Pel tramite del nostro Liberati, vi mando questa per ringraziarvi

delle vostre espressioni così gentili a mio riguardo. Voi, carissimo,

con quella amabilità che vi distingue, avete voluto ingrandire di

troppo l'opera mia modestissima. Non feci che quello che avrebbe fatto

qualunque altro attore che si fosse trovato al mio posto. Lasciate,

invece, che io vi ringrazi profondamente per l'occasione che mi avete

data di poter fare qualche cosa per Voi, così meritevole di conforto

e di gioja. Siano benedetti i vostri _Parassiti_, se hanno potuto

alleviare le vostre pene: dal canto mio, vi prometto, credetelo, che

farò di tutto perchè queste gioje vi siano date di frequente; e chi ne

pioverà maggior soddisfazione sarà il vostro, sinceramente

O. CALABRESI».

E con ciò, e dopo ciò, salute a te, amico lettore.

C. A. T.

Articoli di Cesare Sobrero e di Francesco Bonavita.

I «PARASSITI» DI CAMILLO ANTONA-TRAVERSI.

_Roma, 25 luglio._

(_Sobrero_). — Non è una critica della commedia applaudita iersera al

_Costanzi_, che intendo scrivere. I lettori l'avranno, a suo tempo,

dal nostro ottimo Cauda. Piuttosto, il lieto battesimo che l'ultimo

novissimo lavoro del buon Camillo ha avuto dinanzi al pubblico romano

mi suggerisce una serie di divagazioni e di aneddoti intorno al periodo

di gestazione dei _Parassiti_, e alla veramente fraterna assistenza

che, per la presentazione di essi all'intellettuale pubblico di ieri

sera, ha prodigata il fratello dell'autore lontano, il simpatico

Giannino, che da un mese delizia nojaltri _vitajuoli_ di _Aragno_, non

si sa più se co' fuochi di fila del suo spirito, o co' vertiginosi suoi

giuochi di prestigio.

La coppia Antona-Traversi ha, da qualche tempo, preso amabilmente di

mira la società romana.

Mentre Giannino poneva in iscena, nella _Scuola del marito_, un duca

romano, che nega alla moglie le gioje della maternità, e dava alla sua

bella commedia lo sfondo di _Villa Borghese_, della caccia alla volpe,

ecc., Camillo intesseva le fila del dramma borghese dei _Parassiti_

a base di _Comitati nazionali_ per le inondazioni e di _virtuose_

dell'_Accademia di Santa Cecilia_.

Nessuno dei due ha risparmiato verità piuttosto dure intorno

all'_ambiente_ romano. Ma a nessuno dei due venne fatto il viso arcigno

dal pubblico — composto spesso degli stessi personaggi nominati nel

lavoro; tanto che, iersera, mentre sul palcoscenico veniva fatto il

nome dello Sgambati, questi, messo in curiosità, protendeva da un palco

di prim'ordine la testa chiomata.

Nei _Parassiti_, specialmente, l'osservazione intorno a un certo mondo

della capitale è piuttosto amara e le deduzioni severe. — Le forme di

parassitismo vi si riscontrano multiformi e vanno dal _commendatore

Gaudenzi_ — un tipo che resterà; e a cui Calabresi, per una pura

coincidenza causale, ha dato, truccandosi, una fisonomia alla Pasquale

Billi — al figlio di lui, avvocato, che, separato dalla moglie,

progetta di diventare cittadino americano per isposare una ricca

cantante _yankee_, che capita nella casa di suo padre.

*

* *

I campi d'azione di questo parassitismo — che d'altronde sussiste sotto

tutte le latitudini civilizzate — sono tre.

Da prima, la formazione di un grande _Comitato di soccorso_ per

un'inondazione. Nel _copione_, il Comitato _operava_ sul terremoto in

Calabria. Ma la scossa del 19 luglio ha suggerito il mutamento. Questo

_Comitato_, dunque, viene creato, si può dire, dal Gaudenzi, ex-artista

fischiato ed ex impresario, padre di una pianista valentissima e

sconosciuta. Naturalmente, gl'introiti delle sottoscrizioni vengono

ingojati dai _maneggioni_ del Comitato. Donde l'intervento della

stampa, dimissioni, ecc., ecc.

