CAPITOLO LXIV

Come, amando Dio inperfectamente, inperfectamente s'ama el proximo.

E de' segni di questo amore inperfecto.

--E voglio che tu sappi che ogni inperfeczione e perfeczione si

manifesta e s'acquista in me; e cosí s'acquista e manifesta nel mezzo

del proximo. Bene il sanno e' semplici, che spesse volte amano le

creature di spirituale amore. Se l'amore di me ha ricevuto schiectamente

senza alcuno rispecto, schiectamente beie l'amore del proximo suo, sí

come il vasello che s'empie nella fonte: che, se nel traie fuore,

beiendo, el vasello rimane vòtio; ma se egli el beie stando el vasello

nella fonte, non rimane vòto, ma sempre sta pieno. Cosí l'amore del

proximo, spirituale e temporale, vuole essere beiuto in me, senza alcuno

rispecto.

Io vi richiegio che voi m'amiate di quello amore che Io amo voi. Questo

non potete fare a me, però che Io v'amai senza essere amato. Ogni amore,

che voi avete a me, m'avete di debito e non di grazia, però che 'l

dovete fare. E Io amo voi di grazia e non di debito. Adunque a me non

potete rendere questo amore che Io vi richiego; e però v'ho posto el

mezzo del proximo vostro, acciò che faciate a lui quello che non potete

fare a me, cioè d'amarlo senza veruno respecto, di grazia e senza

aspectarne alcuna utilitá. E io reputo che faciate a me quello che fate

allui.

Questo mostrò la mia Veritá dicendo a Pavolo, quando mi perseguitava:

«Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Questo diceva, reputando che

Pavolo perseguitasse me perseguitando e' miei fedeli.

Sí che vuole essere schiecto questo amore. E con quello amore, che voi

amate me, dovete amare loro. Sai a che se n'avede che egli non è

perfecto colui che ama di spirituale amore? Se si sente pena

affliggitiva quando non gli pare che la creatura, che egli ama,

satisfaccia a l'amore suo, non parendogli essere amato quanto gli pare

amare. Ovvero che egli si vega sottrare la conversazione, o privare

della consolazione, o vedendo amare un altro piú di lui.

A questo e a molte altre cose se ne potrá avedere che questo amore in me

e nel proximo è ancora imperfecto, e che questo vasello è beiuto fuore

della fonte: poniamo che l'amore abbi tracto da me. Ma perché in me

l'aveva ancora imperfecto, però imperfecto el mostra in colui che ama di

spirituale amore. Tucto procede perché la radice de l'amore proprio

spirituale non era bene dibarbicata.

E però Io permecto spesse volte che ponga questo amore, perché cognosca

sé e la sua imperfeczione per lo modo decto. E sottragomi, per

sentimento, da lei, perché essa si rinchiuda nella casa del

cognoscimento di sé, dove acquistará ogni perfeczione. E poi Io torno in

lei con piú lume e cognoscimento della mia veritá, in tanto che si

reputa a grazia di potere uccidere la propria volontá per me. E non si

ristá mai di potare la vigna de l'anima sua, e di divellere le spine

delle cogitazioni, e ponere le pietre delle virtú fondate nel sangue di

Cristo crocifixo, le quali ha trovate ne l'andare per lo ponte di Cristo

crocifixo, unigenito mio Figliuolo. Sí com'Io ti dixi, se bene ti

ricorda, che sopra del ponte, cioè della doctrina della mia Veritá,

erano le pietre fondate in virtú del sangue suo, perché le virtú hanno

dato vita a voi in virtú del Sangue.

Libro della divina dottrina: Dialogo della divina provvidenza · 第 83 / 221 题