arrivato al più estremo grado di prosperità, ei non si potrebbe dire
facilmente, quanta fosse la moltitudine delle navi, le quali portavano
ne' porti della Gran-Brettagna le più ricche derrate, e merci da tutte
le parti del mondo, e ne levavano i proventi, e specialmente i lavori
del paese, i quali sopra tutti erano in pregio presso le estere nazioni;
e siccome le varie mercatanzie, che o si introducevano, o si levavano,
erano le une più e le altre meno gabellate, così questo commercio era
divenuto sorgente di una abbondante rendita del pubblico tesoro. Ma
accadde, che con quello crebbe anche il contrabbando con grandissimo
danno di esso tesoro. Volendo il governo andare all'incontro ad una
peste sì perniziosa, fece una provvisione nel 1764, per la quale si
ordinò, non solo ai comandanti delle fuste armate che stanziavano sulle
coste dell'Inghilterra, ma ancora a quelli di quegli altri vascelli, che
erano mandati in America, che avessero a fare l'uffizio dei gabellieri,
e conformarsi alle regole stabilite per le cose di dogana; cosa in vero
insolita e di pessimo effetto, che que' valorosi uffiziali, i quali con
laude universale avevano contro il nemico combattuto, ora avessero a
diventare altrettanti gabellieri, stradieri e grascini. Questa
provvisione produsse gli effetti i più perniziosi; perciocchè prima di
tutto le genti di mare, essendo poco informate delle regole di gabella,
mettevano la mano addosso e confiscavano indifferentemente, e le navi,
che portavano merci vietate, e quelle che non ne portavano; e nacquero
in ciò molti abusi, i quali, se in Inghilterra erano tostamente
emendati, non potevano esserlo del pari in America per la lontananza de'
luoghi e le formalità da osservarsi. La qual cosa fece levare nelle
colonie un romor grande contro la legge. Ma maggiori ancora furono i
danni da questa partoriti. Da lungo tempo s'intratteneva un commercio
tra le colonie inglesi e spagnuole molto proficuo alle une ed alle altre
siccome in ultimo anche all'Inghilterra. I principali oggetti di questo
traffico erano, dalla parte delle colonie inglesi le manifatture
inglesi, le quali gli Americani coi proventi loro avevano procacciate in
Inghilterra; e dalla parte degli Spagnuoli oro ed argento vergati e
monetati, cocco e droghe medicinali, ed inoltre bestiame, e spezialmente
muli, i quali gli Americani portavano nelle isole delle Indie
occidentali, dove erano in grandissimo pregio tenuti. Questo traffico
procurava agli Americani un'abbondanza di que' metalli, per la quale
erano abilitati a fare copiose incette di manifatture inglesi, e forniva
nello stesso tempo il paese loro con una sufficiente quantità di monete
d'oro e d'argento. Ciò, se non era proibito dalle leggi inglesi
concernenti il commercio, non era tampoco con specifiche parole
permesso. Pertanto i nuovi gabellieri credettero, fosse debito loro di
arrestare il corso di questo traffico, come se fosse di contrabbando, e
pigliavano indistintamente tutte le navi, o inglesi, o estere che
fossero, le quali portassero merci di sì fatta natura. Ond'ei fu di
breve interrotto con grave danno delle colonie di terra ferma, ed anche
delle stesse isole inglesi, massimamente della Giamaica.
Da queste medesime cause fu guasto un altro molto importante commercio,
che si esercitava tra le colonie inglesi dell'America da una parte, e le
Indie occidentali appartenenti alla Francia dall'altra, il quale era per
quelle e per queste di grandissima utilità. La materia di questo erano
quelle grasce, derrate, o merci, che erano superflue agli uni, e
mancanti agli altri. Perciò non è da far maraviglia, se i coloni, subito
ricevute le novelle di sì grave danno, abbiano deliberato, di non fare
più per l'avvenire nissun procaccio di quelle mercatanzie inglesi, che
al vestire dell'uomo sono necessarie, o convenienti, e di non usarne
altre, per quanto possibile fosse, fuori di quelle, che fossero opera
dei proprj manifattori, come pure di dare a quelle manifatture, dove
s'adoperassero materie prodotte in abbondanza dalle terre ed animali
loro, ogni favore. Ma in Boston particolarmente, città ricca e popolata,
in cui s'era grandemente introdotto il lusso delle cose inglesi, non si
può dire, quanto s'alterassero gli animi, nè con quanta prontezza,
abbandonando le superfluità, concorressero a volere alla antica modestia
ritornare. Della quale cosa se ne vide un notabile esempio nelle pompe
dei funerali, i quali incominciarono a farsi senz'abiti da scorruccio e
senza guanti inglesi. Questa temperanza nuova tanto si distese in quella
città, che nell'anno 1764 ne furono risparmiate oltre le diecimila lire
di sterlini. Altre Terre seguitarono l'esempio; sicchè diventò uso
presso tutti di mettere in disparte quelle superfluità, le quali erano i
proventi o delle manifatture, o del terreno dell'Inghilterra. Oltre a
ciò, e questa era anche necessità per la scarsezza della moneta,
trovandosi i negozianti delle colonie debitori di grosse somme verso
gl'Inglesi, e non potendo sperare di avere ad ottenere da questi nuove
somministranze senza nuovi pagamenti, i quali non erano in grado di
effettuare, entrarono anch'essi nell'annuale dei risparmj, si astennero
dalle incette, e rinunziarono alle delicatezze e pompe passate con
gravissimo danno dei manifattori inglesi.
Ma qui non ristette il governo inglese, come se non fosse contento, ad
avere il mal animo generato in America, ma di più volesse indurvi la
disperazione. Nel mese di marzo del 1764 fu vinta nel Parlamento una
provvisione, per la quale se dall'un canto si veniva a permettere il
traffico tra le americane colonie e le Antille francesi, ed altre
spettanti ad altri potentati europei; dall'altro si gravavano sì
fattamente d'ingorde gabelle le robe, che da queste in quelle s'avessero
ad introdurre, che venne, come suole, ad originarsi un contrabbando
frequentissimo in ogni cosa con grave danno del commercio stesso, ed
eguale pregiudizio del costume e probità mercantile. Per soprassoma a
tanto male per la medesima provvisione era statuito, che la moneta
ricavata da queste gabelle dovesse in ispecie essere pagata nell'erario
d'Inghilterra. Colla quale ordinazione, se qualche poca di moneta
rimaneva nelle colonie, questa la doveva tutta sottrarre, ed in
Inghilterra trasportare. Si alterarono vieppiù gli Americani ricevendo
le novelle di una legge tanto insolita, ed andavano dicendo, queste
essere cose tra di loro contrarie; questo essere un volere il fine, e
nello stesso tempo togliere i mezzi per arrivarvi; perchè da una parte
il governo gli privava di ogni maniera di poter procacciare moneta,
dall'altra voleva trarla fuori del paese, e trasportare a tremila miglia
lontano. Ma quasichè i Ministri temessero, non si calmasse troppo presto
l'impeto degli sdegni da queste nuove provvisioni suscitato, ne arrosero
anche un'altra, la quale fu vinta nel Parlamento quindici giorni dopo,
ed ordinò che i biglietti di credito, che venissero per l'avvenire a
gittarsi dalle diverse colonie in America, non potessero più aver corso
di legale moneta ne' pagamenti; e che in riguardo a quelli, i quali
erano già in corso, non potessero medesimamente servire di pagamento
legale oltre il termine prefisso per la loro redenzione ed estinzione.
