[1774]
Il dì quattro di settembre arrivarono in Filadelfia i deputati di
ciascuna colonia, eccetto quei della Carolina Settentrionale, che
indugiarono sino ai quattordici dello stesso mese. Tutti erano uomini di
gran conto, ed in molta stima e grazia dell'universale. Non eran essi
gente priva dei beni della fortuna; ma per lo contrario persone abbienti
tutti, ed alcuni anche di abbondanti facoltà dotati. Parecchi avevano il
mandato di fare ogni opera loro per sicurare la libertà dell'America coi
mezzi più opportuni, e l'antico corso delle cose coll'Inghilterra
ristorare; altri di procurare quelle deliberazioni in riguardo
all'esercizio del commercio, che la potessero a più mansueti consiglj
verso le colonie piegare; altri in fine avevano il mandato amplissimo di
far tutto ciò, che nelle presenti occorrenze credessero più acconcio, ed
al ben pubblico più conducevole. Assembratisi il giorno cinque,
stabilirono, che le deliberazioni loro fossero e dovessero tenersi
segrete; e che i partiti si rendessero non per teste, ma per colonie;
vale a dire, che ciascuna colonia potesse rendere un solo suffragio, e
non più, qualunque fosse il numero de' suoi deputati. Elessero
presidente Peyton Randolfo di Virginia, e segretario Carlo Thompson.
Erano cinquantacinque, e si troveranno i nomi loro scritti qui a piè[3].
Da molto tempo non era stata fra gli uomini tanta aspettazione, nè
spettacolo di tanto momento, come quello, che alle menti loro offeriva
il presente congresso americano. E per verità era essa una cosa, siccome
nuova, così ancora maravigliosa, che una nazione sino a quei dì
pressochè ignorata dalle nazioni europee, e solo quasi conosciuta pel
commercio, che andava esercitando in questa parte ed in quella, ora da
quello stato di obblivione scuotendosi, e quasi da un lungo sonno
destandosi, pigliasse tutto ad un tratto in mano sua le redini del
governo di sè stessa; che le varie parti della medesima sin là divise
tra di loro, ora in un corpo solo si riunissero, che paresse da una sola
mente mosso; e che scostandosi dalla consueta e diuturna obbedienza si
ardisse, con audacissimo consiglio, all'antica madre, ad una
potentissima nazione resistere e contrastare. S'eran bene osservati nei
vasti dominj della Spagna in America di quando in quando alcuni moti
popolari; ma questi stati erano dal governo di leggieri sedati; e nelle
colonie portoghesi il corso della pubblica pace non era stato mai
interrotto. La Francia parimente aveva sperimentati i sudditi suoi delle
colonie americane inclinati alla obbedienza, ed al conformarsi di buon
grado alle leggi ed ai comandamenti della metropoli. Le colonie inglesi
le prime dovevano questo esempio porre della resistenza e della
propensione alla guerra cittadina. La qual cosa però era l'effetto
necessario degli ordini pubblici dell'Inghilterra e delle sue colonie;
delle opinioni che in queste regnavano; della memoria degli antichi
rivolgimenti, come pure dei mali umori, che di tempo in tempo vi si
erano manifestati, e che ora per la prima volta minacciavano una
evidente e prossima rovina. Imperciocchè il congresso d'Albania non
aveva avuto nulla d'illecito, essendo anzi dalle autorità legittime
convocato, nè nissuna tendenza prossima a cose nuove, quantunque in
ultimo i consiglj segreti di coloro, che v'intervennero, fossero forse
volti alla independenza; ma in fatto non vi si regolarono, che gli
interessi delle colonie inglesi colle vicine nazioni indiane. Il
congresso poi della Nuova-Jork, non essendo ancora a tanta caldezza
concitati gli animi, quando ei fu convocato, nè sì oltre trascorsi i
disordini popolari, nè il governo fatte avendo tante deliberazioni
rigorose, nè distrutti tanti statuti colonarj; nè essendo da un altro
canto i delegati a quel congresso, sebbene di molta, non però di tanta
estimazione presso i popoli americani, come quelli del congresso di
Filadelfia, non aveva gli animi così disiosi delle future cose tenuti,
come questo. I coloni riguardavano sopra di esso, come sopra un convento
d'uomini, i quali dovessero ad ogni modo liberar la patria dai pericoli,
che le sovrastavano; molti credendo, che coll'industria e prudenza loro,
e coll'autorità, che avevano presso i popoli grandissima, avessero ad
ottenere dal governo sollievo a quei mali, che gli opprimevano, e
l'antico ordine di cose ristorare. Alcuni altri si erano dati a credere,
che avrebbero la nazione americana a quella independenza condotta,
ch'era il primo e sommo desiderio loro, e sto per dire quell'agonia,
dalla quale essi erano notte e dì travagliati e punti. La fede che
avevano nel congresso collocata, era eguale all'odio, che avevano contro
le nuove leggi conceputo; ed ignorando per l'ordinario l'universale dei
popoli gli ostacoli, che nelle grandi imprese s'incontrano, e trovandosi
alleviati coll'avere scaricato addosso a pochi la briga di tutti,
attribuendo anche, siccome soglion fare, più efficacia di quel, che aver
possono veramente, ai nuovi maestrati, s'erano generalmente elevati a
grandissima speranza. E siccome l'unione degli animi è il più efficace
mezzo per riuscire nelle opere che s'intraprendono, così questa era
maravigliosa, e tutti volevano metterci la vita e le facoltà loro per
condurla a buon fine. Non che non vi fossero dissenzienti, i quali
avrebber voluto tutt'altra via tenere, che questa; ma essi erano pochi
in quel primo impeto, ed isbigottiti dal consenso e calore universale
degli altri. Nissun si pensi, che un altro governo, comunque dalla
diuturnità del tempo confermato e di forti armi munito, abbia mai tanta
volontà e prontezza all'obbedire provate, quante il congresso americano.
Volevansi ricevere le deliberazioni sue non solo come leggi utili ed
acconce da un buon governo derivanti; ma come dettami e quasi oracoli
d'uomini consegrati e votatisi generosamente al bene ed alla utilità
della patria.
In tal condizione si trovavan le cose in America al tempo della
convocazione del congresso. Ma in Europa la novità del caso aveva
grandemente ed universalmente sollevati gli animi; ed in alcuni indotto
il timore; in molti la speranza; in tutti la maraviglia. In Inghilterra
i ministeriali gridavano a testa contro l'ardimento, ch'essi chiamavano
ribelle, dei sudditi americani, e già si proponevano di venirne alle più
rigorose determinazioni. Ei non potevano restare capaci, come un popolo,
quale l'americano si trovava, ch'era stato sempre dall'amore delle Sette
in varie e diverse parti distratto, ora potesse in un solo animo, ed in
una sola volontà convenire; che deposti quei rancori, che tra gli uni e
gli altri correvano per causa di diversi interessi ed opinioni, ora in
ciò tutti concorressero a volere quello, ch'essi credevano i diritti
loro contro l'Inghilterra difendere e mantenere. Non potevano recarsi in
mente, come una nazione, la quale viveva in sul commercio, che non aveva
navilio guerresco, che aveva le principali città sue esposte ai danni di
un nemico armato in mare; che non era provveduta di un esercito
stanziale ed esercitato in guerra, avesse l'ardimento di contrapporsi
alle voglie della nazione britannica potente in sull'armi, gloriosa pei
recenti fatti, abbondante di pecunia pubblica e privata, avente un
governo costituito da lungo tempo, fornitissima di navi da guerra e di
munizioni di ogni sorta, e copiosa di capitani espertissimi nelle
battaglie tanto di terra, che di mare. Da un'altra parte si discorreva,
che non si doveva prendere maraviglia dell'ardire degli Americani,
stantechè, quand'anche fosse vero, essere i medesimi in peggiori
termini, quanto alla facoltà di esercitar la guerra, posti, che la
Gran-Brettagna non era, gli uomini, cui il fervore delle opinioni
politiche agita e muove, non la guardano così nel sottile, e non istanno
sulle probabilità delle cose avvenire; che, del rimanente, non era
l'Inghilterra medesima esente da molte e gravi difficoltà, essendo in
questo stesso soggetto della causa americana divisa dall'amor delle
parti, sicchè sia forza, che una porzione di essa debba molto suo
malgrado recarsi a' danni dell'America; essendovi un immenso mare
frapposto tra di essa e le terre, dove si dovrebbe la guerra esercitare;
il che debbe necessariamente produrre una spesa senza fine, un guasto di
munizioni enorme, una perdita d'uomini non poca, ed una gran tardità, e
spesso anche una inopportunità di deliberazioni. Si considerava inoltre,
che il tesoro pubblico dell'Inghilterra era a molto stretti termini
ridotto per l'esorbitante debito contratto ne' tempi andati, e
massimamente a quei dell'ultima guerra; che non era l'entrata a gran
pezza eguale all'uscita; e che un incremento sì grave di spesa, che si
avrebbe in questa nuova guerra ad incontrare, avrebbe del tutto messo in
fondo le finanze dello Stato. Aggiungasi, che l'America era una contrada
molto accomodata alle difese, essendo essa piena di selve senza via,
frequente di laghi, di fiumi e di montagne; scarsa di strade passatoje,
e abbondante di passi stretti e forti, e di tragetti, i quali sono dai
soli abitanti conosciuti. Nè si deve passar sotto silenzio, che la
ricordanza delle passate cose doveva di necessità molto effetto generare
nella mente di quei che dirigevano lo Stato in Inghilterra, inducendovi
molta dubitazione ed incertezza; imperciocchè quest'era quella causa
istessa, che un secolo addietro si era disputata in Inghilterra, e che
dopo tante contese e tanto sangue, aveva finalmente una totale
rivoluzione prodotta, e trasportato lo scettro britannico nelle mani di
una nuova famiglia di regnanti. Questo doveva eziandio nei Capi del
governo un certo disdegno partorire molto accomodato a pervertire
gl'intelletti loro, e ad allontanargli dai temperati e prudenti
consiglj. Certamente, da quella rivoluzione in poi, non ebbe il governo
di Inghilterra impresa più difficile a maneggiare, che questa, nè che
più funesto augurio avesse, nè che sì imminente pericolo arrecasse, nè
che tanta rovina nel cuore stesso del regno minacciasse. Si teneva anche
per sicuro, che non sarebbero mancati agli Americani i soccorsi esterni.
