Nell'Omnibus.
I due interlocutori della finestra si stringono la mano e si separano.
Quel d'essi che deve recarsi a Menaggio, tien dietro agli scienziati
come un segugio che fiuti la preda, come un gatto che lasci liberi i
topolini per ghermirli e straziarli. L'altro, prima che l'_omnibus_
sia partito, corre al caffè delle Colonne, e tutto affannato riporta
a quanti lo vogliono ascoltare gli strani discorsi uditi all'albergo
del _Leon d'Oro_. La istoria delle due spie in meno di due minuti si
propaga nella borgata. Nel punto in cui l'_omnibus_ sta per partire, il
cortile dell'albergo si riempie di curiosi.
Beati gli uomini di scienza! Distratti dalle meditazioni e dai calcoli,
sedotti dalle ipotesi vaghe e indeterminate onde si edificano i loro
sistemi, essi attraversano il mondo sulle ali della immaginazione,
ignari dei pericoli che li circondano! I signori Zannadio e Frigerio
montano sull'_omnibus_, si abbandonano beatamente colla persona
sui cuscini elastici — l'uno meditando la ipotesi degli _strati
antidiluviani_, l'altro fiutando ellebori colla fantasia, mentre una
popolazione irata e fremente li fulmina di anatemi, e cento occhi da
basilisco lanciano contro essi il veleno dell'odio e del disprezzo!
Guai se l'_omnibus_ tardasse d'un minuto a partire! Il fremito
dell'ira popolare è giunto all'ultima crisi... Quattro popolani stanno
per avventarsi agli sportelli e afferrar per la coda del soprabito
il signor Zannadio... Presto, conduttore! Una sferzata ai cavalli!
Salvate due luminari della scienza, la cui morte prematura cagionerebbe
infiniti disastri! Guai per l'umanità, se l'elleboro giallo crescesse
ignorato sulle montagne della Valtellina! Guai per le generazioni
future, se il signor Zannadio non giungesse a scoprire da quanti secoli
venne in capo a Domeneddio di formare questa immensa palla che si
chiama l'universo!
La Provvidenza ispirò il postiglione; mentre i quattro energumeni
stavano per compiere il sanguinario disegno, i cavalli presero la
corsa, e l'_omnibus_ uscì rapidamente dal cortile.
I nostri lettori non ignorano come fra i viaggiatori partiti alla volta
di Varenna si trovasse il giovanotto, che primo aveva posto orecchio al
colloquio reazionario dei due scienziati. Era questi un tal Galliano
Gallina, sartore di Menaggio, notissimo nel suo paese nativo pel suo
entusiasmo patriotico. Ragazzo d'ottimo cuore, ma di ingegno cortissimo
e di nessuna dottrina, non sognava che perfidie e macchinazioni
infernali tramate dai nemici d'Italia a danno del proprio paese. Egli
credeva in buona fede che all'Austria, più di ogni altra sciagura,
dolesse la perdita di Menaggio; ch'ella avrebbe ceduta la Venezia a
patto di riavere quell'angolo di paradiso. Il povero figliuolo, in
tutti gli stranieri che recavansi a visitare le rive del Lario, non
vedeva che tedeschi o spie dei tedeschi. Imaginate come gli bruciassero
le costole sedendo nell'_omnibus_ in mezzo a due sconosciuti ch'egli
avea in conto di gesuiti od emissarii dell'Austria.
Dio sa quale orribile tragedia sarebbe avvenuta nell'interno della
vettura, ove, a temprare la furia impaziente del Gallina, non fossero
intervenute tre persone, che noi chiameremo del bel sesso, quantunque
bruttissime.
Il lato posteriore dell'_omnibus_, per beneficio della provvidenza,
era dunque occupato da tre donne, la signora Caterina Menafuoco di
Bellano e le sue figliuole maggiorenni Rosalba e Cornelia. Mamma
Caterina è una donna di sessant'anni, già grassa più del bisogno, la
quale spera ingrassare del doppio quando avrà maritate le due lunghe
zitellone, ch'ella conduce tutti i sabati al mercato di Lecco per
solleticare la concupiscenza di qualche mercante di granaglie. Rosalba
e Cornelia hanno ciascuna una dote di franchi trentamila; ma questo
accessorio, che forse potrebbe eccitare la sensualità di qualche
spiantato, non colma le tante lacune dei due lunghi carcami. Non è a
dire con qual'arte, con quali strattagemmi ingegnosi mamma Caterina
si adoperi a smerciare le sue creature; ugual destrezza per parte dei
giovani scapoli a scansare il pericolo. La cacciata degli Austriaci, la
liberazione d'Italia ha rianimate le speranze della signora Menafuoco.