Il secondo campo d'operazione consiste nell'accennata cantante

americana, stonata quanto seducente, e per giunta ricchissima.

Il Gaudenzi ne patrocina il _debutto_ all'_Argentina_, il _teatro

dei salvataggi_, come lo definisce, con una battuta applaudita, il

Traversi.

Il _debutto_ è preceduto da un ricevimento con banchetto pantagruelico

in casa del Gaudenzi, e pagato dalla cantante, che, malgrado i danari

seminati per via, viene fischiata. Lascia l'Italia ed è raggiunta

dall'accennato figlio del Gaudenzi, che ne diventerà... l'avvocato.

Terza, e non ultima preda, dovrebbe essere un ingenuo giovanotto di

ricca famiglia, che s'innamora della pianista figlia del Gaudenzi. Il

matrimonio va in fumo alla vigilia delle nozze per le soperchierie del

Commendatore. Tutto si aggiusta con la partecipazione della figlia a

una grande _tournée_ con un celebre violinista che se n'è innamorato.

Il padre sarà il _manager_ della _tournée_, col patto espresso... di

non ingerirsi di amministrazione.

Nulla — come _ambiente_ — di più verosimile e anche di più vero di

tutto questo. Roma, col suo gigantesco roteamento di farfalle che

vengono a bruciarsi le ali al lume della capitale, col suo esercito

di affittacamere, col suo numero rilevante di spostati e di spostate,

offre ben altri esemplari di _parassiti_. In fondo, il livello morale

dei personaggi di questa novissima commedia non è che quello delle

_Rozeno_, riprodotto però in modo meno sincero e spesso artificiale.

Quindi — mentre dal punto di vista artistico il merito del lavoro è

costituito dalle stesse asperità di esso — dal punto di vista delle

suscettibilità sociali, nulla c'è che possa compromettere — a Roma come

altrove — il successo della commedia.

*

* *

Ma il successo odierno ha una portata speciale, in quanto si riferisce

al caso dolorosissimo dell'autore dei _Parassiti_, che furono scritti

nella tristezza dell'esilio.

Tutti conoscono il cumulo di disgrazie — è la parola — piombate sul

buon Camillo.

Ebbene, gli applausi di iersera e delle altre città d'Italia, leniranno

il dolore del randagio scrittore, torturato più di tutto dalla forzata

lontananza dall'Italia.

Non sono dunque applausi ordinarj quelli di iersera, poichè daranno

coraggio al Traversi di rompere definitivamente il silenzio in cui si è

mantenuto per quattro anni.

Tutti avranno riflettuto, iersera, che la moralizzatrice commedia è il

prodotto di un temperamento fondamentalmente buono.

Quest'uomo, che ha seminato favori, prestiti, elogi esagerati o

immeritati, raccogliendone indifferenza e ingratitudine; che, figlio di

un milionario, stenta la vita all'estero, non ha neppure saputo serbar

rancore al suo destino.

*

* *

Egli che dovrebbe essere un pessimista feroce, che dovrebbe chiudere

nel suo cuore un arsenale di odj; un _vade-mecum_ delle bassezze di

coloro che lo hanno sfruttato, abbandonandolo in seguito come un limone

spremuto, ha conservato una specie d'indulgenza per il male, anche

riproducendolo sotto le spoglie del _commendator Gaudenzi_.

È rimasto, in somma, l'ingenuo, il quale consegnava agli strozzini

(che vedremo presto posti in allegra satira in un'altra commedia) il

danaro, senza ritirare le cambiali relative; che abboccava agli scherzi

piramidali degli amici che gli presentavano il primo viaggiatore di

commercio venuto — come avvenne a Roma, da _Felicetta_ — quale il

pittore Michetti. Il Traversi credeva, e pubblicava nei giornali

(precisamente in uno letterario di Torino) le idee sulla pittura

dell'egregio venditore di cravatte, come intervista col primo pittore

italiano!

Anzi, quanto stupisce si è che un uomo così facile a credere e a

lasciarsi ingannare, riacquisti poi così lucide le facoltà critiche, da

riprodurre, smascherandoli, _ambienti_ complessi quali il mondo delle

_Rozeno_ e dei _Parassiti_.

Comunque, gli applausi di iersera sono, per quanto procede, anche una

buona azione.

