(_ridendo_) — Di quattrini?... Anch'io, babbo!... Devo comperar della

musica.

GAUDENZI

A questo ci penseremo!... Ora, si tratta di cose serie.

RINA

(_gaja_) — Più serie di Beethoven?

GAUDENZI

Ho bisogno di... regalarti un bell'abito nuovo per il giorno degli

esami.

RINA

(_con entusiasmo_) — Oh, che splendida idea!... Ma dici sul serio!...

Hai vinto al lotto?

GAUDENZI

No!... ma, in cambio dell'abito, io voglio...

RINA

(_c. s._) — Ahi!... ahi!... Che cosa?

GAUDENZI

La tua camera... per qualche settimana.

RINA

(_facendosi seria_) — Per che farne?

GAUDENZI

Per affittarla...

RINA

(_ridendo_) — A un altro principe russo... che, poi, mi sposerà... come

quello dell'anno scorso?

GAUDENZI

No!... A una signora.

RINA

(_con grande vivacità_) — A una donna?... No... no... mai... mai!

GAUDENZI

Americana... molto ricca.

RINA

(_c. s._) — Donne?... No... ti ripeto!... (_a Amalia_). Lo senti,

mamma?... Vuol mettere in casa delle donne!

AMALIA

Se è una signora per bene...

RINA

(_risoluta_) — Per bene... o per male... donne, no! (_per entrar nella

sua camera_).

GAUDENZI

(_impazientito_) — Senti, Rina...

RINA

(_c. s._) — No... no!

ALFREDO

(_a Gaudenzi_) — Te l'ho detto, io!... (_con occhiata d'intelligenza a

Rina, non continuando il proprio pensiero_).

RINA

(_a Alfredo_) — Che hai detto, tu?

ALFREDO

Che avresti detto di no!

RINA

(_fredda e asciutta_) — Ci voleva poco ingegno a indovinare!

ALFREDO

(_c. s._) — Del resto, ero contrario anch'io!

RINA

(_sorpresa_) — Perchè?

ALFREDO

Perchè starà meglio all'albergo... (_a Gaudenzi_). Andiamo...?

(_azione. — Alfredo vorrebbe andarsene: — Gaudenzi indugia, sperando di

persuadere Rina: — Rina è titubante, desiderosa di contrariar Alfredo:

— Bice la invita, con lo sguardo, a resistere; Amalia a cedere_).

RINA

(_a Gaudenzi_) — Che signora è?

GAUDENZI

Una celebre cantante americana, che esordirà all'_Argentina_.

RINA

(_c. s._) — Ti preme assai di darle alloggio in casa?

GAUDENZI

Sì!

RINA

È giovane!

GAUDENZI

Giovane... simpatica... Sarà per te una buona amica... L'accompagnerai

al pianoforte... le farai veder Roma... e lei ti condurrà a teatro.

RINA

(_a Amalia_) — Mamma, che ne dici?

AMALIA

Io sono contenta.

ALFREDO

(_per andarsene_) — E io la conduco all'albergo...

RINA

(_a Alfredo_) — Un momento!... Lasciami riflettere.

ALFREDO

Sta a vedere adesso, che, per far dispetto a me, glie la dài la camera!

RINA

Non per far dispetto a te... ma per far piacere agli altri.

GAUDENZI

(_con gioja_) — Davvero?

RINA

(_risoluta_) — Sì!... Prendila pure... Io dormirò nel camerino giù in

fondo... ma ricordati la promessa...

GAUDENZI

Promessa è debito...

RINA

(_ridendo_) — Ahi!... Allora...

GAUDENZI

(_gajo_) — Birichina!... (_a Amalia_). Dammi il cappello... e il

bastone.

ALFREDO

(_guardando l'ora_) — Si fa tardi...

GAUDENZI

Eccomi! (_per andar via con Alfredo_).

AMALIA

(_a Rina_) — Noi andiamo a preparar la camera.