Rosalba e Cornelia acquistarono nuove attrattive da una immensa
coccarda a fiorami bianchi, rossi e verdi, che portano sul petto e
che dissimula in parte le naturali lacune. Rosalba e Cornelia hanno
abbracciate in politica le opinioni dell'unico giornale che leggono.
Mamma Caterina e le sue figliuole, si informano alla politica del
_Pungolo_; perciò si svegliano ogni mattina con opinioni perfettamente
opposte a quelle del giorno precedente.
Basti questo sbozzo di fisonomie e di caratteri — procediamo nel
racconto.
Il cacciatore non vede che lepri e beccaccia, l'astronomo non vede che
pianeti, il mineralogista non vede che sassi. — Mamma Caterina non vede
che mariti per le sue figliuole.
Rosalba e Cornelia, appena entrate nella vettura, cominciarono a
dardeggiare coll'occhio i due scienziati. — La signora Menafuoco,
per trovare un pretesto di conversazione, si pose gli occhiali,
e volgendosi a Rosalba: — Ebbene? incominciò: cosa dice il nostro
_Pungolo_ quest'oggi? L'hai tu indosso il _Pungolo_?...
— Il _Pungolo_! risponde Rosalba portando una mano sul petto e torcendo
le luci verso il signor Frigerio; il _Pungolo_... mi pare d'averlo...
qui...
— Fuori dunque cotesto _Pungolo_! e leggimi qualche cosa... di nuovo...
— Lo sai... mamma, che io non amo di leggere a voce alta cose di
argomento patrio... e sopra tutto quando si tratti delle nostre
vittorie della Sicilia...
— Poverina! Sicuramente! la è proprio così! Queste mie ragazze sono
tanto sensibili, che ogni qual volta prendono in mano quel benedetto
_Pungolo_, perdono la testa, cadono in svenimento e non se ne fa più
nulla! Sono ragazze! E il nome di Garibaldi ha per esse un un certo
fascino!... Basta! Cornelia... mi saprà forse dare così in succinto le
notizie della giornata... Rosalba... cedi il _Pungolo_ a tua sorella...
e vediamo se anche lei cade in svenimento!
Cornelia stende la mano per prendere il _Pungolo_, e preme leggermente
col braccio il ginocchio del signor Frigerio, il quale, tutto assorto
nelle sue meditazioni sugli ellebori, non s'accorge della amorosa
pressione. Frattanto il Gallina, facendo due occhi da ossesso, vorrebbe
prevenire le donne del pericolo cui sono esposte parlando di politica
in presenza di due emissarii dell'Austria[4].
— Noi abbiamo vinto, dice Cornelia dopo aver percorso rapidamente
il giornale. — _Decisamente_ abbiamo vinto a Milazzo... Noi ci siamo
battuti da leoni; il nemico, atterrito dal nostro impeto, si rintanò
nella fortezza... Signor Gallina... la prego di stendere _francamente_
le sue gambe a sinistra.... Ella ci ha dato un calcio nel piede, che
_schiettamente_ parlando, non ci ha recato il maggior piacere...
— Le chieggo perdono, signora Cornelia, risponde il sartore di Menaggio
accennando colla coda dell'occhio ai due scienziati; ma prevedendo
certe... eventualità... che potrebbero nascere, io credo bene... che...
in questo momento... si debba parlar d'altro che di politica...
La signora Menafuoco, senza far caso dello strano avvertimento,
ripiglia la conversazione:
— Io... per me poi... non sono tanto sensibile al _Pungolo_ come le
mie figliuole!... Lo leggo, lo studio alla sera in letto... poi mi
addormento... e buona notte! Ma esse... queste benedette creature...
non la finiscono più... quando l'hanno in mano! Se Giulay potesse
tornare in questi paesi, io credo che la nostra casa sarebbe la prima
ad essere bruciata... tante ne hanno dette queste figliuole contro...
Ahi! signor Gallina! Ma lei non vuol tenerle al fermo quelle sue gambe!
Mi ha posto il calcagno sul dito mignolo... e le giuro che non mi ha
fatto piacere.
Il Gallina straluna di nuovo gli occhi, ed accennando ai due scienziati
che fino a quel punto non hanno aperto bocca, risponde alla signora
Menafuoco: «Se bramate sapere di qual modo tratterebbe Giulay le vostre
figliuole... qui vi hanno persone, che potrebbero.., forse...
Le occhiate, i calci, le allusioni del Gallina sono troppo significanti
perchè le signore Menafuoco non si mettano in sospetto. Cornelia, che
stava per tentare una seconda dimostrazione di simpatia sulle gambe
del signor Frigerio, ritira prudentemente la punta dello stivaletto.
