favore di lei dall'Inghilterra e dalle Isole occidentali erano state
porte al Parlamento con sopraccigli levati ricevute; e dopo che ebbero
tutti i partiti ributtati, che dagli opponenti erano stati proposti, si
discoprirono, e nel cospetto di quello disvelarono, quali fossero i
consiglj, che intendevano di seguire per ridurre gli Americani
all'obbedienza. Indotti sempre da quella opinione, che le leghe
americane sarebbonsi risolute di breve per causa degl'interessi diversi,
dei varj umori, delle rivalità che nelle diverse colonie esistevano; ed
a motivo anche, ch'erano grandemente contrarie all'interesse ed ai
comodi dei privati; credendo eziandio, che maggiori privazioni delle
cose al vivere necessarie non avrebbono i coloni così di leggieri
sopportato, si persuadettero, che senza mandare in America numerose
soldatesche, ma solamente con certi rigorosi statuti, con alcune
risoluzioni proibitive, che andassero a distendersi oltre la provincia
di Massacciusset, ed a ferire nelle più interne parti il commercio degli
Americani, potevano l'intento loro ottenere. Al che si deve aggiungere,
che i ministri pensavano, che in America gli uomini parziali per
l'Inghilterra fossero, e molto numerosi, e dei più riputati in quelle
contrade, i quali avrebbero le prime occasioni pigliate per mostrarsi
vivi, e che finalmente gli Americani, siccome erano, giusta l'opinione
dei ministri, d'animo abbietto e poco usi alle guerre, non avrebbero
osato guardare in viso i soldati britannici. Così essi si accostarono ad
alcune deliberazioni, le quali erano forse più crudeli, e certo più
irritanti, della stessa aperta guerra; conciossiachè abbia l'uomo in
minor detestazione quegli che, combattendo contro di lui, gli lascia i
mezzi della difesa, che non quello, che il pone in mezzo alla necessità
della fame, senza ch'egli sen possa con un generoso sforzo sottrarre.
Tali erano, come tosto vedremo, i disegni dei ministri britannici, dai
quali raccolsero quei frutti, che se ne dovevano aspettare. Ma per
mandargli ad effetto era prima di tutto necessario il poter usare una
parola, che gli avrebbe tutti renduti legittimi, e questa era quella di
ribellione. I dottori, che nelle loro consulte avevano introdotti, dopo
di aver molto bene considerato per ogni verso il caso, trovarono una
cosa, la quale, se sarebbe stata certa in altri regni, poteva per
avventura parere a taluno tuttora dubbia in quello d'Inghilterra; cioè,
che nella provincia di Massacciusset esisteva la ribellione. Perciò lord
North addì due di febbrajo, dopo di esser ito divisando la benignità,
colla quale il Re ed il Parlamento avevano proceduto per sostener le
leggi del regno, e la necessità che sovrastava ai ministri di proteggere
efficacemente dalla rabbia dei sediziosi le persone fedeli ed
affezionate, propose, che nella dicerìa, che il Parlamento doveva
indirigere al Re, si dichiarasse, che la ribellione esisteva nella
provincia di Massacciusset, e ch'era questa fomentata e sostenuta da
illegali leghe, da criminosi accordi contrattisi nelle altre colonie con
grave pregiudizio di molti innocenti sudditi di Sua Maestà.
Il dichiarare i Massacciuttesi ribelli era un gettare affatto il dado,
ed un dinunziar loro la guerra. Perciò gli oppositori si mostrarono
molto ardenti nel contrastare alla proposta del ministro; e molti fra di
quelli stessi, che il secondavano, parvero ripugnar molto, e quasi
inorridire ad una cosa sì grave, e tanto pregna di future calamità.
Contendevano, che fossero pure quanti e quali essi erano i disordini in
Massacciusset, l'origin loro e la causa prima dovevansi riferire alle
tente di coloro, quali avevano in animo di stabilire il dispotismo, e
manifestamente tendevano a ridurre alla più abbietta condizione di
servitù gli Americani, da introdursi poscia nel cuore stesso
dell'Inghilterra; e conchiudevano con affermare, che il resistere
all'oppressione era un diritto dei sudditi, e che dell'esercizio di
questo diritto se ne avevano nei regni inglesi altri esempj. Insistevano
ancora, che niun atto di violenza era stato commesso nella provincia di
Massacciusset, che uguali e maggiori non siano stati usati in ciascuna
delle altre, e che questa parzialità avrebbe prodotto pregiudiziali
effetti; che l'aggravar la mano su di una sola provincia colla speranza
di dividerla dall'altre era cosa vana, stantechè tutte erano nella
medesima causa unite; che tutte difendevano i medesimi diritti; che il
dichiarar la ribellione era una cosa, che aveva in sè molto pericolo e
nissuna utilità, non servendo, che ad aggravare il male, a render gli
animi più ostinati, ed a disporgli a resistere con più sforzo e
coll'ultimo sangue; poichè niun'altra speranza era lasciata loro, che
nella vittoria.
Ma i ministeriali, e massimamente i dottori, che gli secondavano,
mantenevano, che i ribelli fatti dovevano col nome di ribellione
chiamarsi; che il resistere coll'aperta forza alle leggi del regno si
riputava ribellione in Inghilterra, e tale dovevasi anche riputare in
America; che la misericordia e la liberalità verso gli obbedienti si
sarebbero tramescolate col rigore e colla forza contro gli ostinati; che
la ragione di Stato e la giustizia richiedevano il gastigo di questi;
che la punizione di pochi avrebbe anche gli altri richiamati al dovere,
e che in tal modo la unione delle colonie sarebbesi disciolta; che del
rimanente la resistenza degli Americani era una cosa da tenersi in niun
conto, essendo essi, dicevano, codardi di natura, inabili ad ogni sorta
d'ordine militare; fievoli di corpo, lordi d'inclinazione; che non
potrebbero continuare un sol anno in guerra, senza che o si
disbandassero, o fossero sì fattamente assottigliati dalle malattie, che
si abbia a credere, che poche forze debban bastare a suggettargli. Il
generale Grant tanto s'infautò in questo pensiero, che disse
spacciatamente, che gli bastava la vista con cinque reggimenti di fanti
di traversar tutta la contrada, e cacciarsi innanzi tutti gli abitanti
da un'estremità del continente all'altra. Queste cose i ministri, che
tenevano del gretto anzichè no, se le lasciavan calare molto volentieri,
e assai dolcemente se le credevano; e questa fu una delle principali
cagioni dell'ardir loro a cominciar la guerra, e dell'avervi fatto
contro sì deboli provvedimenti.
Il partito posto dal lord North fu approvato con due terzi più di voti
favorevoli.
Ma gli opponenti, conoscendo pure di quanta importanza fosse il fare una
sì espressa dichiarazione di ribellione, non si perdettero d'animo; che
anzi il giorno sei dello stesso mese, lord Giovanni Cavendish mosse
nella Camera dei Comuni, che si riconsiderasse.
Il signor Wilkes, uno dei più ardenti libertini di quei tempi, e come si
suol dire un repubblicone largo in cintura, rizzatosi, parlò nei
seguenti termini:
«Io mi maraviglio bene, che in una causa di tanto momento, quale quella
si è, di cui ora si tratta, delle colonie inglesi della settentrionale
America, e nella quale tutti i diritti comuni del genere umano, e tutti
quei punti principali si comprendono, che alle bisogne di Stato, od alla
legislazione si appartengono, si voglia, non so se mi debba dire, con sì
poco riguardo, ovvero con tanta inconsideratezza procedere; e come così
di leggieri sostener si possa, che quelli uomini, i quali sono sovente
stati con sommissime lodi innalzati fino al cielo per l'amore loro verso
di questa patria, per la generosità loro a concederle quegli ajuti, che
le abbisognavano, e pell'egregio valore mostrato in difenderla, ora
siano dall'antico costume loro tanto mutati e diversi, che ingrati,
sediziosi, empj e ribelli s'abbiano ad appellare. Ma se così è, egli è
ben forza il confessare, che per qualche assai grave cagione siano sì
insolite affezioni nate, un tanto cambiamento negli animi dei
fedelissimi popoli intervenuto. Ma chi non sa, chi non conosce la
mattezza nuova, che invasò i nostri ministri? o chi ignora i tirannici
consiglj presi da due lustri in qua? Eglino voglion ora, che noi
portiamo al piè del trono una risoluzione ingiusta, temeraria, piena di
sangue e di un orribile avvenire. Ma prima che questo si permetta loro,
prima che s'intraprenda la civil guerra, prima che la madre impugni
l'armi contro la propria figliuola, spero io, che la Camera sarà per
considerare i diritti dell'umanità, la causa ed il fondamento della
presente querela. Sta per noi forse la giustizia? Certo mai no. E'
bisogna esser affatto nuovo nella costituzione inglese, per non sapere,
che le contribuzioni sono doni gratuiti dei popoli; e' bisogna aver la
mente cieca, per non vedere, che i nomi di libertà e di proprietà
cotanto grati alle orecchie inglesi, non son più altro, che uno squisito
scherno, che un grave insulto fatto agli Americani, se si può nelle
proprietà loro por la mano senza il consentimento loro. E che mestiero
c'è di questo nuovo rigore, di questi insoliti consiglj? Gli Americani
non sono venuti forse sempre, e prontissimamente, e liberalissimamente
in ajuto della patria? Nelle ultime due guerre contro la Francia più vi
concedettero, che non dimandavate, e che concedere non potevano. Eglino
vi furono delle ricchezze loro non che liberali, prodighi; ei
combattettero ai fianchi vostri; ei gareggiarono di valore e di coraggio
con essi voi; ei furono a parte della vittoria contro il comune nemico
della libertà dell'Europa e dell'America, contro l'ambizioso ed infedel
Francese, che noi ora temiamo, che piaggiamo oggidì. Ed in questo punto
istesso, in cui noi gli vogliamo con l'odioso nome di ribelli marcare,
qual è la favella loro, quali le protestazioni? Leggete, che il ciel vi
guardi, la petizione del congresso indiritta al Re, e vi troverete, che
son pronti essi, come sempre stati sono, a testificar la fede e lealtà
loro, i più rilevati sforzi facendo per fornir i sussidj, per effettuar
le leve, quando a norma della costituzione ricerchi ne siano. Eppure si
va qui vociferando da alcuni uomini avventati, che gli Americani
vogliono l'atto di navigazione disfare; che intendono di levarsi di
sotto alla maggioranza inglese. Ma volesse pur Dio, che non fossero più
provocative, che vere queste stesse parole. _Eglino non dimandan altro_,
così favellan essi nella petizione, _che la pace, la libertà e la
sicurezza. Ei non pretendono nè la diminuzione della prerogativa reale,
nè alcun nuovo diritto. Ei son pronti e risoluti a questa prerogativa
difendere, a questa autorità mantenere, ed a quei vincoli stringere
viemmaggiormente, che alla Gran-Brettagna gli congiungono_. Ma i nostri
ministri, forse perchè dire si possa, che puniscono in altri il peccato
loro, questi medesimi vincoli vogliono non solo allentare, ma
disciogliere e rompere affatto. Ci si presenta la provincia di
Massacciusset, come se ella avesse rizzate le insegne della ribellione.
