CAPITOLO XLII

Come doppo el giudicio generale crescerá la pena de' danpnati.

--Hotti narrato della dignitá de' giusti, acciò che meglio cognosca la

miseria de' dannati. E questa è l'altra pena loro: vedere la beatitudine

de' giusti. La quale visione è a loro acrescimento di pena, come a'

giusti la dannazione de' dannati è acrescimento d'exultazione della mia

bontá, perché meglio si cognosce la luce per la tenebre, e la tenebre

per la luce. Sí che lo' sará pena la visione de' beati e con pena

aspectano l'ultimo dí del giudicio, perché se ne vegono seguitare

acrescimento di pena.

E cosí sará; però che in quella voce terribile quando sará decto a loro:

«_Surgite, mortui; venite ad iudicium_», tornará l'anima col corpo. E

ne' giusti sará glorificato, e ne' dannati sará crociato etternalmente.

E grande vergogna e rimproverio ricevaranno ne l'aspecto della mia

Veritá e di tucti e' beati. El vermine della coscienzia alora rodará il

mirollo de l'arbore, cioè l'anima, e la corteccia di fuore, cioè il

corpo.

Rimprovarato lo' sará el Sangue che per loro fu pagato, e l'uòpare della

misericordia, le quali Io feci a loro col mezzo del mio Figliuolo,

spirituali e temporali, e quello che essi dovevano fare nel proximo

loro, sí come si contiene nel sancto Evangelio. Ripresi saranno della

crudeltá che essi hanno avuta verso el proximo, della superbia e de

l'amore proprio, della immondizia e avarizia loro.

Vedendo la misericordia che da me hanno ricevuta, rinfrescará duramente

la loro riprensione. Nel ponto della morte la riceve solamente l'anima;

ma nel giudicio generale la riceverá insiememente l'anima e 'l corpo,

perché 'l corpo è stato compagno e strumento de l'anima a fare il bene e

il male, secondo che è piaciuto a la propria volontá.

Ogni operazione buona e gactiva è facta col mezzo del corpo; e però

giustamente, figliuola mia, è renduto a' miei electi gloria e bene

infinito col corpo loro glorificato, remunerandoli delle loro fadighe

che per me insiememente con l'anima portò. E cosí agl'iniqui sará

renduta pena etternale col mezzo del corpo loro, perché fu strumento del

male.

Rinfrescarasse lo' la pena e cresciará, riavendo el corpo loro, ne

l'aspecto del mio Figliuolo. La miserabile sensualitá con la immondizia

sua riceverá riprensione in vedere la natura sua, cioè l'umanitá di

Cristo, unita con la puritá della Deitá mia; vedendo levata questa massa

d'Adam, natura vostra, sopra tucti e' cori degli angeli, ed essi per

loro difecti si veggono profondati nel profondo de l'inferno.

E vegono la larghezza e la misericordia relucere ne' beati, ricevendo el

fructo del sangue de l'Agnello; e vegono le pene che essi hanno portate,

che tucte stanno per adornamento ne' corpi loro, sí come la fregiatura

sopra del panno, non per virtú del corpo, ma solo per la plenitudine de

l'anima; la quale rapresenta al corpo el fructo della fadiga, perché fu

compagno con lei ad adoperare la virtú, sí che apparisce di fuore. Sí

come rapresenta lo specchio la faccia dell'uomo, cosí nel corpo si

rapresenta el fructo delle fadighe, per lo modo che decto t'ho. Vedendo

e' tenebrosi tanta dignitá della quale essi sono privati, lo' cresce la

pena e la confusione, perché ne' corpi loro apparisce il segno delle

iniquitá, le quali commissero, con pena e crociato tormento. Unde in

quella parola che essi udiranno terribile: «Andate maladecti nel fuoco

etternale», egli andará l'anima e 'l corpo a conversare con le dimonia

senza alcuno rimedio di speranza, aviluppandosi con tucta la puzza della

terra, ogniuno per sé in diverso modo, sí come diverse sonno state le

loro male operazioni: l'avaro con la puzza de l'avarizia, aviluppandosi

insieme la substanzia del mondo e ardendo nel fuoco (la quale egli

disordinatamente amò); el crudele con la crudeltá; lo immondo con la

immondizia e miserabile concupiscenzia; lo ingiusto con le sue

ingiustizie; lo invidioso con la invidia; e l'odio e rancore del proximo

con l'odio. El disordinato amore proprio di loro, unde nacquero tucti e'

loro mali, ardará e dará pena intollerabile, sí come capo e principio

d'ogni male, acompagnato dalla superbia. Sí che tucti in diversi modi

saranno puniti, l'anima e 'l corpo insieme.

Or cosí miserabilmente giongono al fine loro questi che vanno per la via

di socto, giú per lo fiume, non vollendosi a dietro a ricognoscere le

colpe sue, né a dimandare la misericordia, sí come Io di sopra ti dixi.

E giongono a la porta della bugia perché seguitano la doctrina del

dimonio, el quale è padre delle bugie. Ed esso dimonio è porta loro, e

per questa porta giongono a l'etterna dannazione, come detto è di sopra.

Sí come gli electi e figliuoli miei, tenendo per la via di sopra, cioè

del ponte, seguitano e tengono per la via della veritá, ed essa veritá è

porta. E però disse la mia Veritá: «Neuno può andare al Padre mio se non

per me». Egli è la porta e la via, unde passano, a intrare in me, mare

pacifico.

E cosí, in contrario, costoro sonno tenuti per la bugia, la quale lo' dá

acqua morta. E ad questo vi chiama el dimonio, ciechi e macti che non se

n'avegono perché hanno perduto el lume della fede. Quasi lo' dica el

dimonio: «Chi ha sete de l'acqua morta venga a me, ché io ne gli darò».

Libro della divina dottrina: Dialogo della divina provvidenza · 第 61 / 221 题