M'immagino quanto il telegramma, che gli amici gli hanno inviato,

avrà stamane allargato il cuore al povero Camillo. Scommetto che se

il lavoro si fosse rappresentato più vicino alla frontiera, nessuno

avrebbe trattenuto l'autore dal venire di nascosto, romanticamente

travestito, ad assistere, magari dal loggione, alla recita.

E il telegramma di stamane deve avergliene ricordati altri rimasti

storici per i raccoglitori di aneddoti. Ne ricorderò — di aneddoti —

due soli.

Il primo si riferisce alla rappresentazione di una nuova commedia del

Traversi. Questi ne attendeva l'esito a Milano, al _Caffè Manzoni_,

accanto al tipico Fulvio Fulgonio. Veniva telegrafato l'esito di

ogni _atto_. S'incominciò con applausi, chiamate. Al quarto atto, il

telegramma recava: — fischi e caduta del lavoro.

Camillo si disperava. Fulgonio, impassibile, commentò la notizia,

dicendogli soltanto: _Tuo padre_ (col quale, com'è noto, il Traversi

è in dissidio) direbbe a questo punto: _Qui riconosco veramente mio

figlio!_

L'altro ricordo si riferisce alla _prima_ della _Figlia di Nora_ a

Torino. Traversi passeggiava nervoso per il _Corso_ di Roma, insieme

col critico di un giornale di Roma e il marchese di Sanfelice, autore

a tempo perso, e del quale, appunto quella sera, si rappresentava una

commedia a Trieste.

Anche il Sanfelice attendeva telegrammi. Il solo a riceverne era però

Camillo, che, esultante, abbracciava... i cavalli delle _botti_.

Sanfelice, annuvolato, taceva. Soltanto di ora in ora usciva dal suo

mutismo per sottoporre al critico una sua riflessione:

— Se — egli diceva — la tela fosse stata abbassata prima che finisse il

primo o il secondo atto, avrei già avuto un telegramma. Vuol dire che

il lavoro è andato alla fine. —

E si consolava dell'amarezza che gli produceva la gioja di Camillo.

Pur troppo, la gioja fu breve! Il domani il telegramma venne. La caduta

era stata clamorosa.

Sono lontani — ahimè! — per il Traversi, quei tempi felici; come sono

lontani i giorni fortunati in cui, inebriato dal successo dal suo

piccolo capolavoro, firmava le sue innumerevoli lettere: _Il fortunato

autore delle «Rozeno»_[23].

Camillo Antona — Traversi.

Dopo il silenzio infecondo di pochi anni, fra lo strazio intimo di

tante angosce, ritorna, acclamato sulla scena, il nome di Camillo

Antona-Traversi. E vi ritorna sotto la luce radiosa dell'autore

drammatico che, presentando un nuovo lavoro, aggiunge un nuovo plauso

alla sua fama di artista coscienzioso e geniale.

I _Parassiti_, che il pubblico di Roma ha così favorevolmente accolti,

sono una commedia di ambiente; una di quelle commedie alle quali più

amò dedicarsi Camillo Antona-Traversi, e dalle quali raccolse i suoi

migliori successi. Ma essi sono, sopra tutto, uno sfogo, una protesta,

un pianto dell'anima sua lacerata.

Con quel titolo, con quei caratteri, egli non ha voluto bollare

soltanto una classe di vermi vivacchianti e ingrassantisi, con

l'intrigo e con l'imbroglio, sulle ruine degli altri; ma, forse,

ha, più che altro, voluto porre alla gogna della scena tutti quei

_Gaudenzi_, commendatori o no, che gli hanno succhiato il danaro, la

gloria, la pace dell'anima. Egli ha voluto, forse, che il pubblico — il

gran giudice, il gran giustiziere — desse lui il voto supremo; e, fra

il disgusto che quei personaggi gl'inspiravano, ripensasse all'autore

della commedia, che quei personaggi aveva creati e che di quei

personaggi era la vittima.

E il gran voto fu dato, nella sala del _Costanzi_, spontaneamente,

solennemente! Poichè il pubblico, nella sua giusta ammirazione per

l'artista, seppe vedere, oltre l'artista, l'uomo; oltre le scene di

una commedia in _quattro atti_, le scene di un dramma umano vissuto

di tormenti e scritto di lacrime; e, plaudendo all'autore, riabilitare

nella sua stima e richiamare al suo affetto l'esule dolente, condannato

a pagare la perversità di molti _parassiti_ con la felicità di tutta la

sua esistenza!