Altri eloquenti ed offiziosi personaggi di questa Camera pretendono
anche tutte le altre province comprendere nei medesimi e delitto e
proscrizione. Ma lo stato presente loro è forse veramente ciò, che
ribellion si chiama? O non forse meglio una giusta e convenevol
resistenza a quegli atti arbitrarj, che la costituzione interrompono,
che le libertà e proprietà loro intraprendono? Ma so ben io quel che
succederà, e non voglio ristarmi dal dirvelo, comunque strano e duro
abbia a taluni sembrare, acciocchè non possa venir io accusato di avere,
in sì grave occorrenza e nel principio delle imminenti calamità, del
debito mio verso la patria mancato. Sappiate adunque, che una resistenza
coronata dal successo si chiama una rivoluzione e non una ribellione;
che il nome di ribellione sta scritto sul dorso del sedizioso che fugge,
e quello di rivoluzione brilla in sul petto del guerriero vittorioso.
Chi ci assicura, che per l'effetto della violenta e folle dicerìa di
questi dì, gli Americani, dopo d'avere sguainato la spada, non siano ad
esempio nostro per gettarne il fodero lungi da loro? Come sappiam noi,
che in poco d'anni non abbiano la rivoluzione del 1775 a festeggiare,
siccome quella noi celebriamo del 1688? Se il cielo non avesse favor
dato, e coronata con un felice evento la generosa impresa dei nostri
padri per la libertà, il nobil sangue loro arrossati avrebbe i fatali
ceppi in vece di quello dei traditori e ribelli Scozzesi; e quello, al
nome inglese orrevolissimo fatto, sarebbe di ribellione tacciato contro
l'autorità legittima del Principe, invece di esser lodato ed esaltato,
come una resistenza autorizzata da tutte le leggi divine ed umane, e
come un generoso cacciamento di un abborrito tiranno. Ma poniamo, che
con più infelice augurio contro di noi combattano gli Americani, che noi
con Jacopo combattuto non abbiamo, non sarà forse perniziosa e
deplorabile la vittoria? Non saranne perduta, non che l'americana,
l'inglese libertà? Quegli eserciti, che soggiogheranno i coloni,
suggetteranno anche i padri loro. Mario e Silla, Cesare, Augusto e
Tiberio la romana libertà oppressero con quelle stesse soldatesche, che
state erano levate per la superiorità romana mantenere sulle suddite
province. Ma la bisogna andò anche più oltre, che gli autori stessi non
divisavano; poichè i medesimi soldati che spento avevano la romana
repubblica, distrussero e rovinarono da capo in fondo la potenza
imperiale essa stessa; ed in men che non fa cinquant'anni dopo la morte
di Augusto, quegli eserciti che avevano il debito di tener le province
in soggezione, non meno che tre Imperadori nello stesso tempo
chiarirono, dell'Impero disponevano a lor talento, ed a chi più lor
veniva a grado il trono dei Cesari concedevano. Ma non posso io meglio
restar capace della prudenza, che della giustizia della deliberazion
vostra. Dove sono le vostre forze? dove le armi? come le manterrete voi?
come le fornirete? La sola provincia di Massacciusset ha in questo punto
trentamila armati in pronto, usi alle armi e pratichi della militar
disciplina; ad un grand'uopo potrà essa condurne in campo novantamila; e
così farà ella al certo, quando ciò, che di più caro ella ha, sarà
tratto a pericolo, quando ella sarà a difendere sforzata contro i
crudeli oppressori i suoi beni e le sue libertà. Quell'onorando Signore,
che porta la fettuccia cilestra, ci assicura che diecimila uomini dei
nostri, con quattro reggimenti irlandesi faran tornar loro un poco di
cervello in capo, e gli faran star queti per bella paura. Ma dove lo
manderete voi, Signore, questo esercito? Per avventura potrete voi
incendiar Boston, o presidiarlo forte; ma la provincia sarà perduta per
voi. Voi avrete Boston, come avete Gibilterra, in mezzo ad un paese, che
non sarà vostro; tutta la terra-ferma d'America sarà in mano dei nemici.
Vedrem rinnovarsi l'esempio della pelle del bue, che circoscrisse i
limiti delle mura di Cartagine. Veggio già fin d'adesso nascere e
crescere l'independenza d'America, e questa la grandezza acquistare, in
sulla libertà fondandosi, dei più ricchi, dei più possenti Stati
dell'universo. Io temo gli effetti della presente risoluzione; io temo
l'ingiustizia e la crudeltà nostre; io ridotto i frutti della nostra
imprudenza. Voi volete gli Americani trarre alla disperazione. Essi le
libertà e proprietà loro difenderanno con quel coraggio, che inspira
l'odio della tirannide, con quell'istesso, col quale i gloriosi nostri
antenati hanno i minacciati diritti loro, e difesi e stabiliti.
Dichiarerannosi independenti, e ad ogni più grave pericolo si
metteranno, ogni altro male incontreranno, ad ogni più crudele sventura
sottentreranno, piuttosto che piegar il collo sotto quel giogo, che i
ministri stan loro apparecchiando. Ricordivi di Filippo secondo, re
della Spagna; sovvengavi delle Sette Province, e del Duca d'Alba. Si
deliberava nella consulta del Re, quale fosse il partito da pigliarsi in
riguardo ai Paesi Bassi. Alcuni consigliavano il rigore, altri la
clemenza. Prevalsero i primi. Il Duca d'Alba fu vittorioso, egli è vero,
per ogni dove; ma le crudeltà sue seminarono i denti del serpente. I
pitocchi, i guidoni di Brilla, come gli chiamavano, tenuti tanto a vile,
quanto gli Americani or sono, furon quelli, che diedero il primo crollo
alla potenza spagnuola. E ragguagliando le probabilità dell'evento da
una parte e dall'altra, può forse l'Inghilterra altrettanta speranza di
vittoria avere, quanta aveva la Spagna? Certo, mai no. Eppure a tutti è
nota l'uscita di quella impresa, e come quel possente impero sia stato
lacerato e diviso in varie parti per sempre. Giovatevi, se un eguale
destino non volete incontrare, della sperienza de' tempi. Ma voi volete
chiarir ribelli gli Americani, ed aggiugnete le più aspre parole, gli
più amari scherni alla ingiuria ed all'ingiustizia. Se voi manterrete la
deliberazione vostra, ogni speranza di concordia è spenta. Gli Americani
vinceran la pruova; tutto il continente dell'America settentrionale sarà
dall'Inghilterra smembrato, e già si rompe quel vincolo, che queste due,
una volta amiche e parenti contrade, tra di loro collegava e
congiungeva. Abbenchè mi giovi ancora sperare, che il giusto disdegno
del popolo inglese sarà per punire gli autori di si perniziosi consiglj;
e che quei ministri, i quali primi inventati gli hanno, pagheran colla
vita loro le pene della perdita della principale fra le province
americane».
Così parlò quell'uomo ardentissimo; e se il suo non è stato profetare,
non vaglia. Dal che si può forse con nuova pruova argomentare, esser
vero il volgar motto, che meglio indovinano i matti che i savj;
imperciocchè tra le altre cose si disse a quei tempi anche quella, che
Wilkes sentiva dello scemo.