Imperciocchè quantunque i potentati europei, i quali possedevano colonie
in America, non potessero, se non se con una certa gelosia, riguardare
questi moti delle province inglesi, credendo, fosse questo un cattivo
esempio posto avanti agli occhi dei sudditi proprj, e dubitando, se
quello riuscivano nei disegni loro, che anche questi potessero per
avventura far pensieri perniziosi, ed alla lealtà contrarj, tuttavia si
assicuravano molto, pensando, che molto mancava che i coloni loro
fossero impressi di que' concetti in fatto di cose appartenenti allo
Stato, i quali presso gli abitatori delle colonie inglesi si
osservavano. E dall'altro canto il desiderio, che nutrivano, di vedere
abbassata la potenza dell'Inghilterra, era cagione, che, o quel pericolo
non vedevano, o veduto lo dispregiavano; perchè questo pericolo era
lontano ed incerto, mentre il benefizio dell'infievolimento della
Gran-Brettagna, che doveva probabilmente dalla guerra americana origine
avere, era vicino, e, se non sicuro, almeno assai verisimile.
Ma fra le altre nazioni dell'Europa, le quali tutte più o meno erano
alla causa degli Americani favorevoli, essendo tutte contro quello,
ch'esse chiamavano la tirannide inglese, piene di mala voglia, nissuna
si dimostrò in questo più viva della francese. Il desiderio di vendetta,
le brame della riscossa, la rimembranza dell'antico splendore, ed il
dolore delle recenti ferite non bene ancora racconce facevano sì, che il
governo francese fosse all'impresa degli Americani propenso. Ei non
aspettava altro, che gli estremi casi, e l'occasione propizia per
discoprirsi. Non ignoravasi fra la gente questo intendimento dei
ministri di Francia; e perciò, siccome nissun popolo è più tenero a
lasciarsi andare alle impressioni di chi il governa, che il francese, le
parti degli Americani erano in questa contrada con somma contenzione, e
con molto ingegno difese e sostenute. Del che se ne avevano anche altre,
e molto manifeste cagioni. I popoli di Francia, sebbene siano per lo più
vissuti sotto una maniera di governo molto stretta, hanno però sempre
tenuto in gran pregio quegli uomini e quei popoli, che le proprie
libertà con coraggio e con ardire difeso hanno contro le usurpazioni
della tirannide. Imperciocchè essendo essi, quando da quella loro
esorbitante immaginativa stravolti non sono, e fuori di loro medesimi
trasportati, generalmente di natura amorevole e dolce, così sono anche
molto inclinati a favorir coloro, i quali si trovano, o paiono oppressi,
massimamente quando questi, e con costanza sopportano l'avversità della
fortuna, e con coraggio si ingegnano di vincerla, e ad ogni modo
l'impresa loro ha in sè stessa qualche cosa d'animoso, di onorevole e di
grande. Tale si era, o tal pareva la causa degli Americani, e tale si
era in Francia la propensione generale verso i medesimi. A ciò si deve
aggiungere, che in questi tempi appunto gli scrittori, i quali avevano
delle cose appartenenti allo Stato ragionato, in ogni paese, ma
principalmente in Francia, si erano alle maniere di un governo più largo
favorevoli dimostrati; ed erano perciò nate negli uomini d'allora assai
generalmente opinioni, che molto inclinavano alla civile libertà. Questi
libri con maggior attenzione e desiderio si leggevano, e queste opinioni
più vi si propagarono, e più profonde radici gettarono, quando si ebbero
le nuove della querela americana. Quest'era in vero lo sperimento,
questa la pruova attuale di quelle opinioni, che già tanto si erano
dilatate, e che tanto lusingavano le menti degli uomini di quei tempi.
Sì nelle compagnevoli brigate, come nelle scritture, che in gran numero
in Francia si pubblicavano ogni dì, gli Americani erano con sommissime
lodi esaltati, e la causa loro con ogni sorta di argomentazioni e di
onorevoli esempj difesa e mantenuta. E se a' tempi, in cui la Francia
aveva, dopo la cessione fatta dalla repubblica di Genova, intrapresa la
conquista dell'isola di Corsica, vi erano molti fra i Francesi, i quali
la determinazione dei Corsi a volersi difendere, e lodavano ed
ammiravano, e da una altra parte la risoluzione del proprio governo a
volergli soggiogare detestavano ed apertamente condannavano, nissuno non
dubiti, che nel presente caso i parziali degli Americani non fossero
molti più, e che più vivi e più risentiti non si dimostrassero. Quando
vennero poi le novelle dell'adunata del congresso, non si può dire con
quant'allegrezza, e con quanto accrescimento di speranze nuove elleno
siano state ricevute. I nomi dei deputati erano portati a cielo. Si
diceva in ogni luogo: gettasser via dal collo il giogo della superiorità
inglese; si sottraessero a quella servitù; stabilissero nella patria
loro la civile libertà, e questo esempio ponessero, che i principi non
possono senza pericolo loro gli ordini e le leggi pubbliche violare, nè
intraprendere i privilegi e le immunità dei popoli soggetti. Così
andavano continuamente i Francesi con nuovi trovati, e con varie maniere
di argomenti provocando gli animi già molto esacerbati degli Americani,
e viemaggiormente irritando quelle piaghe, che già facevano vista di
volersi inciprignire, per farle del tutto incurabili diventare. In tal
modo il congresso aveva in suo favore volte, non solo le opinioni dei
popoli americani, ma quelle ancora generalmente dei popoli europei, e
dei loro governi medesimi, siccome anche non poca parte degli abitanti
della Gran-Brettagna stessa. Tanto era in quei tempi, o il desiderio di
cose nuove, o l'amore della libertà, o la propensione a scuotere dalla
bocca quel freno, che dall'autorità di chi governa fosse stato, o
venisse imposto. Ognuno intanto stava coll'animo sospeso aspettando qual
fosse per esser l'esito di una sì importante contesa, e quali le prime
deliberazioni, che il convento americano fosse, in una cosa di tanto
momento, per abbracciare.
Ei non v'ha dubbio, che i primi pensieri del congresso dovevano
rivolgersi alla provincia di Massacciusset ed alla città di Boston. E
siccome le determinazioni dell'assemblea di Suffolk erano fra le altre
state le più vive e le più importanti, così esso statuì di confermarle.