Egli è però vero, che tutta la moneta da ritirarsi dalle mentovate
gabelle doveva, per altri articoli della provvisione, essere tenuta in
serbanza, e solo doveva impiegarsi nelle spese alla protezione delle
colonie necessarie: e che nel medesimo tempo, in cui si vinse la
provvisione concernente i biglietti di credito, alcune altre ne furon
fatte per accrescere e regolare il vicendevole commercio tra le colonie
e la comune patria, e quello tra l'una e l'altra colonia. Ma queste
leggi non sortivano l'effetto che se ne aspettava; perciocchè dovessero
di necessità esser molto lente nell'operare, mentre che quelle che
restrignevano ed ampliavano il commercio esterno delle colonie, o il
traffico domestico loro impedivano, subitamente dovevano l'effetto loro
partorire. Egli è vero ancora, che alcuni affermavano che la più gran
parte, per non dire la totalità della moneta riscossa da queste gabelle,
non poteva non tornare indietro nelle colonie per dare le paghe ai
soldati, i quali per difenderle e proteggerle avevano in quelle gli
alloggiamenti loro. Ma chi assicurava le colonie, che le soldatesche
avessero a continuar colà le stanze loro per altrettanto tempo, per
quanto la legge presupponeva? E se tale era l'intenzione del
legislatore, perchè far viaggiare con rischio e spesa non ordinarj quel
danaro dall'America in Inghilterra, e da questa di nuovo a quella, e
farlo per tante e sì diverse mani passare? Forse perchè avesse l'onore,
dicevano, di visitare la tesoreria inglese? E come non sarebbe stata più
acconcia cosa l'adoperarlo colà, dov'era nato, senza tanti andirivieni e
tante mene? Ciò dimostrare apertamente, dormirvi sotto lo scorpione. Da
un'altra parte a che fine, a che prò tenere in America tanta soldatesca?
Nemici esterni non esservene più, fuori degli Indiani, per raffrenare i
quali bastar da sè stessi i coloni, e non aver bisogno di ajuti europei.
Ma il fatto era, continuavano a discorrere, volersi la libertà loro
opprimere, ed a questo fine armarsi i Ministri di tanti soldati, ed
incontrare tanta spesa in un paese pieno di fede e d'innocenza.
Tutte queste nuove provvisioni, le quali l'una all'altra con tanta
fretta si succedettero, diedero in vero di che pensare e di che temere
ai popoli dell'America settentrionale. Un tal procedere del governo
pareva loro, ed era in effetto inusitato e mal auguroso. Si risentirono
gravemente, e con rimostranze fecero vedere, quanto ingiustamente
fossero gravati, e non cessavano di domandare di essere alle pristine
condizioni ritornati. Ma le cose non si ristettero alle rimostranze.
Quando conobbero, i richiami loro essere inutili stati, deliberarono di
usare que' rimedj più efficaci, che potessero fare accorgere i ministri
del commesso errore. Le risoluzioni prese contro i lavori dei
manifattori inglesi, quando fu il commercio loro coi forestieri
interrotto, le quali erano allora personali, ora diventarono universali
per le leghe a quest'effetto contratte nelle principali città
dell'America. Le quali risoluzioni furono osservate in tutte le parti
delle colonie con una costanza e puntualità maravigliose. La
Gran-Brettagna ne provò un danno inestimabile, e credevasi, non senza
fondamento, doverne per l'avvenire provare dei maggiori; poichè per
l'effetto di queste confederazioni americane, nelle quali entrarono
uomini di ogni sorta e di ogni condizione, dovevano a poco a poco
condursi i lavorii ad una qualità tollerabile; e siccome i coloni
avevano le materie alla mano, così potevano anche sperare di potergli
vendere ad onesti prezzi; che anzi crescendo l'industria, siccome
avviene, dovevano credere che diventassero di tal sorta, che i vicini
loro e Portoghesi e Spagnuoli gli comperassero. Ma senza entrare nelle
cose a venire, egli è certo, che la sola interruzione del traffico tra
le colonie americane e l'Inghilterra recava a questa un danno
gravissimo; poichè si sapeva che le colonie, senza contare le robe
forestiere, che elleno ricevevano dalle mani degli Inglesi, facevano
annualmente di proventi, o lavorii inglesi un procaccio di tre milioni
di sterlini. L'entrata pubblica si risentì grandemente a questa novità;
essendochè le gabelle poste in sull'estrarre dall'Inghilterra le robe
per alla volta dell'America, e quelle poste sull'introdurre in
Inghilterra le robe, che i mercatanti forestieri vi mandavano in cambio
di quelle, che essi ricevevano dalle colonie inglesi, andarono soggette
a grandissima diminuzione. Di qui cominciarono a nascere quei cattivi
semi, i quali non che spenti fossero dal governo inglese, furono per lo
contrario continuamente dileticati, finchè produssero una manifesta
rovina.
Ma comechè queste insolite gabelle avessero tanta commozione d'animi
prodotto nell'America inglese, e quegli abitanti le condannassero, come
grandemente nocive ed ingiuriose, e così agramente se ne dolessero,
tuttavia non le consideravano, come se vere tasse o balzelli fossero; ma
sì solamente come regole di commercio, le quali il Parlamento aveva
facoltà di stabilire. E sebbene credessero, questo essersi allontanato
da quella paterna benevolenza, che per lo spazio di più d'un secolo
aveva verso le colonie di ostrato, stimavano ciò non di manco, non aver
oltrepassato i limiti dell'autorità sua. Ma i Ministri inglesi
nell'animo loro nutrivano un disegno assai più vantaggioso all'erario, e
più pernizioso, secondo l'opinione dei coloni, e fatale alle libertà
americane. Quest'era di voler porre sulle colonie tasse, o balzelli per
mezzo dell'autorità del Parlamento; e ciò a fine di ottenerne un'entrata
pubblica da impiegarsi a disponimento del Parlamento medesimo. Il quale
disegno non era nuovo, ma covava già da lungo tempo nelle teste inglesi.
Alcuni di questi ghiribizzatori, i quali vanno sempre girandolando nuovi
arzigogoli, ed andirivieni per trar denaro dalle borse dei popoli,
avevano insinuato, già fin dall'anno 1739, a tempo della guerra colla
Spagna, a Roberto Valpole, in quel tempo primo Ministro in Inghilterra,
di tassar le colonie; ai quali quell'uomo accortissimo, e dei negozj di
commercio e di governo intendentissimo, rispose ghignando: «Questo,
disse, lo voglio lasciare a qualcuno de' miei successori, il quale abbia
più coraggio di me, e sia meno al commercio amico, ch'io non sono. Ho
sempre creduto durante la mia amministrazione di dovere nel più ampio
modo incoraggire il commercio delle colonie americane, e così ho fatto;
anzi ho anche giudicato di dar passata a qualche irregolarità nel loro
trafficar coll'Europa; imperciocchè io porto opinione, che, dando favore
al traffico loro colle nazioni forestiere, se essi guadagnano
cinquecentomila lire di sterlini, nel termine di due anni ben dugento
cinquantamila di questi saranno nel tesoro di Sua Maestà entrati; e ciò
per l'industria ed i proventi di questo regno, essendochè una sterminata
quantità di ogni sorta delle nostre manifatture è portata colà. E se più
dilatate il commercio loro cogli esteri, e più leveranno delle nostre
manifatture. Questo è un tassargli in una maniera più conforme alle
costituzioni e loro e nostre». Ma ora, che la potenza inglese era da un
canto salita a tanta grandezza, che pareva, non le colonie americane
sole, ma tutta l'Europa, che fossero a' suoi danni congiurate, non
potessero contrastar a' suoi voleri, e che dall'altro tanta gloria e
tanta grandezza s'erano con sì grande dispendio conseguite, che il
debito pubblico ascendeva alla maravigliosa somma di un centinajo e
quarantotto milioni di sterlini, che sono a un di presso tre migliaja di
milioni e cinquecento cinquanta due milioni di franchi; ora che vi si
andava rivilicando ogni sorta di roba, ogni maniera di esercizj per
porvi su le tasse ed i balzelli, si credette fosse tempo opportuno, anzi
cosa necessaria il tassar le colonie, per la sicurezza e prosperità
delle quali principalmente si era sì terribil guerra intrapresa,
incontrati tanti pericoli, sparso tanto sangue, e spesa tanta pecunia.