RINA

(_a Bice_) — Vieni anche tu... Mi ajuterai a portar via la roba...

(_Amalia, Bice e Mina escono dalla seconda porta a sinistra: — Alfredo

e Gaudenzi si avviano per la porta di destra: — sulla soglia, Naldini

li ferma_).

SCENA DECIMA.

Naldini, Gaudenzi, Alfredo.

NALDINI

(_sulla soglia_) — Alto là!

GAUDENZI

Che c'è?

NALDINI

(_entrando trionfante_) — Una grande notizia!

GAUDENZI

(_con giubilo_) — Un'altra!?

NALDINI

(_con orgoglio e con gioja_) — Un terremoto autentico... duecento case

crollate... seimila persone senza tetto... parecchie vittime... Non

manca nulla!

GAUDENZI

È sicura?

NALDINI

(_c. s._) — Per quanto provvenga dalla _Stefani_, è proprio vera!... Ne

ho avuto la conferma al Ministero degl'Interni... (_mostra il foglietto

volante_).

GAUDENZI

Allora, bisogna provvedere...

NALDINI

E subito!

ALFREDO

(_impaziente_) — Il treno arriva... Andiamo!

NALDINI

(_sorpreso, a Gaudenzi_) — Uscite?

GAUDENZI

No... no!... (_a Alfredo_). Va tu alla stazione: io ti attendo qui.

ALFREDO

Che avete da fare?

NALDINI

Il _Comitato_...

ALFREDO

Lo farete dopo.

NALDINI

No... no!... In queste cose, un'ora di ritardo... è peggio d'un

terremoto!

GAUDENZI

Ha ragione!

ALFREDO

Allora, vado! (_via_).

GAUDENZI

E noi... al lavoro!... (_indicando uno stipo_). Là... c'è carta...

penne...

NALDINI

(_prendendo l'occorrente per iscrivere_) — I resti... dell'ultimo

_Comitato_... (_ride_).

GAUDENZI

Io non butto via niente!... (_Naldini si mette allo scrittojo, pronto

a scrivere: — Gaudenzi si leva il cappello e passeggia per la sala,

concentrandosi_).

NALDINI

(_osservando un timbro_) — Anche il timbro: «Comitato di Beneficenza»!

GAUDENZI

È il più necessario... e serve per tutte le occasioni... (_dopo d'aver

riflettuto_). Prima di tutto, il presidente.... Chi facciamo?

NALDINI

Il principe di Castrovetero...

GAUDENZI

Sempre lui!

NALDINI

Si è certi che accetta!... Non è buono a nulla... ma ha un bel nome...

dei sigari eccellenti...

GAUDENZI

Non sa dire una parola!

NALDINI

È quel che ci vuole!... Così... parliamo sempre noi.

GAUDENZI

L'osservazione è giusta... (_serio_) Sta volta... per altro... bisogna

invitarlo con una certa solennità.

NALDINI

S'intende!... Il disastro è di quelli co' fiocchi.... Lo inviteremo a

nome della intiera cittadinanza.

GAUDENZI

No!... Bastano i soliti _cospicui cittadini_... per firmare la

lettera... Scriva... (_dettando_). «Signor Principe»...

NALDINI

(_scrivendo_) — «Signor Principe»....

GAUDENZI

(_sempre dettando_) — «I sottoscritti, profondamente commossi

dall'orribile disastro che ha colpito gli abitanti di...»

(_interrompendosi_). Dov'è avvenuto il disastro?

NALDINI

(_dopo aver consultato il dispaccio della «Stefani»_) — A Monteleone...

GAUDENZI

(_tornando a dettare_) «... gli abitanti di Monteleone, fanno appello

al suo alto spirito di carità... e la pregano vivamente di voler

prendere l'iniziativa di un Comitato Romano per soccorrere i nostri

fratelli...» (_interrompendosi_). In che provincia è Monteleone?