Così dall'angusta platea del _Costanzi_ passava al libero teatro del

mondo, consolatore e rivendicatore, il verdetto del pubblico romano.

*

* *

E io pure, come avran pensato tutti i fortunati che han potuto

assistere alla festa dell'arte, per la prima rappresentazione dei

_Parassiti_, io pure ho ripensato all'uomo.

Lo conobbi a Roma, credo nel 1892, presentatomi da Ermete Novelli.

A Roma lo rividi, e lo ebbi poi amico premuroso, costante,

affettuosissimo.

Poi, i casi tragici della vita lo portarono lontano, per il mondo.

Animo squisito, egli aveva quella cortesia abituale nei modi che non è

soltanto una vernice della educazione, ma che riflette le delicatezze

spontanee del sentimento. Le noje che dal posto conquistatosi nell'arte

gli venivano, sotto forme di richieste, di consigli, di manoscritti

di giovani autori, d'interviste su lavori suoi, erano per lui una

consolazione a cui forse avrebbe mal volentieri rinunziato. Perchè

appunto questa era (e certo è tuttora) la grande caratteristica

di Camillo Antona-Traversi: — vivere nell'arte e nella vita, quasi

interamente per gli altri.

E vivere, così, quasi un'esistenza di fanciullo sognatore, come

insospettoso del male e della tristizia dei suoi simili. Se un fatto

di cronaca, se la rivelazione di qualche bruttura cadeva sotto i

suoi occhi, ne restava più che disgustato, sorpreso; perchè, più che

l'orrore, aveva lo _scetticismo_ del male. E quando la delusione veniva

a sfrondare i suoi sogni di ottimista, scriveva le impressioni del suo

disgusto senza violenze e senza attacchi.

Nell'arte sua, come nelle sue abitudini, evitava, quanto più gli era

possibile, la nota personale. La società romana lo aveva sinistramente

impressionato con le sue corruzioni, le sue onte, i suoi _craks_; ed

egli la dipingeva con mano felice di riproduttore coscienzioso, e la

poneva sulla scena. Così ha fatto anche nei _Parassiti_.

Più che dare un giudizio su questa classe di truffatori in guanti

gialli, egli li ha offerti al pubblico tali quali sono: e se il

pubblico trova che questi _Parassiti_ della scena sono delle canaglie,

o dei delinquenti, tanto peggio per i _Parassiti_ della vita. Il

pubblico, e non l'autore, li ha condannati!

Ma — nell'artista, come nell'uomo — sopra il disgusto per il male, ha

vinto la compassione per l'infelicità. Pronto con la sua amicizia, col

suo danaro, col suo cuore, a lenire una disgrazia, egli _sentiva_ tutto

lo strazio delle _Rozeno_, come piangeva — nei _Fanciulli_ — tutte le

lagrime dell'infanzia torturata.

*

* *

E il nobile artista e il nobilissimo uomo dovevano — tra gli agguati

di speculatori pronti a tutte le armi — lasciare tutto il sangue più

puro del cuore e le illusioni più radiose dell'avvenire. Camillo Antona

— Traversi manda alla patria, dai confini del mondo, ove i casi e gli

eventi lo hanno sospinto, col suo nuovo lavoro, la sua ultima protesta.

E anche questa, come ogni cosa che partiva dall'animo suo mite e

gentile, è, rivestita delle forme dell'arte, un'opera buona.

Valga essa, secondo l'augurio del pubblico e della critica, a

sciogliere l'oscuro nembo addensatosi sul suo capo, e a ritornarlo

all'arte, alla famiglia, alla patria.

E, in tanto, a lui smarrito per le vie della terra, a lui anelante col

pensiero e col cuore verso i lidi d'Italia, a lui giunga, messaggio

d'amicizia e augurio di pace, il saluto dell'anima mia!

FRANCESCO BONAVITA[24].

PARASSITI

_Commedia in tre atti._

TEATRO ALFIERI. — _Comp.ª Reiter-Leigheb._ — PARASSITI di _Camillo

Antona-Traversi_.

