L'America, e specialmente alcune parti di essa state scoperte
dall'ingegno, e dall'ardire degl'Italiani, ricevettero in varj tempi,
come in luogo d'asilo, gli uomini, i quali le turbazioni politiche, o
religiose cacciavano dalle proprie contrade d'Europa; posponendo eglino
la dolcezza della patria e dell'aere natio alla sicurezza, che quelle
lontane e deserte regioni alle menti loro appresentavano. Quivi
esercitandosi con ammirabil arte e costanza, secondo il costume di
coloro, cui il fervore delle opinioni sollecita e spinge, domando le
fiere, allontanando, o spegnendo gl'insetti malefici o importuni, le
nazioni barbare, e feroci, che abitavano quelle nuove terre, contenendo
e frenando; seccando le paludi, dirizzando i fiumi, diradando le selve,
solcando una verginal terra, e nel suo seno nuovi ed insoliti semi
consegnando, prepararono a sè medesimi un clima meno aspro, e meno alla
natura umana inimico, più sicure e più comode sedi, cibi più salutiferi
con parte di quegli agi ed opportunità, che al vivere civile sono
pertinenti. Questa moltitudine di fuorusciti, partitisi principalmente
dall'Inghilterra a tempo degli ultimi Stuardi, approdarono a quella
parte dell'America settentrionale, la quale si distende dal grado
quadragesimo quinto sino al trigesimo secondo di latitudine
settentrionale, e fondaronvi le colonie del Nuovo-Hampshire, di
Massacciusset, di Connecticut e dell'isola di Rodi, le quali col nome
generale di Nuova-Inghilterra si appellarono; e a' tempi d'appresso
quelle di Virginia, della Nuova-Jork, di Pensilvania, delle contee della
Delavara, della Cesarea, della Marilandia, delle due Caroline, cioè
settentrionale e meridionale, e della Giorgia. Nè è da credere, che
poichè eglino partivano dal paese, ove erano nati, per andare in istrani
luoghi cercando miglior condizione alla vita loro, quello abbandonassero
come in termine d'inimici, rompendo ogni vincolo, che al medesimo gli
strignesse; che anzi, per lo contrario, oltre i costumi, gli abiti, gli
usi e le maniere della comune patria, portarono seco i privilegj
dall'autorità reale conceduti, pei quali le leggi loro erano costituite
a modo di quelle dell'Inghilterra, più o meno conformi ad un governo
libero e largo, ovvero ad un più stretto secondo la natura, o l'autorità
del principe che le dava; ed anche secondo la maggiore, o minore
autorità che il popolo, per mezzo del Parlamento che lo rappresentava,
si trovava a possedere; essendochè in quei tempi di discordie civili e
religiose, per le quali il sangue inglese è stato versato a copia,
queste cose spesso variarono maravigliosamente; conciossiachè, e
ciascuna provincia, o colonia avesse un'assemblea di gente eletta dal
popolo, la quale usava in certi limiti l'autorità del Parlamento; ed un
governatore, il quale in certi limiti ancora esercitava la potestà del
Re, ed agli occhi dei coloni il rappresentava. S'aggiungeva a questo il
giudizio, che e' chiamano per Giurì, non solamente nelle materie
criminali, ma ancora nelle civili; cosa di grandissima importanza, ed
affatto conforme agli ordini giudiziali dell'Inghilterra. Ma in fatto di
religione e' godevano eziandio di maggiore larghezza, che nella prima
patria stessa, non ritenendo essi la gerarchia, o sia l'ordine delle
cose e dignità ecclesiastiche stabilite in Inghilterra; avendo anzi
contro la medesima acerbamente combattuto, ed essendo questa contesa la
prima e principal cagione stata, che gli aveva a sì lunga e perigliosa
peregrinazione inclinati.
Per tanto non è da far maraviglia, se questa generazione d'uomini non
solo avessero le menti loro volte a quelle credenze, le quali
costituiscono la base ed i principj del governo inglese, ma che non
contenti a queste avessero gli animi disposti a volere una maniera di
governo più largo, ed una maggior libertà, e fossero di vantaggio presi
da quel fervore, che nasce naturalmente nel cuore degli uomini dagli
ostacoli, che si oppongono alle opinioni loro politiche, o religiose, e
molto più dall'avversa fortuna, ch'eglino per quelle abbiano incontrato.
