Ne avrà per un mese.

EMMA

(_sempre sincera_) — Povero Storari!

ALFREDO

(_sempre più sorpreso e sconcertato_) — Lo compiangete!

EMMA

Certo!

ALFREDO

Dopo tutto quello che ha scritto di voi?

EMMA

È stato scortese... ma ha detto la verità.

ALFREDO

(_protestando_) — No!

EMMA

(_sorridendo con amarezza_) — Oh, gli abbonati che zittivano... e la

_claque_ pagata, che applaudiva... è verissimo!... Ma, vi prego, non

parliamo più del mio _debutto_!... Ha fatto già troppo rumore... e,

ora, sarà peggio.

ALFREDO

(_credendo di capire_) — E perciò... siete così triste?

EMMA

Oh, no!... Oramai, ho deciso... Non canterò più... e... fra un mese...

gli abbonati... la _claque_... Storari... tutto sarà dimenticato!

ALFREDO

(_arrischiandosi_) — Tutto?

EMMA

(_vivamente_) — No!... (_quasi commossa_) Ricorderò sempre che in

Italia un gentiluomo s'è battuto per me... (_indicando il cuore_)

Questo è scritto qui... e non si cancella!

ALFREDO

(_rassicurato, riprendendo la sua fatuità di conquistatore_) — E

m'amerete un po' di più?... (_le prende la mano_).

EMMA

(_ritirando la mano con vivacità: — fredda, repulsiva_) — Vi prego!...

Ve l'ho già detto altre volte... Io non posso permettere che mi parli

così... un uomo che ha moglie.

ALFREDO

Emma!... Tutti possiamo commettere un errore.... Ma un errore... non è

una colpa!... Il mio... fu quello di sposare una donna volgare... dalla

quale ho dovuto separarmi... perchè mi rendeva la vita insopportabile.

EMMA

Voi siete ingiusto con vostra moglie.

ALFREDO

No!... Ida è buona... ma le nostre aspirazioni... la nostra

educazione... i nostri caratteri... erano troppo diversi... E io lo

sento: non ho mai amato che voi!

EMMA

(_offesa_) — E quale speranza avete fondato su questo vostro amore?...

Vi siete, forse, illuso al punto di credere che io potessi divenire la

vostra... amante?

ALFREDO

La mia amante, no!.... Ma mia moglie.

EMMA

(_con forza e con una specie di sorpresa_) — Vostra moglie?... Le

vostre leggi non ammettono il divorzio.

ALFREDO

Non lo ammettono, no... finchè siamo cittadini italiani... Ma, in

due anni, si può diventare cittadini svizzeri: in uno solo, vostri

concittadini: in sei mesi, cittadini di Baden...

EMMA

E voi rinneghereste la vostra patria... per...?

ALFREDO

Non vi ho detto che vi amo? (_le prende le due mani e gliele bacia,

senza che Emma, commossa, le ritiri_) — Oh, grazie, grazie!... Vedete:

io avevo bisogno di coraggio... e voi me lo avete dato... sì... sì...

perchè capisco che anche voi mi amate...

EMMA

(_con un filo di voce: — grande commozione_) — Sì!... (_poi, a un

tratto, con uno sforzo sciogliendosi da Alfredo_) — Ma no... no!...

Lasciatemi!... È inutile!

ALFREDO

Inutile... perchè?

EMMA

(_lottando, ecc.; ma, poi, risoluta_) — Perchè... perchè noi non

dobbiamo rivederci mai più! (_per andarsene_).

ALFREDO

(_sorpreso, esitando per timore d'irritarla_) — Volete lasciarmi...

così?

EMMA

(_c. s._) — Sì!... Addio! (_con isforzo, gli stende la mano_).

ALFREDO

(_c. s._) — Addio?

EMMA

(_c. s._) — E per sempre!

ALFREDO

(_c. s._) — Emma!

EMMA

(_c. s._) — Domani, lascio Roma... e, tra pochi giorni, l'Italia.

ALFREDO

(_con movimento di protesta_) — Oh!

EMMA

(_con grande amarezza e commozione_) — Il mio romanzo d'arte... di

gloria... d'amore... finisce così!... Non tentate di prolungarlo...

e lasciamoci da buoni amici... Di voi ricorderò sempre il difensore

coraggioso... l'amico!... Di me, ricordate che Emma Stower aveva un

cuore d'artista... ed era una donna onesta! (_via_).

