle?

Ma il giovane non si curò di quello che gli diceva il maggiore, egli

alzò il cane e prese di mira la _Havfrue_.

Il maggiore vedendo ciò gridò:

— Guarda te, _Havfrue_, tu sei in pericolo!

Nel medesimo momento l’_Havfrue_ saltò in mare, ma tornò fuori un po’

più distante e gridò al fratello maggiore, che l’aveva salvata:

— Vieni qui domani a quest’ora, che tu non te ne pentirai.

I due fratelli tornarono a casa, ma la sera seguente il maggiore escì

solo e sedè là dove era seduto la sera avanti. Non era molto che stava

là, quando giunse una volpe nera ed egli la uccise. Tosto dopo venne

anche l’_Havfrue_ dal mare, si sedette sul medesimo scoglio e gridò al

giovane di venire anche esso.

— Non hai da temer nulla — aggiunse — non ti farò alcun male!

Il giovane fece come gli veniva comandato.

— Sediti ora sulle mie spalle — disse l’_Havfrue_ — e nascondi il

naso e la bocca sotto i miei capelli, affinchè tu non venga soffocato,

mentre ti condurrò attraverso alla profondità del mare alla dimora di

mio padre.

Il giovane fece così. Allora l’_Havfrue_ tuffò nel mare col giovane, e

quando furono giunti al fondo del mare, essa prese un’àncora e la diede

al giovane e disse:

— Quando saremo arrivati nella casa di mio padre, questi vorrà provare

la tua forza, ma egli è cieco e per questo non gli devi dare la mano,

ma gli devi stendere l’àncora.

Essi arrivarono al luogo ove abitava l’_Havfrue_ e lì non vi era nè

l’acqua, nè buio; la luce vi era chiara come sulla terra e l’acqua

stava al disopra di loro come una vôlta. Quando il giovane stese

l’àncora e disse buon giorno, il padre dell’_Havfrue_ la strinse con

tanta forza che le branche si piegarono. Il padre e la figlia dettero

al giovane un monte di argento e l’_Havfrue_ vi aggiunse ancora una

gran coppa d’oro, che una volta era stata sopra la tavola di un re.

Essi quindi tornarono nel modo stesso che erano venuti fino al punto da

dove erano partiti.

Il giovane diventò un uomo considerato ed ebbe sempre fortuna sul mare;

il fratello minore che aveva voluto tirare all’_Havfrue_, appassì come

un albero bacato. Tutto quello che intraprendeva e faceva gli riescì

male e non ebbe più alcuna fortuna sulla terra.

Un viaggio in Lapponia coll'amico Stephen Sommier · 第 63 / 96 题