Sono tipi vecchi, si è detto; ma veri e vivi, che tutti abbiamo

incontrato e conosciamo... pur troppo! In questo appunto sta il

merito e la potenza dell'autore e degl'interpreti — o, meglio,

dell'interprete, chè il lavoro tutto e l'attenzione del pubblico sono

concentrati sul _sôr Gaudenzio Calabresi_. — Altra sincera lode va

all'=Antona-Traversi= per averci tolti dal solito eterno, stucchevole

triangolo... vizioso dell'adulterio, riuscendo — _ciò malgrado_ — a

interessare e divertire.

Il plauso del pubblico, che saluta da varie sere il bel lavoro, gli

sia di conforto per accingersi con maggior lena a nuove e forti opere.

— Interprete sommo =Oreste Calabresi=. Degni di plauso la =Zucchini= e

=Leigheb=. Bene =Carini=, la =Leigheb= e la =Cristina=.

. . . . . . .

Teatro Costanzi

Drammatica Compagnia C. LEIGHEB e V. REITER

Direttore delle rappresentazioni: ANDREA BELTRAMO

Lunedì 24 luglio 1899 alle ore 9 pom.

Si rappresenterà:

PARASSITI

Commedia in 4 atti di C. ANTONA-TRAVERSI

NOVISSIMA

PERSONAGGI

Amalia Gaudenzi G. Z. Maione

Rina, sua figlia Ines Cristina

Ida, moglie di Alfredo M. B. Carini

Emma Stower Teresina Leigheb

Bice, amica di Rina E. Bardazzi

Adele Storari M. Beltramo

Marianna, domestica in casa Gaudenzi I. Cristina

Comm. Don Gennaro Gaudenzi O. Calabresi

Alfredo, suo figlio L. Carini

Labani A. Beltramo

Silvio, suo figlio S. Rizzotto

Professore Storari A. Bollini

Murri A. Frigerio

Alboni J. Paolini

Oswaigiaski A. Guasti

Naldini, segretario di Gaudenzi Claudio Leigheb

Giacomo Morandi, usciere U. Leigheb

Invitati, invitate, domestici, servi e facchini.

PREZZI

50 Cent. — INGRESSO — Cent. 50

Poltrone L. 1,50 — Sedie Cent. 75

Anfiteatro cent. 50.

PALCHI: I e II Ordine L. 6 — III Ordine L. 4.

(tutto oltre l'ingresso)

40 Cent. — GALLERIA — Cent. 40.

CIRCOLARE

Teatro Alessandro Manzoni

Rec. 3 d Abb. (Telefono 1327) Sera dispari

Venerdì 3 Novembre 1899, ore 20,45 (8¾ pom.)

La Compagnia Drammatica C. LEIGHEB — V. REITER

Direttore delle rappresentazioni A. Beltramo

RAPPRESENTERÀ:

PARASSITI

Commedia in 4 atti di Camillo Antona-Traversi

NOVISSIMA.

PERSONAGGI:

Amalia Gaudenzi G. Z. Maione

Rina, sua figlia Ines Cristina

Ida, moglie di Alfredo M. B. Carini

Emma Stowe Teresina Leigheb

Bice, amica di Rina E. Bardazzi

Adele Storari M. Beltramo

Marianna, domestica in casa Gaudenzi I. Cristina

Comm. Don Gennaro Gaudenzi O. Calabresi

Alfredo, suo figlio L. Carini

Labani A. Beltramo

Silvio, suo figlio S. Rizzotto

Professore Storari A. Bollini

Murri A. Frigerie

Alboni J. Paolini

Oswaigiaski A. Guasti

Naldini, segretario di Gaudenzi Claudio Leigheb

Giacomo Morandi, usciere U. Leigheb

Invitati, invitate, domestici, servi e facchini.

Indi la farsa in un atto di E. Scribe

Il Cuoco ed il Segretario

_PERSONAGGI:_

Soufflè cuoco Claudio Leigheb

Il Conte di Saint-Far, ambas. A. Bollini

Il Visconte di Sovecourt U. Leigheb

Alfonso, suo figlio A. Guasti

Antonio, intendente P. Betti

Gianni, servo A. Frigerie

PREZZI PER QUESTA SERA:

Biglietto d'ingresso Lire UNA

Posti riservati in Platea e nei Palchettoni L. 2 (oltre l'ingresso)

Sedie a bracciuoli L. 3 (oltre l'ingresso)

Palchi: Primo e secondo ord. L. 10. — Terzo ord. L. 6.

