Come li quatro stati di questi predecti cinque stati de le lagrime
dánno infinite varietadi di lagrime. E come Dio vuole essere
servito con cosa infinita e non con cosa finita.
--Questi cinque stati predecti sonno come cinque principali canali de'
quali e' quattro dánno abondanzia e infinite varietá di lagrime, che
tucte dánno vita, se sonno exercitate in virtú, come detto t'ho. Come
infinite? Non dico che in questa vita siate infiniti in pianto, ma
«infinite» le chiamo per lo infinito desiderio de l'anima.
Ora t'ho decto come la lagrima procede dal cuore, e il cuore la porge a
l'occhio, avendola ricolta ne l'affocato desiderio: sí come el legno
verde che sta nel fuoco, che per lo caldo geme l'acqua, perché egli è
verde (ché, se fusse secco, giá non gemarebbe); cosí el cuore,
rinverdito per la rinnovazione della grazia, tráctane la secchezza de
l'amore proprio che disecca l'anima. Sí che sonno unite fuoco e lagrime,
cioè desiderio affocato. E perché il desiderio non finisce mai, non si
sazia in questa vita, ma quanto piú ama meno gli pare amare; e cosí
exercita el desiderio sancto che è fondato in caritá, col quale
desiderio l'occhio piagne.
Ma, separata che l'anima è dal corpo e gionta a me, fine suo, non
abandona però el desiderio che non desideri me e la caritá del proximo
suo; inperò che la caritá è intrata dentro come donna, portandosene il
fructo di tucte l'altre virtú. È vero che termina e finisce la pena, sí
com'Io ti dissi; però che, se egli desidera me, esso m'ha in veritá
senza alcuno timore di potere perdere quello che ha tanto tempo
desiderato. E in questo modo si notrica la fame: cioè che avendo fame
sonno saziati, e saziati hanno fame, e di longa è il fastidio dalla
sazietá, e di longa è la pena da la fame, perché ine non manca alcuna
perfeczione.
Sí che il desiderio vostro è infinito: ché altrementi non varrebbe né
avarebbe vita alcuna virtú se fussi solamente servito con cosa finita,
perché Io, che so' Dio infinito, voglio essere servito da voi con cosa
infinita; e infinito altro non avete se non l'affecto e il desiderio
vostro de l'anima. E per questo modo dicevo che erano infinite varietá
di lagrime, e cosí è la veritá per lo modo che decto ho: per lo infinito
desiderio che era unito con la lagrima. La lagrima, partita che l'anima
è dal corpo, rimane di fuore; ma l'affecto della caritá ha tracto a sé
el fructo della lagrima e consumatala, sí come l'acqua nella fornace:
non è che l'acqua sia fuore della fornace, ma el calore del fuoco l'ha
consumata e tracta in sé. Cosí l'anima, gionta a gustare il fuoco de la
divina mia caritá, è passata di questa vita con l'affecto della caritá
di me e del prossimo suo, e con l'amore unitivo col quale gictava la
lagrima. E non restano mai di continuamente offerire loro desidèri beati
e lagrimosi senza pena: non con lagrima d'occhio, ché ella è diseccata
nella fornace, come decto è; ma lagrima di fuoco di Spirito sancto.
Veduto hai dunque come sonno infinite, che pure in questa vita medesima
non è lingua sufficiente a narrare quanti diversi pianti si fanno in
questo stato decto. Ma hocti decta la differenzia de' quattro stati
delle lagrime.