ALFREDO

(_riprendendo la sua fatuità da conquistatore_) — Una donna onesta,

sì... ma una donna che mi ama!... (_chiamando verso la porta del

fondo_). Mamma, ti saluto.... Vado via... (_per andarsene: — si ferma,

vedendo Amalia entrar in iscena_).

SCENA QUATTORDICESIMA.

Amalia _e_ Alfredo.

AMALIA

Ebbene?

ALFREDO

Tra pochi giorni riprenderà il suo buon umore.

AMALIA

(_sorpresa_) — E canterà ancora?

ALFREDO

(_sorridendo_) — Non credo!... Le è costato troppo il _debutto_...

perchè abbia voglia di ricominciare. (_per andarsene_).

AMALIA

E resta qui?

ALFREDO

No!... Parte domani.

AMALIA

(_sorpresa_) — Domani?

ALFREDO

Sì!... Affari urgenti la obbligano a mettersi in viaggio.

AMALIA

(_c. s., dolente_) — Aveva promesso di assistere al matrimonio di Rina.

ALFREDO

Prima del _debutto_.... Ora, non sarebbe delicato ricordarglielo.

AMALIA

È vero!... (_rassegnata_) — Ma mi rincresce molto... M'ero affezionata

a lei.

ALFREDO

Lo capisco... ma è bene mandarla via... e presto!... Ha bisogno di

distrazioni.... Qui, tu... il babbo.... Rina... senza volerlo...

rinnovate ogni momento il ricordo doloroso.

AMALIA

Hai ragione!... (_con orgoglio di madre_) Hai sempre ragione, tu!

ALFREDO

(_bacia Amalia ed esce: — fuori di scena, s'incontra con Labani_) —

Passi... passi!... C'è la mamma.

SCENA QUINDICESIMA

Amalia _e_ Labani.

AMALIA

(_andando incontro a Labani, sorpresa_) — Non è andato dal Notajo!

LABANI

(_agitatissimo_) — No!... Ho fatto tardi... e l'ho mandato ad avvertire

che... per impegni imprevisti... pregavo di rimandar la pratica.

AMALIA

(_con viva sollecitudine_) — Qualche cattiva notizia?

LABANI

Una brutta sorpresa... che mi ha preparato Silvio!

AMALIA

(_incredula_) — Lui!... Povero ragazzo!... Che cosa ha fatto?

LABANI

Dei debiti!

AMALIA

(_rassicurata_) — Ah!... (_sorridendo_) Roba da giovanotti!

LABANI

(_diffidente_) — Lei... lo sapeva?

AMALIA

(_sincera_) — No!... Ma immagino che si tratterà di qualche

spesuccia... forse, per la fidanzata.

LABANI

(_solenne_) — Seimila lire!

AMALIA

(_sinceramente sorpresa_) — Seimila lire?

LABANI

In _cambiali_... rilasciate a strozzini... che non gli avranno dato nè

pur la metà!

AMALIA

(_con vero dispiacere_) — Oh, male... male!... Non credevo che Silvio...

LABANI

(_con ira repressa_) — Silvio... è un ragazzo senza testa!... Ma c'è di

peggio!... Sa chi lo ha presentato agli usuraj?

AMALIA

(_esitante_) — Naldini?

LABANI

Suo marito!

AMALIA

(_sorpresa_) — Gaudenzi?

LABANI

(_sospettoso_) — Lei non lo sapeva?

AMALIA

È la prima volta che sento....

LABANI

Le sembra un'azione da amico!

AMALIA

(_cercando di scusarlo_) — Silvio gli avrà fatto premura...

LABANI

Poteva dargliele lui...

AMALIA

Capirà: 6.000 lire!

LABANI

Ma che 6.000!... Tre... forse, 2.000... perchè gli strozzini... si sa!

AMALIA

(_confusa_) — Ma anche 2.000...

LABANI

E, allora, doveva avvertirmene...

AMALIA

(_c. s._) — Non avrà voluto darle un dispiacere.

LABANI

Ah, per evitare un dispiacere a me, suo marito ha messo Silvio sopra

questa bella strada!

AMALIA

(_protestando_) — Lei esagera!... Gaudenzi non può...

LABANI

(_interrompendola_) — Oh, signora Amalia... non cerchi di difenderlo!

AMALIA

(_addolorata, con mite risentimento_) — Signor Labani... lei dice delle

cose...