E come quest'ardenza e questa esaltazione di animi esacerbati sarebbesi
ella attutita nelle vaste solitudini d'America, dove erano ignote le
distrazioni e gli svagamenti d'Europa; dove l'insistere nelle opere di
mano continuo render doveva i corpi induriti, ed all'avvenante gli animi
ostinati? S'eglino stati erano in Inghilterra avversi alla prerogativa
reale, come in ciò sarebbonsi le opinioni loro cangiate nell'America,
dove niuno, o pochi vestigj si vedevano della presenza e dello splendore
reale? Dove essendo la medesima occupazione comune a tutti, quella di
coltivar la terra, doveva di necessità ingenerarsi in tutti una opinione
ed un amore di una eguaglianza comune? Eglino incontrarono l'esiglio a'
tempi, in cui più ferocemente bolliva nella patria loro la guerra tra il
Re ed il popolo, contendendo questo di avere il diritto di resistere
alla volontà del principe, quando egli usurpa le sue libertà, ed anche,
se l'utilità comune il ricerca, da una testa sopra un'altra la corona
reale trasportare. Credeanlo i coloni; e come si sarebbono ricreduti,
trovandosi, senza la protezione dell'autorità reale presente, quantunque
quasi ancora in istato d'infanzia, o di appena nata società, in quella
nuova contrada vita lieta e felice menare? Osservate le leggi,
amministrata la giustizia, rispettati i magistrati, rari, od incogniti i
delitti, guarentite le persone, la roba, l'onore? Credevano che spetti
un diritto inalienabile a qualsivoglia suddito inglese, o sia libero
uomo, o franco tenitore, come dicon essi, di non dare la roba sua, se
non per proprio consenso; la Camera de' Comuni sola avere il diritto,
come rappresentante il popolo inglese, di concedere alla Corona la
pecunia di esso; essere le tasse liberi doni del popolo a que' che lo
governano; dovere i principi usare l'autorità loro e la pecunia del
comune ad uso solo e benefizio di questo. Ora tale diritto averlo i
coloni portato seco loro; conciossiachè non possano perdersi per
lontananza, o cambiamento di cielo le prerogative inglesi; ed essere i
coloni esciti dal regno con consenso e con privilegj dell'autorità
sovrana; quest'istesso diritto di non dare la propria pecunia, se non di
propria volontà, stato essere in solenne modo riconosciuto dal governo
nei diplomi a parecchie colonie concessi; a questo fine essere state
instituite in ciascuna colonia le assemblee, o corti; per questo aver le
medesime la facoltà d'investigare e sopravvedere l'uso della pubblica
pecunia. E come avrebbono i coloni ad un tale diritto rinunziato,
eglino, che ritraevano sostentamento alle vite loro dalle terre
americane non compre, nè date da altri, ma proprie di loro medesimi,
avendole essi i primi occupate, coltivate, e riempite di fecondi ed
utili semi? Ogni cosa per lo contrario nell'America inglese riguardava
ad una larghezza inusitata di vivere sociale; ogni cosa pareva
inclinare, e dar favore alla civile libertà; ogni cosa volgersi alla
nazionale independenza. Erano gli Americani, i più, non solo
protestanti, ma protestanti contro l'istessa protestanza, e parte di
coloro, i quali in Inghilterra chiamano dissenzienti; perciocchè, oltre
al non riconoscere, come protestanti, niuna autorità in materia di
religione, alle cui decisioni si debba senz'altro esame prestar fede, e
perciò essere essi medesimi col solo lume della ragione naturale giudici
sufficienti delle credenze religiose, opponendosi alla gerarchia, e
condannando non che altro, i nomi delle dignità ecclesiastiche, eransi
spogliati del tutto di quella deferenza ed osservanza, che l'uomo ha di
natura verso le opinioni di coloro, i quali sono in grado costituiti, e
tanto per gli onori, che sono loro usati, quanto per la ricchezza e
magnificenza loro ragguardevoli. Essendo pertanto gl'intelletti degli
Americani intieramente liberi per questo conto, esercitavano
quest'istessa libertà di pensare anche in altri oggetti alla religione
non pertinenti, e specialmente nelle materie di governo; alla quale
investigazione s'erano, a' tempi del soggiorno loro nella prima patria,
grandemente avvezzati. Abbondavano nelle colonie, più che in ogni altra
contrada, i legisti, i quali, siccome sono soliti di cavare il sottile
dal sottile, sono ordinariamente in un paese governato da un principe
assoluto, i più efficaci avvocati della potenza sua; ed in un paese
libero i più utili difenditori della libertà. Quindi era nato l'uso fra
gli Americani quasi universale di quelle acute disquisizioni, che sono
proprie dei teologanti e dei legisti, le quali ingenerano spesso
negl'intelletti umani l'ostinazione e l'ambizione nella propria