Ma il Capitano Harvey parlò all'incontro nella seguente sentenza:
«Abbenchè io non creda di essere da tanto, che nella presente causa io
possa con tanta facondia disputare, con quanta il mio infuocato
avversario ha favellato in favore di coloro, che all'antichissima
potestà della Gran-Brettagna alla scoperta ed armata mano resistono,
essendo quelle gentili discipline, che agli uomini insegnano l'arte del
bene e leggiadramente favellare, troppo dalla mia professione diverse e
lontane, tuttavia non mi rimarrò io dal dirne liberamente quel che ne
sento, quantunque dovessero le mie parole dagli uomini parziali in mal
senso essere interpretate; ed io stesso rappresentato, come autore
d'illegittimi consiglj, come difenditore, siccome essi dicono, della
tirannide. Ed in sul bel principio io non posso non deplorare la
sventura dei presenti tempi; e quel destino, che la nostra cara e
gioconda patria persegue, ch'ella sia a questi stretti termini condotta
non solo dal pervicace animo di quegl'ingrati figliuoli, che vivono
dall'altra parte dell'Oceano, ma eziandio da alcuni fra gli abitanti di
questo regno, i quali, non che per debito di giustizia e di gratitudine,
ma di onore ancora, dovrebbero quella sostentare e difendere, a quella
porger la lingua e le mani ajutatrici. Fintantochè non si porrà un freno
ai sediziosi, i quali con eguale costanza ed arte, che vergogna ed
infamia loro soffiano la discordia, e spargono il veleno loro in ogni
luogo, invano potrem noi sperare, senza venirne agli ultimi danni, di
ridurre i Capi di quel popolo invasato al debito loro. Il negare, che la
potestà legislativa della Gran-Brettagna non sia sovrana, intiera e
generale sovra tutte le parti del suo dominio, mi par cosa troppo
puerile, perchè vi si possa spender più parole intorno. Quello che
voglio dire si è, che sotto queste coperte di diritti, sotto questi
colori di franchigie, con questi pretesti d'immunità nascondono questi
buoni e fedeli Americani il disegno non nuovo, ma ora apertamente messo
avanti, di levarsi dal collo ogni specie di superiorità, e ad ogni modo
una nazione independente diventare. Si dolsero gli Americani della tassa
della marca. Ella fu tolta. Furonne essi contenti? Mai no; anzi
ridussero le cose a peggiore stato, ora non volendo rifar i danni agli
offesi, ed ora quelle risoluzioni annullare, che pizzicavan già fin
d'allora di ribellione. Eppure non si trattava in quei casi di tasse nè
interne nè esterne. Furono quindi posti i dazj sul vetri, le carte, i
colori ed i tè. Di nuovo si ammottinano; e la benignità di questa troppo
amorosa madre rivocava ancora la più parte di quei dazj, lasciando solo
quello in sui tè, che doveva al più gettare sedicimila lire di sterlini.
Anche questa avrebbe per l'inudita pazienza e mansuetudine sua rivocata
la Gran-Brettagna, se i coloni, coi quieti e pacifici modi procedendo,
avessero la rivocazione addimandata. Ora si lamentano degli eserciti
stanziali mandati colà per mantenervi la pubblica quiete. Ma, in nome di
Dio, qual è la causa della presenza loro in Boston? Le disturbanze
americane. Se i coloni non avessero dapprima la pubblica tranquillità
turbata; se non avessero insultati i vostri uffiziali; se le proprietà
pubbliche e private rispettate avessero, nè apertamente alle leggi del
Parlamento ed agli ordini del Re contrastato, essi i soldati armati non
avrebbero dentro le mura loro veduti. Ma il fatto sta, che pongon essi
espressamente le cagioni per potersi poscia lagnare degli effetti.
Allorquando era presente un pericolo, allorquando sovrastavano gli
esterni ed i domestici nemici, eglino agli eserciti stanziali posti nel
cuore stesso delle province loro non solo acconsentivano, ma questi da
noi richiedevano con ogni maniera di più efficace istanza. Ma passato il
pericolo, e restituiti i coloni colla pecunia e col sangue nostro alla
pristina sicurezza, tostochè questi eserciti son diventati necessarj per
frenare i faziosi, per dar forza alle leggi, tosto sono essi contrarj
alla legge, sono una manifesta violazione delle libertà americane, sono
un tentativo di tirannide; come se non fosse diritto ed obbligo
dell'autorità suprema di mantener del pari la pace interna, che
l'esterna, e di contener egualmente i domestici nemici, che i
forestieri. E come se temessero gli Americani di esser un dì chiamati a
parte della rappresentazione nazionale nel Parlamento, preoccupano il
passo, e vi ammoniscono, che per la lontananza loro non possono nel
Parlamento britannico venir rappresentati. Il che, se non m'inganno,
vuol significare, che non voglion essi una comune potestà legislativa
coll'Inghilterra avere, ma sibbene più tosto una propria loro, e da
questa nostra affatto separata. Ma che vado io divisando, o quali
dubitazioni son queste? Non si contentano essi di metter la discordia in
casa loro, di corrompervi tutti gl'istrumenti del vivere civile, ma
vanno ancora a gettar semi di erbe contrarie nelle vicine province della
Nuova-Scozia, delle Floride, e principalmente in quella del Canadà. Nè
qui si rimangono le americane fraudi. Non abbiamo noi letto qui, sotto
di questo felice e benigno cielo, le infiammative parole della dicerìa
loro al popolo inglese indiritta per trar questo a parte della
ribellione? Anche qui avrebbero voluto, e per quanto sta in loro,
tentato hanno, introdurre le ruberie, i saccheggi, le ferite, gli
oltraggi, i tumulti e l'aperta resistenza alle leggi. Ahi misero! ahi
disgraziato! ahi mille volte infelice popolo inglese, se lasciato ti
fosti dalle lusinghe americane sedurre, dalle arti ingannare, dalle
provocazioni incitare; che di questa lietissima pace, di questa
dolcissima libertà già più tu non goderesti, e la feroce anarchia
avrebbe già distrutte le tue ricchezze, annientata la tua potenza, ed
ogni contento di questa felicissima vita, che ora vivi, guasto e
contaminato. Già rompono ogni freno, già d'ogni rispetto si dispogliano,
ed in mezzo alla cupezza delle arti loro, in mezzo a quell'ombre, nelle
quali si avviluppano, lascian, come loro malgrado, trapelar l'intento
loro; e se non la realtà istessa, certo la forma e lo stile assumono di
una nazione independente. Chi di noi non si è commosso sin dentro
all'anima, chi non ha pigliato sdegno, udendo le risoluzioni del
congresso, colle quali in modi e parole, che meglio si converrebbero
alle altiere Corti di Versailles e di Madrid, che a' sudditi di un gran
Re, prescrivono superbamente, che ogni commercio, ogni traffico sia
interrotto tra la loro e la nostra contrada? Fra tutte le altre nazioni
possiamo le merci nostre, le nostre derrate trasportare. Solo sotto il
cielo inospitale dell'America, solo in quelle terre tinte del nostro
sangue, e bagnate del nostro sudore sparsi in prò e benefizio degli
abitanti suoi non può l'industria inglese sperar protezione, trovare
asilo. Siam fatti e nati noi per sopportare, che i sudditi nostri
descrivano il cerchio di Popilio, ed imperiosamente ci dicano, con quali
condizioni, e non altrimenti, ci consentano ad obbedire alle antiche
leggi della comune patria? Ma bene sta; eglino ne sono ben contenti,
perciocchè sperano, che abbia a nascere dalla nostra magnanimità la
guerra, e dalla guerra l'independenza. E qual è questo popolo, cui i
benefizj non obbligano, la mansuetudine inacerba, la necessità della
difesa da esso stesso indotta offende? Se adunque non può più rimanere
dubbio alcuno intorno l'intendimento di questi sconoscenti coloni; se
una universale resistenza al civil governo ed alle leggi del paese; se
l'impedire il reciproco e libero commercio tra una parte e l'altra del
regno; se il contrastare ad ogni atto della potestà legislativa
dell'Inghilterra; se il negare in fatti ed in parole la sovranità di
questa contrada; se il por mano nella pecunia pubblica; se
l'insignorirsi delle fortezze, delle armi e delle munizioni del Re; se
il provocare i sudditi di quelle e delle vicine province a pigliar
l'armi, ed a resistere all'autorità legittima della Gran-Brettagna sono
atti di ribelli, egli è pur forza il confessare, che gli Americani sono
in istato di ribellione constituiti. Orsù adunque pigliamo i consiglj
risoluti; e se un'altra alternativa non ci è lasciata, se bisogna usare
quella potenza, che il giusto Iddio ci ha concessa, onde protegger
l'universalità dell'impero, mostriam pur noi agli Americani, che se i
nostri gloriosi antenati sparsero il sangue loro per lasciarci questa
libera costituzione, noi, come degni posteri loro, ad onta delle fazioni
al di dentro, e delle ribellioni al di fuori, sapremo bene quella
intatta ed incorrotta ai nostri discendenti tramandare. Odo dire a
questi propagatori di sinistri augurj, che sarem perdenti nella contesa.