LABANI

(_quasi pentito d'averla offesa_) — Non contro di lei... (_sincero_)

Lei non è che una madre di famiglia... buona... ingenua... troppo,

forse... ma incapace di certi intrighi...

AMALIA

(_inquieta, non comprendendo_) — Che vuol dire?

LABANI

(_serio: — mutando tono: — con confidenza_) — Lei... quando ha

sposato... non aveva dote?

AMALIA

(_ingenua_) — Sì!

LABANI

(_sorpreso_) — In terre?

AMALIA

.... assicurate sopra un podere di mio padre.

LABANI

Per quanto?

AMALIA

Per cento scudi di rendita...

LABANI

... che è sfumata col capitale?

AMALIA

(_con un sospiro_) — Da molti anni!

LABANI

E suo marito... poderi e rendite... ne ha mai avuti?

AMALIA

(_sincera_) — No, certo!... Povero Gaudenzi!... Oh, s'egli avesse

potuto rimediare alla leggerezza di Silvio... lo avrebbe fatto!

LABANI

(_con intenzione_) — Ora, lo credo anch'io.

AMALIA

Eccoli!... Ritornano... (_va incontro al marito come per avvertirlo di

ciò che sa Labani: — poi, resta interdetta, esitante; e si ritira in

disparte, inquieta. — Labani prende un contegno freddo, compassato_).

SCENA SEDICESIMA.

Gaudenzi; Rina; Silvio _e_ Detti.

SILVIO

(_inquieto, andando vivamente verso Labani_) — Perchè rimandare il

contratto?... Ti si sarebbe aspettato fin quando fossi stato libero.

LABANI

(_asciutto_) — Era inutile!

SILVIO

Inutile?... Che vuol dir ciò?

LABANI

(_con collera repressa_) — Vuol dire che, quando si firmano cambiali di

seimila lire... non si prende moglie!... (_movimento d'inquietudine di

Gaudenzi, di Silvio e di Rina, ecc._).

SILVIO

(_interdetto_) — Tu sai!?

LABANI

(_c. s._) — Tutto!... E ti ringrazio della bella sorpresa... Il

principio è buono!

SILVIO

Non è il principio della vita nuova; ma la liquidazione della

passata... (_cercando scusarsi_) L'ultima sciocchezza... che si può

rimediare... anticipando il pagamento.

LABANI

(_ironico_) — Lo credo!... Ma chi pagherà?... Io, no!... Mi costano fin

troppo le tue sciocchezze... e non ho danaro da gettar via per i tuoi

capricci... e per quelli degli altri!... (_con intenzione ironica_) —

Tranne che tu non voglia pagare con la dote della moglie!

GAUDENZI

(_intervenendo, per istornar la tempesta_) — In questo... o in altro

modo... la cosa si può aggiustare.

SILVIO

Pagando!

LABANI

In che modo?

GAUDENZI

(_c. s._) — Il modo... ripeto... lo troveremo... Non c'è premura.

LABANI

Non sono di questo parere, io!... E ritiro il consenso.

SILVIO

(_con dolore, protestando_) — Perchè ho fatto dei debiti?

LABANI

(_calmo_) — Anche!

RINA

(_intervenendo_) — Anche?... C'è, dunque, dell'altro?

LABANI

(_c. s._) — Può darsi...

RINA

(_con risentimento vivace_) — Qualche calunnia contro di me?

LABANI

No, no!

GAUDENZI

(_inquieto_) — E... allora?

LABANI

Allora... allora... io non metto la mia firma sotto documenti che

affermano cose... non vere! (_stupore generale: — agitazione crescente

di Rina e di Silvio: — Silvio vorrebbe impedire la disputa_).

GAUDENZI

(_turbato; ma con risentimento vivace_) — Come sarebbe a dire?

LABANI

Che voi... nel contratto nuziale... promettete una dote... che non

potete dare!

GAUDENZI

(_c. s., ma fingendo una grande sicurezza_) — Ho promesso mille lire

all'anno... e le darò!

LABANI

(_ironico_) — Le promesse... non bastano!

GAUDENZI

(_imbarazzato_) — Sarete garantito...

LABANI

(_pronto_) — Da beni... che non esistono!

GAUDENZI

Come?!

LABANI

(_perdendo la calma_) — Come... come!?... Voi non possedete nulla... e

non potete assicurare nessuna dote a vostra figlia!