sentenza; e per molto, che e' dicessero in fatto della libertà politica
e religiosa, non era mai che paresse loro di averne detto abbastanza. E
siccome lo studio delle belle lettere e delle nobili discipline aveva
già fatto notabili progressi in America, così condivan'eglino queste
disquisizioni con un bel dire; la qual cosa, siccome dall'un canto
allettava e lusingava i sostenitori di queste opinioni, dall'altro le
rendeva più efficaci, e più addentro le imprimeva nella mente degli
uditori. Le massime repubblicane divenivano una dottrina comune; e la
memoria dei puritani, e di quelli che, nelle vicende sanguinose
dell'Inghilterra, avevano le parti del popolo seguitate, e perciò
incontrata la morte, era portata a cielo. Questi erano i padri, questi i
martiri loro. Di questi, delle virtù ed imprese, dell'infelice, come che
agli occhi proprj de' coloni tanto onorevole fine loro, udivano i
figliuoli americani i genitori parlare di continuo. Se il ritratto del
Re prima della rivoluzione si osservava per l'ordinario in ogni cosa,
non è che non si vedessero ancora vicino ad esso quelli di coloro, i
quali a' tempi di Carlo primo la propria vita diedero per difendere ciò
ch'e' chiamavano le libertà anglicane. E non si può dire con quanta
allegrezza ricevuto abbiano le novelle delle vittorie dei repubblicani
in Inghilterra; nè con quanto dolore quelle del ristoramento della
monarchia nella persona di Carlo secondo. In tal modo e le inclinazioni
loro e le massime erano egualmente contrarie allo stato ed alla chiesa
anglicani; e come che modesti ed aggiustati di natura fossero, tutta via
mettean fuori spesso di que' motti, i quali manifestavano un odio
gravissimo contro gli ordini politici e religiosi della comune madre.
Chi voleva il favore popolesco accattare, dovea in questi modi essere
indulgente a sè stesso; e per lo contrario gli Anglicani, i quali però
erano pochissimi, o chi gli avvocava, ne erano disgraziati. Ma ogni
cosa, nella Nuova-Inghilterra principalmente, concorreva a mantener vive
le radici di queste propensioni ed opinioni. Pochi libri avevano i
coloni; ma questi in mano di tutti, e per lo più trattavano di cose di
governo secondo il temporale; ovvero la storia tramandavano delle
persecuzioni dai puritani loro antenati sopportate. Quelli perseguitati
nella antica patria, per le credenze loro in fatto della chiesa, o dello
Stato avere con animosa deliberazione amato meglio abbandonarla,
attraversando un mare vastissimo, fuggendo nelle più rimote ed
inospitali regioni, a fine di poterle liberamente e pubblicamente
professare; per sì generoso disegno avere in non cale posti tutti i
piaceri e le delizie di quella gentil terra, dove erano nati ed educati;
e quali travagli, quali fatiche quali pericoli non aver eglino
incontrati su pe' quei nuovi e selvaggi lidi? Ogni cosa essere loro
contraria stata; i corpi non avvezzi ai freddi invernali ed ai calori
estivi, gli uni e gli altri smisurati, del cielo americano; scarsi i
terreni abitabili; il suolo ritroso; l'aria pestilente; una morte
immatura avere i più de' primi stabilitori rapito; e quelli, che alle
influenze ed alle miserie sopravvissero, avere avuto a combattere, per
assicurare le nascenti sedi, coi nativi, feroce gente ed infiammata di
sdegno, siccome quelli che vedevano per la prima volta un popolo
straniero, non mai più nè veduto nè udito per lo innanzi, insignorirsi
di quelle terre, delle quali erano stati per sì lungo tempo i soli
occupatori e signori; avere i coloni colla pazienza e coll'ardire
superato a poco a poco tutti questi impedimenti; la qual cosa, se
dall'un de' lati procurò ad essi più quiete ed una miglior condizione di
vita, dall'altro diede maggior baldanza ed opinione di sè medesimi con
una elevazione d'animo non ordinaria. Oltre a ciò, siccome i casi
prosperi, od avversi, che una generazione d'uomini abbiano insieme
incontrato, e la ricordanza loro legano in singolar modo gli animi di
quelli e più gli stringono, ed all'un l'altro affezionano; così gli
Americani avevano tra di sè non solo que' vincoli, i quali l'uno
coll'altro congiungono gli uomini della medesima nazione per l'identità
della lingua, delle leggi, del cielo, dei costumi, ma di più quelli, che
derivano da un destino medesimo in quelle rivoluzioni, alle quali un
popolo sia stato soggetto; onde offerivano al mondo come quasi
un'immagine di quelle congregazioni d'uomini viventi non solamente colle
leggi comuni della generale società, in cui e' sono, ma ancora con
alcune regole e statuti particolari e proprj, ai quali si sono
volontariamente sottoposti. Il che suol dare, oltre ad un'opinione
comune, anche uno zelo ed entusiasmo comune.