In quanto poi alla particolarità della tassa si fermarono in quella
della carta marchiata, la quale era di già in uso nell'Inghilterra; e si
sapeva, per quanto riguarda la natura sua, essere meno dagli Americani
avversata, purchè però fosse ordinata dal presidente unitamente al Gran
Consiglio secondo il modo di amministrazione colonaria da essi proposto,
e non per autorità del Parlamento. Non mancarono neanco Americani, i
quali favorirono in Inghilterra, e, forse i primi, suggerirono questo
nuovo modo di tassar le colonie; e fra gli altri e' pare che un Huske
nativo di Portsmouth del Nuovo Hampshire sia stato uno dei principali
promovitori. La quale proposta fu udita molto volentieri, siccome sono
per l'ordinario dai Capi dei governi tutte le girandole poste loro
avanti da uomini ghiribizzosi ed avari per cavar denaro dai popoli. Le
orecchie inglesi non potevano udire suono più grato di questo;
perciocchè, se da una parte erano i popoli dell'Inghilterra gravatissimi
per le tasse e vecchie e nuove, dall'altra sapevano, o almeno avevano
udito raccontare, che in America vi fosse di ogni bene vivente. Avere
forse, dicevano, i coloni a sfoggiarla da principi, mentre gl'Inglesi
s'affaticano e sudano per procacciarsi un difficile sostentamento alle
vite loro? Gli uffiziali, che avevano in quei paesi guerreggiato,
ritornando a casa, riferivano gran cose sulla prosperità e
soprabbondanza americana. Le quali non erano a' tempi delle stanze loro
in America lontane dal vero. Correva allora in gran copia il danaro per
le Terre americane, mandandone il governo, e spendendosene grosse somme
pel vitto e mantenimento delle armate e degli eserciti. Allora i
proventi americani erano molto ricercati, ed il commercio in fiore.
Essendovi i popoli di propria natura cortesi ed ospitali, e trovandosi
ad avere assai forestieri alle case, erano molto indulgenti nello
spendere; e la guerra essendo terminata, ogni pericolo lontano, e spenta
la potenza di un nemico inveterato, che annidava prima nelle viscere
della contrada, si erano recato a debito loro il fare le più onorate
accoglienze potessero a coloro, i quali avevano tanto alla presente
sicurezza e felicità contribuito. Perciò non cadendo più dubbio, nè
intorno alla necessità di trarre un'entrata pubblica dalle colonie, nè
intorno la prontezza dei coloni a concorrervi per mezzo dell'imposta
della marca sulla carta, nè dell'abilità loro a soddisfarvi, si vinse
nella Camera dei Comuni addì 10 marzo del 1764 una provvisione, la quale
determinò, _essere cosa convenevole d'imporre certe gabelle di marca
nelle colonie e piantagioni_. Questa provvisione non fu quell'anno
seguitata da nissun'altra, la quale la riducesse all'atto, e si tenne,
come una semplice intenzione da mettersi ad effetto nell'anno avvenire.
Se l'atto della marca fosse stato ad un tratto posto ad esecuzione nelle
colonie, queste vi si sarebbero forse sottomesse, se non senza qualche
mal motto, almeno senza quell'aperta opposizione, che si manifestò
dappoi; e si sa, potersi più facilmente contenere il popolo nella
quiete, che fermarlo quando egli è mosso. I principali coloni non
avrebbono avuto il tempo di fare i discorsi sul medesimo, predicando di
lontano ai popoli dell'America i mali, che dal consentimento loro a
questa nuova imposizione dovevano origine avere. E siccome essi mali
sono più paurosi di lontano, che da vicino, non avendo i coloni dalla
subita imposizione provato quel danno, che nell'incerto avvenire
temevano, si sarebbero quietati; e molto meno avrebbero avuto tempo
d'infiammarsi l'un l'altro contro il balzello; sì fattamente, che ogni
novella, che ne arrivasse in qualche parte, quasi in un momento si
propagava a tutte le altre, e produceva negli animi loro una tale e
tanta alterazione, e ciò in tutti gli ordini, e specialmente nel minuto
popolo, che tutti mettendo dall'un de' lati le antiche rivalità, la
varietà delle abitudini e la diversità delle opinioni nelle materie
politiche e religiose, concorrevano in ciò, non essere da sopportarsi
una legge vinta in un modo tanto contrario agli usi antichi, ai
privilegj loro, come coloni, ed ai diritti loro, come sudditi inglesi.
Così, coll'avere voluto accennare prima di colpire, il governo inglese
produsse in America contro un suo solenne decreto un'ardenza, ed unanime
concorso di volontà determinatissime, e privò sè stesso di quella
facilità ad obbedire, la quale nasce nei popoli dalle parzialità, dalle
divisioni e dalle diversità degl'interessi loro.
Il primo ministro Grenville era stato autore dell'indugio, sperando, che
le colonie, avuti gli avvisi, avrebbero proposto, quando non gradissero
la marca, da sè medesime un altro balzello, il quale fosse per gettar
quella somma, che dalla imposta della marca si aspettava; e perciò,
quando gli agenti delle colonie lo andarono a visitare, disse loro,
ch'egli era apparecchiato a ricevere da parte delle colonie tutt'altra
offerta di tassa, la quale potesse gettare tanta quantità di moneta,
quanta s'intendeva, la tassa della marca dovesse gettare; accennando
anche destramente, che sarebbe ora in facoltà loro, consentendo, di
porre un esempio di esser del parer loro richiesti, primachè una tassa
qualsivoglia avesse a imporsi sulle colonie per autorità del Parlamento.
Molti nell'Inghilterra, e forse anche gli agenti medesimi attribuirono a
cortesia questo procedere del ministro; ma oltramare la cosa ebbe
tutt'altro incontro, esclamandovi tutti, essere questa una carità
pelosa. Poichè pensarono, che qualunque state fossero le offerte, il
ministro avrebbe sino ad un picciolo volutane l'intiera somma, che
credeva essere del bisogno; il che significava, volere o non volere,
avere in ogni caso a fare l'intendimento di lui, e la sua essere
cortesia da furbi. Si sapeva, ch'ei non sarebbe stato contento a meno di
trecentomila lire di sterlini all'anno, la qual somma era al tutto
necessaria giudicata per far le spese all'esercito, che s'intendeva
dover alloggiar nelle colonie per la difesa loro. Nissuno degli agenti
ebbe il mandato di aderire. Due soli allegarono, avere in commissione di
dichiarare, le province essere apparecchiate a sopportare la parte
dell'imposta della marca quando questa fosse secondo i metodi consueti
stabilita. Perlochè il ministro, non avendo nissuna proposizione od
offerta udito, che piacere gli potesse, deliberò di proseguire il
disegno dell'atto della marca.
Ma in America la concitazione era grave, non solamente fra i particolari
cittadini, ma ancora fra i maestrati; e tutti in ciò consentivano, il
Parlamento non avere autorità di tassar le colonie. In ogni parte si
facevano cerchiolini e capannelle; ed il soggetto della conversazione di
tutte le brigate era la tassazione. Ogni giorno, e quasi ogni ora
scemava negli Americani il rispetto e l'amore verso la nazione
britannica, e cresceva la voglia del resistere. E siccome suole accadere
nei moti popolari, chi ne diceva di più, questi n'era più applaudito, e
miglior popolano tenuto. I benefizj per sì lungo tempo dalla metropoli
collocati nell'America erano posti in dimenticanza, ed era frequente
costume diventato, e gratissimo al popolo di leggere in sul libro delle
angherie inglesi. Queste erano con vivi colori dimostrate dai caporioni
alla gente, che concorreva ad udirgli, e di continuo esacerbati gli
animi da somiglianti dicerìe. Le assemblee dei rappresentanti, e
principalmente quelle di Massacciusset e della Virginia, mandarono
istruzioni agli agenti in Londra, perchè usassero ogni industria,
facessero ogni sforzo per impedire, che l'atto intenzionale non fosse in
attual legge convertito; ed inoltre fecero le rappresentanze loro al Re
ed alle due Camere del Parlamento; le quali tutte tendevano al medesimo
fine, se non se che quelle di Massacciusset furono più delle altre vive
e risentite. Era la provincia di Massacciusset particolarmente notata
pel calore, col quale essa s'opponeva al nuovo ed insolito indirizzo,
che da qualche tempo i ministri avevano dato alle cose americane. I
coloni diventarono eziandio più risoluti, quando intesero, non essere
nella presente contesa delle tasse a sè medesimi abbandonati, e
specialmente in quella della marca; ma che nella metropoli stessa si
trovavano molti personaggi o per sangue, o per dottrina, o per grado
illustri, i quali o per propria persuasione, o per voglia di andare per
le bocche degli uomini, o per ambizione di ottenere ad essere gli scambj
dei ministri, andavano esclamando e dentro e fuori del Parlamento:
«Questi non essere i modi consueti di procedere del governo inglese
verso i suoi sudditi; esser questa una nuova tirannide, che, tollerata,
passerà un dì dalle spiagge americane su quelle dell'Inghilterra; a'
principj doversi ostare; i governi esser soliti nelle prosperità ad
allungar le mani, ed a volersi maggior potere arrogare; far gran vista
il governo inglese di volere imitargli nella presente prospera fortuna;
perciò doversi stare a canna badata con esso; conoscersi le voglie e le
arti delle tolte scozzesi, l'America essere il mezzo, o il saracino di
piazza, l'Inghilterra il fine. E che bisogno s'ha di questi nuovi
balzelli per proteggere e difendere l'America e le terre conquistate?
