Questa l'ultima lettura del '91; poichè una ostinata indisposizione
impedì al prof. Adolfo Bartoli di darci quelle sul _Petrarca_ e sul
_Boccaccio_ che dovevano chiudere la serie trecentistica, prenunziando
le altre sul _Rinascimento_ riserbate alla primavera del '92.
[Illustrazione: Adolfo Bartoli.]
E il 9 marzo, con il sorriso della lieta stagione che leniva le
crudezze ingiuriose onde l'inverno volle farsi colpevole, nelle tepide
giornate scintillanti di sole, si tornò anche quest'anno agli usati
convegni della _Sala Ginori_, ad ascoltare la parola ornata di valenti
dicitori che fecero di quell'età gloriosa uno splendido quadro.
Le letture del '92, che riuscirono attraentissime ed ebbero un vero
crescendo di applausi e di entusiasmo, furono la consecrazione della
bella ed utile impresa che è decoro alla nostra Firenze. La serie
sulla _Vita Italiana nel Rinascimento_ si aperse con le due letture
di Adolfo Bartoli, alle quali furono assegnati i giorni 9 e 12 di
marzo. Del Petrarca, l'illustre storico della letteratura italiana,
fece un compiuto ritratto, mostrando in lui specialmente l'uomo della
_rinascenza_, l'uomo moderno. Studiò il Boccaccio nella vita e nelle
opere minori, ricca miniera di notizie e particolari biografici,
toccando del _Decameron_ quanto era necessario a darne un'idea
complessiva, come importava a quel pubblico delicato e discreto. —
Non potevano i due argomenti esser trattati, in così breve giro di
tempo, con più fine magistero; di che gli uditori furon gratissimi al
vero Bartoli, di cui è qui il ritratto, plaudendo al falso Bartoli che
prestò la voce al maestro indisposto.
E il falso Bartoli indovinate chi era?