NALDINI

Mi par nel Veneto...

GAUDENZI

Non è in Lombardia?

NALDINI

Chi lo sa!?

GAUDENZI

(_imbarazzato_) — Credo che ci siano diversi Monteleoni...

NALDINI

Il dispaccio dice semplicemente «Monteleone»... Ripeta anche lei così.

GAUDENZI

Vorrei citar la provincia...

NALDINI

Metta Calabria.... I terremoti buoni... ci vengono sempre di là!

GAUDENZI

(_c. s., dettando_) «.... i nostri infelici fratelli della Calabria....

Certi che, per l'onore di Roma, Ella vorrà assumere la nobile

iniziativa, si mettono a sua disposizione... per coadiuvarla nel

benefico intento.... Con ossequio...».

NALDINI

(_scrivendo_) — «Con ossequio...». È fatto!

GAUDENZI

(_fregandosi le mani_) — Benissimo!... Basta così!... Ora, io faccio

una corsa da _Aragno_... da _Singer_, al _Colonna_... per le firme....

In tanto, lei prepari le lettere d'invito... a nome del Principe.

NALDINI

(_per prendere appunti_) — E come scrivo?

GAUDENZI

(_impaziente di far presto_) — C'è la formula solita... Prenda la

cartella «terremoti».... Dev'essere la terza.

NALDINI

(_va a prendere la cartella_) — E con la stampa?

GAUDENZI

Un _comunicato_ subito... ma... badiamo... redatto con prudenza... nel

quale sia nominato solo il Principe con calde parole d'encomio.

NALDINI

(_sorridendo_) — Il Principe... e il comm.re Gaudenzi!

GAUDENZI

No... no, per carità!... Nè il mio nome... nè il suo!... Restiamo

nell'ombra... È molto meglio!... (_per andarsene; poi, ritornando_).

Anzi, nel _comunicato_, metta: «Il principe di Castrovetero, riparando

all'errore commesso da altri nella composizione di _Comitati di

Beneficenza_, chiamerà a farne parte i più autorevoli rappresentanti

della stampa romana».

NALDINI

(_atterrito_) — Mettere, nel _Comitato_, i giornalisti!

GAUDENZI

(_con sorriso maligno_) — Si rassicuri!... Solo qualcuno dei più

noti... e dei più occupati.... Quei tre... o quattro... che... tra

il Parlamento... e il giornale... non hanno un minuto di tempo per

intervenire alle riunioni.

NALDINI

(_rassicurato_) — Ah, quand'è così!... Lei le pensa tutte!

GAUDENZI

Scriva, dunque... e presto!... Io torno subito. (_via_).

NALDINI

(_tra sè, scrivendo_) — «... Appena giunta in Roma la notizia del

disastro di Monteleone, i cittadini più cospicui per censo, nome

e condizione sociale... si sono rivolti...» (_parlando_). Però...

ha un bel dire il Commendatore... ma un po' di cav.re Naldini, nel

_comunicato_ alla stampa, ci starebbe bene!... (_scrivendo_). «...

rivolti al principe di Castrovetero, l'illustre patrizio che in

tante occasioni...» (_parlando_). Porterò io l'articolo ai giornali:

così stamperanno: «dal cavaliere Baldini riceviamo...» (_continua a

scrivere, dettando a sè stesso_).

SCENA UNDECIMA.

Rina, Bice _e_ detto.

(_entrano dalla seconda porta, a sinistra, senza cappello,

sopraccariche di vesti e altri oggetti di toilette femminile. —

NALDINI è sempre intento a scrivere_).

BICE

(_sulla soglia, indietreggiando: — piano_). C'è gente!

RINA

(_sulla soglia, osservando_). È Naldini!

BICE

È vero!... Non lo avevo riconosciuto! (_entra in iscena con Rina_).

RINA

(_a Naldini_) — Che fa qui... lei?