Forse per tenere in freno i popoli indiani? Meglio ciò saper fare i
coloni leggieri e spigliati che le fanterie inglesi grosse; essere i
coloni di buon animo per difendersi da sè stessi, e per soccorrere
all'uopo i presidj; del che ne diedero manifeste pruove molte volte.
Nemico possente nel continente americano più non trovarsi; e che vani
spauracchi sono questi mai di un nemico, che non appare da niun canto? E
che necessità di voler tenere un esercito in America, al quale gli
Americani abbiano a far le spese? Buoni frutti in verità aver già
partorito quest'apparato militare! Gli animi inritrositi, cambiate la
benevolenza in odio, la fedeltà in desiderio di cose nuove. Senza di
queste inusitate soldatesche avere altre volte i Ministri, secondo che i
tempi richiedevano, ottenuto pei modi consueti dalle colonie tutti
quelli ajuti, che erano del caso. Dacchè esse sono state abili riputate
a porger sussidj alla comune patria, ciò essersi ottenuto per via di
requisizioni da parte della Corona indiritte per mezzo dei governatori
alle varie assemblee. Continuisi l'istesso modo, ed avrannosi i medesimi
sussidj senza scandali e senza pericolo di scisma. Ma volersi una
obbedienza servile, per procedere poscia ad introdurre nel cuore stesso
del Regno i modi stuardi. Di ciò essersene avuti manifesti indizj il dì,
che Grenville venne fuori con quel suo modello di provvisione, pel quale
si dovevano autorizzare gli uffiziali nelle colonie ad alloggiare i
soldati nelle case dei privati; cosa immaginata appunto per ispaventare
il popolo, per avvilirlo a lasciarsi cavalcare, ed alla disegnata tassa
disporlo. Bene essersi levato tanto romore contro sì incomportabile
enormità, che il ministro ne fu sgarato. Tosto aversi a procedere più
oltre; perciò esser debito d'ogni buon cittadino di opporsi a questi
primi tentativi».
Ma i ministri non si lasciavano svolgere, o perchè così volessero i
favoriti che stavano al di dietro, o per caparbietà propria, o perchè
credevano, che, malgrado tante lustre e dimostrazioni in contrario, gli
Americani se ne sarebbero contentati per la confusione, incertezza e
pericoli che sarebbero in tutte le cose loro nati, se negli atti
scambievoli del vivere civile non avessero fatto uso della carta
marchiata, e perciò pagatone la gabella. Onde i ministri erano soliti a
dire, questa avere ad essere una legge, la quale si metteva ad effetto
da per sè stessa. I memoriali, le rimostranze, le petizioni, le
risoluzioni delle province americane furono poste dall'un de' lati.
Adunque la provvisione della carta marchiata fu sottoposta al Parlamento
nella sua tornata del 1765, dove, se vi fu che dire e che fare, nissuno
il domandi. Nissuno pensi nemmeno in qualunque altra occasione, o dei
passati o dei presenti tempi, essersi dimostrata maggior forza, od acume
d'ingegno, più passione, od amore o di parti, o del ben pubblico, o
maggiore apparato di eloquenza, che in questa. Nè minore era la
contenzione e la sospensione degli animi fuori, che dentro le mura di
Westminster. E medesimamente tutta l'Europa, la quale si era molto
sollevata a sì gran contesa, e massimamente le province ed i porti
trafficanti stavano intentissimi a considerarne i progressi, ed a
vederne il fine.
Intanto nel Parlamento quelli, i quali si opponevano alla provvisione,
si mostrarono molto vivi, e dopo di aver citate le autorità d'uomini
celebratissimi nella scienza delle cose politiche, come per cagion
d'esempio Locke, Selden, Harrington e Puffendorf, i quali stabilirono,
il primo fondamento, e l'ultimo fine, che ogni governo si deve proporre,
essere il bene della società, andando percorrendo la storia patria de'
tempi andati, allegarono:
Constare dalla _magna carta_, e da tutte le scritture di que' tempi in
proposito delle imposizioni delle tasse a benefizio della Corona, e del
mandare rappresentanti in Parlamento, siccome pure dallo statuto de'
diritti, e da tutta la storia della costituzione inglese, che nissun
suddito inglese può essere a tassazione soggetto, se non, come dicono
essi, _per comunem consensum parliamenti_, che è quanto a dire, di sè
medesimo, o dei suoi rappresentanti; e questo esser quel primo e
generale diritto, che gli abitanti delle colonie, come sudditi inglesi,
portarono seco, quando lasciarono la patria terra per andarsene in
quelle lontane contrade; perciocchè non essere da credersi, che il
diritto loro derivi dai diplomi, questi diplomi non ad altro oggetto
essendo stati concessi, se non per regolare la forma esteriore della
costituzione delle colonie; ma il grande ed interiore fondamento dalla
costituzione loro, essere questo generale diritto del suddito inglese,
il quale è il primo principio della libertà anglicana, cioè, nissuno
poter essere tassato altro che da sè stesso e dai suoi rappresentanti.
Le Contee palatine di Chester, di Durham e di Lancastro, e le marche di
Cornovaglia non essere state tassate, se non nelle proprie assemblee o
Parlamenti loro, fino a tanto che in varj tempi sono state partecipi
fatte della rappresentazione nel Parlamento britannico.
Il Clero sino a questi ultimi tempi, in cui venne ammesso alla
rappresentazione generale, aver tassato sè stesso e conceduto al Re ciò
che chiamano _benevolenze_, o sia doni gratuiti.
Credere alcuni, distendendo oltre ogni limite l'autorità del Parlamento,
che questo possa fare ogni cosa, ed abbia tutte le facoltà, ma ciò non
esser vero; e quando esser lo potesse, non essere diritto secondo gli
ordini della costituzione; imperciocchè vi sarebbe allora nel
Parlamento, come in un sol uomo vi può essere, un potere arbitrario. Ma
il fatto stare, molte cose non essere in podestà del Parlamento; questo,
tra le altre cose, non poter diventare _esecutivo_, nè gli uffizj che
appartengono alla Corona, distribuire; non potere della roba di alcuno
disporre, salvi solo i casi delle chiudende, senza il suo proprio
consentimento; non potere i Lordi porre divieto ad una provvisione di
moneta vinta nei Comuni; nè i Comuni innalzarsi a Corte di giustizia;
non potere il Parlamento d'Inghilterra tassare l'Irlanda.
Avere i coloni un diritto nato con loro, come discendenti da sudditi
inglesi, di non potere esser tassati da nissuno, fuorchè dai proprj
rappresentanti; e ben lungi dall'essere rappresentati nel Parlamento
della Gran-Brettagna, non essere in questo nemmeno virtualmente
rappresentati, siccome i più minuti abitanti di essa Gran-Brettagna sono
mediante l'intima unione, che a coloro gli lega, i quali vi sono
attualmente rappresentati. E se il tassare (estendendo troppo oltre la
massima delle rappresentazioni virtuali) quelle popolazioni, le quali di
ben lungi soltanto potrebbero riputarsi essere virtualmente
rappresentate, sarebbe cosa tirannica creduta, quanto maggiormente
dovrebbe essa cosa e tirannica, e contraria agli ordini della
costituzione estimarsi, il voler tassare coloro, che nè attualmente, nè
in nissuna maniera virtualmente possono riputarsi rappresentati?