Non si deve passare sotto silenzio, che anche la condizione della
società nelle colonie americane dell'Inghilterra doveva rendere gli
abitanti avversi ad ogni specie di superiorità; ed alla libertà
inclinati. Là non v'era che una sola classe d'uomini. La mediocrità
della condizione loro non invitava i magnati d'Europa a recarsi su
quelle spiagge; le ricchezze e gli onori ereditari non vi si
conoscevano. Onde nissun vestigio vi rimase della servitù feudale. La
qual cosa ha dovuto una generale opinione partorire, essere tutti gli
uomini per natura eguali; e difficilmente avrebbero questi abitanti
persuaso a sè medesimi, dovere alla munificenza de' principi le terre
loro ed i diritti civili. Pochi avevano udito ricordare la _magna
carta_, e quelli, i quali conoscevano la storia di quell'importante
periodo delle rivoluzioni inglesi, nel quale quel patto fu fermato, lo
riputavano piuttosto un riconoscimento solenne dai Re d'Inghilterra
fatto de' diritti del popolo, che una concessione. Siccome riconoscevano
dal cielo quella protezione, la quale gli condusse in mezzo a tanti
pericoli a quelle terre, dove aveano finalmente un riposo trovato, che
nell'antica patria avevano cercato invano, e similmente a quella
riferivano le messi dei loro ubertosi campi, unica e vera sorgente delle
ricchezze loro; così non dalle concessioni dei Re della Gran-Brettagna,
ma dalla bontà, e clemenza infinita del Re del mondo ripetevano ogni
diritto; le quali opinioni nelle menti di un popolo, come questo era,
religioso e raccolto, dovevano profonde radici, e tenacissime avere.
Per la vastità delle province occupate, e la copia delle vacanti terre
ogni colono era, o poteva essere facilmente ad un tratto signore,
castaldo, e lavoratore. Vivendo, e dilettandosi nella vita contadina,
sotto i proprj occhj, dalle sue proprie terre, e spesso per le sue mani,
ei vedeva nascere, crescere, prosperare, e maturarsi tutte le cose al
vivere dell'uomo necessarie, e perciò trovavasi fuori di ogni soggezione
e dependenza; e la libertà individuale è possente stimolo alla libertà
civile. Ognuno poteva cacciare, uccellare, pescare a sua posta senza
timore di poter fare ingiuria ad altrui; perciocchè le bandite erano in
America ignote. I barchi, ed i serbatoj loro erano foreste senza fine,
vasti e frequenti laghi, grandissimi fiumi, ed acque correnti d'ogni
maniera con un mare infinito e libero, abbondante sopra ogni altro
d'ogni sorta di pescagione. Vivendo sparsi ne' campi uno qua, e l'altro
là, crebbe l'amore tra i membri della medesima famiglia; onde scemò in
questi la voglia di sbrancarsi, e d'andar di scarriera; la qual cosa è
spesso causa di doversi l'uomo mettere agli stipendj altrui, e contrarre
abitudini servili.
La più gran parte dei coloni inglesi essendo tenitori, castaldi, e
lavoratori di terre, e viventi di continuo nelle masserie, i mercatanti,
i meccanici ed i manufattori sommati insieme appena che arrivassero ad
un quinto della totalità degli abitanti; ed essendochè i coltivatori
delle terre solamente dal cielo dipendono, e dalla propria industria,
questi altri per lo contrario debbono più, o meno avvezzarsi ed
accostarsi ai modi servili per potersi ai capricci degli avventori
accomodare; dimodochè la gran proporzione dei primi sopra i secondi
dovette necessariamente produrre in quelle colonie una foggia d'uomini
independenti, i quali non essendo soliti a rimanersi, se non se
all'incontro di quegli ostacoli, che la natura stessa delle cose
tramette, dovevano risentirsi vivamente, e diventare renitenti ad ogni
freno dall'autorità umana imposto.