(_a questo punto, Emma, che ha udito le voci d'alterco, s'affaccia

alla porta di sinistra, inquieta, interrogando Amalia con lo sguardo.

— Amalia s'avvicina a lei e le fa comprendere il dolore che prova

per la disputa: — Emma la conforta: — le due donne restano nel fondo

della scena, a sinistra, sino quasi alla fine dell'atto. — Amalia è in

preda a una viva agitazione. — Emma, confortandola, l'abbraccia. — I

personaggi che parlano, si animano sempre più: — scena rapida, calda_).

[Emma — Amalia

Labani. Rina — Silvio

Gaudenzi].

SCENA DICIASSETTESIMA.

Emma, _e_ detti.

GAUDENZI

(_con calore, rispondendo a Labani_) — Ma guadagno 10.000 lire

all'anno!... Informatevene all'Ufficio municipale delle tasse!... Anche

senza calcolare i terreni, posso dunque impegnarmi...

LABANI

(_interrompendolo_) — A nulla!... (_per andarsene_) I contratti... a me

piace di farli sul positivo: non sopra semplici promesse.

GAUDENZI

(_con maggior calore_) — E avrete dei fatti... non delle promesse!

RINA

(_intervenendo: — agitatissima_) — Babbo, non rispondere più!... Te ne

prego.

GAUDENZI

(_con collera_) — Devo pur dire al signor Labani...

RINA

(_indicando Labani_) — Egli... ha ragione!... Avete promesso la dote...

la dote manca... cessa ogni obbligo... (_a Silvio_) E tu... sei libero!

SILVIO

(_con calore, protestando_) — No, perchè noi ci amiamo!

RINA

(_con grande amarezza e con vivo sarcasmo_) — Oh, l'amore... era già

compreso nell'affare!... Non possiamo amarci di più... per saldare

la differenza di 25.000 lire... e io divento una nuora impossibile...

perchè sono troppo povera... (_a Labani_) Non è vero?

LABANI

(_con iscoppio d'ira_) — No, no!... Io non fuggo davanti alla vostra

povertà... ma davanti alla menzogna di vostro padre!... Avrei anche

accettata per nuora la figlia di un operajo laborioso e onesto... (_con

forza, nell'andarsene_) Non accetterò mai... la figlia di un Gaudenzi!

(_via_).

Amalia, Gaudenzi, Rina (_insieme_).

AMALIA

(_con sorpresa dolorosa_) — Oh!

GAUDENZI

(_con ira_) — ... di un...?

RINA

(_trattenendo Gaudenzi_) — Lascialo

andare!

SILVIO

(_con calore, a Rina_) — Ma noi ci sposeremo lo stesso!

GAUDENZI

Bravo!

RINA

(_agitata, dominando l'ira e il dolore_) — È impossibile!... (_a

Silvio_) Ciò che è accaduto ora... ci separa per sempre!

SILVIO

(_c. s._) — Perchè?... Quando avrò 25 anni, sarò padrone di fare quello

che voglio... Dovrà ben passarmi... almeno gli alimenti!

RINA

Mai... mai... accetterò un soldo da lui!

SILVIO

Ebbene, lavorerò...

RINA

Tu!?... Ma se non sai far nulla!

SILVIO

Hai paura?... Di fame non si muore!

RINA

No!... Non ho paura... della fame, ma dei pentimenti... dell'odio

che, oramai, è seminato fra le nostre due famiglie... e che il nostro

matrimonio non farebbe che aumentare... Ci sono delle parole che

restano scolpite sempre nel cuore... «La figlia di un Gaudenzi»!...

(_andando verso il padre e abbracciandolo_) Ebbene, me ne vanto!...

(_a Silvio_) Va... va!... Siate felici... co' vostri danari!...

Del resto, tuo padre è logico... Vuole la continuazione della sua

famiglia com'è stata fin qui... e respinge l'_elemento_ che non può

assimilarsi con essa... Tu, in vece, non obbedisci che alla passione

del momento... e, pazzamente, vorresti preparare la tua... e la mia

infelicità!... Ebbene, ciò non sarà!... E poichè il disinganno è venuto

prima... ringrazia Dio... e rassegnati... come sono rassegnata, io!

(_sinceramente commossa_).

SILVIO

(_con calore_) — Rassegnata?... No, no... perchè piangi!