Risolvettero adunque, che grandissimo dolore sentivano all'infortunio
dei concittadini loro della provincia di Massacciusset, originato dagli
ultimi ingiusti e crudeli atti del Parlamento britannico; che molto
approvavano la sapienza e la fortezza, che si erano contro sì malvage
determinazioni dei ministri dai Massacciuttesi dimostrate;
raccomandavano, si perseverasse e si mettessero ad effetto le
risoluzioni dell'assemblea di Suffolk; che si doveva ottima speranza
avere, che gli sforzi uniti dell'America settentrionale avrebbero la
nazione britannica persuasa della imprudente, ingiusta e pericolosa
condotta dei presenti ministri, sicchè presto avessero i Consiglj
britannici a commettersi a uomini di miglior animo; e finalmente, che
quelle contribuzioni, che in tutte le colonie si erano incominciate a
raccogliere, dovesser continuarsi in sollievo e sostentamento dei
Bostoniani. E siccome quando si vuole la guerra, si suol sempre
dimostrar più vivo il desiderio della pace, così scrissero una lettera
al generale Gage, pregandolo, cessasse i preparamenti ostili, i quali un
popolo pacifico provocavano a nimichevoli procedimenti; il che avrebbe
impedito, che gli sforzi del congresso ristorar potessero la buona
intelligenza colla comune patria, ed avrebbe in mezzo di loro indotte
tutte le calamità della civil guerra. Sopra tutto, discontinuasse le
fortificazioni di Boston, proteggesse le proprietà, frenasse la licenza
militare, e la libera comunicazione ristorasse tra la città ed il
contado. Alla qual lettera Gage, quantunque il congresso non fosse,
giusta gli statuti pubblici, un maestrato legittimo, volendo egli dar
del buono per la pace, rispose: che nissuna soldatesca aveva mai minori
motivi dato di doglienze di quella, che allora stanziava in Boston,
malgrado gli insulti e provocazioni giornaliere fatte dagli abitanti
tanto agli uffiziali, quanto ai soldati; che la comunicazione tra la
città ed il contado era sempre libera stata, e sarebbe tuttavia, se gli
abitatori non gli dessero cagione di pigliar altre deliberazioni.
Decretò ancora il congresso, che, se si tentasse di mettere ad
esecuzione colla forza gli ultimi atti del Parlamento, in tal caso tutta
l'America dovesse nella opposizione loro gli abitanti di Massacciusset
ajutare; che se fossesi creduto necessario di rimuovere i cittadini da
Boston nel contado, tutti dovessero contribuire a ristorargli de' danni,
che avessero a sopportare; e che ogni qualsivoglia persona, la quale
qualche commissione o autorità secondo le nuove leggi accettasse, fosse
da tutti in abborrimento avuta.
Ei credette ancora fosse utile e necessaria cosa il ricorrere alle
solite leghe contro il commercio inglese; e perciò ricercò i mercatanti
delle colonie, sospendessero ogni incetta di merci dall'Inghilterra,
finchè fossero pubblicate le intenzioni sue intorno i modi da seguirsi
per preservare la libertà dell'America. Tosto si contrasse
universalmente la lega secondo la mente del congresso; e di più si
stabilì, che ogni trasporto di merci verso la Gran-Brettagna, l'Irlanda
e le isole dell'Indie occidentali cessasse il primo settembre 1775, se
prima di questo tempo non si fosse delle americane querele fatto
ragione. Fu questa volta la lega osservata con maraviglioso
consentimento.
Ma una cosa di somma importanza era quella di determinare, quali fossero
le pretensioni dell'America, e quali i termini, in cui ella avrebbe
acconsentito a ritornarne all'antica amicizia e congiunzione. A questo
fine il congresso pubblicò una dichiarazione, che intitolò:
_Dichiarazione dei diritti_, la quale fu con molto studio elaborata. In
questa incominciò il congresso con parole gravissime a lamentarsi, che
il Parlamento abbia in questi ultimi anni voluto tassar le colonie,
stabilire un insolito maestrato sopra le dogane, ampliare la
giurisdizione delle Corti dell'Ammiragliato; che abbia conceduti salarj
ai giudici independentemente dalle assemblee colonarie, mantenuti
eserciti stanziali in America a' tempi di pace; ordinato, siano gli
accusati di delitti concernenti lo Stato tradotti e giudicati in
Inghilterra; distrutti gli ordini del governo di Massacciusset rispetto
ai processi da farsi a coloro, che fossero querelati per atti da loro
commessi nell'esecuzione delle leggi, od in opposizione ai tumulti; ed
abolite le leggi inglesi nel Canadà, e datovi favore straordinario alla
cattolica religione. I quali atti del Parlamento ei chiamò impolitici,
ingiusti, crudeli, contrarj alle costituzioni, pericolosi, e
distruggitivi degli americani diritti. Egli continuò con dire, che
siccome le legali assemblee dell'America, le quali pacificamente si
tenevano per dimandare di esser sollevate dalle ingiuste ed insolite
leggi, erano state disciolte, e le rimostranze e suppliche loro avute in
dispregio dai ministri del Re, perciò avere gli Americani determinato di
convocar questo congresso, a fine di vendicare ed assicurare i diritti e
la libertà loro. Ei procedè quindi alla enumerazione di questi diritti,
affermando, esser questi la vita, la libertà, la proprietà, delle quali
nissun'autorità può disporre senza il consenso loro. Aggiunse a questi
tutti quei diritti, che ai sudditi inglesi si appartengono, cioè a dir
quello di avere parte nel Consiglio legislativo; e siccome gli abitanti
delle colonie non erano, e per alcune circostanze di luoghi, e per altre
cause non potevano essere nel Parlamento britannico rappresentati, così
aver gli Americani il diritto di legislazione nelle rispettive
assemblee, consentendo però essi di buon grado a sottomettersi a quegli
atti del Parlamento, i quali siano di buona fede diretti a regolar il
commercio, escluso ogni pensiero di tassazione tanto interna, quanto
esterna: il diritto di esser giudicato dai Pari del vicinato, e quello
di pacificamente raunarsi, e le petizioni loro indirigere al Re; e che
il tenere un esercito stanziale nelle colonie a tempi di pace, senza il
consenso delle rispettive assemblee colonarie, era cosa del tutto
contraria alla legge. Finalmente si fece il congresso ad annoverare gli
atti del Parlamento, che i diritti sin qui menzionati violati avevano,
ai quali affermò, non poter gli Americani prestare obbedienza, nè
potersi a niun modo al primiero stato di cose ritornare senza la
rivocazione loro. Terminò con dire, che si sperava, che i concittadini
loro dell'Inghilterra, riandando le rammentate leggi, annullate le
avrebbero, e restituiti gli Americani a quei termini di felicità e di
prosperità, che a' tempi andati avevano godute. Che intanto, e per ora
essi s'eran risoluti a non introdurre, a non logorare, ed a non
trasportar merci dall'Inghilterra, o verso la medesima. Determinarono
eziandio di preparare una dicerìa da indirigersi al popolo della
Gran-Brettagna, ed un memoriale agli abitanti dell'America inglese,
siccome pure un altro al Re in conformità delle prese risoluzioni. Il
pensiero loro era di procacciarsi colla prima favore presso i popoli
inglesi, e gli animi di questi mitigare, i quali, siccome credevano,
sarebbero stati grandemente alterati ai danni ricevuti nel commercio per
causa delle leghe americane. Il che eseguiron essi con molta sagacità,
lusingando dall'un de' lati l'orgoglio britannico, e dall'altro
allegando, che, contro lor voglia, e come sforzati da una insuperabile
necessità, si erano condotti ad abbracciare le pregiudiziali leghe.
Aggiunsero, ch'essi eran pronti a risolverle, tosto che il governo gli
avesse alle primitive condizioni ritornati.
Noi trascriveremo una parte di questa dicerìa del congresso americano
indiritta al popolo inglese, siccome quella, che dimostra acconciamente,
quali fossero in America le opinioni di quei tempi; con quanto ardore ed
ostinazione avessero gli Americani la causa loro abbracciata, e quanto
già innoltrati si fossero nella carriera dell'accomodatamente scrivere,
e quella eloquenza acquistata avessero, che ha tanta forza sulla mente
dei popoli. I tre membri del congresso che la composero, furono Lee,
Livinsgton e Jay. Generalmente si tenne, ne sia stato quest'ultimo
l'autore. Pertanto ella stava nei seguenti termini:
«Allorquando una nazione stata condotta alla grandezza per le mani della
libertà e di tutta quella gloria risplendente, che dall'eroismo, dalla
munificenza e dalla umanità esser può in dono data, si acchina alla
ingrata opera di fabbricar catene pe' suoi amici e figliuoli, ed invece
di dar favore alla libertà, si fa la difenditrice della servitù e
dell'oppressione, deesi a giusto titolo sospettare, abbia ella cessato
di seguir la virtù, ovvero che assai poca cura prenda della elezione de'
suoi amministratori.
«Quasi in ogni età, in molti e reiterati combattimenti, in lunghe e
sanguinose guerre tanto cittadine, ch'esterne contro molte e potenti
nazioni, contro gli assalti dei nemici discoperti, contro le più
perniziose tradigioni degli amici, hanno gli abitanti della isola
vostra, i vostri grandi e gloriosi antenati, la independenza loro
mantenuta, e tramandati a voi posteri loro i diritti dell'uomo, e le
benedizioni della libertà.