Il popolo irlandese essere, molto meglio che i coloni, nel Parlamento
rappresentato, stantechè moltissimi uomini dell'Inghilterra posseggono
od occupano terre, od uffizj lucrativi, o credenziali in Irlanda, come
pure i discendenti loro immediati fermatisi in essa; e stante ancora che
molti nobili o gentiluomini irlandesi seggono nelle due Camere del
Parlamento britannico e che un numero eziandio più grande d'Irlandesi
fanno le dimore loro in Inghilterra; ma ciò nonostante il Parlamento
britannico non avere mai preteso avere alcun diritto di tassare il
popolo d'Irlanda.
I primi stabilitori delle colonie non solamente essere stati dalle
persecuzioni cacciati fuori della patria loro ma di più avere questa
abbandonata a proprio rischio, pericolo e spesa. Essendo in tal modo
stati derelitti, per non dire di più, ogni vincolo tra di loro, fuori di
quelli a tutto il genere umano comuni, essere stato disciolto, essi
assoluti da ogni debito di obbedienza verso di quella, ed essa
dispensata da ogni debito di protezione verso di loro; che se
accettarono alcuni diplomi reali secondo l'occasione, ciò avere fatto
per necessità; e siccome questa necessità non era di propria elezione,
perciò questi diplomi non potere obbligargli, e se tuttavia i medesimi
potessero in qualche cosa obbligargli, ciò essere solamente a quella
fedeltà, che il Capo supremo del Regno ha diritto di pretendere
indifferentemente da ogni qualunque suo suddito.
Essere cosa assurdissima l'affermare, siano ancora gli Americani
astretti a qualche soggezione verso il potere legislativo della
Gran-Brettagna, il quale non ebbe bastante forza per difendergli e
proteggergli contro le violenze dell'esecutivo; e più assurda ancora il
dire, che il popolo della Gran-Brettagna possa sopra di quelli
esercitare quei diritti, ai quali questo medesimo popolo afferma, si
opporrebbe giustamente, se altri sopra di sè esercitare gli volesse.
Avere il popolo inglese lungamente combattuto e versato molto sangue per
ricoverare que' diritti, che si credeva, la Corona avere sopra di sè
stesso usurpati; e come adesso poter volere, usando quella medesima
usurpazione che aveva in altri condannata, esercitare questi diritti
sopra altrui? E se nei diplomi conceduti agli Americani a tempo
dell'emigrazione loro, e che eglino hanno per forza accettati, si
stabiliva, non poter essi far leggi, avuto però riguardo alla differenza
delle circostanze, le quali contrarie fossero a quelle dell'Inghilterra,
ciò non avergli di vantaggio sottomessi al Parlamento d'Inghilterra, che
se fosse stata in quei medesimi diplomi inserita la medesima condizione
in rispetto alle leggi della Scozia, o di un'altra contrada
qualsivoglia, ciò gli avrebbe al Parlamento di Scozia, ed alla suprema
autorità di quest'altra contrada sottoposti, quando che questa avesse
da' suoi statuti la facoltà di tassare sè medesima per la propria difesa
e conservazione.
Che qualunque stata sia l'assistenza prestata dal popolo della
Gran-Brettagna verso quello delle colonie, essa dover essere stata
prestata o per motivi di umanità e di fraterna affezione, o col pensiero
di esserne, quandochè fosse, rimeritato; ma non mai a prezzo della
libertà. Ed in ogni caso non potersi presumere, le colonie averla potuto
accettare con tale condizione. Che se essa fu invece prestata per motivi
di umanità e di fraterna affezione, siccome il popolo delle colonie non
aveva mai dato luogo alla patria europea di dolersi di loro, così il
medesimo farebbe per l'avvenire. E se essa fu concessa finalmente col
pensiero di esserne una volta rimeritato, esserne pronti i coloni di
venirne al ragguaglio, mettendo da una parte l'assistenza avuta da essa
patria, e dall'altra i danni da sè medesimi sopportati, e gli utili
avuti da quella per aver impedito, non vendessero ad altri le proprie
robe a maggiori prezzi di quelli che vendevano a lei, e non comprassero
da altri a minori prezzi di quelli che compravano da lei; e forsechè,
considerata in tal modo la cosa, dicevano, l'Inghilterra non ne sarebbe
in capitale.
L'essersi i coloni sottomessi alle leggi fatte dal Parlamento inglese
per l'interno governamento loro, non potere, come esempio contra di sè
stessi, addursi più che la sottomissione degl'Inglesi medesimi agli
ordini di un Errico, od alle violenze della Camera Stellata potrebbesi
contr'essi citare, la tirannide di molti essendo altrettanto grave a
sopportarsi, come quella di pochi, e la tirannide di pochi come quella
di un solo.
Che se la libertà si deve a coloro, i quali hanno gli animi nati e fatti
per apprezzarla, e bastante coraggio per esporsi ad ogni pericolo e ad
ogni fatica per acquistarla, essere i coloni americani più degni dei
loro fratelli stessi della Gran-Brettagna di possederla; avere essi non
solo alla nativa terra rinunziato tanto cara alle umane menti e tanto
diletta, ed a tutte quelle dolcezze che in lei si trovano, ma ancora
essersi volontariamente sottomessi alle fatiche ed agl'incomodi di un
lunghissimo viaggio; e dopo di essere con prospera fortuna, ma con
evidente pericolo scampati dal mare, avere su per quelle spiagge
disabitate e barbare incontrato la fame, la quale avendo combattuta e
vinta con infinita, e pazienza e pericolo, essere, quasi per un miracolo
della divina provvidenza, dopo molto tempo, a questo stato, ed in questa
presente prosperità cresciuti cotanto utile a coloro, dai quali eglino
ebbero primamente l'origine.
Che se nei primi anni dell'esistenza loro in America alcuni fra i coloni
dimostrarono un umore inquieto e soggetto ad essere tenuto a freno, e
fossero tutti esposti alle correrie dei vicini paesani, gente nemica e
feroce, la qual condizione rendeva l'interposizione e l'assistenza del
Parlamento britannico necessaria, essere ora a tale grado di maturità in
fatto di civiltà e possanza pervenuti, che non abbiano più altrimenti di
essa interposizione bisogno; e perciò, siccome sono cambiate le
proporzioni che esistevano tra le due nazioni, così doversi anche
cambiare i termini dell'antica congiunzione, e porne de' nuovi alla
presente e rispettiva forza e costumi loro più consentanei.
Le leggi penali promulgate dal Parlamento non avere forza, e non
obbligare nelle colonie, se non se quando queste sono in esse leggi
specificamente nominate. La qual cosa dimostra evidentemente, le leggi
generali inglesi non abbracciare nell'azion loro le colonie americane,
ma aver bisogno di leggi specifiche e particolari. Perciò stare queste
colonie verso l'Inghilterra a un dipresso in quel medesimo rispetto, nel
quale stanno negli ordini feudali d'Europa i Signori verso il Sovrano,
protestando quelli a questo, e pretendendo questo sovra di quelli una
obbedienza ed una autorità in certi limiti ristretta.
Chiari esempj in confermazione di tutto ciò ritrovarsi nella storia
delle colonie tanto antiche che moderne. Così i Cartaginesi, così i
Greci ed altri popoli famosi dell'antichità avere ai coloni loro
lasciata una grandissima larghezza di governo interiore, solo
contentandosi ai benefizj commerciali che da quelle ne derivavano. Così
i Barbari settentrionali, i quali afflissero l'Impero romano, aver
portate seco le leggi loro, e nelle case de' vinti introdottole, non
conservando che una ben tenue obbedienza e soggezione verso i Signori
della patria loro. Così ne' tempi più vicini a noi la Casa d'Austria
avere con le sue colonie dei Paesi Bassi adoperato, primachè queste si
sottrassero dalla divozion sua intieramente. La qual cosa dovere
gl'Inglesi tenere avvisati, e di ciò che hanno a fare in rispetto alle
colonie loro, e di ciò che hanno a temere.
Pagare le colonie assai tasse, se si considerano le restrizioni poste
sul commercio loro; perciò non doversi altre gravezze imporre sugli
Americani, ovvero restituirgli ad una intera libertà di commercio:
poichè altrimenti sarebbero gravati doppiamente. La qual cosa sarebbe e
ingiusta e tirannica da riputarsi.