NALDINI

(_scusandosi_) — Oh, buongiorno... signorine! (_a Rina_). Lo vede:

lavoro!

BICE

(_indicando gli oggetti che portano_) Anche noi!... Facciamo _San

Martino_!

NALDINI

(_a Rina, sorpreso_) — Cambiano di casa?

RINA

No... Cambio di camera... io sola!

NALDINI

Perchè?

RINA

Hanno affittata la mia!

NALDINI

(_sorpreso_) — A chi?

RINA

(_con intenzione_) — A una bella signora....

NALDINI

(_alzandosi con sollecitudine_) — Una bella signora?

BICE

(_ridendo, a Rina_) — Vedi... appena sente parlare di una bella

signora... scatta! (_ridono_).

NALDINI

Certo!... Io amo molto... le belle signore... (_con galanteria_) ma

ancora più... le belle signorine.

BICE

(_provocante_) — Tutte?

NALDINI

Tutte... in blocco... (_sottolineando le parole_) ma... in

particolare... una!

BICE

(_c. s._) — Chi?

NALDINI

Voi!

BICE

Burlone!

RINA

(_parlando: — Rina e Bice, come per riposare, posano sulle poltrone ciò

che portano. — Rina a Naldini_). E il suo amico Labani... che fa?

NALDINI

(_ridendo_) — Era giù in istrada... ad attendere che il Commendatore

uscisse... per venirlo a cercare. (_Rina e Bice ridono_).

BICE

Povero Labani!... Fa sempre così!

RINA

Non sa inventar altro!

NALDINI

Certo... non ha molta immaginativa... come tutti i veri innamorati!

RINA

Innamorato!?... Ma lo è proprio?

NALDINI

Sul serio... e... lei ha torto di tormentarlo così!

RINA

Io lo tormento?

NALDINI

Le par poca cattiveria di farlo andare tutte le mattine, alle sei, al

_Pincio_!

RINA

(_ridendo_) — C'è stato anche oggi?

NALDINI

Sicuro!... E le ha aspettate tre ore.

BICE

(_ridendo_) — Ah... ah!... Senti... senti!

NALDINI

E ne ridono, anche!

RINA

(_fingendo serietà_). — Questa mattina... noi... non si poteva andare.

BICE

Avevamo la lezione...

NALDINI

E ieri?... E l'altro giorno?

BICE

Sempre la lezione.

NALDINI

E lui... stupido!... continua ad andarci!

BICE

Non farebbe... lei... per amore... delle passeggiate mattutine... al

_Pincio_?

NALDINI

Per amore... _positivo_... salirei tutti i giorni anche il _gran

Sasso_... ma per contemplare soltanto i busti degli uomini grandi...

non anderei al _Pincio_ neppure in carrozza!... (_a Rina_). Lo creda:

è una vera crudeltà, perchè Silvio è di quelli... che _sposano_: non

di quelli che... come dice la canzone romanesca... lo fanno per...

_sbafare_!

BICE

(_provocante_) — E lei... di quali è?

NALDINI

(_dopo un momento_) — Io... io!?... Ebbene, sposerei volentieri... ma i

miei mezzi non mi consentono questo lusso.

BICE

(_ironica, provocante_) — Non ha un impiego?

NALDINI

No.

BICE

Non fa nulla?

NALDINI

Sono corrispondente onorario... vale a dire... senza _onorario_... di

molti giornali... (_con intenzione, a Bice_). Ma ho grandi speranze...

e una signorina intelligente, che pensasse all'avvenire... potrebbe...

BICE

(_con malizia di fanciulla depravata_) — Farsi amare... a credenza!...

E se le speranze fanno bancarotta?

NALDINI

Qui, non si tratta di me... ma di Silvio... (_a Rina_) il quale

la sposerebbe domani... a pronti contanti. (_Rina rimane seria,

riflessiva_).