«Non vi maravigliate adunque, se noi, che del medesimo ceppo originati
siamo, i cui antenati sono partecipi stati di quei diritti, di tutte
quelle libertà, e di quella costituzione, di cui voi sì meritamente vi
gloriate, ed i quali hanno studiosamente a noi trasmessa sì bella
eredità, guarentita dalla giurata fede del governo, e dal più solenne
patto coi britannici sovrani, non vogliamo risolverci a dispogliarcene,
ed a quegli uomini arrenderla, che non per nissuna giusta ragione sono
tanto in ciò solleciti, ma a fine solamente, dopo essersi delle nostre
vite e delle nostre proprietà insignoriti, possano con maggior facilità
voi medesimi ridurre in ischiavitù.
«La causa dell'America sì grave, diventata è ora l'oggetto, che tien
sospesi ed attenti tutti gli uomini della presente età. Questa infelice
patria è stata non solo oppressa, ma oltraggiata ed accalognata. Il
debito nostro verso di voi, verso i nostri posteri, verso l'interesse
vostro, verso il bene generale dell'Impero britannico c'invita e spinge
ad indirigerci a voi per favellarvi intorno ad una cosa di sì gran
momento.
«Sappiate adunque, che noi ci crediamo altrettanto liberi, quanto voi
siete; che mantegniamo, dover noi godere della medesima franchezza, di
cui godono i nostri consudditi della Gran-Brettagna, e che niuna potestà
su di questa terra ha il diritto di torci la roba nostra senza il nostro
consentimento; che noi intendiam di goder dei medesimi vantaggi, che la
costituzione inglese assicura ai sudditi, e particolarmente quello, che
abbastanza non si può stimare del giudizio per Giurì; che noi pensiamo
appartenere all'essenza della libertà inglese, che niuno possa essere
condannato senza esser ascoltato, nè punito per offese imputategli senza
aver la facoltà delle difese; che noi opiniamo, che la costituzione non
dia autorità alla potestà legislativa della Gran-Brettagna di ordinare
in veruna parte del globo una forma di governo arbitrario.
«Questi diritti sono sacri, e voi stessi vel credete. Eppure essi, e
molti altri stati sono empiamente e replicatamente violati. I
posseditori delle terre della Gran-Brettagna non sono eglino i padroni
della loro proprietà? Alcuno potrebbe forse rapirla loro senza il
proprio consenso loro? Certo no; perchè dunque i posseditori delle terre
d'America saranno eglino meno padroni delle terre loro, che voi delle
vostre, o perchè le darebbon essi in poter del Parlamento vostro, o
d'alcun altro Parlamento o Consiglio del mondo, che di elezione loro non
fossero? Forse il mare, che ci separa, qualche differenza arreca esso
nei nostri diritti, o si può ragionevolmente credere, che quei sudditi
inglesi, i quali a mille leghe lontano dal palazzo del sovrano abitano,
meno godano di libertà, che quelli, che di cento leghe solamente lontani
ne sono? La ragione ripugna a queste distinzioni, e gli uomini liberi
non ne potrebbero restar capaci. Eppure quantunque ingiuste e vane esse
siano, il Parlamento pretende di aver il diritto di obbligarci in
qualsivoglia caso; consentiamo o no, vuol egli nelle nostre proprietà
por mano, usarle quando, e come gli aggrada. Ei si pensa insomma, esser
noi suoi pensionarj, che tegniamo dalla generosità sua l'usufrutto delle
nostre possessioni. Ma pensiamo bene noi, esser queste eresie nella
politica inglese, le quali meglio privarci non possono di quello che ci
appartiene, che gl'interdetti del Papa non potrebbero i Re privare de'
scettri, che le leggi del paese e la voce del popolo hanno nelle mani
loro posti.
«In sul fine dell'ultima guerra, di quella guerra tanto gloriosa, fatta
dall'ingegno e dall'integrità di un ministro, all'opera del quale
l'Impero britannico il presente suo splendore e sicurezza riferir debbe;
di quella guerra, alla quale tenne dietro una poco onorevol pace fermata
sotto gli auspicj di un ministro, le massime e la famiglia del quale
erano alla causa protestante ed alla libertà nemiche, allora, e sotto i
consiglj di costui, fu fatto il disegno di ridurre i vostri concittadini
d'America in servitù; il qual disegno sono andati dipoi appoco appoco, e
costantemente colorendo.
«Prima di questo tempo voi stavate contenti al trarre a voi quelle
ricchezze, che i frutti erano del nostro commercio, al quale voi
imponevate tutte quelle restrizioni, che più credevate all'interesse
vostro profittevoli. Voi eravate i signori assoluti del mare; voi
c'indicavate i porti, voi le nazioni ci assegnavate, nei quali e colle
quali ci permettevate il nostro commercio esercitare; e noi, tuttochè
dure, tuttochè aspre fossero le narrate condizioni, a queste ci
uniformavamo senza querela; noi vi riguardavamo come i padri nostri; noi
credevamo essere a voi congiunti coi vincoli i più forti; noi ci
stimavamo felici di esser gl'istrumenti della vostra grandezza e della
prosperità vostra. Della lealtà nostra, del nostro amore verso
gl'interessi comuni dell'Impero britannico, noi ne chiamiamo voi stessi
in testimonio. Non accozzammo noi tutte le forze di questo vasto
continente a quelle, che l'inimico ributtarono? Non lasciammo noi le
rive della patria nostra per andar lungi ad affrontar le malattie e la
morte, a fine di dare all'armi britanniche in estremi lidi ajuto? Non
avete voi rese grazie immortali allo zelo nostro? Non ci avete voi
rimborsati delle grosse somme di pecunia, che oltre la rata e le facoltà
nostre, e ciò voi confessaste, avevamo noi anticipate? Certo sì; che
voglion dunque significare questo subito cambiamento, e queste voglie di
servitù preparata per noi al ritorno della pace?»
Dopo di aver narrata la storia delle presenti disturbanze, e tutte
quelle nuove leggi annoverate, delle quali si querelavano, eglino
continuaron così:
«Tale è lo stato delle cose; or mirate a qual fine esse tendano. Ponete,
che il ministero colla possanza della Gran-Brettagna, e coll'ajuto dei
cattolici nostri vicini vinca la pruova in fatto della tassazione, e che
ad una totale umiliazione ci riduca a schiavitù, una tale impresa
accrescerebbe senza dubbio il vostro nazional debito, che già sì
gravemente opprime le libertà vostre, e vi tiene ingombri con pensionarj
e con impiegati. Il vostro commercio eziandio ne sarà diminuito. Ma sia
pure che ne abbiate la vittoria. Quali vantaggi o quali allori ne sarete
voi per côrre? Non potrà forse il ministero colle medesime arti
suggettarvi? Voi cesserete, dite voi, di pagar le soldatesche. Ma le
tasse raccolte in America, ma le ricchezze, e stiam per dire, gli uomini
di questo vasto continente, e soprattutto i cattolici romani, saranno
allora in potestà dei vostri nemici, e voi non potrete sperare, che dopo
che ci avrete schiavi fatti, molti fra di noi ricusino di cooperare a
farvi schiavi voi stessi.
«Noi siamo persuasi avervi tuttora fra la nazione inglese molta virtù,
molta giustizia, molta opinione comune. A' presenti dì noi ne appelliamo
alla giustizia sua. Fuvvi detto da taluni, esser noi sediziosi, avidi
d'independenza, impazienti di governo. Ma queste sono mere calunnie.
Permetteteci di esser altrettanto liberi, quanto voi siete, e noi
riputeremo sempre la congiunzion nostra con voi, come la nostra più
bella gloria, come la più grande felicità.
«Ma se vi siete al tutto risoluti di permettere, che i vostri ministri
si rechino a gioco i diritti del genere umano; se vero è, che nè la voce
della giustizia, nè le decisioni delle leggi, nè i principj della
costituzione, nè i dettami dell'umanità non possano le vostre mani
ritenere pronte a versare il sangue cittadino in cotesta empia causa,
noi vi facciamo a sapere, che non sarem noi mai per acconsentire a
diventare i tagliatori di legna, o gli attignitori di acqua d'alcun
ministro, o di alcuna nazione del mondo.
