Clementina, dopo la scena che abbiamo riferita, discese nella bottega,
e quivi, con molte cautele, si fece a scrivere la lettera seguente:
«Adorato Rodolfo!
«L'affare del giornale è combinato. Onofrio metterà a nostra
disposizione i capitali necessari. Tu volevi partire da Milano,
ingrato! Volevi lasciarmi... dopo tante promesse... dopo tante
dichiarazioni di amore!... E tutto ciò, perchè qui non trovavi modo
di far brillare il tuo ingegno... Egoista! Tu posponevi l'amore
all'interesse... all'ambizione... Basta!... Ho pensato io. Nella quarta
pagina del _Pungolo_ vedrai domani sera un avviso col quale si fa
ricerca di un giovane istruito, per un impiego. Questo impiego è la
redazione del giornale di mio marito. Il numero dei concorrenti sarà
grande; ti prego dunque di prevenirli — sii sollecito. Dopo domani,
presentati allo studio verso le otto del mattino; credo non ti sarà
difficile metterti d'accordo con Onofrio — d'altronde, ci sarò anch'io!
Prudenza nelle parole, negli sguardi! Tu sei giovane, Rodolfo — e mio
marito patisce l'ombrìa. Procura di solleticarlo nell'amor proprio....
Ci vuole un po' di pazienza anche da parte tua — io ne ho avuta tanta!
Non badare se egli vien fuori con delle sciocchezze... Sulle prime
non bisogna contrariarlo — poi, gradatamente, col tempo, riusciremo a
tutto. Pensa al tuo avvenire, al mio... alla felicità che ci aspetta.
Vederci ogni giorno! trovarci assieme!... Rodolfo!... Noi stabiliremo
l'ufficio del giornale in un grande magazzeno attiguo al negozio della
ceralacca... Mio Dio!.. È questo un sogno? È questa una realtà?...
Tutto dipende da te... Rodolfo... Io dubito ancora che quanto mi
andavi dicendo sulle difficoltà di istituire un giornale in Milano non
fosse che un pretesto per andartene... Se un tal dubbio si cangiasse
in certezza, io morirei di dolore — Rodolfo! io ti amo sempre... Dopo
domani... a otto ore del mattino... siamo intesi! Io ti aspetto colla
morte nel cuore...