De lo inganno che ricevono gli uomini mondani, e' quali amano e
servono Dio per propria consolazione e dilecto.
--Del quale amore imperfecto ti voglio dire. E non ti voglio tacere uno
inganno che in esso amore possono ricevere, nella parte d'amare me per
propria consolazione. Unde voglio che tu sappi che il servo mio, che
imperfectamente m'ama, cerca piú la consolazione, per la quale egli
m'ama, che me. E a questo se ne può avedere: che, mancandoli la
consolazione o spirituale, cioè di mente, o consolazione temporale, si
turba.
Nelle temporali tocca agli uomini del mondo, che vivono con alcuno acto
di virtú, mentre che hanno la prosperitá; e sopravenendo la
tribulazione, la quale Io do per loro bene, si conturbano in quel poco
del bene che adoperavano. E chi gli dimandasse:--Perché ti
conturbi?--rispondarebbero:--Perché aviamo ricevuta tribolazione, e quel
poco del bene ch'io facevo mel pare quasi perdere, perché non el fo con
quel cuore e con quello animo che io facevo, mi pare a me. Questo è per
la tribolazione che io ho ricevuta, però che mi pareva piú adoperare, e
piú pacificamente col cuore riposato, innanzi che ora.--
Costoro sonno ingannati nel proprio dilecto. E non è la veritá che ne
sia cagione la tribolazione: né che essi amino meno né aduoparino meno,
cioè che l'operazione, che fanno nel tempo della tribolazione, tanto
vale in sé quanto di prima, nel tempo della consolazione; anco lo'
potrebbe valere piú, se essi avessero pazienzia. Ma questo l'adiviene
perché essi si dilectavano nella prosperitá: ine con un poco d'acto di
virtú amavano me; ine pacificavano la mente loro con quella poca
operazione. Essendo privati di quello dove si posavano, lo' pare che lo'
sia tolto el riposo nel loro adoperare: ed egli non è cosí.
Ma a loro adiviene come de l'uomo che è in uno giardino: che in esso
giardino, perché v'ha dilecto, si riposa con la sua operazione. Parli
riposare ne l'operazione, ed egli si riposa nel dilecto che egli ha
preso nel giardino. E a questo se n'avede che egli è la veritá che egli
si dilecta piú nel giardino che ne l'operazione: però che, toltoli el
giardino, si sente privato del dilecto. Però che, se 'l principale
dilecto avesse posto nella sua operazione, non l'avarebbe perduto, anco
l'avarebbe seco; perché l'exercizio del bene adoperare non si può
perdere (se egli non vuole) perché gli sia tolto el dilecto della
prosperitá, sí come a colui el giardino.
Adunque s'ingannano nel loro adoperare per la propria passione. Unde
hanno per uso di dire questi cotali:--Io so che io facevo meglio, e piú
consolazione avevo innanzi che io fusse tribulato che ora, e giovavami
di fare bene; ma ora non me ne giova né dilecto punto.--El loro vedere e
il loro dire è falso, però che, se essi si fussero dilectati del bene
per amore del bene della virtú, non l'avarebbero perduto né mancato in
loro, anco cresciuto. Ma perché el loro bene adoperare era fondato nel
proprio loro bene sensitivo, però lo' manca e vien lo' meno.
Questo è lo inganno che riceve la comune gente in alcuno loro bene
adoperare. Questi sonno ingannati da loro medesimi, dal proprio dilecto
sensitivo.