Repetizione in somma de la predecta divina providenzia.
--Ora t'ho narrato alcuna picciola particella della providenzia mia in
ogni creatura e in ogni maniera di gente, come decto è; mostrandoti che,
dal principio ch'Io creai el mondo primo, e il secondo mondo della mia
creatura, dandole l'essere alla imagine e similitudine mia, infino a
l'ultimo, Io ho usato, facto e fo ciò che Io fo con providenzia per
procurare alla salute vostra, perché Io voglio la vostra
sanctificazione; e ogni cosa data a voi, che abbia essere, vi do per
questo fine. Questo non veggono gl'iniqui uomini del mondo che s'hanno
tolto il lume; e decto t'ho che, però che non cognoscono, si
scandelizzano in me. Nondimeno Io con pazienzia gli porto, aspectandogli
infine a l'ultimo, procurando sempre al loro bisogno, sí com'Io ti
dissi, a loro che sonno peccatori, come de' giusti, in queste cose
temporali e nelle spirituali. Anco t'ho contata la inperfeczione delle
ricchezze, una sprizza della miseria nella quale conducono colui che le
possiede con disordinato affecto, e della excellenzia della povertá:
della ricchezza che dá nell'anima che la elegge per sua sposa,
aconpagnata con la sorella della viltá. Della quale viltá insieme con
l'obbedienzia ti narrarò.
Anco t'ho mostrato quanto è piacevole a me e come Io la tengo cara e
come Io la proveggo con la providenzia mia. Tucto l'ho decto a
comendazione di questa virtú e della sanctissima fede, con la quale
gionse a questo perfectissimo stato ed excellentissimo, per farti
crescere in fede e in speranza, e perché bussi alla porta della mia
misericordia. Con fede viva tiene che il desiderio tuo e de' servi miei
Io l'adempirò col molto sostenere infino alla morte. Ma confortati ed
exulta in me, che so' tuo difenditore e consolatore.
Ora ho satisfacto al parlare della providenzia, della quale tu mi
pregasti che Io provedesse alla necessitá delle mie creature, e hai
veduto che Io non so' dispregiatore de' sancti e veri desidèri.