BICE

Se è uno studente!... Come vuole che mantenga la moglie?

NALDINI

Studia... per stare a Roma.

BICE

Allora, ha di che vivere?

NALDINI

Senti!... Suo padre è uno dei più ricchi possidenti di Viterbo.... Da

trenta... a quaranta mila lire di rendita.

BICE

(_con ammirazione_) — Tanto!

NALDINI

Ed è figlio unico...

BICE

(_a Rina, con entusiasmo_) — Come sei fortunata!

RINA

(_seria, riflessiva, c. s._) — Chi sa!?

SCENA DODICESIMA.

Marianna, _seguita da_ Silvio, _e_ detti.

MARIANNA

(_con la spesa, dalla comune, parlando verso l'interno_) — Credo che

sia ancora in casa...

NALDINI

(_verso la porta_) — No; è uscito... ma puoi aspettarlo! (_Silvio

entra: — Marianna attraversa la scena, verso la porta del fondo_).

RINA

(_a Marianna, indicando le vesti che sono sulle poltrone_) — Marianna,

porta questa roba nel camerino...

MARIANNA

Vengo subito... (_entra nella porta del fondo: — poi, durante il

dialogo che segue, e senza prestarvi attenzione, rientra in iscena;

e, in due o tre volte, porta via le vesti, ecc., con ordine: — ciò

fa lentamente, in modo da esser sempre in vista del pubblico, a

intervalli, sino alla fine dell'atto_).

SILVIO

(_salutando_) — Signorine... (_poi, appena Marianna s'è allontanata,

corre a Rina con aria di rimprovero_) Anche questa mattina sono

stato...

RINA

Lo so!... Ma perchè c'è andato!... Le ho pur fatto capire che non sarei

venuta più.

SILVIO

È vero!... Ma io speravo...

RINA

Ha torto!... Fu già una grave imprudenza di venirci qualche volta... Ci

hanno visti... e le mie buone amiche l'hanno saputo.

SILVIO

Bene!... Se non vuol venire al _Pincio_... vediamoci a _Villa

Borghese_... a _San Pietro in Montorio_...

BICE

(_ridendo_) — A Frascati... a Tivoli... a Jokohama!

SILVIO

(_a Rina_) — Dove vuol lei...

RINA

In nessun posto!

SILVIO

Come?... Dovrei rinunziare a quelle passeggiate mattutine, così

deliziose... noi tre soli?

RINA

(_accenna di sì_).

NALDINI

Scostumati!... Foste stati almeno in quattro!

BICE

(_a Naldini_) — Perchè non è venuto lei a far il quarto?

NALDINI

Per non diventare il terzo incomodo!

SILVIO

(_sempre a Rina, insistendo_) — Non è possibile!... Ne soffrirei troppo!

RINA

Eppure, è necessario!... Trovarci fuori... lo vede... ci espone a dei

dispiaceri: d'altra parte, vederci qui... senza ricorrere a qualche

ingenuo... troppo ingenuo... sotterfugio... (_sorridendo_) non è cosa

che possa durare... Scrivere nè meno.... Dunque, tronchiamo tutto!

SILVIO

(_con ardore_) — E può parlare così?... Ma se dovessi rinunziare a

lei... sarebbe la mia morte!

RINA

(_con leggiera commozione_) — Davvero?

BICE

(_pronta_) — Allora, non c'è che un mezzo?

SILVIO

(_con isperanza e sollecitudine_) — Quale?

BICE

Vada a parlare co' suoi genitori... e se essi consentono...

SILVIO

(_interdetto_) — Andare a Viterbo?

NALDINI

(_ridendo_) — Il viaggio non è lungo...

SILVIO

(_c. s._) — Non è il viaggio che mi spaventa!... ma... così a

bruciapelo... parlar di matrimonio... mentre sono ancora studente...

NALDINI

Non vi sposerete mica subito!