Il Teatro si apre alle ore 20,15 (8¼ pom).

Lo spettacolo finirà alle 24 (12 circa).

_Pregiatissimo Signore_,

Arena Nazionale

Giovedì 28 Giugno 1909 a ore 8¾,

La Drammatica Compagnia Italiana

V. Talli — I. Gramatica — O. Calabresi

diretta da VIRGILIO TALLI

RAPPRESENTERÀ:

PARASSITI

Commedia in 3 atti di CAMILLO ANTONA-TRAVERSI

NOVISSIMA.

PERSONAGGI:

Comm. Don Gennaro Gaudenzi O. Calabresi

Alfredo, suo figlio R. Ruggeri

Labani U. Piperno

Silvio, suo figlio A. De-Antonio

Oswaigiaski A. Giovannini

Naldini, segretario di Gaudenzi E. Ridolfi

Giacomo Morandi, usciere U. Farulli

Due uomini al servizio di Morandi N. N.

Due facchini N. N.

Amalia Gaudenzi L. M. Vestri

Rina, sua figlia D. Galli

Ida, moglie di Alfredo A. M. Piperno

Emma Stower B. Garetti

Bice, amica di Rina A. M. Rodolfi

Marianna, domestica in casa Gaudenzi A. Farulli

Una ragazza di sarta N. N.

_L'azione ha luogo in Roma._

Farà seguito la brillante farsa di T. CHECCHI:

Chi non prova non crede

Teatro Costanzi

Sabato 28 luglio 1900, alle ore 9 p.

La Drammatica Compagnia Italiana

V. TALLI — I. Gramatica — O. CALABRESI

diretta da VIRGILIO TALLI

rappresenterà:

PARASSITI

Commedia in 3 atti di Camillo Antona-Traversi

PERSONAGGI:

Comm. Don Gennaro Gaudenzi O. Calabresi

Alfredo, suo figlio R. Ruggeri

Labani U. Piperno

Silvio, suo figlio A. De-Antonio

Oswaigiaski A. Giovannini

Naldini, segretario di Gaudenzi E. Ridolfi

Giacomo Morandi, usciere U. Farulli

Due uomini di servizio di Morandi N. N.

Due facchini N. N.

Amalia Gaudenzi L. M. Vestri

Rina, sua figlia D. Galli

Ida, moglie di Alfredo A. M. Piperno

Emma Stower B. Garetti

Bice, amica di Rina I. Dall'Este

Marianna, domestica in casa Gaudenzi A. Farulli

Una ragazza di sarta N. N.

_L'azione ha luogo in Roma._

PREZZI

50 Cent. — INGRESSO — Cent. 50

Poltrone L. 1,50 — Sedie Cent. 75

Anfiteatro Cent. 50.

PALCHI: Ordine I e II L. 8 — Ordine III L. 4

(tutto oltre l'ingresso)

40 Cent. — GALLERIA. — Cent. 40.

Col biglietto di Galleria si accede al solo Lubbione

con ingresso in via Torino, 20

La Galleria si apre alle ore 8½ pom.

. . . . . . .

OLYMPIA

(in piazza Teatro Massimo)

Lunedì 26 Novembre 1900 alle ore 9 pom.

RECITA 55.ª — DISPARI

La Drammatica Compagnia della Signora

ITALIA VITALIANI

rappresenterà

Parassiti

Commedia in 3 atti di Camillo Antona-Traversi

NOVISSIMA

Comm. Don Gennaro Gaudenzi Carlo Duse

Alfredo, figlio di lui G. Pazzinga

Labani A. Grisanti

Silvio, figlio di lui C. De-Velo

Oswaigiaski E. Grisostomi

Cav. Naldini, segretario di Gaudenzi A. Sainati

Giacomo Morandi, usciere A. Germani

Due uomini al servizio di Morandi { S. Dani

{ F. Gregolin

Amalia Gaudenzi R. Guidantoni

Rina, figlia di lei G. Farina

Ida, moglie di Alfredo V. D. Campi

Emma Stower D. Dolfini

Bice, amica di Rina N. Giansanti

Marianna, domestica in casa Gaudenzi A. Pezzinga

Una ragazza di sarta B. Sainati

_L'azione ha luogo in Roma. — Tempo presente._

Chiuderà lo spettacolo la brillante commedia in un atto

NUOVA DIDONE

Vi agiscono le signore V. De-Campi, A. Pezzinga,

e i signori A. Sainati, A. Oddi, A. De-Angelis.