Gli abitanti poi delle colonie erano anche esenti, e quasi fuori dal
pericolo di pigliar i bocconi ministeriali, essendo la sede del governo
così lontana, ed avendo non che provato, udito di que' zimbelli. Così
non v'era là andazzo di corrompere e di esser corrotto; i maestrati
erano pochi, e sì poco lucrativi da non poter dare le imbeccate.
Quell'amore verso il Sovrano, e l'antica patria loro, il quale avevano i
fuorusciti potuto conservare nella nuova, andò di mano in mano scemando
negli animi dei coloni in quella ragione, in cui una generazione
succedendo ad un'altra dal primiero stipite loro s'allontanavano; e
quando ebbe principio la rivoluzione, della quale ci apparecchiamo a
scrivere la storia, gli abitanti delle colonie inglesi erano per la più
parte la terza, la quarta, ed anche la quinta generazione da que' primi
coloni, che avevano l'Inghilterra lasciato, e si erano nelle nuove
regioni dell'America fermati. Ad una tale distanza i sangui più non si
affrontano, o trovano poca corrispondenza; e la ricordanza degli
antenati meglio viveva nella memoria, che nei cuori dei discendenti.
Il commercio, il quale suole congiungere ed amicare gli uni agli altri
gli abitanti di rimotissime contrade, non era ne' primi periodi delle
colonie inglesi sì frequente, che potesse l'unione e l'amore vicendevole
tra gli abitanti dell'una, e dell'altra Inghilterra mantenere. I più dei
coloni non avevano altro udito ricordare dell'Inghilterra, se non se,
questa essere un regno lontano, dal quale furono empiamente e
crudelmente ributtati gli antenati loro, e via cacciati, perchè
andassero a cercar ventura nei deserti e nelle foreste dell'orrida
America, solo abitata da uomini selvaggi e feri, o da velenosi ed
orribili serpenti.
La lontananza del governo ne scema la forza, o sia perchè gli uomini,
non essendo presente lo splendore e la magnificenza del trono,
obbediscono alla sola forza di quello, ed a ciò non sono invitati dal
rispetto e dall'illusione; o sia perchè gli agenti suoi in lontane
contrade posti, nell'esecuzioni delle leggi mettono ordinariamente più
del loro arbitrio, e perciò e' danno ai popoli governati maggiore
speranza di poter per diverse vie scappar dalla tela. Che si dovrà
dunque credere della forza del governo inglese in America, se si
considera, che tra l'una e l'altra contrada giace un mare tremila miglia
largo, e che dovevano i mesi intieri trascorrere tra un ordine dato, e
la esecuzione sua? Aggiungesi, che, fuori dei casi di guerra, gli
eserciti stanziali, che pure ad ogni modo costringono i popoli
all'obbedienza, erano pochi in Inghilterra, e pochissimi in America;
essendo anzi cosa alla legge contraria il mantenervegli: da ciò ne deve
risultare di necessità, che siccome gli stromenti di costringere da
parte del governo erano deboli, così doveva nascere e crescere ognora
più negli animi americani, colla speranza, anche il desiderio di levarsi
dal collo il giogo della superiorità inglese.
Tutte queste considerazioni spettano più specialmente alla condizione
delle province orientali dell'America inglese. Ma nelle occidentali,
essendo le terre molto più fertili, e perciò godendo i coloni di una
maggior larghezza di facoltà, dovevano anche poter essere di vantaggio
liberi in sulla propria volontà, e meno per le necessità naturali a
quella d'altrui obbligati. Nè si potrebbe pensare, ciò avere ammollito,
o snervato gli animi loro; che anzi, vivendo eglino continuamente in sui
campi, lontani dal lusso e dagli allettamenti delle città, ed essendo in
ogni desiderio loro assegnati e modesti, si deve credere, la maggior
abbondanza delle cose al vivere umano necessarie conferisse ai corpi
loro più vigore, e gli animi rendesse ad ogni soggezione più impazienti.
