Amr. Ihs

dia segudo de marzo del anyo 1569 comece las misas de paracuellos..._».

f)

Nella Palatina della Nazionale-centrale di Firenze[25].

[25] Cfr. F. PALERMO, _I mss. palatini di Firenze_ (Firenze 1853);

AD. BARTOLI, _I codd. palatini della r. bibl. naz. centr. di Fir._

(Roma 1885).

15) Palat. 55. (637. E, 5, 10, 1); cart.; di due diverse scritture; sec.

XV; mm. 199 x 144; cc. numero 308; bianche le ultime cinque. Fino a c.

189 la numer. è parte antica, parte moderna; sempre moderna per le

rimanenti. Ma la numer. è errata, perché, mancando le cc. 123 e 144, si

supplí con due altre carte che furon lasciate non numer.; anche non

numer. è un'altra fra le cc. 230 e 231. Le cc. 50 e 51, comprese però

nella numer., furono messe in sostituzione di altra c. mancata. Dalla c.

127 si salta alla 129, ma senza lacuna nel testo. Dopo la c. 184

dovrebbe esser posta la c. 185, che ora è dopo la 188. Nel tergo della

guardia membr. anteriore è una nota ms. di Pier Del Nero. Appiè della c.

122b, d'inchiostro rosso, è il nome Nofri. Nei margini super. delle cc.

66b, 67a e 71a leggesi: «Lo scorticato sta | in prigione per li

peccati | dela madre e del padre». Appartenne alla libreria dei

Guadagni. Leg. in cart., cop. di tela.

g)

Nella biblioteca Landau presso Firenze[26].

[26] Cfr. FR. ROEDIGER, _Cat. des livres manuscrits et imprimès

composant la bibl. de M. Horace de Landau_ (Firenze, 1885-90).

16) Membr.; sec. XV; 294 ff. in 8º; scrittura minusc. gotica; ad 1

col.: titolo in rosso, con una miniatura in 1a c. La tav. delle materie

(1a-10) sta innanzi al _Dialogo della divina providentia_. Leg. moderna

in pergamena.

h)

Nella Vaticana[27].

[27] Dal dr. B. Nogara, direttore del museo etrusco Vaticano, al

quale si rendono grazie per la cortese comunicazione.

17) Cod. Barber. 4063, segno prec. XLVI. 5; membro in f.º; sec. XV; cc.

174; 2 coll. «Questi sono e' capitoli de lo libro facto per divina

revelatione de la venerabile e ammirabile vergine beata Caterina da

Siena...». Segue la tav. dei 167 capitoli nelle cc. 1-5. A c. 6: «Qui

comincia lo libro sopradetto _De la divina doctrina_ data da Dio a la

sopradetta vergine beata Katerina da Siena... E questo fu nel 1377

(_sic_)». Dopo questa didascalia con scrittura in rosso, comincia il

_Trattato_ con la iniziale «L» miniata: «Levandosi una anima anxietata

di grandissimo desiderio...». Finisce a c. 174b: «... del quale lume

pare che di nuovo inebrii l'anima mia». «_Conventus sancti Dominici de

Senis_». La miniatura nella iniziale «L» rappresenta santa Caterina in

estasi, con le mani incrociate sul petto, che guarda l'immagine

dell'eterno Padre, e presso di lei, seduta, una suora domenicana che

scrive in un libro. Davanti alle due suore seggono in un banco tre

uomini, che scrivono sotto dettatura.

i)

Nella Marciana di Venezia[28].

[28] Cfr. C. FRATI e A. SEGARIZZI, _Cat. dei codd. Marciani

italiani_ (Modena, 1909-1911).

18) Nº 4790. membr.; in f.º; mm. 198 x 276; sec. XV; ff. 127; in

princ. un f. di riguardo non numer.; bianchi i due ultimi; a 2 coll.; 43

l. per col.; rubriche in rosso; iniziali alternatamente rosse e azzurre;

capitoli 167. Nel _verso_ del f. di riguardo anter. l'_ex-libris_ di

Iacopo Contarini, col motto: «_Fatiget non rapiat_». A f. 5a comincia

il _Dialogo della divina providenzia_: «Leuandose una anima anxiatata de

grandissimo desiderio». L'iniziale «L» è miniata, con fregi a fiorami

nei margini. A f. 115a, con scrittura antica, ma diversa da quella del

cod., la data: 1459. Leg. marciana.

l)

Nel monastero di San Michele presso Murano[29].

[29] Cfr. IOH. BENED. MITTARELLI, _Bibl. codicum manuscriptorum

monasterii Sancti Michaelis Venetiarum prope Muranum_, ecc.

(Venetiis, MDCCLXXIX).