Ma tutte le imprese umane han sempre in sè stesse una parte
d'incertezza. Hanno perciò da ristarsi gli uomini generosi, e da
lasciarsi condurre oziosamente all'arbitrio della fortuna? Certo, se
queste timide dottrine prevalessero, se volessesi sempre andare a gioco
vinto, nissuna rilevata impresa si tenterebbe, e tutto governerebbe il
caso ed il cieco destino. Abbenchè nella presente bisogna io creda, che
noi dobbiamo migliori speranze avere; conciossiachè, passando anche
sotto silenzio il valore dei nostri soldati, e la perizia dei nostri
capitani, gli uomini fedeli non sono, come credono alcuni, o come fingon
di credere, sì rari in America; nè potranno gli Americani sopportare il
difetto delle cose al viver necessarie, che il numeroso navilio nostro
sarà per vietare, perchè ai lidi loro non approdino. Questo è quello che
nel presente fatto io sento; questi i pensieri di un uomo nè parziale nè
invasato, ma da ogni anticipata opinione libero, e pronto a combattere,
a versare il proprio sangue per allontanare la sfrenata licenza, per
ispegnere i semi della crudele anarchia, per difendere i diritti e le
libertà di questo innocentissimo popolo, o sia, ch'egli incontri i
nemici di lui negli strani e selvaggi deserti dell'America, o nelle
coltivate pianure dell'Inghilterra. E se fra di noi vi sono Catilina, i
quali tra le tenebre ordiscano le pericolose trame contro lo Stato, che
siano essi disvelati e tratti a cotesta luce; che siano offerti, come
vittime, in sagrifizio alla giustissima vendetta di questa cortese
patria; che i nomi loro siano d'infamia notati infino tra la più tarda
posterità, e la memoria loro esecrabil fatta a tutti gli uomini ingenui
e dabbene in ogni secolo avvenire».
Attutato il fremito, che le due veementi orazioni concitato avevano fra
i circostanti, fu posto il partito e funne vinta la proposta
ministeriale con due terzi più di voti favorevoli.
In tal modo si terminò nel Parlamento il più importante affare, che da
molto tempo indietro fosse stato alla sua disaminazione sottoposto.
Tanto gli abitanti dell'Inghilterra, quanto quei della restante Europa
stavano tutti intenti e disiosi di sapere, qual dovesse essere il fine
di questa contesa. Mentre stava tuttora in pendente, i ministri esteri,
che risiedevano in Londra, spiavano attentamente ogni procedere dei
ministri britannici, ed i dibattimenti del Parlamento, dandosi a
credere, e non senza cagione, che qualunque avesse ad esserne la uscita,
sarebbe ella di gravissimi avvenimenti feconda, non solo per
l'Inghilterra, ma eziandio per tutti gli altri regni dell'Europa.
A questi dì fu letta in Parlamento una petizione dell'isola della
Giamaica molto grave, e tutta in favor delle colonie. Non piacque, e fu
posta, secondo il solito, dall'un de' lati.
I ministri, avendo vinto la pruova coll'aver fatto chiarir ribelli gli
abitanti di Massacciusset, si risolvettero a discoprire innanzi il
Parlamento, qual fosse il disegno loro intorno gli affari dell'America.
Essi, o non conoscendo la ostinazione dei popoli sollevati a nuove cose,
o avendo la mente occupata dalla passione, ovvero dalla timidità degli
animi loro rattenuti, persistevano nella credenza, che gli Americani non
avrebbero lungamente sopportata la privazion del commercio loro, e che
perciò, divisi tra di loro, avrebbero chiesti i patti. Medesimamente,
facendo troppo fondamento sulle asseverazioni dell'Hutchinson e degli
altri uffiziali della Corona, ch'erano stati, od erano ancora in
America, i quali costantemente affermavano, che gli amici
dell'Inghilterra erano in quelle province potenti di numero, di forze e
di riputazione, credettero di doverne venire a rigorose determinazioni,
senza però accompagnarle colle debite armi. Così condotti, secondo il
solito, da quell'affascinamento di mente, la causa loro fidarono non
alle certe operazioni delle armi e dei soldati, ma piuttosto alle
credute parzialità ed incostanza degli Americani. Perciò il lord North
introdusse una provvisione, il fine della quale si era di confinare il
traffico ed il commercio delle province della Nuova-Inghilterra nella
Gran-Brettagna, l'Irlanda e le Isole inglesi dell'Indie occidentali; e
nel medesimo tempo di proibir loro la pesca sui banchi di Terra-Nuova.
Il danno, che da questa provvisione dovevan pruovare gli abitanti della
Nuova-Inghilterra, da questo solo si può argomentare, ch'essi
impiegavano ogni anno in queste pescagioni circa quarantaseimila botti,
e seimila marinai; e che il provento loro nei mercati esterni sommava a
un dipresso a trecento ventimila lire di sterlini.
Questa provvisione però non passò di quieto nelle due Camere; che anzi
le batoste ed il romore non vi furon pochi. Molti membri del Parlamento
fecero grande opera, perchè la non fosse approvata, e più di tutti il
marchese di Rockingam, il quale presentò a questo fine una petizione dei
mercanti di Londra.
La provvisione però si ottenne con grandissimo favore. Gli opponenti
protestarono; i ministeriali non sen curarono.
Questa proibizione da ogni commercio forestiero, e dalle pescagioni di
Terra-Nuova, la quale soltanto le quattro province della
Nuova-Inghilterra dapprima riguardava, i ministri, avendo trovato il
Parlamento secondo il bisogno tenero e pieghevole, distesero poscia
anche alle altre colonie, eccettuate quelle della Nuova-Jork e della
Carolina Settentrionale; allegando, ch'elle si erano accostate all'altre
nelle perniziose leghe contro il commercio e le manifatture inglesi. La
proposta fu approvata di leggieri. Trascorsi alcuni dì, mossero, che
alla medesima legge fossero sottoposte le colonie situate sulla
Delawara, perciocchè anco queste avessero aperti spiriti di ribellione.
La cosa passò. Così i ministri britannici seguivano i consiglj spezzati,
e parevano fare, come i fanciulli fanno, i quali intorno ad un argine si
trastullano; che ora a questa, ora a quell'altra buca corrono, dove
l'acqua ha rotto, per riturarle.
Intanto si apparecchiavano a mandare in America diecimila soldati; la
quale forza credevan sufficiente, per costringere all'obbedienza, e far
le leggi eseguire; imperciocchè facevano tuttavia un gran fondamento
sulle parzialità degli Americani, e sul numero di coloro, i quali
credevano alla causa britannica affezionati. Questo errore dei ministri
è stato la principal cagione della diuturnità della guerra, e del fine
che ella ebbe, essendochè egli importava moltissimo alla somma delle
cose, che le prime impressioni fossero gagliarde; che fosse tolta in
fino dalle prime mosse agli Americani l'opinione del poter resistere; e
che fossero incontanente, con un grandissimo ed incontrastabile sforzo,
alla necessità di por giù l'armi ridotti. Ma i ministri amarono meglio
l'esito di questa guerra, nella quale una sì gran posta si metteva, alle
speranze sempre incerte delle Sette e delle parti, che non alle buone
armi e sufficienti fidare.
Ma qui non ebbero fine i consiglj dei ministri britannici. Volendo
accoppiar al rigore una qualche mansuetudine, e levar anche l'occasione
all'America di recalcitrare, misero innanzi un modello di legge, il
quale importava: che allorchè in qualche provincia o colonia il
governatore, il Consiglio, e l'assemblea, o Corte generale proponessero
di fare una provvisione di pecunia in conformità delle rispettive
condizione, circostanze e facoltà loro, affine di contribuire
proporzionatamente alla comune difesa; la qual rata, o proporzione
dovesse raccolta essere in ciascuna provincia o colonia sotto l'autorità
della generale Corte ed assemblea, e tenersi a disposizione del
Parlamento, ed allorchè si obbligassero ancora a fare un'altra
provvisione pel mantenimento del civil governo, e per l'amministrazione
della giustizia, in tal provincia o colonia, in tali casi fosse
giudicato conveniente, quando una simile proposta fosse dal Re nel suo
Parlamento approvata, e per altrettanto tempo, per quanto ella sarà
fatta, astenersi dal porre in sì fatta colonia o provincia alcuna
gabella o tassa o gravezza, eccettuate quelle, che siano al regolare il
commercio credute necessarie.
Questa proposizione del lord North, siccome dispiacque a molti fra i
ministeriali, i quali opinavano, che la dignità ed i diritti del
Parlamento ne fossero grandemente pregiudicati, e che nissuna
concessione dovesse farsi ai ribelli, finchè tenevano le armi in mano,
così fu anche con grandissimi segni di disapprovazione da parte degli
opponenti ricevuta, i quali bassa, vile ed insidiosa la chiamarono. Ma i
ministri consideravano, che qualunque avesse ad essere l'effetto della
legge in America, se gli Americani non l'accettassero, sarebbersi
convinti i popoli inglesi, che nulla poteva vincere l'ostinazione dei
coloni, e che, trattandosi di pecunia, essi non volevano a patto niuno
entrar a parte delle pubbliche gravezze. E se la provvisione più
concordia doveva ingenerare in Inghilterra, pareva anche verisimile, che
avrebbe disunito gli animi in America; conciossiachè, se una sola
provincia accettava la offerta, e calava agli accordi, la confederazione
dei coloni, la qual sola formidabili gli rendeva, sarebbesi del tutto
risoluta. Questa ultima speranza non dissimulò lord North, facendo la
sua orazione nel Parlamento. La qual cosa recò grande offesa agli
Americani, lamentandosi, che il ministro volesse usare la divulgata
massima di divider per imperare; come se il ministro inglese avesse
dovuto riputare non lodevole quello, che eglino riputavano biasimevole;
e le cose fra i nemici dovessero presso l'uno e l'altro andare al
medesimo ragguaglio ed alla medesima stregua.