In queste ancora la schiavitù dei Neri, la quale vi era in uso,
quantunque sembri a prima vista strana cosa a dirsi, allettava gli
uomini bianchi all'amore della libertà. Avendo questi continuamente
sotto gli occhj l'esempio vivo della miserabile condizione dell'uomo
ridotto in ischiavitù, dovevano sapere meglio, e più apprezzare la
libertà, la quale e' gioivano; questa libertà riputavano, non che un
diritto, essere una franchigia ed un privilegio; e siccome quando si
tratta dell'interesse proprio e delle passioni loro, gli uomini
giudicano alla grossa e cogli occhi della mente abbacinati,
impazientemente sopportavano i coloni la superiorità del governo
inglese, e le pretensioni sue, siccome quelle, che tendessero a condurli
in uno stato prossimo, o simile a quello, al quale gli schiavi loro
erano ridotti, detestando eglino in sè stessi ciò, che esercitavano
sugli altri.
Gli abitanti delle colonie, specialmente delle orientali, fruivano non
solo l'ombra, ma di più la sostanza medesima del governo inglese, ed in
questo conto poco mancava, non fossero affatto independenti. Eglino
eleggevano i proprj maestrati; eglino gli pagavano, ogni cosa spettante
all'amministrazione interiore loro s'apparteneva; e la sola prova della
dependenza verso l'antica patria in ciò era, che non potessero far
leggi, o statuti contrarj alla lettera, od alla intenzione delle leggi
inglesi; che il Re avesse la facoltà del divieto sopra le deliberazioni
delle assemblee loro, e che si sottomettessero a quelle regole e
restrizioni di commercio, che fossero dal Parlamento giudicate
necessarie, ed al bene universale di tutto l'impero conducenti. Del
rimanente queste cose erano più vane parole, che altro; perciocchè il Re
di rado diede divieto; e da un altro canto e' cansavano destramente
quelle regole e restrizioni per il mezzo del traffico di contrabbando.
Le assemblee provinciali poi erano molto libere, e forse più del
Parlamento stesso dell'Inghilterra, non essendovi là i ministri pronti
ad imbeccherare ad ogni dì, ed il calore e zelo democratico non avendovi
freno, se non debole o niuno; conciossiachè i governatori, i quali
v'intervenivano da parte del Re, non avessero credito da tanto, traendo
gli loro stipendj, non dalla corona, ma sì dalla provincia stessa, ed in
alcune fossero anche eletti dai suffragi degli abitatori.
L'eccessivo zelo religioso, il quale era ne' coloni, e massimamente
negli abitatori della Nuova-Inghilterra, manteneva tra i medesimi i
buoni costumi, e la parsimonia, la temperanza e la castità erano virtù
frequenti in mezzo a quel popolo. Là non si vedevano le mogli pompose, i
mariti randagi, i figliuoli discoli. I ministri di una religione
severissima eranvi ed osservati e venerati; perciocchè davano essi
stessi l'esempio di quelle virtù, che agli altri predicavano. Là si
passava il tempo tra i lavori camperecci, le brigate domestiche, e le
preghiere, e grazie indiritte e rendute a quel Dio, il quale, aprendo
loro le viscere di una fertile terra, e con gli accidenti di un propizio
cielo fecondandola, accumulava sopra di essi tanti beni e tanti tesori.
Se a ciò si aggiunge, che gli abitanti della Nuova-Inghilterra
s'incontrarono, dopo superati i primi ostacoli, in una regione
generativa e sana, non sarà da maravigliare, la popolazione delle
colonie americane essere, nel termine di un secolo, cresciuta in
maniera, che pochi e miserabili uomini, i quali l'avversa fortuna aveva
spinto a que' lidi estrani, siano diventati in sì breve tempo una grande
e potente nazione.
Oltre a questo si deve fare considerazione, che i padri americani
andavano esenti del tutto da quella inquietudine, la quale ad ogni dì,
ad ogni ora, e quasi ad ogni momento punge e travaglia l'animo dei padri
europei intorno al sostentamento e collocamento futuro della prole loro.