RINA

(_con iscoppio di commozione_) — Sì... piango di rabbia... perchè sento

tutta la vergogna e l'amarezza della umiliazione subita!

SILVIO

(_disperato_) — No!... Ciò non può essere!

RINA

(_risoluta_) — Deve.... essere!... Addio... e per sempre! (_per

andarsene: — poi, improvvisamente, si ferma; e, togliendosi orecchini,

anelli, ecc._) Ah, prendi!... (_li mette sulla tavola_) Non voglio che

tuo padre possa dire: «la figlia di un Gaudenzi... ti ha restituito la

parola... ma non i giojelli!» (_via, febbricitante_).

EMMA

(_con ammirazione_) — Brava!

GAUDENZI

È pazza!... Perde la sua fortuna!

EMMA

(_pronta_) — Ma salva la sua dignità!... (_con entusiasmo_) E questo è

bello!

GAUDENZI

(_di malumore_) — Sì... nel mondo della luna!

(_Amalia continua a mostrarsi addolorata: — Silvio, disperato, ascolta

Gaudenzi, che lo conforta, facendogli capire che Rina muterà idea_).

CALA LA TELA

ATTO TERZO.

_Salotto come nell'atto II._

SCENA PRIMA.

Gaudenzi _e_ Amalia.

_All'alzar della tela, AMALIA è sola in iscena, seduta accanto a una

tavola, con un lavoro donnesco in mano: — è triste e si asciuga gli

occhi. — All'entrar di GAUDENZI, cerca di nascondere le lagrime e

riprende il lavoro._

GAUDENZI

(_entra leggendo il «Giorno»: — è molto agitato: — getta via il

cappello e il bastone: termina la lettura; poi, getta il giornale,

sopra la tavola, esclamando_) — Tutti contro di noi!... (_a Amalia, con

sollecitudine_) Ci sono lettere?

AMALIA

No.

GAUDENZI

E quel cretino non risponde nemmeno!

AMALIA

Chi?

GAUDENZI

Il principe di Castrovetero.

AMALIA

Il Presidente del _Comitato_?

GAUDENZI

Già!... Si direbbe che tutto quello che scrivono... non lo riguarda...

l'imbecille!

AMALIA

(_inquieta, indicando il giornale_) — Parlano ancora dei vostri conti?

GAUDENZI

E come!... Il _Giorno_ chiede a dirittura l'intervento del Prefetto.

AMALIA

(_alzandosi, spaventata_) — Oh, Dio!... C'è qualche pericolo per te?

GAUDENZI

Sta tranquilla!... Tutte le carte sono in regola... ma queste polemiche

ci rovinano... perchè fanno andar all'aria le recite combinate...

Bisognava evitare i pettegolezzi!... L'ho tanto detto a Naldini: «non

faccia veder conti... guadagni tempo... con qualche pretesto»... Ma da

che s'è messo con Bice... ha perduto la testa!

AMALIA

L'hanno perduta tutti e due!

GAUDENZI

Di lei... poco m'importa!... Mi rincresce per Naldini... È un

giovanotto d'ingegno... e con lui si poteva far molto... ma è cascato

proprio male... Ah, quella Bice!... E dire ch'è l'amica intima di

Rina!... Bell'amica!... È lei che ha scaldato la fantasia a nostra

figlia!... Dov'è adesso?

AMALIA

(_quasi piangendo_) — In giro, a salutare le amiche.

GAUDENZI

(_con sorpresa e con dolore_) — Ma è, dunque, cosa stabilita?

AMALIA

Pur troppo!

GAUDENZI

(_con calore_) — Ma è una pazzia!... Dovevi dimostrarglielo,

persuaderla...

AMALIA

Ho detto tutto quello che potevo dire... Ho pianto... pregato... tutto

inutile!... È ostinata... come lo sei tu... quando ti cacci in testa

una cosa.

GAUDENZI

Ma che dice per giustificare una risoluzione così grave?

AMALIA

Che non vuol più restare a Roma.

GAUDENZI

E nient'altro?

AMALIA

Nient'altro!... Non mi risponde nemmeno più!... (_piangendo_) Questa

mattina, mentre cercavo di commuoverla... lei faceva tranquillamente

i bauli... e, quasi canzonandomi, mi disse: «Mamma, che gioja avrai al

mio ritorno!... Ma, capisci, per darti questa gioja, è necessario che

io vada via»... Il suo ritorno!.... (_con ischianto_) Oh, io non la

vedrò... perchè sarò morta!