«Riponeteci adunque nel medesimo stato, in cui eravamo in sul finire
dell'ultima guerra, e sarà tra di noi la primiera armonia ristorata. Ma
siccome egli potrebbe addivenire, che, come voi foste da parecchj anni
in qua sui comuni nostri interessi poco curanti, così il siate ancora
per l'avvenire, noi stimiamo prudente cosa il discoprirvi, quali siano
in ciò, già fin d'adesso, i nostri pensieri, o l'intendimento nostro. I
ministri col distruggere il commercio di Boston voluto hanno alla
suggezione costringerci, e forse il medesimo destino, che ai Bostoniani,
si sta preparando a tutti noi. Perlochè procureremo noi di vivere senza
commercio, ricorrendo pel sostentamento nostro alla bontà e fertilità
delle nostre terre, le quali ogni cosa necessaria ci somministreranno,
ed anche qualcuna di quelle, che sono alla vita gradevoli. Noi abbiam
sospeso ogni introduzione dalla Gran-Brettagna e dall'Irlanda; e se in
men che non fa un anno, non saranno le querele nostre ed i preghi
esauditi, noi cesserem ogni trasporto verso di cotesti regni, e verso
l'isole occidentali. Questi partiti, i quali di grave danno riusciranno
pure a molti dei nostri concittadini inglesi ed irlandesi abbiam ben
noi, nostro malgrado, ed a ciò spinti a viva forza dal desiderio della
conservazione di noi medesimi, abbracciati. Ma ci giova sperare, che la
giustizia e la magnanimità della britannica nazione daranno origine un
dì ad un Parlamento di quella sapienza dotato, di quella independenza e
di quell'amor della patria, che necessarj sono per salvar i diritti
violati dalle fraudi di perversi ministri, e di malvagi consiglieri
palesi, o segreti, ed in tal modo fra tutti gli abitanti dei regni e
territorj di Sua Maestà quell'armonia, quella amicizia, e quella
fratellevole affezione ristorare, che sono la cima dei desiderj di ogni
vero, di ogni onesto Americano».
Col memoriale poi indiritto agli abitanti dell'America volle il
congresso, con una diligente enumerazione delle leggi violatrici dei
diritti e privilegi, giustificar la causa loro; confermargli nella
resistenza, e gli animi loro preparare agli estremi casi, osservando,
che i disegni dei ministri per ridurre le colonie in servitù erano con
tal costanza orditi, che sarebbe prudente cosa l'attendere i più tristi
avvenimenti, e di tenersi ad ogni più dura cosa apparecchiati.
Con quello finalmente indiritto al Re protestarono l'attaccamento loro
ed amore verso quella Corona e verso la reale famiglia, ed affermarono,
che niente altro, che le usurpazioni, le quali i malvagi consiglieri,
ingannando il paternal cuore di Sua Maestà, avevano voluto usare, erano
state valevoli ad allontanargli da quella soggezione, della quale hanno
essi dato in più felici tempi tanti segnalati esempj, ed a sforzargli a
por mano a quelle determinazioni, dalle quali il commercio dei
consudditi loro doveva tanto danno sperimentare. Ma ciò aver ben fatto
malgrado loro, ed indotti da una dura necessità; ed in fine, dopo di
aver narrati tutti i motivi delle querele loro, seguitarono:
«Da queste deliberazioni distruggitive dell'amministrazione delle
colonie, che si sono dopo il fine dell'ultima guerra seguìte, sono nate
tutte le miserie, tutti i pericoli, tutti i timori e le gelosie, che i
rispettosi vostri sudditi delle colonie opprimono. Noi isfidiamo i
nostri più astuti e più inveterati nemici a trovare a questa malaugurosa
contesa altra origine ne' passati tempi, o altra causa fuori di quelle,
che annoverate abbiamo. Se da una indole inquieta, se dall'amor di una
malnata ambizione, se dalle perfide suggestioni di persone sediziose
potessesi di questa riconoscere il principio, noi meriteremmo di esser
con quelli ingiuriosi nomi chiamati, coi quali alcuni personaggi, che
per altro noi veneriamo ed osserviamo, ci hanno chiamati. Ma noi altro
non abbiamo fatto, che opporci alle novità, invece di farne; e di niuna
offesa possiamo noi venir accusati, salvo che offesa si voglia riputare
il risentirsi alle ingiurie. Se avesse al Creatore delle umane cose
piaciuto di farci nascere in una terra di schiavitù, l'ignoranza e
l'avvezzamento avrebbero il sentimento della condizion nostra potuto in
noi mitigare. Ma mercè la sua adorabil bontà abbiamo, nascendo, la
libertà eredata, ed il nostro diritto goduto sotto gli auspizj dei Re
vostri antenati, la famiglia dei quali fu sul trono britannico stabilita
per salvare e guarentire una virtuosa e prode nazione dal papismo, e dal
dispotismo di un tiranno superstizioso ed implacabile. Ora siam sicuri,
che la Maestà Vostra prova un contento nell'animo, che il suo titolo
alla Corona sia su di quello stesso fondato, che il suo popolo ha alla
libertà: e così non dubitiam noi in alcun modo, che la vostra reale
sapienza non approvi la gelosa cura, colla quale essi s'attentano questo
bene conservare, il quale hanno dalla divina Provvidenza ricevuto, e
dimostri con questo la fede sua nell'eseguir quel patto, che l'illustre
Casa di Brunswick alla dignità imperiale, che ella possede oggidì, ha
innalzato. Il timore di essere dalla condizione sì gloriosa di cittadini
inglesi degradati, e ad uno stato di schiavitù ridotti, mentre che gli
animi nostri sono dal più sviscerato amore verso la libertà penetrati, e
chiaramente preveggono i mali, che a noi ed alla posterità nostra si
apparecchiano, commuove sì fattamente i nostri cuori, che noi dir con
parole non lo potremmo; ma sì pure nascondere nol vorremmo. Sentendo
come uomini, e pensando come sudditi, siccome noi facciamo, il silenzio
nostro sarebbe dislealtà. In dando a Vostra Maestà questa informazione
fedelmente, noi crediamo di far tutto ciò, ch'è in nostra facoltà, per
procurar quello, che è una gran parte delle vostre reali cure, vale a
dire, la tranquillità del vostro governo, e la prosperità del vostro
popolo. E siccome la Maestà Vostra fra tutti gli altri sovrani gode di
regnare sopra liberi cittadini, così noi pensiamo, che il linguaggio
d'uomini liberi non sia per offenderla. Speriam piuttosto, che Ella farà
cadere tutto il suo reale disdegno su quegli uomini perversi e
pericolosi, i quali, intromettendosi audacemente tra la vostra reale
persona ed i vostri fedeli sudditi, occupati, senza mai ristarsi da
molti anni in qua, in romper quei vincoli, che le varie parti
dell'Impero vostro congiungono, abusando dell'autorità vostra,
calunniando i vostri sudditi americani, e proseguendo i più disperati, i
più aspreggianti disegni di oppressione, ci hanno alla fin fine con
accumulazione d'ingiurie troppo crudeli, perchè noi possiamo più lungo
tempo sopportarle, alla necessità ridotti di turbar colle nostre querele
il riposo di Vostra Maestà».
Avendo il congresso con le raccontate scritture cercato di mitigar
l'animo del Re, di conciliarsi la grazia dei popoli inglesi, ed
ultimamente di apparecchiare e disporre i coloni ai futuri danni ed agli
estremi casi, e generalmente di piegare in favor loro gli animi degli
Europei, voltò il pensiero a guadagnarsi la benevolenza degli abitatori
della provincia del Canada, perchè o s'aderissero alle parti loro, od
almeno, tenendo la via neutrale, nell'imminente discordia non
s'intromettessero. Imperciocchè, senza parlare dell'accrescimento di
forza, che all'una parte, od all'altra avrebbe arrecato la unione dei
Canadesi, forte ed agguerrita gente, l'avere quella provincia, che sta
loro alle spalle, favorevole ed amica, era pei coloni stimata cosa di
grandissima importanza. Ma in questo negozio non poteva non esservi
molta disagevolezza; conciossiachè i Canadesi non erano avvezzi alle
inglesi libertà, e stati erano lungamente contenti ai termini
dell'antico governo sotto gli auspizj del regno di Francia. La diversità
della religione era pure in questo una cosa di molto momento. E per
verità in qual modo sarebbesi potuto persuader loro di pigliare la
defensione di quei diritti, ch'eglino sì poco conosciuti avevano, e che
o disdegnavano, o poco apprezzavano? O come si sarebbe potuto sperare
d'indurgli a lamentarsi dell'atto di Quebec, il quale quella religione,
che tanto avevano a cuore, favoreggiava, proteggeva, ed in molto miglior
condizione poneva, che prima non fosse? Tuttavia il congresso, nella sua
dicerìa al popolo canadese, molto destramente ebbe schivato queste
difficoltà. Incominciarono con dire, che i Canadesi dovevano tutti i
diritti avere, di cui fruivano i sudditi inglesi; accusarono poscia i
ministri del disegno di volernegli privare ed al tutto suggettargli.