BICE

Ma, almeno... quando sarete fidanzati... lei potrà venir qui a tutte le

ore... accompagnarci a passeggio... a teatro...

SILVIO

(_titubante, a Rina_) — Lei, signorina, che ne dice?

RINA

(_con provocante mestizia_) — Dico che... pur troppo!... affrettando il

viaggio, lei anticiperà il disinganno!

SILVIO

Perchè?... La mamma mi vuol bene... Dirà subito di sì.

RINA

(_c. s._) — Ma suo padre?

SILVIO

Eh!... Il babbo... sì... quello si opporrà!

RINA

(_punta_) — Perchè non sono ricca!

SILVIO

No!... Ma si spaventerà all'idea delle spese per le nozze... per

l'appartamento degli sposi... Se sapesse che pena cavargli mille lire

di tasca!

NALDINI

Non preoccuparti di questo!... Ti ajuterà il Commendatore.

SILVIO

(_incoraggiato_) — Lo credi?

NALDINI

Ne sono sicuro!... È uomo di risorse... e, per farvi felici, troverà

modo di sposarvi... senza che tuo padre cavi una lira!

SILVIO

Oh, se fosse così!

BICE

Esita ancora?

SILVIO

(_prendendo il suo coraggio a due mani_) — No... non esito più!... (_a

Rina_) Ma vorrei che lei mi dicesse una parola... la vera parola... che

rende felici!

NALDINI

(_comicamente_) — Ti a-mo!

RINA

(_seria, mesta; ma lusinghiera_) — Se ritornerà con suo padre, la

dirò al mio fidanzato.... Se non ritorna, è meglio che non l'abbia mai

udita.

NALDINI

(_battendo le mani_) — Brava!... (_tra sè_) Oh, le donne!

SCENA ULTIMA.

Gaudenzi _e detti; indi_, Miss Emma; Alfredo; Amalia; _e, poi_, due

facchini.

GAUDENZI

(_affannato_) — Giunge Miss Emma...

RINA

(_a Marianna, che eseguisce_) — Chiama la mamma... (_Rina e Bice

mettono ordine nella sala_).

GAUDENZI

(_vedendo Silvio_) — Oh, buon giorno!... (_gli dà la mano: — poi, a

Naldini_) Bisogna mettere anche lui nel _Comitato_.

NALDINI

Lo faremo economo... (_piano, a Gaudenzi_) Così anticiperà le spese.

GAUDENZI

(_sempre affaccendato, spiando se Miss Emma giunge_) — Precisamente...

SILVIO

Ma io non so...

NALDINI

(_piano_) — Sta zitto... e accetta! (_forte, a Gaudenzi_) E le firme?

GAUDENZI

(_sulla porta_) — Ne ho già delle eccellenti! (_osservando_). Oh,

eccoli!... (_si ritira verso il centro della sala e assume un'aria

solenne_).

ALFREDO

(_entrando e presentando_) Miss Emma Stower... mio padre...

EMMA

(_con buona pronunzia italiana, e con grande naturalezza di modi,

evitando, nella _toilette_, nei gesti, in tutto, qualsiasi accenno di

comicità_) — Lieta di conoscerla...

GAUDENZI

(_presentando_) — Mia moglie... mia figlia... onorate, come me, di

offrirle ospitalità... (_saluti, complimenti, ecc._).

EMMA

(_a Amalia_) — Mi spiace di recar disturbo... ma l'offerta mi ha fatto

un gran piacere.

AMALIA

Qui, starà un po' a disagio.

EMMA

Perchè?

GAUDENZI

L'appartamento è piccolo... manca il _comfort_... Noi siamo una

famigliuola modesta... abbiamo delle abitudini semplici...

EMMA

Così piace anche a me... (_a Amalia e a Rina_). Amo molto la vita di

famiglia... con buone e cortesi amiche... (_stringe la mano a Amalia_).