Questi erano i pensieri dei ministri rispetto alle cose americane. Ma
intanto quei, che in Inghilterra e nel Parlamento medesimo favorivano le
parti dell'America, non perdutisi punto d'animo per l'infelici pruove
fatte, e preveggendo ottimamente, qual piena fosse per andare addosso ai
coloni, se le risoluzioni ministeriali fossero mandate ad effetto; non
volendo mancare al debito loro verso la patria, e forse anche mossi da
ambizione, caso che le cose sinistrassero, deliberarono di fare nuovi
sforzi per indurre, se possibil fosse, il governo a far deliberazioni
meglio atte a calmare quegli spiriti inveleniti, ed a disporgli alla
concordia; imperciocchè non credevano per niun modo, che il mezzo
proposto dal lord North fosse per partorire gli effetti, che se ne
attendevano.
Perciò Edmundo Burke, uno dei membri della Camera dei Comuni, il quale
per ingegno, per dottrina e per lode d'eloquenza i più famosi
eguagliava, e gli altri avanzava, incominciò a dire, che molto piacere
aveva provato nell'animo, vedendo che i ministri si erano dimostrati
propensi a far concessioni; che poichè lord North istesso aveva messo
avanti un partito, che si credeva poter condurre alla concordia, ciò
accettava egli in felice augurio di quanto era per dire; che in una tale
disquisizione non si doveva alle vane immaginazioni, alle astratte idee
dei diritti, alle generali teorie di governo riguardo avere, ma
piuttosto dalla natura delle cose, dalle attuali circostanze, dall'uso e
dall'esperienza argomentare. Ei fece quindi una accurata investigazione
del presente stato delle colonie, esaminando la situazione,
l'estensione, la ricchezza, la popolazione, l'agricoltura, il commercio
loro e quei rispetti, che tutte queste cose avevano colla grandezza e la
potenza dell'Inghilterra. Ei rammentò quello amore alla libertà che gli
Americani da ogni altro popolo distingueva; osservò, che fino a tanto
che l'Inghilterra aveva governato l'America in conformità di tutte
queste circostanze, erano l'una e l'altra concordi e felicissime state;
e che bisognava, per ristorar l'antica condizion delle cose, ridursi di
nuovo al consueto modo di governo. Considerò le varie maniere di
reggimento proposte pell'America, e notò principalmente quello della
forza; metodo, il quale, siccome è quello, ch'è il più semplice ed il
più facile ad esser compreso da tutti, così gli uomini a questo hanno
tosto ricorso nelle difficili occorrenze; ma che ciò che pare più
speditivo, riesce il più delle volte meno spediente; ei disse, che
l'utilità di usare la forza dipende dai tempi e dalle circostanze, le
quali sono variabili sempre ed incerte; che essa tende necessariamente
alla distruzione e non alla preservazione; che questo era un insolito
modo di governare le colonie, e perciò pericoloso a cimentare; che la
floridezza loro, che i benefizj, che ne trae l'Inghilterra, ad un metodo
affatto contrario, a cause del tutto diverse si dovevano più
convenevolmente riferire. Seguitò dicendo, che senza correr dietro alle
questioni dei diritti e dei favori, la regola più sicura per governar le
colonie era di chiamarle a parte della libera costituzione
dell'Inghilterra, ed assicurare gli Americani colla fede data del
Parlamento, che la Gran-Brettagna non sarebbe mai per iscostarsi da
quelle regole, che una volta fossero stabilite, che in questa materia
meglio la prudenza, che il diritto dovevasi considerare; che i solenni
dottori delle leggi in questa cosa non avevan che fare, ma era mestiero
piuttosto consultar la esperienza; che questa aveva già da lungo tempo
indicato la strada che si doveva tenere, alla quale era d'uopo
ritornare, tutti i nuovi ed insoliti consiglj abbandonando. Discorse
finalmente, che nissuna ragione si aveva per dubitare, che i coloni
avessero ad essere per l'avvenire più renitenti a concedere di per sè
stessi i sussidj, di quello che fossero stati per lo passato. E che
perciò s'indirigessero dai segretarj di Stato le consuete requisizioni
alle assemblee loro.
Insorsero i ministri, e questa volta, cosa strana e da non aspettarsi
dalle tolte di lord Bute, si dimostrarono molto teneri della libertà;
tanto è vero, che se qualche volta i fautori dell'anarchia popolare,
così anche quei della Realtà assoluta gridano non di rado il nome di
libertà, conoscendo gli uni e gli altri, che se i popoli non possono
amare quello che lor nuoce, possono bensì facilmente essere ingannati
dalla sembianza, e col nome solo di quello che lor giova. Dissero, che
sarebbe stata cosa alla libertà pericolosa, se le colonie potessero
senza il consenso del Parlamento, e sulle semplici requisizioni dei
ministri concedere i sussidj alla Corona; che del rimanente le americane
assemblee non avevano mai avuto la facoltà legale di concedere di per sè
stesse questi sussidj; che questo era un privilegio privato del
Parlamento, il quale non poteva ad un altro corpo qualsivoglia venir
comunicato; che si leggeva nella dichiarazione dei diritti e delle
libertà degli uomini inglesi, che il por tasse ed il cavarne pecunia per
uso della Corona col pretesto di qualche prerogativa, e senza il
consenso del Parlamento, è cosa contro la legge; che un ministro, il
quale sofferisse, che le colonie facessero una qualche concession di
pecunia alla Corona senza il consenso del Parlamento, sarebbe colpevole
di Stato; che se in tempo di guerra, per la necessità delle cose,
quest'abuso è stato qualche volta tollerato, non lo poteva esser del
pari a' tempi di pace, senza il totale sovvertimento della costituzione;
che spogliatosi una volta il Parlamento del diritto di tassar le
colonie, nissuna certezza si poteva più avere di alcun sussidio da parte
di quelle, stantechè, che avessero finora fornito non voleva
significare, fossero per fornir in avvenire; che potrebbe darsi, che ad
un bel bisogno ricusassero, ed in tal caso non si avrebbe più in pronto
alcun mezzo per obbligarle; e che finalmente, se avevano fatte
provvisioni di moneta nell'ultima guerra, ciò fu, perchè si trattava
della causa loro, e del pericolo, in cui si trovavano; ma che in altri
casi ed in altri interessi più dai loro lontani, sarebbe molto da
dubitare, se del pari volessero somministrare.
Così risposero i ministeriali. Cimentato il partito pel signor Burke non
si ottenne. Ma però il rifiuto di questa proposta non fu senza grave
dispiacere da molti fra gl'Inglesi ricevuto, i quali ardentemente
desideravano, che si trovasse un qualche termine, onde si potesse venire
agli accordi. Ma i più, fra i quali i ministeriali, la pensavano
diversamente. Il fatto era, o almeno assai pareva che fosse, che nella
condizion delle cose in cui si era, l'affare della tassazione fosse
diventato la menoma parte della contesa; che la gara era venuta più
addentro, e distesasi ad altri oggetti di maggior momento alla natura e
forma stessa del governo appartenenti. I ministeriali, e quelli che
seguitavano le parti loro, si erano grandemente insospettiti, che sotto
quest'ombre di pretensioni intorno le tasse e libertà costituzionali, si
nascondessero trame tendenti ad alterare la forma del governo, e
propagare e forse mandare ad effetto quelle opinioni intorno la
Repubblica, le quali di tante discordie e di tante guerre state erano al
l'Inghilterra cagione. I presenti libertini d'America, e quei che gli
favoreggiavano nella Gran-Brettagna molto somigliavano a quelli dei
passati tempi, e si temeva, covassero i medesimi disegni. Guardavasi
sopra le parzialità in favore degli Americani, come sopra criminose
macchinazioni contro lo Stato; e gli autori loro estimavansi una setta
d'uomini audaci, ambiziosi ed ostinati, i quali per acquistar il potere,
per esercitare la vendetta avrebbero ogni cosa tratto a rovina ed al
sangue. Si credeva, che siccome i padri ai figliuoli loro, così i
libertini, che vissuti erano ai tempi della rivoluzione d'Inghilterra,
avessero le opinioni ed il veleno loro tramandato ai presenti, e che
questi volessero per mezzo della rivoluzione americana pervenire ai loro
perniziosi fini; che già avevano una parte ottenuto dell'intento loro
colla ribellion nuova dell'America e colla discordia cittadina in
Inghilterra; e che in aspettazione di futuri avvenimenti avessero
intanto formato il disegno, non potendo per ora della somma delle cose
insignorirsi, di travagliare continuamente coloro che governavano, colle
vociferazioni, colle combriccole, cogl'incentivi loro. E per verità così
esorbitanti erano stati da qualche tempo i procedimenti dei partigiani
in quella contrada, che nissuna, non dirò civile modestia, ma misura si
era osservata; e che tutte le vie e tutti i mezzi riputavansi onesti,
purchè conducessero al fine che si aveva in mira. Perciò in sì fatta
ricordanza delle antiche offese, in una cosa trattata con tanto affetto,
ogni partito, che si movesse in favor degli Americani, era ricevuto con
grandissima sospizione. Si pensava, che non facesse all'interesse della
Gran-Brettagna di venire a patti coi coloni, se prima non erano
raumiliati e rintuzzati quegli spiriti repubblicani. E siccome ciò non
si poteva se non colla forza delle armi ottenere, così si desiderava che
queste si adoprassero. Imperciocchè, qualunque fosse stato l'effetto dei
mansueti consiglj, avrebbero essi, dicevasi, palliato, non guarito il
male, il quale avrebbe poscia nella prima occasione ripullulato, e,
distendendosi vieppiù, fatto peggiori danni che prima. Così pensavan
molti dentro e fuori del Parlamento. A queste opinioni e timori si deve
principalmente attribuire la durezza, che incontrarono tutte le
proposizioni di concordia fatte dai parziali degli Americani. Oltre a
questo credettero i ministri, che questi degli Americani fossero
piuttosto impeti popolari, che fondati consiglj, i quali, poichè fossero
alquanto ribolliti, avessero leggermente a risolversi.