Quindi con accomodate parole s'ingegnarono di dichiarare, quali siano
questi diritti, quanto grande sia il pregio loro, quanto l'utile per la
felicità di ognuno. Affermarono, i medesimi difendere il povero dal
ricco, il debole dal potente, l'industrioso dal rapace, il pacifico dal
violento, i posseditori dai signori, e tutti dagli arbitrj dei
superiori. Asserirono, esser quelli al bene pubblico sì conducevoli, che
per essi le colonie inglesi ne vennero in quella presente prosperità, in
questa frequente popolazione, in questa conspicua possanza; l'atto di
Quebec avernegli intieramente dispogliati; non rimaner per esso al
popolo nemmeno un'ombra di autorità, la quale tutta è stata collocata
nelle mani di coloro, che sono affatto in potestà della Corona. Del qual
governo, aggiunsero, nissuno può immaginarsi nè più arbitrario, nè più
tirannico. Conclusero finalmente, che qualunque fosse stata la tirannide
antica sotto il dominio francese, la presente era molto peggiore; poichè
allora eran Francesi, che altri Francesi governavano, e quella
benignità, che non dava la maniera di governo, la dava necessariamente
la comunion della lingua, dei costumi, delle opinioni, e la fratellevole
congiunzione. Ma ora, che sono Inglesi, che reggono popoli francesi,
questi non poter più nel costume dei reggitori, ma solo nelle provvide
leggi trovare alcuna speranza di conforto, alcun freno contro l'abuso
dell'autorità e contro le avare voglie dei ministri stranieri, i quali
si daranno sempre a credere, covar essi sinistri disegni. Perciò gli
esortavano a pigliare i medesimi partiti, a procurare la medesima causa,
a procacciarsi quella libertà e franchezza, che i coloni avevano goduto
e godevano, e volevano con tutte le facoltà loro e colle vite proprie
sicurare.
In rispetto poi alla religione per purgar gli animi di quei popoli
dichiararono, che speravano, il modesto modo di pensare su di
quest'oggetto della presente nazion francese farebbe di modo, che non si
frammetterebbero ostacoli per impedire tra di loro la sincera amicizia.
Posero in mezzo l'esempio degli Svizzeri, i quali, avvegnachè diversi
tra di loro di religione, essendo gli uni cattolici, gli altri
protestanti, pure e concordi vivevano fra di loro, e terribili si
mostravano alle straniere nazioni. «Piglino adunque i Canadesi,
soggiunsero, l'accettevol tempo, facciano un provincial convento,
eleggano i deputati loro al congresso, e si accostino alla comune causa
dell'America settentrionale; poichè di già il congresso medesimo ha con
tutti i voti favorevoli decretato, che considerava la violazione dei
diritti dei Canadesi introdotta dall'atto, che alterò la maniera del
governo della provincia loro, come una violazione dei proprj diritti».
Somiglianti lettere, ed allo stesso fine furono indiritte alle colonie
di San Giovanni, della Nuova-Scozia, della Giorgia e delle Floride.
Nel medesimo tempo vinse il congresso una provvisione, la quale
ordinava, che l'arrestare alcuna persona in America affine di
trasportarla oltremare per ivi essere processata per offese commesse in
America, essendo cosa alla legge contraria, autorizzava la resistenza e
la rappresaglia.
Fatte tutte queste cose si risolvette, non senza però aver prima
aggiornato il giorno dieci del vegnente maggio per la convocazione di un
altro generale congresso.
Nissun non negherà, che quest'assemblea abbia saputo bene usare
l'opportunità delle cose e dei tempi, ed abbia in ciò mostrato molta
avvedutezza. Ella non solo seppe acconciamente secondare quelle
opinioni, che allora nell'America regnavano, ma queste accrebbe e dilatò
in maravigliosa guisa, confermando gli ardenti, aizzando i deboli,
conciliando gli avversi. Essa fece molte protestazioni di fede e lealtà
verso il Re, le quali non potevano non ottenere il fine che si
proponeva, quello cioè di servire di coperta e di escusazione agli
ulteriori disegni, quando quelle non fossero esaudite. Ella molto
opportunamente seppe lusingare l'orgoglio della britannica nazione,
sperando in questo modo di renderla favorevole. Seppe ancora molto bene
fomentar quelle opinioni in fatto di governo, che si erano in quel
secolo molto rinforzate, le quali nate prima nella Gran-Brettagna
avevano appoco appoco trapelato, e diffuse si erano anche fra le altre
nazioni, e massimamente in Francia, dove erano con ornatissime parole, e
non senza una singolar facondia state introdotte e mantenute dai più
celebrati scrittori di quei tempi. Perciò in ogni luogo ed in ogni parte
erano gli Americani, e specialmente i membri del congresso, considerati,
come i liberali campioni, come i generosi difenditori di queste
graditissime dottrine. In quanto al fine dove tendessero, non poteva
cader dubbio alcuno; imperciocchè, se da taluno potevasi escusare ed
anche lodare quella deliberazione loro di voler difendere anche
coll'armi quei diritti, ch'essi credevano di possedere, certamente il
voler trarre per mezzo di astute scritture nella confederazione loro
altri sudditi della Corona d'Inghilterra, come per cagion d'esempio i
Canadesi, i quali i medesimi diritti, o non avevano, o non pretendevano,
era una cosa, che difficilmente si sarebbe potuta conciliare con quella
fede, che vantavano. Ma nelle cose di Stato si fa spesso dell'utile
onesto; e per verità nissun avvenimento poteva più utile estimarsi ai
coloni di quello, che si fossero i Canadesi alla causa loro accostati.
[1775]
Le risoluzioni del congresso furono ricevute in America con un
grandissimo consenso d'animi, ed approvate non solamente dal popolo, ma
ancora dai maestrati sia ordinarj, sia estemporanei. L'assemblea della
Pensilvania, convocata in sul finir dell'anno, fu il primo maestrato
legittimo, il quale ratificò solennemente tutti gli atti del congresso,
ed elesse i deputati pel nuovo. Poco poi, essendosi in questa medesima
provincia fatto un convento, questo dichiarò, che se la petizione del
congresso fosse disgraziata, e che l'amministrazione dell'Inghilterra
fosse determinata a voler colla forza gli ultimi atti arbitrarj del
Parlamento mettere ad esecuzione, dovessesi in tal caso resistere colla
forza, e qualunque pericolo incontrare per difendere i diritti e le
libertà dell'America. E non contenti alle parole, raccomandarono, si
facessero provvisioni di sale, di polvere di artiglieria, di nitro, di
ferro, d'acciajo e di altre munizioni da guerra. Carlo Thompson e
Tommaso Mifflin, che fu poi generale, uomini l'uno e l'altro di grande
autorità nella provincia, e per eccellenti doti d'animo assai conspicui,
molto vivi si mostrarono in questa occorrenza, e fecero sì che le
risoluzioni del convento fossero tosto recate ad effetto con molta
efficacia.
Nè i Marilandesi furono meno zelanti degli altri. Tutto era in moto
nella provincia loro. Si facevano adunate in ogni luogo; si contraevano
leghe; si eleggevano uomini a posta, acciò vegghiassero, fossero le
risoluzioni del congresso osservate ed eseguite puntualmente. Il
convento provinciale assegnò espressamente pecunia per procacciar armi e
munizioni; chiarì nemico della patria chiunque ricusasse di fornirsene;
i principali si facevan gloria di comparire armati in favore della
libertà: si adunavano e si esercitavano le milizie; queste si levavano
dall'autorità del governatore, e si sottoponevano a quella della
provincia; elleno si tenevano pronte a marciare in ajuto di
Massacciusset. Le istesse cose si facevano nelle contee basse della
Delawara e nel Nuovo-Hampshire. Eravi l'assemblea legittima convocata.
Approvò le operazioni del congresso, e scrisse congratulandosi ai
Marilandesi del buono animo loro verso la patria, promettendo di star
pronti in difesa di questa tanto cara e tanto diletta libertà. Ma non
contenti gli abitanti a ciò, fecero un convento a Exeter, il quale
ratificò le cose ordinate dal congresso, ed elesse i deputati al nuovo.
Ma nella Carolina Meridionale, provincia tanto principale, le cose
andarono molto calde. Vi si fece un convento di deputati di tutta la
provincia. Questi decretò, doversi rendere immortali grazie ai membri
del congresso, approvarsi le sue risoluzioni, doversi queste eseguire.
S'incuorarono i manifattori del paese, ed ampie liberalità furono
assegnate ad uso degli abitanti necessitosi di Boston. L'ardore ed il
consenso erano universali. E perchè l'amor del prò, e l'interesse
privato queste pubbliche risoluzioni non ingannassero, furono eletti
uomini a posta, perchè fossero diligentissimi esploratori, e
procurassero fossero mandate ad effetto.
Nel Massacciusset e nella Virginia l'ardor delle genti era maraviglioso.
