De lo inganno che ricevono quelli li quali hanno posto tucto el
loro affecto ne le consolazioni e visioni mentali.
--E alcuna volta per questo cosí facto amore ne riceve anco piú danno.
Ché se l'affecto suo solo si pone e cerca nella consolazione e visioni
le quali spesse volte dono e do a' servi miei, quando ella se ne vede
privata cade in amaritudine e in tedio di mente, perché le pare essere
privata della grazia quando alcuna volta mi sottrago della mente sua; sí
come ti dixi che Io andavo e tornavo ne l'anima, partendomi non per
grazia ma per sentimento, per fare venire l'anima ad perfeczione. Sí che
ne cade in amaritudine, e parle essere intro lo 'nferno, sentendosi
levata dal dilecto e sentendo le molestie delle molte temptazioni.
Non debba essere ignorante né lassarsi tanto ingannare al proprio amore
spirituale che non cognosca la veritá; e cognoscere me in sé, che so' Io
colui, sommo Bene, che le conservo la buona volontá, nel tempo delle
bactaglie, che non corre per dilecto dietro a loro. Debbasi dunque
umiliare, reputandosi indegna della pace e quiete della mente. E però mi
sottrago da lei, per questa cagione: per farla umiliare e per farle
cognoscere la caritá mia in sé, trovandola nella buona volontá che Io le
conservo nel tempo delle bactaglie; e perché essa non riceva solamente
il lacte della dolcezza sprizzato da me nella faccia de l'anima sua, ma
perché essa s'atacchi al pecto della mia Veritá, sí che riceva el lacte
insieme con la carne, cioè di trare a sé il lacte della mia caritá col
mezzo della Carne di Cristo crocifixo, cioè della doctrina sua, della
quale v'ho facto ponte acciò che per lui giongano a me. Per questo mi
ritrago da loro.
Andando elleno con prudenzia, e non con ignoranzia ricevendo solamente
il lacte, ritorno a loro con piú dilecto e fortezza e lume e ardore di
caritá. Ma se esse ricevono con tedio e con tristizia e confusione di
mente el partire del sentimento della dolcezza mentale, poco guadagnano
e permangono nella tiepidezza loro.