Ciò nonostante non ebber fine ancora le proposte di concessioni e le
petizioni; le quali forse appunto si facevano, perchè si sapeva, che non
si ottenevano. Furon ributtate; ed in tal modo fu posto fine ad ogni
speranza di concordia. Così si aspettavan di necessità gli estremi casi;
così le cose precipitavano ad una inevitabil guerra, ed universalmente i
cittadini, non senza grande orrore, rimiravano le calamità, ch'erano
alla patria sovrastanti.
Intanto in America si preparavano ogni dì più le occasioni ai futuri
mali, e pareva che anche là ad ogni modo fosse già per rompersi la
cittadina guerra. Il congresso massacciuttese aveva decretato, che si
procacciasse quanta polvere d'artiglierie si potesse trovare, ed ogni
sorta di armi e di munizioni, che potessero bastare per un esercito di
quindicimila soldati. Ciò si eseguiva da tutti con moltissima
sollecitudine, e siccome queste cose abbondavano principalmente in
Boston, così si studiavano con ogni più destra maniera di farne
procaccio, e scapolarle a luoghi sicuri nelle campagne, ingannando la
vigilanza delle guardie, le quali stavano sull'istmo. I cannoni, le
palle ed altri istrumenti di guerra si trasportavano a traverso le poste
dell'istmo sulle carrette cariche di letame; la polvere dentro i
canestri, o le zane di coloro, che venivano dal mercato di Boston, ed i
cartocci eran nascosti dentro le casse piene di candele. Così riuscivano
i provinciali nell'intento loro. E perchè si temeva, che il generale
Gage mandasse a pigliar le munizioni nei luoghi, ai quali erano state
sgombrate, si elessero uomini, i quali tutte le notti appostassero a
Charlestown, a Cambridge ed a Roxbury, e mandassero subitamente corrieri
alle Terre, dove erano le canove, ogni qual volta si vedesse uscir da
Boston qualche banda di soldati. Ma Gage non si ristette. Avendo egli
avuto sentore, che fosser deposte nelle vicinanze di Salem alcune bocche
di artiglierie, vi mandò una mano di soldati del castello, acciocchè le
pigliassero e ritornassero in Boston. Sbarcarono a Marblehead, ed
essendo proceduti sino a Salem, non le trovarono. Stavano essi per
passare un ponte levatojo, pel quale si aveva il passo a Danvers, dove
si trovava adunato molto popolo. Fu levato il ponte per impedire il
passo alle genti regie. Il capitano del Re comandava fosse abbassato, ed
il popolo ricusava. Si abbarruffavano coi soldati. Era vicina a nascere
qualche mostruosità. Sopraggiunse in questo punto un Bernardo,
ecclesiastico di molta autorità, il quale tanto disse e tanto fece col
popolo, che il ponte fu messo giù. Sopra il quale passate le
soldatesche, e data una scorribanda dall'altra parte in segno della
potestà, che acquistata avevano di correre il paese, se ne tornarono di
queto alla nave. Ma intanto i paesani avevano sgombrate a luoghi più
sicuri le artiglierie e le munizioni, di modo che la spedizione del Gage
riuscì di niun effetto. Così per la prudenza di un sol uomo non si
venne, come n'era il pericolo imminente, al sangue. Tuttavia la
resistenza che incontrarono i soldati, aveva molto inasprito gli animi
loro; e se prima già si viveva in cagnesco in Boston, dopo questo fatto
l'irritazione ed il rancore erano sì grandemente cresciuti, che ad ogni
momento si temea, non si venisse alle mani tra i soldati del presidio ed
i cittadini.
Ma, aspettando la guerra, il destino, particolarmente degli abitatori di
Boston, era un oggetto diventato di comune apprensione. Il presidio era
gagliardo, le fortificazioni condotte a perfezione, e poca speranza si
aveva di potere quella città sottrarre dalla divozione britannica. Nè
potevano i cittadini aver migliore speranza di scampar per la via del
mare, essendo il porto occupato dalle navi di guerra. In tal caso i
Bostoniani, posti in mezzo all'arrabbiata soldatesca, avrebbero dovuto
tutte quelle calamità sopportare, che dalla licenza militare si possono
temere. Erano essi, come in una sicura prigione rinchiusi, e potevano
anche servir di statichi in mano dei capitani britannici; il che avrebbe
le operazioni, che gli Americani avevano in animo di fare tanto civili,
che appartenenti alla guerra, grandemente impedite. Perciò varj disegni
furon posti avanti per istrigarsi da tanta necessità; i quali, se non
dimostrarono molta prudenza, certo arguirono una non ordinaria
ostinazione. Consultarono alcuni, che tutti gli abitanti di Boston
dovessero abbandonar la città, ed in altri luoghi trasferirsi, dove
sarebbero fatte loro le spese del pubblico. Ma questo disegno era
impraticabile del tutto, perciocchè stava in potestà del generale Gage
l'impedirlo. Altri volevano, che si facesse una generale stima delle
case e delle masserizie degli abitanti, e si ponesse quindi fuoco alla
città, e fossero colla pecunia pubblica ristorati dei sofferti danni e
dei perduti averi. Dopo matura considerazione anche questo pensiero fu
giudicato di difficilissima, anzi d'impossibil esecuzione. Ciò
nonostante molti alla spicciolata lasciavano la città, e nelle parti più
interne della provincia si ritiravano; alcuni pel fastidio del confino,
altri per paura delle vicine ostilità, ed altri finalmente per timore di
essere ricerchi delle cose fatte contro il governo. Ma molti con
ostinata risoluzione eleggevano di rimanere, seguisse quello volesse. I
soldati del presidio infastiditi del lungo confino desideravano di
prorompere, e cacciar via questi ribelli, dai quali ricevevano tanto
incomodo nelle vettovaglie, e che in tanto dispregio avevano. I
Massacciuttesi dall'altro canto erano fieramente sdegnati all'opinione
di poltroneria, nella quale erano dai soldati tenuti, e desideravano di
far qualche pruova per mostrar loro quanto fossero ingannati, e per far
le vendette.
Arrivarono frattanto le novelle della concione tenuta dal Re al suo
Parlamento, delle risoluzioni da questo fatte, e della dicerìa, per la
quale erano stati i Massacciuttesi chiariti ribelli. Tutta la provincia
si pose in arme; la rabbia diventò furore, l'ostinazione disperazione.
Ogni speranza d'accordo fu spenta; la necessità pungeva anche i più
tiepidi; ed un desiderio di vendetta occupava gli animi di tutti. L'esca
è apprestata, le materie disposte, l'incendio imminente. I figliuoli
sono pronti a combattere contro i padri loro, i cittadini contro i
cittadini, e, come dicevan gli Americani, gli amici della libertà contro
gli oppressori, contro gli stabilitori della tirannide. «In quelle armi,
in quelle destre, affermavano, esser posta la speranza di salute, la
vita della patria, la difesa delle proprietà, l'onore delle castissime
donne. Con quelle sole potersi ributtare una efferata soldatesca,
potersi conservar quello che l'uomo ha più caro costaggiù, ed i diritti
intatti alla posterità tramandare; ammirerebbe il mondo il coraggio
loro; gli uomini ingenui gli proseguirebbono coi voti e coi desiderj
loro, e con somme lodi gli esalterebbero infino al cielo; la memoria
loro diventerebbe cara ai posteri, sarebbe d'esempio e di speranza agli
uomini liberi, e di terrore ai tiranni di ogni età; si facesse vedere
alla vecchia e contaminata Inghilterra, quanto potesse quella innocente
ed incorrotta gioventù d'America; si dimostrasse, quanto i soldati
proprj avanzino di valore e di costanza i mercenari; non rimaner altra
via di mezzo; doversi o vincere, o morire; esser gli Americani posti fra
le are fumanti di gratissimi incensi da una parte, e tra i ceppi e le
mannaje dall'altra. S'insorga adunque, si dia dentro, si combatta. Così
richiedere gli interessi più cari di quaggiù; così comandare la santa
religione; così voler quel Dio, che ricompensa al di là gli uomini
virtuosi, e punisce i tristi. Si accetti il felice augurio; che già quei
satelliti prezzolati mandati là da malvagi ministri, per ridurre agli
estremi casi quei popoli incolpevoli, rinchiusi stanno dentro le mura di
una sola città, dove la fame gli conquide, la rabbia gli arrovella, la
morìa gli consuma; non doversi aver dell'evento temenza; la fortuna
arridere alle imprese degli uomini generosi». Così si aizzavano l'un
l'altro; così s'incitavano alle difese. Il momento fatale è giunto; il
segno è dato della guerra cittadina.