Da tutto questo non volersi pretendere, le colonie americane non dover
andar soggette a certe gabelle esteriori da porsi per autorità del
Parlamento ne' porti loro, o ad alcune altre restrizioni, alle quali, in
virtù dell'atto di navigazione o di altre provvisioni, il commercio loro
è stato sottomesso; imperciocchè elleno sono nella medesima condizione,
che tutte le colonie, che appartengono agli altri potentati marittimi
dell'Europa, i quali dal bel principio della fondazione delle colonie
loro queste proibirono da ogni commercio colle nazioni forestiere. Qui
volersi parlare solamente delle tasse interne da porsi sulla
universalità del popolo; e mantenersi, prima che e' possa a somiglianti
tasse essere sottoposto, dover essere rappresentato.
E concedendo anche quello che si niega, che il Parlamento britannico
abbia il diritto di far leggi obbligatorie per le colonie, e quello che
è più, impor loro tasse senza il consentimento loro, esservi delle
gagliarde opposizioni a farsi contro le gabelle ultimamente poste sopra
di quelle, e troppo più ancora, e più forti contro a quella della marca,
la quale fu testè girandolata dai ministri, e viene ora proposta in
Parlamento. Poichè invece che queste gabelle di marca sono state a poco
a poco, e gradatamente poste a' tempi andati sui popoli
dell'Inghilterra, elleno hanno ora a cadere ad un tratto sopra le
colonie, le quali, se non ne resteranno affogate, non vaglia; e se
queste stesse gabelle sono state sì gravi riputate in Inghilterra, avuto
riguardo alla gran varietà de' casi, ne' quali elleno debbono esser
pagate, ed al gran numero delle ingorde multe, nelle quali anche le
persone di miglior animo possono incorrere, doversi di necessità
credere, avere a riuscire di molto maggior gravamento e pregiudizio
nelle colonie, dove in generale il popolo non deve riputarsi così
versato nelle materie di questa sorta, e molti eziandio non intendono il
linguaggio di queste leggi intricate, e così lontane dall'intelligenza
degli agricoltori e mercatanti. Doversi a ciò aggiungere, le medesime,
siccome quelle che troppo odore rendono della terra britannica, e troppo
sono notate della sottilità dei cervelli inglesi abilissimi ad inventar
giravolte per raunar pecunia, dover essere avversate, come pericolosi
tranelli, dai forestieri, e perciò allontanargli dall'andarsi a fermare
con le famiglie loro sotto quel nuovo cielo. La qual cosa di quanto
danno abbia ad essere a quelle crescenti popolazioni, e quindi per
rimando all'Inghilterra stessa, niuno è che non lo veda.
Avendo finalmente a' termini della provvisione a pagarsi la pecunia
ricavata dalle gabelle di marca nella tesoreria inglese, dovere in poco
tempo le colonie, considerate massimamente le incomode proibizioni sul
commercio loro poste, rimanere spogliate del tutto della moneta loro con
gravissimo pregiudizio del commercio tanto esterno, quanto interno.
Ma dalla parte dei ministri si arguiva in contrario:
Essere prima di tutto necessario estraere dalla presente quistione tutto
quell'apparato di scienza e di erudizione, della quale hanno fatto pompa
gli avversarj, e che ricavarono dai libri degli uomini speculativi, i
quali hanno scritto sopra le materie politiche. Tutte queste
sottigliezze ed argomentazioni, state adoperate da coloro che hanno ne'
libri loro trattato del diritto naturale, come sarebbero Locke, Selden,
Puffendorf e somiglianti autori, non essere il caso in una controversia,
in cui si tratta di una legge scritta. L'andare poi a rilevare le
vecchie carte per arguire di là alla presente costituzione inglese,
essere la più assurda cosa del mondo, poichè la costituzione non è più
la stessa, e nissun sa, quale ella si fosse a qualcheduno de' periodi,
che si sono citati. Esservi cose nella _magna carta_ medesima, le quali
non sono più negli ordini presenti; e perciò tutti questi ricordi delle
cose antiche non comprovar nulla in riguardo alla costituzione inglese,
tale quale ora ella è.
Questa costituzione essere in ogni tempo stata a continui cambiamenti ed
ammendazioni soggetta, ora guadagnando, ora perdendo qualche cosa; nè
essere la rappresentazione dei Comuni della Gran-Brettagna stata ridotta
ai presenti ordini sino a' tempi di Errico settimo. In riguardo poi ai
modi di tassazione, se si risale addietro oltre il regno di Edoardo
primo o del Re Giovanni, non incontrarsi altro che dubbj ed oscurità,
essendo la storia di quei tempi piena d'incertezza e di confusione. Le
scritte per le domande di pecunia si facevano ora secondo la legge, ed
ora no; e queste erano, per cagione d'esempio, quelle per la pecunia
navale, o quelle per invitar le assemblee a tassare sè medesime, o
quelle altre per far pagare i doni gratuiti. Altre tasse erano anche
poste, come quella dello scutato, o sia servizio dello scudo, le
cavalcate ed altre, che avevano la origine loro negli ordini feudali. I
doni gratuiti pure essere contrarj alla legge; ed essere cosa nota a
tutti, con quanta contenzione ed ostinazione il popolo inglese si
opponesse alle domande della pecunia navale, le quali però la Corte non
cessava di proseguire.
In riguardo alle marche di Cornovaglia, l'antico privilegio di tassare
sè stesse aver poco durato, e solo essere stato concesso, perchè elleno
potessero soccorrere il Re nella sua guerra contro i montanari di quel
paese; essere nato, essersi spento col Regno di Edoardo primo, e quando
il principe Edoardo diventò Re; ed allora queste marche essere state
annesse alla Corona, e soggette divenute, come il restante del dominio
inglese, alle tasse. Errico ottavo essere stato il primo fra i Re
inglesi, il quale chiamò due deputati cornovallesi in Parlamento: la
Corona avere esercitato, o no questo diritto di chiamare i deputati a
sua posta, e quindi essersi originata quella disuguaglianza di
rappresentazione, la quale a' presenti dì si osserva nella costituzione
inglese. Errico ottavo aver chiamato un borghese di Calais in
Parlamento, ed una delle Contee palatine essere stata tassata per ben
cinquanta anni, innanzichè ella mandasse deputati al Parlamento.
Il Clero non esser mai stato senza rappresentanti; e quando e' si
tassava da sè stesso nelle sue assemblee, ciò essersi fatto
coll'autorità e consenso del Parlamento.
Il ragionare poi delle colonie inglesi dalle colonie dell'antichità
essere una vana pompa di erudizione, sapendosi benissimo, le colonie dei
Tirj in Africa, e quelle dei Greci in Asia non aver che far più che
nulla coi presenti ordini delle colonie inglesi. Nissuna nazione prima
dell'Inghilterra aver fatti statuti e regole fisse per le colonie,
eccettuati i Romani; e gli ordini colonarj loro essere stati al tutto
militari per mezzo dei presidj tenuti nelle principali città delle
conquistate province, e la giurisdizione della principal patria essere
stata assoluta ed illimitata; le province della Olanda non essere state
colonie, ma piuttosto paesi sottomessi alla Casa d'Austria con una certa
feudale dependenza; e finalmente niuna cosa essere più lontana stata
dagli ordini, e modi delle colonie inglesi, che quell'inondazione di
Barbari settentrionali, i quali, distrutte le reliquie dell'Impero
romano, vennero sopra, ed occuparono tutta l'Europa; questi fuorusciti
avere ad ogni legge, ad ogni protezione, e ad ogni connessione colle
terre patrie rinunziato; aver quelli eletti i capitani loro, seguitate
le loro insegne per andar a cercar ventura altrove, e fondare nuovi
regni sulle rovine del romano Impero. Per lo contrario i fondatori delle
colonie inglesi essere dal regno usciti con l'approvazione e consenso
del Re e del Parlamento; a poco a poco gli ordini loro essere stati
tocchi, e ritocchi con rispettivi diplomi, concessioni e statuti, finchè
furono nella presente forma ridotti; ma non essere mai state quelle
talmente dalla prima patria separate nè emancipate, che esse siano una
volta diventate independenti, ed in propria balìa poste.