GAUDENZI

Lascia fare!... Non è ancora partita... Prima di prendere il treno,

deve fare i conti con me!

AMALIA

(_agitata_) — Per carità, non prenderla con le cattive!... È così

nervosa!

GAUDENZI

(_con forza_) — È pazza... e, con la sua pazzia, ha reso impossibile

un matrimonio che si sarebbe sempre potuto combinare... perchè Silvio

è innamorato... E, ora, medita una pazzia ancora più grande... Credi

ch'io voglia permetterla?

AMALIA

Ah, se tu potessi impedirla!

GAUDENZI

(_risoluto_) — Vedrai!

SCENA SECONDA.

Naldini _e_ detti.

NALDINI

(_sulla soglia, entrando_) — Notizie?

GAUDENZI

Nessuna!

NALDINI

Il Principe non ha risposto?

GAUDENZI

No!

NALDINI

Dev'esser fuori della grazia di Dio!... Io non oso più farmi vedere.

GAUDENZI

Eppure, bisogna andarlo a trovare subito... prima che faccia qualche

nuova bestialità.

NALDINI

(_squadrandolo_) — E devo andarci proprio io?

GAUDENZI

Sicuro!... Prima di tutto, perchè lei... è il segretario del

_Comitato_... e, poi, perchè è stata la sua imprudenza che ha sollevato

tutto questo chiasso.

NALDINI

(_vivace_). — Io non ho parlato con nessuno!... Ho dato solamente i

conti al Principe, che li voleva...

GAUDENZI

Già... per darli alla stampa!

Baldini

(_c. s._) — Potevo immaginare che fosse così stupido!... E ora che devo

dirgli?

GAUDENZI

Tenere ben fissa in mente la mia lettera... 1.º: le spese sono tutte

giustificate... 2.º: con le recite si avrà un benefizio di sette od

ottomila lire... 3.º: l'insuccesso si deve... in gran parte... a lui...

perchè non s'è occupato affatto della sottoscrizione... 4.º: il solo

responsabile delle spese... è lui, che ha firmato i mandati...

NALDINI

(_ingenuamente_) — Senza leggerli...

GAUDENZI

Peggio per lui!... Caro Naldini, ci accusano: dobbiamo difenderci!...

È il Principe che ha rotto le uova nel paniere... Paghi lui!... Vuole

che, per salvare quell'asino d'oro, prendiamo la cosa sopra di noi?

NALDINI

(_con vivacità_) — Questo, no!

GAUDENZI

Dunque, parli alto!... Il Principe, se vuole, può far mutar linguaggio

ai giornali... e riparare lo scandalo... Lo faccia nel suo interesse

morale... Già... per il nostro... non moverà foglia!

NALDINI

Ha ragione!... Oh!, Commendatore, lei trova sempre la nota giusta...

Stia tranquillo!... Gli metterò indosso tale paura che dovrà fare

quello che vogliamo! (_via, di corsa_).

GAUDENZI

(_si ritira in disparte, leggendo delle carte_).

AMALIA

Purchè si accomodi almeno questa faccenda del _Comitato_!

GAUDENZI

Oh, non c'è dubbio!

SCENA TERZA.

Ida; Gaudenzi; Amalia.

IDA

(_entra in iscena agitatissima_) — Buon giorno...

AMALIA

(_sorpresa e contenta_) — Oh, Ida!... Ti fai vedere finalmente!

IDA

Alfredo... vi ha scritto?

AMALIA

No... (_guardando Gaudenzi_) ch'io sappia.

GAUDENZI

(_indifferente_) — Da Milano... otto giorni fa!

IDA

E, poi, più nulla?

GAUDENZI

Nulla.

IDA

(_con amara ironia_) — Ha voluto, dunque, riserbare a me... la primizia

della buona nuova.

AMALIA

(_con vivo interessamento_) — Ti ha scritto?

IDA

Una lettera _raccomandata_... Bellissima!... Viene da Nizza...

(_cava la lettera dal portafazzoletto e la dà a Gaudenzi_) È molto

interessante... Legga... legga!

GAUDENZI

(_prende la lettera e principia a leggere di mala voglia; poi,

s'interessa e leggendo approva col capo_).

AMALIA

Che ti dice?