Era Gage informato, che i provinciali avevan fatto massa delle armi e
munizioni loro nelle Terre di Worcester e di Concordia, delle quali
l'ultima è a diciotto miglia distante dalla città di Boston. Messo su
dai leali, che gli avevan persuaso, non troverebbe resistenza, essendo,
dicevan essi, i libertini codardi e vili, e forse non credendo, che la
cosa avesse a venire così ad un tratto al ferro, si risolvette di
mandare a quest'ultima alcune compagnie per ivi pigliar quelle armi e
munizioni, ed o condurle in Boston, ovvero distruggerle. Si disse ancora
ch'egli ebbe in mira di far mettere le mani addosso con questa
improvvisa fazione a Giovanni Hancock ed a Samuele Adams, due dei Capi
più vivi dei libertini, e che aggiravano a posta loro il congresso
provinciale, il quale a quei dì si teneva nella Terra di Concordia. Ma
perchè non si sollevassero gli animi, e non si desse origine alle
commozioni popolari, le quali avrebbero potuto sturbar il disegno,
determinò di procedere cautamente e sotto coperta. Perciò comandò ai
granatieri e ad alcune compagnie di fanti leggieri, si tenesser pronti
al marciar al primo cenno fuori della città, aggiungendo, che ciò era,
perchè facessero una mostra, e sì esercitassero in certe mosse e
rappresentanze di fazioni militari. I Bostoniani n'ebbero sospetto, e
mandarono dicendo all'Adams, ed all'Hancock, stessero avvisati. Il
comitato di sicurezza, che così chiamavano un Consiglio d'uomini eletti
per sopravvedere e vegghiare la pubblica sicurezza deliberò, che le armi
e le munizioni fossero disperse qua e là in differenti luoghi. Intanto
Gage per procedere con più segretezza ordinò, che molti uffiziali, che
erano stati del disegno del generale indettati, andassero, come per
diporto, a desinare a Cambridge, la qual Terra, molto vicina a Boston, è
posta in sulla strada per a Concordia. Era il giorno diciotto aprile; la
sera si disperdettero qua e là sulla strada e sui tragetti per tagliar
la via ai procacci, che per avventura vi fossero mandati a fine di
recarvi l'avviso della mossa dei soldati. Il governatore ordinava,
nissuno uscisse dalla città. Per altro il dottor Warren, uno dei più
svegliati libertini, ebbe a tempo odore della cosa, e mandò speditamente
uomini a posta, a qualcuno dei quali fu mozza la strada dagli uffiziali
appostati, altri però trapelarono e portarono le novelle a Lexington,
Terra posta in sulla strada, prima di arrivare a Concordia. Si divulgò
la cosa; la gente traeva in copia; si suonavano in ogni parte le campane
a stormo; le salve sollevavano a calca tutte le Terre circonvicine. In
questo mezzo alle undici della sera un grosso squadrone di granatieri, e
di fanti leggieri fu imbarcato a Boston, ed andò a pigliar terra in un
luogo chiamato Phippsfarm, donde marciò alla volta di Concordia. In
questo stato di cose erano talmente mossi gli umori, che ogni piccolo
accidente gli poteva, siccome avvenne, far traboccare.
Erano i soldati sotto la obbedienza del luogotenente colonnello Smith, e
del maggiore Pitcairn, il quale guidava l'antiguardo. La milizia di
Lexington, essendo incerto l'avviso della mossa degl'Inglesi, s'era
riparata sul finir della notte qua e là. Finalmente verso le cinque
della mattina dei diciannove si ebbe certo avviso, che eran già vicini i
regj. I provinciali che si trovavano più vicini ed in pronto si
assembrarono in numero circa di settanta, troppo pochi certamente,
perchè potessero aver intendimento d'incominciar essi la battaglia.
Arrivarono gl'Inglesi ed il maggiore Pitcairn ad alta voce gridò:
_disperdetevi ribelli; ponete giù le armi, e disperdetevi_. I
provinciali non obbedirono. In questo ei saltò fuori dalle file, e
sparata una pistola, e brandendo la spada, comandò ai soldati traessero.
I provinciali andarono in volta; i regj continuarono a trarre. I
provinciali, ripreso animo, ritornarono alla battaglia. In questo mentre
Hancock, e Adams, si allontanavano dal pericolo; e si narra, che strada
facendo esclamasse quest'ultimo, tutto pieno di contento: _O che
gloriosa mattinata è questa mai!_ Volendo accennare i felici effetti che
dalla sparsione di questo sangue dovevano, giusta l'opinione sua, alla
patria risultare. Aveva egli in mente quel proverbio: _Cosa fatta capo
ha_. I soldati si avvicinarono a Concordia. I terrazzani levatisi e
raunatisi fecer sembianza di volersi difendere; ma veduto il numero dei
nemici si ripararono ad un ponte, che si trovava a tramontana della
Terra, ed intendevano di aspettare i rinforzi dai vicini luoghi. Ma i
fanti leggieri arrivarono a furia, gli cacciarono e s'insignorirono del
ponte, mentre gli altri entrarono nella Terra, e procedevano ad eseguire
gli ordini che tenevano. Guastarono due cannoni da ventiquattro di palla
coi carretti loro, e molte ruote ad uso di artiglierie; gettarono nel
fiume e nei pozzi cinquecento libbre di palle, e disperdettero molte
farine, che i provinciali avevano colà ammassate. Furon queste tutte
quante quelle vettovaglie ed armi, le quali diedero la prima occasione
ad una lunga e crudele guerra.
Ma qui non si terminò la cosa. Arrivavano i minuti uomini, ed i
provinciali s'ingrossavano da ogni parte. I fanti leggieri, i quali
correvano la campagna oltre Concordia, furon obbligati a ritirarsi, e
nell'entrar della Terra seguì un feroce affronto. Molti furon morti da
una parte e dall'altra. I fanti leggieri accozzatisi colla schiera di
mezzo, e col retroguardo si ritirarono speditamente tutti verso
Lexington; imperciocchè tutta la contrada all'intorno s'era levata in
armi, ed i provinciali arrivarono in folla in soccorso dei loro. Prima
che i soldati reali fossero arrivati a Lexington furono grandemente
nojati alla coda ed ai lati, appiattandosi i provinciali dietro le
macìe, le piante e le frequenti siepaje, donde offendevano senza poter
essere offesi. I soldati del Re si trovavano in grandissimo pericolo.
Sospettando Gage della cosa, aveva spedito frettolosamente in ajuto,
sotto i comandi di lord Percy, sedici compagnie di fanti con alcuni
soldati di marina, e due cannoni da campo, i quali arrivarono a
Lexington molto opportunamente, allorquando dall'altro canto vi
giungevano i regj stanchi e cacciati a furia dalle armi provinciali.
Pare molto probabile, che senza di quel rinforzo sarebbero stati tutti
tagliati a pezzi o fatti prigionieri; poichè non avevano più nissuna
forza vivente, ed avevano spese tutte le munizioni loro. Fatta una buona
pausa a Lexington, di nuovo si ponevano in cammino verso Boston,
crescendo ognor più il numero dei provinciali, sebbene non fossero
gl'Inglesi tanto molestati alla coda per causa dei due cannoni, che
tenevano il nemico in rispetto. Ma dai lati erano assaliti vivamente,
traendo gli Americani, i quali addopati ai monticelli ed alle macìe gli
ammazzavano alla sicura. I soldati regj erano anche nojati dal calore e
da un gran polverìo, che, soffiando allora un vento contrario, veniva
loro in viso ed offuscava gli occhi. Gli stracorridori dei nemici,
essendo velocissimi e pratichi dei luoghi, arrivavano per vie traverse
alla non pensata, e facevan molto danno, pigliando di mira
principalmente gli uffiziali, che per questo dovettero aversi molto
riguardo. Finalmente dopo una incredibile fatica e con grave perdita di
gente arrivarono i reali stanchi, anzi vinti dalla lassitudine, avendo
essi camminato quella giornata, senza tener conto del travaglio nato
dalla battaglia, meglio di trentacinque miglia, a tramonto di sole a
Charlestown, ed il giorno dopo traghettarono a Boston.