Il Parlamento a' dì della Repubblica molto per tempo essere stato della
separazione delle colonie sollecito, ed aver vinta una provvisione, o
atto (il quale se non sia più in vigore, doversi molto dubitare), per
dichiarare e stabilire l'autorità dell'Inghilterra sopra le colonie. Ma
quando vi fosse in questo proposito una legge scritta, o nissuna
immediata illazione far si potesse da una somigliante legge, l'uso solo
doveva bastare per quella autorità confermare. Non sonsi forse le
colonie, per fino dai tempi della fondazione loro, alla giurisdizione
della comune patria sottomesse? Non l'hanno elleno anzi in molti casi
ricercata? In tutte le controversie concernenti la proprietà, non ebbero
elleno ricorso al Consiglio privato? E non sono forse quelle
controversie state determinate, non secondo le leggi delle colonie, ma
sì, per lo contrario, secondo le leggi dell'Inghilterra? Ed a queste
decisioni non si sottoposero elleno pacificamente? Eppure questi casi di
ricorso, essere assai frequenti stati. Il Nuovo-Hampshire, ed il
Connecticut essere già corsi al sangue a cagione delle gare loro; la
Virginia, e la Marilandia all'armi; non dimostrar questo la necessità di
una giurisdizione suprema, alla quale le altre subordinate giurisdizioni
possano in caso di bisogno ricorrere? Nulla in nissun tempo poter più
fatale riuscire alla pace e prosperità delle colonie, quanto che il
Parlamento della sua soprantendente autorità sopra le medesime si
dispogliasse; perciocchè dissolverebbesi in tal caso, ed in poco tempo
ogni vincolo tra colonia e colonia, e nascerebbevi una fatale anarchia;
conoscersi tra di esse bastanti semi di discordie e di fazioni, perchè
di simile scompiglio non s'abbia ad avere qualche timore. Da questo al
totale disfacimento dei presenti ordini colonarj, alla creazione di
nuovi, al gettarsi in preda le colonie a qualche potentato esterno,
esser parato lo sdrucciolo.
Di presente gli ordini delle colonie essere molto varj, siccome quelli,
che furono l'un dopo l'altro stabiliti alla spicciolata, e dovettero
alle circostanze ed accidenti de' diversi tempi accomodarsi; perocchè
altri dovettero essere ne' primi periodi di ciascuna colonia, ed altri,
quando esse si trovarono ad un ulterior grado di popolazione, di
territorio e di ricchezza pervenute. In alcune da prima non avervi avuto
altro, che un governatore assistito da due o tre consiglieri, poi più
essere stati arroti; poi la Corte di giustizia eretta; poi le Assemblee
create.
Siccome le costituzioni delle colonie sono state diversamente composte,
e quasi alla spezzata; così dover esse per la necessità delle cose
rimanere dalla giurisdizione della comune patria dependenti; niuno aver
mai la posizione contraria mantenuta, innanzichè queste nuove dottrine
andassero attorno; gli atti del Parlamento essere stati non solo senza
alcun dubbio della legalità loro fatti, ma eziandio con applauso
universale accettati, e volonterosamente obbediti; i porti loro essere
stati alle dogane ed a regole sottomessi, che e mettevano un certo
freno, e diminuivano il traffico loro; e gabelle essere state messe, e
tra le altre quella delle poste, le quali andarono ad impressionare ed a
ferire le più interne parti del commercio loro; e nissuno mai, salvando
questi nuovi dottori, essersi dato a credere, le colonie non dover
essere dall'autorità del Parlamento tassate, regolate ed obbligate.
Non poter esservi dubbio, che gli abitanti delle colonie sieno
altrettanto rappresentati nel Parlamento, quanto la maggior parte del
popolo d'Inghilterra, poichè nel numero di nove milioni di questo, otto
milioni ne sono, i quali non hanno diritto di rendere, e non rendono
partito nella elezione dei membri del Parlamento; e perciò tutte queste
argomentazioni addottesi per provare non essere le colonie dependenti
dal Parlamento, derivate da motivi di rappresentazione, esser vane; anzi
provar anche troppo, perciocchè vanno a ferire tutta la presente
costituzione dell'Inghilterra. Ma la cosa essere, che un membro del
Parlamento, eletto da una borgata qualsivoglia, rappresenta non solo i
commettenti ed abitanti di quel particolar luogo, ma ancora quelli di
ogni altra borgata della Gran-Brettagna. Ei rappresenta la città di
Londra, ed ogni altro Comune del regno, siccome anche gli abitanti di
tutte le colonie e dominj della Gran-Brettagna; ed è per debito e per
coscienza a tener cura degl'interessi loro obbligato.
Esser vana e falsa la distinzione tra le tasse interne ed esterne. Si
concede le restrizioni sopra il commercio, e le gabelle sopra i porti
poste essere secondo la legge, e si niega nel tempo medesimo il diritto
del Parlamento della Gran-Brettagna d'imporre tasse interne sopra le
colonie. Ma, e che differenza passa mai tra le prime e le seconde? Una
tassa posta in un qualche luogo non è ella forse, come quel ciottolo
gettato in uno stagno, il quale increspa a mò di circolo la superficie
dell'acqua, e questo circolo ne produce e dà moto ad un altro, e questo
ad un altro ancora, finchè tutta quella superficie si trovi dal centro
fino alla circonferenza agitata? Nissuno non credere, nissuno non
confessare essere manifesto, che una gabella di dieci, o di venti per
centinajo posta, per cagion d'esempio, sopra il tabacco, o sia ne' porti
della Virginia, o sia in quel di Londra, non sia una vera e reale
gravezza, o tassa posta sopra le terre della Virginia stessa, nelle
quali cresce il tabacco, e lontane anche a cento miglia dal mare.
La protezione essere quella, che dà il diritto della tassazione; le
obbligazioni reciproche tra le colonie e la patria loro essere
connaturali, e derivanti dall'un canto dalla difesa e protezione,
dall'altro dall'obbedienza; ed essere cosa molto obvia, che o le colonie
debbono essere in tutto ed in ogni special parte dependenti
dall'Inghilterra, o del tutto dalla medesima separate e disgiunte. Non
trattarsi ora qual fosse la legge, qual fosse la costituzione; ma
versare la controversia in questo, quale sia ora la legge, quale la
costituzione. Ciò esser la legge, ciò esser la costituzione, quello
esser il diritto, che fu senza contraddizione, e per sì lungo tempo, ed
in numerosissimi casi per tale riconosciuto, per tale esercitato da una
parte, e approvato ed obbedito dall'altra. Le altre esser troppo sottili
opinioni, o vane immaginazioni d'uomini speculativi, le quali, siccome
sono lontane dalla comune sperienza delle umane cose, così sono anche
pur troppo atte ed accomodate a sollevare ed accendere gli animi di
coloro, i quali siccome obbedirono per lo passato, e ciò con tanto utile
e vantaggio loro, così debbono anche per lo futuro agli ordinamenti
della tenera, ad un tempo, e possente madre loro obbedire.
Del rimanente non essere forse per molti capi migliore la condizione
degli Americani, che quella degli Inglesi? Le spese dell'amministrazione
interna e civile dell'Inghilterra essere enormi; così leggieri per lo
contrario nelle colonie, che non è quasi da potersi credere. Il governo
ecclesiastico, il quale è sì grave spesa in Inghilterra, essere di niun
momento in America; là le decime, là i benefizj non curati esservi
ignoti; non conoscervisi la povertà; ognuno, secondo il dire delle sacre
scritture, sotto la propria ficaja vivere; la fame e la nudità esserne
sbandite: e là non vedersi nè paltoni, nè mendicanti. Se altrettanto si
potesse affermare dei popoli inglesi al di qua dell'Oceano, beata
l'Inghilterra! Ma il contrario essere il vero, e ciò esser noto a tutto
il mondo.
E qual nazione avere abbracciato le sue colonie con tanta carità con
quanta l'Inghilterra le sue? Queste non aver mai, a' tempi delle
necessità loro, ricorso avuto alla Gran-Brettagna senza ottenerne i più
pronti ed i più ampj sussidj. O fosse per la difesa propria contro il
nemico, o per avanzare ed accrescere la domestica prosperità, questi
essere stati senza soprastamento alcuno liberalissimamente conceduti.