Rosalba, torcendo gli occhi maligni verso l'altro scienziato, si fa
ardita a dirigergli la parola per conoscere com'egli la pensi in fatto
di politica:
— Se il signore brama leggere il _Pungolo_...
— Io? leggere il _Pungolo_!... risponde il geologo riscuotendosi dalle
sue meditazioni... Le sono di cuore obbligato... Sventuratamente non ho
mai potuto abituarmi a leggere in vettura... E poi... le confesso che
la politica del _Pungolo_ non mi va troppo a sangue.
— Lo credo! mormora il Gallina.
— Forse ella preferirà i giornali dell'opposizione....
— Amo i giornali che ragionano, che seguono un principio determinato,
che mirano ad uno scopo fisso...
— Come ad esempio l'_Armonia_, la _Sferza_, il _Campanile_, soggiunge
il Gallina digrignando i denti...
— A quanto pare, prosegue la signora Menafuoco, ella non è troppo
partigiano del Ministero... _Francamente_ parlando, ella non ha tutti
i torti... Noi ammiriamo il conte Cavour, ma le nostre simpatie sono
per Garibaldi. Ambedue sono _onesti_... come noi; ambedue vogliono
l'Italia... come noi. Noi saremo con essi finchè essi sono colla
nazione... e con noi... Finchè essi procederanno _francamente,
lealmente, onestamente_, coll'Italia: noi _francamente, lealmente,
onestamente_, procederemo con essi..... In caso diverso — lo diciamo
_apertamente_ — noi _onestamente_ li combatteremo.
Per sottrarsi al tormento d'una politica troppa sonora, il signor
Zannadio cava di tasca un portafogli e vi scrive alcune cifre. Mentre
il Gallina, levando il capo sopra le spalle dello scienziato, sembra
cogli occhi assorbire lo scritto, Cornelia crede bene di tentare un
colloquio col signor Frigerio:
— È la prima volta che il signore si reca in questi paesi?
— Sì... signora.
— Va forse a Bellano?
— No... signora.
— A Chiavenna?
— No... signora.
— A Menaggio?
— Sì... sì, signora.
— Per villeggiare?
— No, signora.
— Cornelietta, interrompe la signora Menafuoco madre, appoggiando
le mani sovra i ginocchi come una regina del teatro Fossati; io ti
proibisco assolutamente di parlare con persone, le quali, oltre ad
essere di sesso diverso, non sono da noi conosciute, e quindi possono
avere in politica delle opinioni contrarie alle nostre.
— Io non credo... balbetta il geologo imbarazzato;... io non credo aver
offeso questa signorina...
— Basta!... non facciamo polemiche... Noi non dubitiamo ch'ella
appartenga come noi alla classe degli onesti... Tutti i partiti sono
onesti, quando _onestamente, lealmente, francamente_ abbracciati... Vi
hanno però circostanze, nelle quali da parte nostra sarebbe debolezza
il transigere... _Francamente_ lo diciamo: noi rispettiamo la di lei
onestà, ma saremo sempre colla nazione!
Il signor Frigerio, non comprendendo parola di questa eloquente
conclusione, chinò il capo rassegnato, e riprese tranquillamente il
corso delle sue meditazioni. La madre Menafuoco spiegò il _Pungolo_
capovolto e finse di leggere. Il Gallina si incaricò di ripetere
mentalmente le parole latine scritte dallo Zannadio nel portafoglio,
per farle tradurre a Menaggio da un antico professore di lingua
tedesca. Le due sorelle _dignitosamente_ si tacquero.
A Varenna l'_omnibus_ fece sosta.... I due scienziati scesero dalla
vettura, l'uno per tragittare a Menaggio, l'altro per proseguire
a piedi la via fino a Bellano. Lì Gallina, prima di uscire
dall'_omnibus_, ebbe colle signore Menafuoco un breve dialogo:
— Avete capito...?
— Eh! non siamo oche!
— Sapete cosa ha scritto nel portafogli quel gesuitone dalla cravatta
bianca?...
— Ebbene...?
— Tre parole in tedesco... _Quousque tandem abutere!_... Io me lo farò
tradurre a Menaggio...
— Avete visto come il più giovane divenne rosso quando si è parlato di
Cavour!
— E l'altro... non ha tremato al solo nome di Garibaldi?
— E tutti e due non si sono guardati, quando io ho parlato delle
transazioni?
— Basta! io vi prometto, o signorine, che a Menaggio l'uno sarà servito
a dovere!
— Dell'altro, che viene a Bellano, ci incarichiamo noi!
— Bisogna farlo morire a fuoco lento!
— Contate sulla nostra lealtà, sulla nostra franchezza...
— Sono due tedeschi!
— Due gesuiti!
— Due esploratori!
— Due spie!!!