C'intenderemo presto... (_guarda gli altri, che non le furono ancora

presentati_).

GAUDENZI

Mia figlia è una valente pianista...

EMMA

(_lieta_) — Mi congratulo.... Faremo musica insieme... (_Rina

ringrazia: — Emma torna a fissar Bice e Silvio_).

GAUDENZI

(_accorgendosi della attenzione di Emma, compie le presentazioni_) —

La signorina Bice, amica di Rina.... (_Emma saluta con lieve cenno del

capo: — c. s._). Il signor Labani... studente... (_Emma saluta, c. s. —

Gaudenzi con tono più marcato_). Il cavalier Naldini, mio segretario...

(_galante_) che, da oggi, è anche il suo.

NALDINI

(_inchinandosi_). Ben lieto di offrirle i miei servigj...

EMMA

(_a Gaudenzi_) — Ho molte lettere da scrivere... (_a Naldini_). La farò

lavorare... (_movimento di dispetto di Alfredo_).

NALDINI

(_inchinandosi_) — Fortunatissimo!... (_entrano i due facchini che

portano un baule e delle valigie_).

MARIANNA

Questa roba... dove si mette?

GAUDENZI

Nell'appartamento della signora... (_indicando Miss Emma_).

AMALIA

(_a Emma_) — Vuol vedere la sua camera?

EMMA

Sì, andiamo... (_per andarsene_).

GAUDENZI

In tanto, Marianna preparerà la colazione.

AMALIA

(_sollecita, a Emma_) — Che desidera?

EMMA

_Biefsteak_... latte... e _thè_! La mattina non prendo altro!... (_i

facchini escono, di bel nuovo, con Marianna: — Emma, vedendoli, si

ferma e cerca il portamonete_) Ah, bisogna pagare!

GAUDENZI

Ci penso io!

EMMA

Anche la vettura!

GAUDENZI

Ci penso io!

EMMA

(_per entrar a sinistra, sorridente_) — Prego tener memoria di tutto...

(_via, dalla seconda porta a sinistra, con Amalia_).

GAUDENZI

(_quasi tra sè, trionfante_) — Stia tranquilla... non dimenticherò

nulla!... (_azione: — Gaudenzi dà istruzioni, piano, a Marianna: — Rina

e Bice prendono in mezzo Alfredo e chiedono notizie di Emma: — Silvio

si stacca da loro e va a parlar con Naldini: — i facchini attendono

vicino alla porta di uscita_).

[Gaudenzi; Marianna; Rina; Alfredo; Bice;

Facchini; Silvio; Naldini].

SILVIO

(_piano, a Naldini_). Se parto, come posso far da economo nel Comitato?

NALDINI

Ti surrogherò io fin che ritorni... Però, lasciami dei fondi.

SILVIO

(_sorpreso_). Come?

NALDINI

Oh, Dio!... Un centinajo di lire soltanto... per le piccole spese.

SILVIO

(_guardando nel portafogli_) — Non le ho!

NALDINI

Dammi quello che hai...

SILVIO

(_offrendo il danaro_) — Sessanta lire.

NALDINI

(_prendendole con viva sollecitudine_) — Farò l'economo sul serio...

fino ai primi incassi.... Ma torna presto: potrebbero ritardare!

GAUDENZI

(_che ha visto Silvio dar del danaro a Naldini_) — Naldini... quegli

uomini aspettano... (_indicandogli i facchini_).

NALDINI

(_a Silvio, ridendo_) — Lo vedi?... Entro già in funzione... (_va a

pagare i facchini, che poi escono_).

BICE

(_avvicinandosi a Silvio_) — Ebbene?

SILVIO

Domani sarò a Viterbo.

BICE

E ritornerà?

SILVIO

(_facendosi udire da Rina: — risoluto_) — Lunedì... con mio padre... o

mai più!