IDA

Oh, tante... tante belle cose!... Prima di tutto, mi annuncia... quello

che sapevo... cioè, che era partito da Roma... per seguire miss Stower!

GAUDENZI

(_interrompendo la lettura_) — Per seguirla, no: per trattare una sua

causa a Milano.

IDA

(_sempre con ironia e sarcasmo_) — Già... che discutono insieme... a

Nizza!

AMALIA

(_con rimprovero_) — Ida!... Miss Emma è una donna onesta...

IDA

Oh, sì!... (_c. s._) — All'americana!... (_a Gaudenzi_) Legga...

legga!... Altro che causa... altro che avvocato!... (_a Amalia_) Le

occorre un marito... il mio!

AMALIA

(_con istupore_) — Che dici?

IDA

Oh, il suo caro figlio... lo confessa candidamente... Si amano... e

aspettano il permesso di sposarsi.

AMALIA

(_c. s._) — Sposarsi?... Non capisco!

IDA

È ben facile capire!... Alfredo ha scaldato la testa all'Americana.

AMALIA

(_con vivacità_) — Ma che!... Egli non l'ama!

IDA

Amante?... No!... Amica... che diavolo!... _Lei_ è una donna onesta...

che si guarderà bene di far un passo... falso!... E _lui_... come

amico... e consulente... per ora... se non il cuore, terrà la cassa...

È questa che gli preme!

AMALIA

Ma tu impazzisci!

IDA

Già!... La pazza... sono sempre io!... Ma leggete, dunque!... Alfredo

vuol cambiare nazionalità... Mi propone il divorzio... E, se accetto,

miss Stower è pronta a... (_fa il segno di chi spende_) senza lesinare!

GAUDENZI

(_chiudendo la lettera_) — «Senza lesinare»... È vero!... Dice proprio

così!

AMALIA

(_al colmo dello stupore_) — Possibile!

GAUDENZI

(_calmo, persuaso: — a Ida_) — E tu che cosa dici?

IDA

(_risoluta_) — Che rifiuto!

GAUDENZI

(_a bocca aperta_) — Ri... fiu... ti...!?

IDA

(_c. s._) — Sì... rifiuto!

GAUDENZI

Eh, via!... Cambierai d'idea quando ti avrò fatto riflettere... È vero

che gl'innamorati non riflettono così facilmente.

IDA

Ma che!... Credete, forse, che io sia innamorata ancora di... vostro

figlio?

GAUDENZI

Qui, ti volevo!... Non lo ami più... e rifiuti!... Andiamo, non c'è

senso comune!... Sei convinta ch'egli non ti vuol bene...

IDA

Non me ne ha mai voluto!

GAUDENZI

Vivi separata da lui... Non isperi, certo, ch'egli ritorni a te.

IDA

In ogni caso, io non tornerei a lui...

GAUDENZI

Dunque, lascialo al suo destino!

IDA

Sì... se questo destino fosse il suo castigo!... Ma, dal momento che

sarebbe tutt'altro... impari a far i conti con me.

GAUDENZI

Lascia correre... e pensa che, accettando l'offerta di miss Stower,

assicuri l'avvenire di tuo figlio.

IDA

A mio figlio... ci penso io!

GAUDENZI

So che tu sei una brava donna... ma anche le brave donne... possono

ammalarsi... Lo hanno accettato... per i figli... delle mogli più

ricche... più innamorate... di te!

IDA

Io non accetterò mai!

GAUDENZI

Il tuo... è un puntiglio... che nuoce a te sola... Se si amano... anche

senza il tuo permesso...

IDA

(_convinta, interrompendo_) — No!... Miss Stower non cede!... Oh, si

capisce benissimo dall'intonazione supplichevole della lettera!... O

moglie... o nulla!

GAUDENZI

Parole!... A lungo andare, cederà!

IDA

Faccia pure!... Si degradi lei... se le piace!.. Io no!... Così, a suo

tempo, oltre il dolore d'aver creduto a un uomo come Alfredo... avrà

anche la vergogna d'essere l'amante... di un uomo ammogliato!

AMALIA

(_con commozione sincera_) — Hai ragione!... Ciò che Alfredo ti

chiede è indegno!... Tu, però, rispondi con dolcezza... Gli scriverò

anch'io... Egli si persuaderà... e, forse, ritornerà...

IDA

Parassiti: Commedia in tre atti · 第 6 / 11 段