19) N. 246. membr., in 4º; sec. XV; scrittura nitida: in princ.

l'effigie della santa; tit. del cod.: _Dialoghi_. Comincia e finisce

come gli altri codd. scritti in volgare. Il Mittarelli nota: «_Non

spernenda diversitas in lingua dignoscitur inter codicem hunc et edita

exemplaria_».

m)

Nel monastero dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia[30].

[30] Cfr. D. M. BERARDELLI, _Codicum omnium latinorum et italicorum

qui manuscripti in Bibl. SS. Ioannis et Pauli Venetiarum apud pp.

praedicatores asservantur catalogus_, in CALOGERÁ, _Nuova raccolta

di opuscoli_, XL (Venezia, 1784).

20) Nº DCXXXII. membr.; in f.º; sec. XIV; ff. 143. Precede la

_Leggenda minore_ di santa Caterina, scritta in latino e poi voltata in

italiano da fra Tommaso Nacci Caffarini. Segue: il _Dialogo o Libro

della divina dottrina_, nella versione latina di ser Cristofano di Gano

Guidini. In fine, si accenna che il _Libro_ dal volgare senese fu

latinizzato «_quasi de verbo ad verbum..., et hoc est ut in ipso libro

legant libentius literati..._». Di scrittura antica, ma diversa da

quella del cod., è questa nota: Il _Libro_ fu trascritto col danaro di

Antonio Ravagnini di Venezia, per la libreria del monastero dei Santi

Giovanni e Paolo, e «_non inde tollendus, nisi reparationis causa_».

n)

Nel monastero di San Benedetto e Santa Scolastica in Subiaco[31].

[31] Cfr. don LEONE ALLODI, _Inventario dei mss. della Bibl. della

badia di Subiaco_, in MAZZATINTI, _Inventari dei mss. delle bibl.

d'Italia_, t. 1 (Forlí, 1890).

21) Nº CCLXXII. Invent. 277. cart.; mm. 200 x 140; sec. XIV; integro e

ben conservato; ff. numero 142; non a coll.; 41 l. per ciascuna c.;

scrittura semigotica quasi rotonda; iniziali in rosso e turchino. Tit.

del cod.: _Beate Catharinae senensis Revelationes_. Nel prologo, che

comincia «_Dixit David filius ysay..._» si legge: «_Hinc igitur et ego

frater Raymundus de Capua, in seculo dictus de vineis..._». Don Leone

Allodi comunicò, in data 3 febbraio 1912, che il detto cod., perché

creduto autografo del beato Raimondo da Capua, era stato chiuso in una

cassetta di legno dorato, coperta da cristalli, munita di cinque

suggelli, e tenuta per molti anni nel reliquiario della chiesa del Sacro

Speco; ma, dopo diligente esame, essendo risultata non vera quella

credenza, il cod. fu rimesso nella biblioteca. Leg. con cartoni coperti

da pergamena.

22) CCXXVII. Invent. 230; cart.; mm. 205 x 140; sec. XV; integro e ben

conservato; ff. numer. 220; miscellanea; scrittura di piú mani: carat.

semigotico quasi rotondo; iniziali in rosso, senza ornati; tav. dei 167

capitoli nei primi cinque ff. non numer. Nelle due facce del f. 3

(membr.) un inno di 92 versi, che comincia: «_Gaudeat Ytalia florescens

flore recenti, Plaudeat et ecclesia de sponsa convenienti_». A f. 4 il

prologo di fra Raimondo da Capua al _Libro doctrine divine revelate

beate Katherine_. Nei f. 5b-152a il _Liber divine doctrine date per

personam Dei patris intellectui loquentis gloriose et sancte virginis

Katherine_.... Da f. 154 a 190, scritti vari. Leg. come il cod.

precedente.

23) CCXXX; Invent. 233; cart.; mm. 205 x 140; sec. XV; integro e ben

conservato; ff. non numer.; non a col.; 20 a 30 l. per c.; scrittura

semigotica di non facile lettura; iniziali in rosso; tit. come i due

codd. precedenti; mancano il prologo e la tav. dei capitoli. In fine:

«_1467, 23 novembris de sancto gallo_». Leg. come i precedenti.

o)

Nella Braidense di Milano.

24) AD. IX. 36. membr.; mm. 230 x 165; sec. XIV. È la versione latina

del _Libro della divina dottrina_ fatta da frate Stefano Maconi. Mutilo

de' primi ff., che contenevano il capitolo 1º e gran parte del 2º; ff.