PREZZI

Palchi di prima fila L. 10 —

Idem di seconda fila » 3 —

Poltrone » 2,50

Posti distinti » 1,75

Platea » 1,25

Posto in palco di seconda fila » 1 —

Ingresso ai palchi e posti all'impiedi Cent. 75.

MILITARI IN DIVISA

Poltrona L. 1,75 — Distinti L. 1,25 — Platea L. 1. —

Posti in palco di 2. fila Cent. 75.

. . . . . . .

TEATRO FENICE

Comica Compagnia Veneta

Proprietario e Direttore =Ferruccio Benini=

Lunedì 21 Gennaio 1901 alle ore 8 precise

Si rappresenterà:

PARASSITI

Commedia in 3 atti di Camillo Antona-Traversi

NOVISSIMA.

_PERSONAGGI:_

Commendator Gennaro Gaudenzi F. BENINI

Alfredo, suo figlio A. Mezzetti

Labani E. Ferri

Silvio, suo figlio E. Gasparini

Oswaigiaski C. Zambuto

Naldini, segretario di Gaudenzi F. Conforti

Morandi, usciere L. Sambo

Amalia Gaudenzi L. De Velo Accardi

Rina, sua figlia A. Dondini-Benini

Ida, moglie di Alfredo G. Gasparini

Emma Stower M. Marussig

Bice, amica di Rina S. Miotti

Marianna, domestica A. Mezzetti

_L'azione succede a Venezia. — Epoca presente._

Seguirà la brillantissima Farsa:

Chi no prova no crede

Vi agiscono le Sig.re _G. Gasparini_ e _S. Miotti_

e i Sig.ri _F. Conforti_ e _E. Ferri_

PARASSITI

PERSONAGGI.

Comm.re DON GENNARO GAUDENZI

ALFREDO, _figlio di lui_

LABANI

SILVIO, _figlio di lui_

OSWAIGIASKI

NALDINI, _segretario di Gaudenzi_

GIACOMO MORANDI, _usciere_

_Due uomini di servizio del Morandi_ (_non parlano_)

_Due facchini_ (_non parlano_)

AMALIA GAUDENZI

RINA, _figlia di lei_

IDA, _moglie di Alfredo_

EMMA STOWER

BICE, _amica di Rina_

MARIANNA, _domestica in casa Gaudenzi_

_Una ragazza di sarta, che non parla._

_L'azione ha luogo in Roma. — Tempo presente._

ATTO PRIMO.

_Salotto elegante di borghesi poveri, che ostentano un'apparenza

di lusso, con mobili imitati dall'antico: — bozzetti, acquarelli

e statuette di valore insignificante: — ricami fatti dalle donne

di casa; oggetti orientali, ecc. — Nell'insieme, _ambiente_ quasi

signorile; ma senza nessun mobile, nè accessorio, di un valore

commerciale che possa facilmente realizzarsi. — Piccolo lampadario

artistico: scrivania elegante, sofà, poltrone, ecc._

SCENA FISSA.

_Porta nel fondo, che comunica con altro «ambiente» praticabile

[salotto da pranzo], a destra dello spettatore. — A sinistra, due

porte._

SCENA PRIMA.

_All'alzar della tela, la scena è vuota. — S'ode un vivo contrasto

di voci nell'interno. — A destra, la porta è spalancata con

violenza. — MARIANNA, a traverso la porta, vuol impedire l'ingresso

all'Usciere e ai suoi testimonj._

MARIANNA

(_forte, protestando_). — I padroni dormono... Non si entra!

USCIERE

(_spingendola con violenza_). Noi si entra sempre!

MARIANNA

Per che fare?

USCIERE

(_tranquillo, ironico_). — Per sequestrare.

Parassiti: Commedia in tre atti · 第 2 / 11 段