Come questa anima, laudando e ringraziando Dio, el prega che esso
le parli de la virtú de la obedienzia.
Allora quella anima, come ebbra, innamorata della vera e sancta povertá,
dilatata nella somma, etterna grandezza, e transformata ne l'abisso
della somma e inextimabile providenzia (intantoché, stando nel vassello
del corpo, si vedeva fuore del corpo per la obunbrazione e rapire che
facto aveva il fuoco della sua caritá in lei), teneva l'occhio de
l'intellecto suo fixo nella divina maiestá, dicendo al sommo e etterno
Padre:
--O Padre etterno! O fuoco e abisso di caritá! O etterna bellezza, o
etterna sapienzia, o etterna bontá, o etterna clemenzia, o speranza, o
refugio de' peccatori, o larghezza inextimabile, o etterno e infinito
bene, o pazzo d'amore! E hai tu bisogno della tua creatura? Sí, pare a
me; ché tu tieni modi come se senza lei tu non potessi vivere,
conciosiacosaché tu sia vita, dal quale ogni cosa ha vita e senza te
neuna cosa vive. Perché dunque se' cosí inpazzato? Perché tu
t'innamorasti della tua factura, piacestiti e dilectastiti in te
medesimo di lei, e, come ebbro della sua salute, ella ti fugge, e tu la
vai cercando; ella si dilonga, e tu t'appressimi: piú presso non potevi
venire che vestirti della sua umanitá. E che dicerò? Farò come Troglio
che dicerò:--A, a,--perché non so che mi dire altro, però che la lingua
finita non può exprimere l'affecto de l'anima che infinitamente desidera
te. Parmi ch'io possa dire la parola di Pavolo, quando disse: «Né
lingua può parlare, né urecchia udire, né occhio vedere, né cuore
pensare quello che io viddi». Che vedesti? Vidde «_arcana Dei_». E io
che dico? Non ci aggiongo con questi sentimenti grossi; ma tanto ti dico
che hai gustato e veduto, anima mia, l'abisso della somma, etterna
providenzia. Ora rendo grazie a te, sommo etterno Padre, della smisurata
tua bontá mostrata a me, miserabile, indegna d'ogni grazia. Ma perch'io
veggo che tu se' adempitore de' sancti desidèri, e la tua Veritá non può
mentire, e perché io desidero che ora un poco tu mi parlassi della virtú
de l'obbedienzia e della excellenzia sua, sí come tu, Padre etterno, mi
promectesti che mi narraresti, acciò che io d'essa virtú m'inamori, e
mai non mi parta da l'obbedienzia tua; piacciati, per la tua infinita
bontá, di dirmi della sua perfeczione, e dove io la posso trovare, e
quale è la cagione che me la tolle, e chi me la dá, e il segno che io
l'abbi o non l'abbi.