Non si vedeva dovunque, che immagini di guerra, e sembianze di
combattimenti. Gli abitanti di Marblehead, di Salem e di altre città
marittime, essendo per le presenti occorrenze cessata l'opera loro in
sul mare, alla quale erano avvezzi, si volsero all'armi di terra, e
dentro vi si esercitavano con grande sollecitudine. Indrappellarono in
poco tempo parecchj colonnelli di gente pratica nell'armi, e pronta ad
esercitare la guerra, se pure a questo fatal termine si dovesse venire.
Gli uffiziali delle milizie virginiane assembratisi al Forte Gower, dopo
d'aver protestato di voler conservare fedelmente al Re la obbedienza,
dichiararono, che l'amor della libertà, la carità della patria, e
l'attaccamento ai giusti diritti dell'America dovevano ad ogni altro
motivo sovrastare; e che per conservargli intendevano di fare ogni
sforzo, quando a ciò fossero chiamati dall'unanime consentimento dei
concittadini loro.
Nelle province della Nuova-Inghilterra massimamente, essendo in questa i
popoli molto dediti alla religione, e da questa più di ogni qualunque
altro movevoli, i predicatori esercitavano negli animi loro una
grandissima autorità. E questi in ciò spesso e con molto calore
insistevano, che la causa degli Americani era la causa del cielo; che
questo affeziona e protegge gli uomini liberi, ed ha in abborrimento gli
autori della tirannide; che ingiusti e tirannici oltre misura erano i
disegni dei ministri inglesi contro l'America; e che perciò era
strettissimo dovere loro, non solo come uomini e cittadini, ma eziandio
come cristiani di ovviare a questi tentativi, e di unirsi sotto i Capi
loro per difender ciò che l'uomo ha più caro, la religione più sacro.
Così gli abitanti della Nuova-Inghilterra presero il campo, invasati
essendo di uno zelo religioso molto ardente, e credendo di fare in ciò
una cosa gratissima al cielo. Si accozzaron in essi lo zelo politico e
religioso, due possentissimi stimoli all'uman cuore. Perciò non si dovrà
pigliar maraviglia, se negli avvenimenti che seguirono, diedero esempj
non rari di un singolar coraggio e di una grandissima ostinazione.
In mezzo ad un tanto consenso, la sola provincia della Nuova-Jork
tentennò; imperciocchè ella, e principalmente la città capitale, erano
molto in parte. L'assemblea sua, considerati i provvedimenti fatti dal
congresso generale per interrompere il commercio coll'isole britanniche,
gli ricusò; la qualcosa riuscì di non poco dispiacere agli abitanti
delle altre province. Le cagioni di un accidente tanto inaspettato sono
state le mene ministeriali efficacissime in quella provincia, il gran
numero dei Reali che l'abitavano, i quali essi con nome tratto dalle
Sette che regnarono in Inghilterra ai tempi della rivoluzione,
chiamavano Tori; il commercio fiorentissimo della città della
Nuova-Jork, che non si voleva perdere, e forse anche la speranza, che
avevano i Jorchesi, che le petizioni del congresso avessero a consiglj
più miti piegare i ministri britannici, se non fossero dalle rigorose
determinazioni intorno il commercio accompagnate. Alcuni anche
credettero, che questa della Nuova-Jork sia stata una mostranza astuta,
per poter poi, ed all'uopo, dire di procedere giustificatamente.
Il primo febbrajo si era il giorno destinato per la cessazione
dell'introduzione delle merci inglesi nei porti dell'America giusta le
deliberazioni del congresso; e quantunque esse fossero conosciute in
ogni luogo, tuttavia anche dopo quel termine si appresentarono ai porti
parecchie navi cariche di simili mercanzie, sperando i padroni
d'introdurle di nascosto, o che avrebbero gli Americani rimesso della
ostinazione loro, a ciò indotti dalla necessità, o dall'amor del
guadagno. Ma queste speranze riuscirono vane nella maggior parte, anzi
in tutte le province, eccettuata quella della Nuova-Jork. I carichi
furon buttati in mare o rimandati.
In cotal modo, mentre sussistevano tutt'ora gli ordini del governo
antico in America, se n'erano formati dei nuovi, i quali più di quelli
avevano forza ed autorità nei popoli. I conventi provinciali,
distrettuali, e cittadini si avevan nelle mani loro recata
quell'autorità, che agli antichi magistrati si apparteneva; e questi non
avevano o la volontà, o la potestà d'impedirgli. Così non più i
governatori e le assemblee consuete, ma i conventi, le congregazioni di
corrispondenza, e quelle di vegghianza avevano la potestà dello Stato
intrapresa. E dove queste mancavano, sopperiva il popolo colle adunate,
e col trarre a calca.
I più credevano, che, per l'effetto delle leghe contro il commercio
inglese, questa volta molto severamente osservate, e per la fermezza dai
coloni generalmente mostrata, si sarebbe evitato il sangue; che avrebbe
buonamente il governo britannico dato alle cose americane un altro
indirizzo, e sarebbesi perciò di questo ristorata l'antica tranquillità
ed unione. I caporioni per lo contrario temevano o desideravano si
venisse alle armi.
In questo stato di cose si trovavano le colonie inglesi in America in
sull'uscir dell'anno 1774, e nell'entrare del 1775.
Intanto qualunque fosse il calore, col quale i coloni i disegni loro
proseguivano, le cose si erano in questo mezzo assai raffreddate in
Inghilterra rispetto alla querela americana. Gli abitanti di questo
regno erano infastiditi del sentirne parlare più oltre, siccome quelli,
che già da sì lungo tempo, e sì frequentemente, ne avevano tante cose da
una parte e dall'altra udite. Si erano perciò dati in preda ad una quasi
totale indifferenza. E stantechè questa contesa bastava già da dieci
anni, e che sebbene avesse più volte fatto sembianza di volersi
terminare in una aperta rottura, tuttavia non era mai a quel fatal
termine pervenuta, così era entrata universalmente nei popoli una
opinione, che si sarebbe, senza venirne agli estremi casi, qualche modo
trovato di rassettarla. Si pensava ancora, che siccome già s'erano fatte
concessioni agli Americani, così se ne potrebbero per avventura fare
ancora dell'altre, le quali le cose avrebbero ad un perfetto
accomodamento condotte, ovvero che agli Americani sarebbe finalmente
venuta a noja l'interruzion del commercio, ed alle voglie della comune
madre accostati si sarebbero. La quale opinione altrettanto più
verisimile sembrava a tutti, in quantochè si teneva generalmente in poca
stima il coraggio dei coloni, e che credevasi, che non sarebbe mai
bastata la vista ai medesimi di provocare all'armi la nazione
britannica, e molto meno d'incontrare alla campagna le soldatesche sue.
Aggiungasi, che per procacciar la esecuzione delle ultime leggi
proibitive contro la provincia di Massacciusset, le quali si sarebber
potute facilmente estendere all'uopo anche all'altre colonie, non solo
tutti gli eserciti della Gran-Brettagna non eran necessarj, ma neanco
tutta l'immensa forza del suo navilio. Alcune navi di fila, che
stanziassero alle bocche dei principali porti delle colonie, ed un certo
numero di fregate, le quali mareggiassero nelle vicine acque per
impedire che gli Americani non mandassero fuori al mare i vascelli loro,
avrebber dato compimento a questa bisogna. E con qual costanza,
pensavasi, avrebbero gli Americani potuto persistere in una resistenza,
che nulla giovava in quanto ad ottenere il fine loro, non avendo essi
navilj da opporre, e potendo dall'altro canto l'Inghilterra con poca
spesa e con pochi uomini per lungo tempo ed efficacemente nelle
intraprese proibizioni continuare, ed in questo totale inretamento del
commercio americano? Dalla parte dell'Inghilterra erano i mezzi di
nuocere pressochè infiniti e del tutto insuperabili, mentrechè l'America
non aveva altri modi fuori di quelli di una passiva resistenza e della
pazienza, delle quali non potevano i coloni prevedere, nè quale avesse
ad essere l'effetto, nè quando il fine. Alle mercatanzie inglesi
rimanevano allora tant'altre vie aperte, che quand'anche quella delle
colonie fosse loro chiusa onninamente, questo non poteva un gran difetto
originare nello spaccio loro. Si sperava ancora, che per le solite
gelosie, e per l'amore dell'interesse, o questa o quelle delle città
marittime dell'America si sarebbero dalla lega scostate. Il che sarebbe
stato ad ogni modo la causa della totale risoluzione loro, stantechè le
altre avrebbero seguitato di necessità l'esempio di queste, e le città
situate all'indentro delle terre quello delle città marittime. Per tutte
queste cagioni non è da prender maraviglia, se un tanto riposamento
d'animi siasi allora manifestato fra i popoli d'Inghilterra; e siansi
questi al tutto determinati ad aspettar dal tempo, dalla fortuna e dai
procedimenti dei ministri il fine a questa incomoda querela.