BICE

(_ridendo, con intenzione_) — Eh, via!... Chi ha bevuto l'acqua di

Trevi... non ci rinunzia! (_movimento di dispetto geloso di Rina. —

Alfredo li guarda, cercando di comprendere: — Silvio assicura, con lo

sguardo, Rina, che è così come ha detto. — Marianna esce dal fondo_).

GAUDENZI

(_discorrendo nel bel mezzo della scena_) — Che signora, eh!?...

(_a Alfredo_) Vedi se avevo ragione di volerla nostra ospite!...

(_s'avvicina a Naldini, gajo_) — Cavaliere, la giornata è principiata

bene!

NALDINI

(_gajo_) — Finirà meglio, Commendatore!...

(_azione: — Gaudenzi e Naldini si congratulano scambievolmente: —

Silvio stringe la mano a Rina per prendere commiato: — Bice si avvicina

a Alfredo; e la tela cala rapidamente sull'ultima _battuta_ di Naldini,

mentre i personaggi sono così disposti_)

[Rina — Silvio

Alfredo — Bice

Gaudenzi — Naldini].

CALA LA TELA.

ATTO SECONDO

_Salotto come nell'Atto primo._

SCENA PRIMA.

_All'alzar della tela, RINA, IDA, AMALIA, BICE, e una ragazza

sarta, sono in faccende e tutte intente a piegar delle stoffe,

che mettono nelle grandi scatole portate dalla ragazza sarta. —

Altre stoffe, e «modelli di carta», trovansi, alla rinfusa e in

disordine, sui mobili. — RINA è in «toilette» da mattina e da

casa: AMALIA in vestito severo, come all'atto primo: IDA e BICE in

«toilettes» d'uscita. — IDA ha il cappello in testa: BICE, in vece,

avrà messo cappello e mantellina sopra un mobile, per ajutar RINA a

lavorare._

Rina; Ida; Amalia; Bice _e una ragazza da sarta_.

RINA

(_a Ida_) — Ma potrai finire tutto in quindici giorni?

IDA

Per gli abiti, sta' tranquilla... Saranno pronti anche prima!

RINA

E le sottovesti... e le giubbette... per casa?

IDA

A quelle... te l'ho detto... dovete pensarci voi... Ti ho lasciato il

«modello».... Con Bice, che ti ajuta... non hai bisogno d'altri.

RINA

(_protestando_) — Sì!... Con quello che abbiamo da fare!... Oggi, si va

dal Notajo: domani, al Municipio... e, quando si esce, è mezza giornata

perduta!

IDA

Domani... al Municipio?

RINA

Sì, per le pubblicazioni.

IDA

È proprio un matrimonio a vapore...

RINA

Che vuoi?!... Silvio ha persuaso il padre a far la domanda ufficiale...

(_ridendo_) E il signor Labani... già che è qui sulle spese... come

dice lui... vuole sbrigar tutto alle spicce.

IDA

(_con intenzione_) — Ed è lui che paga le «toilettes»? (_Bice e Amalia

sorridono_).

RINA

(_c. s._) — Lui!?... Neppure un metro di stoffa!... È così avaro!

IDA

(_inquieta_) — E allora... come fate?

RINA

(_ridendo della inquietudine di Ida_) — Paga... il babbo!

IDA

(_con ispavento_) — Il babbo?!... E con quali danari?

RINA

(_con leggerezza_) — Con quelli che Silvio ha trovato in prestito...

(_abbassando la voce_) e con quelli che miss Stower... presta al babbo!

IDA

(_con acredine_) — Ah, la famosa Americana che si è fatta fischiare...

all'_Argentina_!

AMALIA

(_con vivacità_) — Ida!... (_indicando la camera di Emma_) Potrebbe

udirti!

IDA

Allora, diciamolo piano.

AMALIA

(_c. s._) — Non bisogna dirlo... perchè non è vero!

IDA

Parassiti: Commedia in tre atti · 第 4 / 11 段