Oltre a ciò, nissun altro popolo avere quella specie di protezione data
ad una parte di sè, che dall'Inghilterra alle sue colonie fu concessa;
quella del credito, senza del quale non avrebbero mai potuto a quel
grado di ricchezza arrivare, che è da tutti quelli, che le visitano,
lodato ed ammirato; e fatta questa considerazione, la tassa, di cui si
tratta, non poter altro apparire, che un modico interesse di quelle
esorbitanti somme, le quali aveva la Gran-Brettagna alle colonie
prestate.
In quanto alla mancanza della moneta, anche questa essere una vaga
argomentazione: l'oro e l'argento non esser mai per mancare in un paese
altrettanto ricco di buone derrate, quale si è l'America settentrionale.
Nè questa tassa avere a gettar tanto, essendo anzi, non che moderata,
modica, che possa seccare le sorgenti della moneta, massimamente, quando
si considera, il provento della medesima aver ad esser tenuto in serbo
nel tesoro, non potersi in nissuna maniera storre, o sviare, ed esser
tutto destinato alle spese della protezione e difesa delle colonie, e
perciò dovere in queste necessariamente ritornare.
Adunque la superiorità inglese tanto magnificata non essere in fatto
altro, che una superiorità di potenza e di sforzi per guardare e
difendere tutte le sue dependenze e tutti i suoi dominj, ed in ciò
essersi ella sì fattamente travagliata, che ne fu presso alla sua
rovina. Egli è vero, aver l'Inghilterra in questa contesa conseguito
tanta gloria, che a niuna maggiore potrebbe arrivare; ma in questa
partecipare tutte le colonie sue; tanto lustro, tanto splendore essersi
anche riverberati in America, e gli Americani essere venuti a parte così
degli onori, come dei benefizj, che ai membri dell'Impero britannico
appartengonsi, mentre che l'Inghilterra sola ha pagato l'immenso prezzo
di tanta gloria.
Queste furono le argomentazioni da una parte e dall'altra con eguale
ingegno e calore nel Parlamento allegate in prò, o contro la tassa
americana. E mentre pendeva tuttavia la questione, i mercatanti di
Londra, i quali trafficavano coll'America, sollevati maravigliosamente
dal timore di perdere, o almeno di non poter riavere ai giusti tempi i
capitali, che avevano nelle mani degli Americani collocati, presentarono
al tempo della seconda lettura della provvisione una petizione contro la
medesima; imperciocchè preveggevano benissimo, che fra gli Americani
alcuni per necessità, ed altri con questo colore, mancato non avrebbero
di ritardare le rimesse. Ma all'incontro si allegò quell'uso della
Camera de' Comuni di non udir petizioni indiritte contra le provvisioni
delle tasse; e quella de' Londinesi fu posta dall'un de' lati.
Intanto esclamavano i ministri, particolarmente Carlo Townsend:
«Ed ora vorranno questi americani figliuoli stabiliti dalle cure nostre,
nutriti ed allevati dalla nostra amorevolezza, protetti dalle nostre
armi, finchè a questa forza ed a questa opulenza, che oggidì vediamo,
fossero pervenuti, torcere il grifo, e rimbrottando ricusare di porre in
mezzo un lor quattrino per sollevarci da quel grave peso, che ci mette
in fondo?».
Il Colonnello Baré riprese le parole, e con un bellissimo porgere per
soldato, disse:
«Stabiliti dalle vostre cure! No; l'oppression vostra gli fece in
America stabilire. E' fuggivano la vostra tirannide, e cercarono asilo
in una incolta ed inospital terra, dove esposero sè stessi a tutti quei
disagi, ai quali può l'umana natura andar soggetta; e fra gli altri alla
crudeltà di un nemico barbaro e selvaggio, il più astuto, e, sto per
dire, il più terribil popolo che viva quaggiù; e di più spinti dai
principj della vera libertà inglese quelli incontrarono e sopportarono
con ilare e forte animo, pareggiandogli con quelli, i quali da parte di
coloro, che avrebbero loro amici dovuti essere, ebbero nella patria
terra a sopportare. Nutriti ed allevati dalla vostra amorevolezza! E'
crebbero per la trascuraggin vostra. Tostochè avete fatto avviso di
pigliare cura di loro, ciò avete eseguito con mandar là uomini per
governargli in questa parte ed in quella, i quali forse erano i deputati
dei deputati di alcuni membri di questa Camera, inviati colà per
sopravvedere le libertà loro, per far le spie, per rapportar male le
azioni loro, per mettergli in preda; uomini, la cui condotta ha fatto in
molte occorrenze agghiacciar il sangue nelle vene a que' figliuoli della
libertà; uomini promossi ai più alti seggi della giustizia, alcuni dei
quali, e questo so, avrebbero creduto di aver la buona ventura, se, ad
una lontana contrada fuggendo, evitato avessero di esser essi medesimi,
nella propria, avanti la Corte di giustizia tradotti. Protetti dalle
vostre armi! Hanno eglino nobilmente pigliate le armi in vostra difesa,
ed in mezzo alla costante e laboriosa industria loro il valore loro
mostrato per la difesa di una contrada, le cui frontiere erano intrise
di sangue, mentrechè le parti interne sue a vostro prò i piccoli
risparmj, i frutti della onesta masserizia loro versavano ed offerivano.
E crediate a me, sovvengavi, che vel dissi questo dì, che quel medesimo
amore di libertà, il quale dapprima spinse ed animò questo popolo,
questo stesso lo accompagnerà ancora. Ma la prudenza mi vieta di dir più
oltre. Dio il sa, e certo sono, che io non parlo ora col calore delle
parti; quello che dico, sì, lo dico, perchè tali sono i sentimenti del
mio cuore. Quantunque la generale scienza e la esperienza del
rispettabil corpo di questa Camera avanzi d'assai la mia, tuttavia ciò
contendo, ed affermo, avendo molte cose vedute, e lungamente conversato
in quella contrada, di saperne più, intorno all'America, che voi non ne
sapete. Quel popolo è invero altrettanto leale, quanto gli altri sudditi
qualsivogliano, che il Re si abbia; ma egli è un popolo geloso delle sue
libertà, e che le vendicherà, se elleno saranno un dì violate. Ma il
soggetto è troppo tenero; non ne vuò dir più oltre».
Queste cose disse il Colonnello improvvisamente, e con tanta fermezza,
che tutta la Camera ne restò maravigliata, e tutti intentamente lo
guardavano senza proferire una parola.
Ma i ministri se l'erano recata a gara; ed il Parlamento non poteva
udire più ingrato suono di quello, che alcuno negasse l'autorità sua
d'impor tasse in America. Così in favore della provvisione si riunirono,
in molti l'opinione della sua convenienza ed utilità; in altri i bocconi
ministeriali; in molti, e forse ne' più, la gelosia della propria
autorità recata in contesa, dimodochè, quando fu posto il partito, a'
giorni sette del mese di febbrajo dell'anno 1765, i no non poterono
arrivare oltre i cinquanta; ed i sì furono dugencinquanta; e perciò fu
vinta la provvisione, la quale fu con grandissimo favore approvata dalla
Camera Alta addì otto marzo susseguente, e dal Re addì 22 del
medesimo[2].
Questo è stato quel famoso andirivieno trovato dai più sottili e più
fini cervelli inglesi, del quale non saprei dire, se sia stata maggiore
la sofisticheria, o l'intempestività. Certo è, che da questo ebbero
origine in America tutti que' garbuglj e rimescolamenti, i quali
proruppero prima in manifesta guerra civile, poscia n'arse l'Europa
tutta di guerra, e finalmente ne nacque una totale disgiunzione di una
parte nobilissima dell'Impero britannico dalla sua metropoli. Dal quale
rivolgimento, se non furono diminuiti la gloria e lo splendore delle
armi d'Inghilterra pel valore ed ardire mostrati in tutti gli accidenti
della guerra da' suoi soldati, certo ne furono scemate la potenza e
l'autorità sue presso tutte le nazioni del mondo.
La notte, che fu vinta la provvisione, il dottor Franklin, il quale si
trovava allora in Londra, scrisse a messer Carlo Thompson, quegli, che
fu poi segretario del Congresso: _il sole della libertà essere
tramontato; dover gli americani accendere i lumi dell'industria e della
masserizia._ Al quale, messer Carlo rispose: _apprendere, che ben altri
lumi, che quelli, avessero ad accendersi_; e così ei predisse le
turbazioni, che dovevano seguire.