149, esclusi i mancanti; numer. recente; per una differente divisione i

capitoli sono 146; l. 35 per faccia; scrittura gotica; rubriche in

rosso; iniziali pure in rosso; dalla seconda metá del cod. alcune

iniziali con fregi in nero, e la piú notevole è a c. 117b. Poche

postille marginali, e qualche volta i segni: «_exº_», «_nº_», una mano

o altro. Ben conservato, tranne gli ultimi ff. che hanno dei piccoli

fori. Leg. moderna in cartoni e dorso in pelle. In fine a c. 148a, con

scrittura identica a quella del testo, ma con inchiostro rosso:

«_Explicit liber divine doctrine date per personam Dei patris

intellectui loquentis alme virginis Katerine de Senis... ore virgineo

ipsa dictante, licet in vulgari sermone, dum esset in raptu sue

felicissime mentis...._»: poi due righe abrase. Segue l'orazione: «_O

spem miram..._» A tergo della c. 148, nella parte inferiore, si legge,

con scrittura diversa da quella del testo: «_Iste liber est domus Sancte

Marie de Gratia prope Papiam ordinis carthusiensis_». E segue: «Questo

libro si è della certosa di Pavia; e, se alchuna persona, de quale

conditione e stato voglia se sia, che in permudará questo libro, el

quale á nome _Dialogo_, per... retegnirlo con tuta intentione piutosto

de occultarlo che de renderlo, sia certa quella persona che ela sará in

peccato mortale de arrobaria, del qual peccato la sancta Scriptura ne

parla cosí», ecc. All'ultima c. 149a un principio d'indice.

p)

Nella Casa generalizia dei frati predicatori a Roma[32].

[32] Cfr. I. LUCHAIRE, in _Mélanges d'archéol. et d'hist._, fasc.

avril-juin 1899.

25) membr.; mm. 281 X 207; sec. XIV; ff. 205; carat. rom.; a 2 coll.;

38-40 l.; miniature di stile ital.; ritratti miniati di due domenicani,

che il Luchaire ritiene essere probabilmente quelli di fra Raimondo da

Capua e di fra Tommaso Caffarini. La prima parte del cod. (ff. 18-172)

comprende la _Leggenda maggiore_ di fra Raimondo. Nei ff. 173-189,

orazioni di s. Caterina. Nei ff. 189-195 un frammento del _Liber de

providentia Dei per modum dialogi_, nella versione latina di fra

Raimondo, come attesta anche l'_explicit_, nel quale altresí è detto che

il testo completo della versione latina del _Libro_ si trova a Siena,

fatta da un tale «_qui usque nunc superest et appellatur ser Cristoforus

de Senis, ibidem scriba sive notarius ac vita et fama precipuus. Usque

nunc dico anno Domini 1398_». Segue, ff. 195-204, il sermone detto da

fra Guglielmo Flete d'Inghilterra appena avvenuta la morte della santa.

Nei margini del ms. molte note storiche, biografiche, geografiche. La

scrittura delle note, del sermone e di tutta la parte del ms. che segue

alla _Leggenda_ è della stessa mano, cioè di fra Tommaso Nacci

Caffarini, il quale a f. 202 nota: «_Quando ego frater Thomas hic

scripsi..., recepi litteras de Bononia, continentes qualiter rex

Franciae et collegium parisiense substraxerant se ab obedientia

antipapae et quod obsessus erat antipapa. Quod fuit anno Domini 1398

circa finem mensis novembris_».

q)

Nella Bodleiana di Oxford[33].

[33] Cfr. A. MORTARA, _Cat. dei mss. italiani che sotto la

denominazione di codd. canoniciani italici si conservano nella bibl.

Bodleiana di Oxford_ (Oxonii, MDCCCLXIV).

26) N. 283. cart.; in f.º; sec. XV; a 2 coll.; titoli rubricati; cc.

scritte 118. Precede la tav. dei capitoli del _Libro della beata

Chatharina da Siena_, come se ciò che segue fosse il libro intero; e non

è, perché contiene solo gli ultimi 81 capitoli.

Il I capitolo comincia: «alhora quella anima ansietata digrandissimo

desiderio...». E finisce a f. 118: «del quale lume pare che dinouo

inhebri lanima mia».

r)

Nella biblioteca della Universitá di Utrecht[34].

[34] Cfr. P. A. THIELE, _Cat. codicum manuscriptorum Bibl.

universitatis rheno-traiectinae_ (Traiecti ad Rhenum, 1887).

27) membr.; in f.º; ff. 212; sec. XV; ff. 1-6 tav. dei 167 capitoli; f.

7a «_Incipit liber diuine doctrine..._» A f. 212a: «_Explicit liber...

Katherine de Senis... Et est domus Sancti Saluatoris ordinis

carthusiensis prope Trajectum inferius. Scriptus et comptetus decima die

mensis maij anno Domini 1438 per manus cuiusdam fratris dicte domus_».

D'altra mano, questa nota: «_Henrici Bor de Trajecto, qui multis annis

fuit vicarius_».

Libro della divina dottrina: Dialogo della divina provvidenza · 第 195 / 221 题