In mezzo a questa universale tiepidezza, ed in sul finir dell'anno 1774,
fu convocato il nuovo Parlamento. Non essendo ancor ben note le
operazioni del congresso generale, nè il consenso, col quale stat'erano
ricevute, sperandosi tutt'ora nelle divisioni intestine e nell'efficacia
dei partiti presi, il Re nella sua dicerìa introdusse il discorso delle
disturbanze americane, annunziando, che la disubbidienza continuava nel
Massacciusset; che le altre colonie lo sostentavano; che ogni
provvedimento si era dato per fare eseguire le leggi del Parlamento; che
si voleva ad ogni modo mantenere la suprema potestà legislativa della
Gran-Brettagna in tutte le parti del suo dominio. Non fu senza fatica e
senza molte disputazioni, che si potè nell'una Camera e nell'altra
ordinar la risposta; contendendosi dalla parte dell'opposizione, che se
il precedente Parlamento aveva alle deliberazioni proposte dai ministri
acconsentito, ciò era perchè avevan essi asseverantemente detto, che
avrebbero l'antica quiete restituito. Ma che ora si vedeva con evidenza,
che le promesse loro erano state vane; e che perciò non si doveva più in
quelle determinazioni continuare, ch'erano state e inutili e dannose.
Essi forse, dicevano, udita qualche supplichevole voce da parte
dell'America, od hassi qualche segno di penitenza delle passate cose, o
di miglior volontà per l'avvenire? Mai no; per l'opposito maggior
rabbia, maggior fervore, una più gran costanza, una più stretta
concordia, ed una più viva fede nella giustizia della causa loro. E si
vorrebbe ancora per orgoglio, e forse per vendetta, persistere in quelle
risoluzioni, alle quali contrastavano la ragione, la giustizia ed una
fatale esperienza? Ma i ministeriali urgevano dal canto loro, che i
procedimenti degli Americani erano così lontani da ogni rispetto, che il
sopportargli sarebbe viltà; ch'era una cosa strana il sentir dire,
ch'erano gli Americani persuasi della giustizia della causa loro,
perciocchè anche l'Inghilterra era persuasa della giustizia della sua; e
se per questa contestazione giudicare l'Inghilterra non aveva diritto,
lo avrà forse migliore l'America? Saper molto bene gli Americani, che si
quistionava di un diritto, e non di pecunia, essendone il ritratto un
nonnulla, e che si volesse per onor del regno mantenere. Ma nulla
importare dell'onore del regno ai coloni, nulla poter soddisfare
gl'incontentabili Americani. Essersi pruovate diverse vie di
piacevolezza per ridurgli; ma essersi sempre fatti più insolenti.
Attendere superbamente, che gl'Inglesi si avvicinino supplichevoli; che
facciano ogni desiderio loro; tutto essersi fatto ciò, che gli amici
degli Americani desiderato hanno; tutto essersi sagrificato fuori
dell'onore; non consentire il cielo, che anche questo si abbandoni; non
trattarsi più di tasse, ma di ammendar i commessi errori, di ristorar i
fatti oltraggi. Ciò ricusar gli Americani; e perciò meritar gastigo, il
quale se l'Inghilterra non facesse provar loro, crescerebbe vieppiù
l'insolenza delle colonie ed il disprezzo, in cui ella è di già tenuta
dalle europee nazioni, le quali sono alla pazienza e sopportazione dei
ministri britannici in mezzo a tante e sì gravi provocazioni grandemente
maravigliate. La risposta fu vinta secondo l'intento dei ministri, e con
ciò gli Americani, i quali si erano dati a credere, che il nuovo
Parlamento dovesse meno avverso del passato mostrarsi, furono delle
speranze loro ingannati.
Tuttavia nonostanti queste così vive dimostrazioni da parte del governo,
egli pare, che essendo pervenute in Inghilterra, prima delle vacanze del
Natale, le certe novelle delle cose operate dal congresso, e del
maraviglioso consenso d'animi, che in America si osservava, ripugnando
forse i ministri al por mano agli estremi consiglj, abbian fatto
pensiero di rimettere un poco la durezza loro, ed aprire qualche adito
di concordia. A questo fine lord North ebbe insinuato ai mercatanti
americani, che si trovavano in Londra, facessero petizioni, promettendo,
che sarebbero esaudite. In mezzo a questi barlumi di concordia arrivaron
le nuove dello scisma della Nuova-Jork; cosa grave in sè stessa, e che
ne prometteva delle più gravi ancora. Il ministro di nuovo orgogliatosi
si ristette, e non volle più sentir parlar nè di petizioni, nè
d'accordo. Le cose si volgevan un'altra volta alle risse cittadine ed
alla guerra. Ei sottometteva alle due Camere tutte le scritture
appartenenti alle cose dell'America.
Lord Chatam accorgendosi della pertinacia dei ministri nel voler
continuare negl'intrapresi consiglj, temendo non ne seguissero i più
pregiudiziali effetti, lungamente e molto facondamente, ascoltandolo
tutti con grandissima attenzione, favellò in favor degli Americani.
Nè l'opposizione ai decreti dei ministri si contenne nei limiti delle
due Camere del Parlamento. Una notabil parte della nazione britannica
era del pari avversa, e massimamente i più ragguardevoli negozianti del
regno. Le città di Londra, Bristol, Liverpool, Manchester, Norwich,
Birmingham, Glasgow ed altre, nelle quali più fiorivano il commercio e
le manifatture, presentarono le petizioni loro al Parlamento, colle
quali con vivi colori descrissero i danni ricevuti nel commercio loro, e
quelli che più gravi ancora sovrastavano per la sopravvenuta contesa
coll'America. Lo pregarono, interponesse l'autorità sua, perchè l'antica
quiete ed il passato pacifico stato di cose fossero restituiti. Ma le
preghiere dei negozianti miglior effetto non sortirono, che l'autorità e
le parole del conte di Chatam; e ne furon rimandati non senza molte male
parole da parte dei ministeriali.
Nel mentre che queste cose si facevano, Bollan, Franklin e Lee, agenti
degli Americani in Londra, si rappresentarono nella Camera dei Comuni
colla petizione, che il congresso aveva al Re indiritta, e che questi
aveva rimandata alla Camera, pregando essere in difesa della medesima
uditi. Si levò un romore incredibile, pretendendo i ministeriali, che
non si dovevano nè una leggere, nè gli altri udire; e gli opponenti, il
contrario. Affermavano i primi, che il congresso non era legale
assemblea; che ricevere le sue petizioni sarebbe un riconoscerla; che le
assemblee provinciali ed i loro agenti erano i soli e veri
rappresentanti delle colonie, e che la petizione non conteneva altro,
che le solite lamentanze sui diritti; ma che nissuno mezzo offeriva,
niuna speranza probabile di voler venire ad un accomodamento. Ma i
secondi discorrevano, che quantunque il congresso non fosse una legale
assemblea, era esso però, più che non bisogna, competente per presentar
petizioni, ognuno avendo, o da sè od unito con altri, il diritto di
presentarle; che coloro, i quali firmata la petizione avevano, erano
personaggi dei più autorevoli delle colonie; e salvar pur la spesa, che
si ascoltassero, se non nella pubblica qualità loro, almeno nella
privata; che nissun governo esisteva più nelle colonie; che i moti
popolari vi avevan tutto contaminato; che si doveva perciò far caso
della rappresentanza di quel governo, che la necessità delle cose vi
aveva stabilito; che si ricordassero molto bene, che le disturbanze
americane erano nate, ed a questo termine che si osservava oggidì
cresciute, per non essersi volute le petizioni ascoltare; che si doveva
la presente occasione abbracciare, la quale trasandata, nissun'altra se
ne appresenterebbe, e sarebbe ogni speranza di accordo spenta; che
questa era probabilmente l'ultima pruova che gli Americani volevan fare
d'inchinarsi, la quale ricevuta essendo con alterigia, sarebbe principio
di calamità inevitabili; imperciocchè entrerebbe negli animi di quelli
la disperazione, e con questa la ostinazione. Ma i ministri stavano alla
dura, e pretendevano la dignità dello Stato. La petizione ne fu
disgraziata.
Nè con più benigne orecchie fu udita una petizione dei proprietarj delle
Isole occidentali, i quali posero sotto gli occhi della Camera il danno,
che provavano dall'arrestamento del commercio loro cogli Americani. I
ministeriali guardavan sopra le petizioni, come se altrettanti trovati
fossero delle fazioni; e che se pur, dicevano, dentro le risoluzioni
concernenti l'America vi era qualche danno, questo era un male
necessario, una calamità inevitabile. Aggiungevano, che i mali sarebbero
ancor maggiori, se il governo facesse vista di piegarsi alle voglie dei
sediziosi, o calare agli accordi coi ribelli.