Questa fu la prima presa d'arme, e tale il fatto di Lexington, che fu il
cominciamento della guerra civile. I soldati inglesi, e più di tutti gli
uffiziali, ne presero uno sdegno grandissimo, non potendo tollerare, che
una gente raunaticcia, che una moltitudine indisciplinata, che infine i
Jankee, che con tale nome chiamavano essi per disprezzo gli Americani,
avessero loro non solamente fatto tenere l'olio, ma di più gli avessero
costretti a dar le spalle, ed a ripararsi dentro le mura di una città.
Per lo contrario i provinciali ne presero un grandissimo ardire, avendo
conosciuto per pruova, che quelle famose soldatesche non erano
invincibili, e che anche le proprie armi loro tagliavano e foravano.
L'una parte e l'altra usarono molta diligenza per provare, che gli
avversarj furono gli assalitori. Affermarono gl'Inglesi, che gli
Americani erano stati i primi a trarre dalle vicine case di Lexington, e
che per quest'accidente le genti britanniche traessero anch'esse,
uccidessero molti dei provinciali, e marciassero quindi a Concordia. Gli
Americani negarono il fatto, e con molta asseverazione raccontarono, che
il maggiore Pitcairn ordinasse ai suoi di trarre, quando dal canto loro
ogni cosa era quieta; del che furono fatte fare molte giudiziali
informazioni e deposizioni. Certo è, che il luogotenente colonnello
Smith prese molto dispiacere, che i suoi avessero sparato. E' par
probabile, che Gage avesse dato l'ordine ai suoi soldati di non trarre,
se non solo nel caso, in cui venissero dai provinciali assaliti; onde se
vero è, come sembra più verisimile, che i primi tiri siano venuti dai
soldati del Re, ciò all'imprudenza piuttosto del maggiore Pitcairn, che
ad altro ordine o causa si deve riferire.
Le due parti si accusarono anche scambievolmente siccome nelle guerre
civili suol addivenire, di molte ed orribili crudeltà. Riferirono gli
Americani, che gl'Inglesi incendiarono molte case, ne saccheggiarono
più, distrussero quanto non potettero portar via, ed ammazzarono
parecchie persone inermi e quiete. Gli Inglesi all'incontro affermarono,
che alcuni dei loro, fatti prigionieri dai ribelli, furono con barbara
ferità tormentati e messi a morte. Raccontarono eziandio, cosa orribile
a dirsi, che uno dei feriti inglesi, rimasto essendo indietro, ed a
grande stento sforzandosi di raggiungere i suoi, fu sopraggiunto da un
Americano, giovane d'anni, ma di animo efferato, il quale gli spezzò con
un'accetta il cranio, e fè schizzar fuora a forza il cervello. La qual
cosa, se essa è vera, il che noi non ardiremo di affermare, quantunque
la troviamo scritta come non dubbia presso autori meritevoli di fede,
falso è bene ciò, che si divulgò allora da molti, che a parecchj tra i
feriti e morti inglesi siano state dalla gente fanatica della
Nuova-Inghilterra, secondo il costume dei barbari, che abitano le selve
nelle contrade poste a ridosso delle colonie, tirate e staccate dal
cranio le zaccagne, gli occhi spinti fuori dalle occhiaje e le orecchie
tagliate. Ci giova credere, e non ci mancano autorità per affermare, che
queste accusazioni sono molto esagerate da una parte e dall'altra; e che
se qualche violenza venne commessa nel calor del fatto, egli è ben
certo, che dopo di quello l'umanità trovò il suo luogo; che anzi si sa
di sicuro, che i feriti rimasti in balìa dei provinciali ebbero a
provare tutte quelle cure, che sono in uso presso le nazioni civili. Fu
anzi mandato dire dagli Americani al generale Gage, che stava in sua
facoltà d'inviar cerusici per medicare ed assistere i feriti, che in
mano loro si ritrovavano.
Da questo primo fatto nacquero due cose, delle quali la prima si è, che
si dimostrò, quanto fossero vani i vanti di quei bravi, i quali fuori e
dentro del Parlamento discorsero con sì inconvenienti parole della
codardia americana; e che generalmente la nazione inglese, ma più di
tutti i soldati, si persuasero che la contesa sarebbe stata assai più
dura e sanguinosa di quello, che si erano dati ad intendere dapprima. La
seconda si è, che gli Americani ripresero maggior animo, e se prima
erano ostinati a volere i diritti difendere, ora diventarono
ostinatissimi. Si debba anche aggiungere, che i racconti delle crudeltà
dalle soldatesche britanniche commesse, vere o false che elleno si
fossero, e che i Capi non mancarono di propagare e magnificare in ogni
luogo, colle più veementi parole e coi più vivi colori rapportandole,
avevano una concitazione incredibile ed una maravigliosa rabbia negli
animi dei coloni ingenerato; e per dare maggior vigore, se possibil
fosse, a queste passioni, fecero gli uccisi con ogni maniera di onorate
esequie sotterrare, estollendogli con sommissime lodi, e chiamandogli
martiri della libertà; i nomi e le famiglie loro erano in molta
venerazione tenuti da tutti. Erano posti e mostrati ad ognuno, come
esempj da imitarsi nell'ardua contesa, nella quale l'America era tratta
dall'ingiustizia e dalla prepotenza inglese.
Sedeva allora il congresso provinciale di Massacciusset in Watertown,
dieci miglia distante da Boston. Avute le novelle della battaglia di
Lexington scrissero una lunga lettera al popolo inglese, colla quale
diedero ogni più minuta contezza del fatto, e si sforzarono di provare,
che le genti del Re erano state esse le prime ad appiccar la battaglia,
traendo contro le pacifiche milizie provinciali; e che avevano tanto a
Concordia, quanto a Lexington molte esorbitanze commesse del nome
britannico affatto indegne. Lo pregavano, si volesse tramettere per
evitar le ulteriori calamità, che soprastavano sì alle colonie, e sì
alla Gran-Brettagna; dichiararono e protestarono della lealtà loro; nel
medesimo tempo affermarono, esser costante ed irrevocabil risoluzione
loro di non volere a nissuna specie di tirannia sottomettersi; e ne
appellarono al cielo per la giustizia della causa loro, per la quale
erano a spendere tutte le facoltà e la vita stessa, ove d'uopo ne fosse,
apparecchiati.
Ma non contenti alle parole, e volendo pigliare un giusto modo alla
guerra, e dar una regola e norma certa ai moti de' popoli, che
tumultuavano a masse per ogni dove, stabilirono le paghe agli uffiziali
ed ai soldati, e fecero statuti per governare la milizia, ed il buon
ordine fra la medesima mantenere. Per poter poi bastare alle spese, le
quali in sì gran frangente erano necessarie, fecero una gittata di
biglietti di credito, i quali si dovessero come moneta in tutti i
pagamenti ricevere, per la guarentigia dei quali impegnarono la fede
della provincia. Dichiararono inoltre, che al generale Gage, per aver
egli mandato genti armate a distruggere ciò che si trovava nei fondachi
pubblici nella Terra di Concordia, e che per questo fatto molti abitanti
della colonia erano stati barbaramente ed illegalmente morti, non si
doveva più niuna obbedienza prestare; che anzi dovesse riputarsi nemico
a quelle contrade.
Deliberarono anche, si dovesse fare una leva di tredicimila e seicento
uomini nella provincia, ed elessero generale loro il colonnello Ward,
soldato molto riputato. La qual milizia dovesse essere la parte di
Massacciusset, e mandaron pregando le province del Nuovo-Hampshire, del
Connecticut, e dell'isola di Rodi, acciò fornissero le rate loro, finchè
si venisse a compire un esercito di trentamila soldati. Giovanni Thomas,
uffiziale molto pratico, fu eletto generale. Il Connecticut mandò
speditamente una grossa schiera verso Boston, al comando della quale
prepose il colonnello Putnam, vecchio uffiziale, che si era acquistato
nelle due ultime guerre il nome di prudente e coraggioso capitano. Nè le
altre province furon lente a far marciare le insegne loro, di modochè in
poco tempo un esercito di trenta migliaia di soldati si trovò raunato
intorno le mura di Boston. Tanta era l'ardenza prodotta nell'universale
dei popoli dal fatto di Lexington, che i generali americani dovettero
mandarne indietro parecchie migliaia. Prese Putnam i suoi alloggiamenti
a Cambridge, e Thomas a Roxbury in sull'ala dritta dell'esercito per
mozzar affatto ogni via al presidio per l'istmo verso il paese
circonvicino. In tal modo fu posto, pochi giorni dopo la battaglia di
Lexington, uno stretto assedio alla città capitale della provincia di
Massacciusset; in tal modo una moltitudine collettizia, ch'erano
riputati ribelli, e di animo codardo e vile, tenevano rinchiusi, senza
che s'ardissero saltar fuori o vettovaglie procacciarsi, molte migliaia
di sperimentati soldati capitanati da un generale di molto valore, che
militavano sotto le insegne del Re, e ch'erano stati inviati colà colla
ferma speranza, che avessero a far cagliar molto alla prima tutti gli
abitatori di una contrada assai più vasta, ed a correre più difficile,
che non è l'Inghilterra stessa. Ma in tutti i tempi gli eserciti
stanziali si son fatto beffe dei soldati dei popoli sollevati; e questi
soldati dal canto loro hanno sovente tenuto il fermo, e fatto stare gli
eserciti stanziali.