Laonde l'appetito naturale di generare non trovava, sotto quel cielo,
nella strettezza delle facoltà famigliari opposizione alcuna; che anzi
la nascita di un figliuolo era non solo un evento prospero al paternale
amore; ma sì lo era ancora per l'interesse ed il prò di tutta la
famiglia; perciocchè in quella immensità di terre tuttavia incolte non
era da dubitare, che il nuovo fanciullo all'età conveniente pervenuto,
riducendone a propria coltivazione anche un altro tratto colle mani sue,
non procurasse a sè ed ai parenti un nuovo sostentamento; e perciò più
erano i figliuoli, e più eziandio erano gli strumenti del bene ed
agiatamente vivere di tutta la Casa. Per la qual cosa egli è chiaro, che
in quei paesi il cielo, la natura, le istituzioni civili e religiose, e
l'interesse medesimo delle famiglie, tutti concorrevano in questo; che
avessero a nascervi in copia, da robusti padri, robusti e generosi
figliuoli.
E siccome la industria, lo intraprendere, ed il sommo desiderio di
convertire ogni cosa in prò sono proprj di coloro, i quali si trovano
dagli altri uomini segregati, e solo da sè stessi possono ogni
sostentamento aspettare, discendendo anche i coloni da una nazione nota
a tutti per suo ardire e per la sua industria nelle cose di commercio,
si deve facilmente credere, che all'accrescimento della popolazione si
proporzionasse quello del commercio stesso. La qual cosa si può
chiaramente argomentare da ciò, che nell'anno 1704 la totalità
dell'uscita commerciale dall'Inghilterra, compresevi le merci tratte per
alla volta delle sue colonie, era stata di sei milioni cinquecento e
novemila lire di sterlini; ma da quell'anno sino al 1772 queste crebbero
sì fattamente in popolazione e prosperità, che in quest'ultimo anno
trassero da sè sole dall'Inghilterra pel valore di sei milioni
ventiduemila cento e trenta due lire di sterlini; che è quanto dire, che
nel 1772 le colonie ricavarono da per sè sole dalla comune patria quasi
altrettante mercatanzie, quante esse stesse unitamente a tutte le altre
parti del mondo sessant'otto anni indietro avevano ricavato.
Tale era lo stato delle colonie inglesi d'America, tali le opinioni e le
affezioni di coloro, che le abitavano, essendo già oltre la metà
trascorso il decimo ottavo secolo. Potenti di numero e di forze,
abbondanti di ricchezze, e d'ogni cosa al vivere umano necessaria,
proceduti già molt'oltre nella carriera delle arti utili e delle nobili
discipline, andando già mercatando per ogni dove con tutte le nazioni
del mondo, non era possibile, non fossero diventati di sè medesimi
consapevoli; e che, crescendo appoco appoco il nazionale orgoglio, il
giogo della superiorità inglese impazientemente non sopportassero. Ma
queste opportunità ed inclinazioni a cose nuove non procedevano a
manifesto incendio, e sarebbersi senza nuova esca contenute tuttavia ne'
termini, in cui già per sì lungo tempo erano bastate; la quale esca il
governo brittanico, durante un secolo, governando con prudenza le cose
delle colonie, aveva evitato di somministrare; che anzi quasi con cura
paterna allevandole e proteggendole, quando elleno erano ancora deboli,
e quasi in istato d'infanzia costituite, e poscia con savie leggi
regolando il commercio loro colla comune madre e coll'estere nazioni, le
aveva gradatamente alla presente prosperità condotte, e fattele
fiorentissime; imperciocchè ne' tempi prossimi alla fondazione delle
colonie, l'Inghilterra cogli uomini suoi e colle sue navi, non
altrimenti che una buona madre i proprj figliuoli, le difendeva contro
gl'impeti delle vicine e barbare popolazioni, e dalle avanie e soprusi
delle altre nazioni; concedeva immunità e privilegj a coloro, i quali
volessero dall'Europa ridursi in quelle nuove terre; somministrava ai
coloni a buonissimo prezzo i drappi, i panni, i feltri, le tele ed ogni
maniera d'istromenti necessarj tanto per la propria difesa contro i
nemici, quanto per le arti utili in tempo di pace, e specialmente ogni
cosa atta e conveniente all'acconcime delle terre, ed ai lavori della
agricoltura. Medesimamente i mercatanti inglesi gli accomodavano dei
loro grossi capitali, senza dei quali non avrebbero potuto intraprendere
opere di gran momento, come quelle di costrur navi di gran portata,
seccare vaste paludi, ordinare letti a' fiumi, diboscare le selve, e
numerose piantazioni fare, e simili altre imprese di somma
considerazione.
In contraccambio di tanti benefizj, e piuttosto come una conseguenza
necessaria dell'atto di navigazione, che come una restrizione fiscale e
particolare di commercio, l'Inghilterra altro non ricercava
dall'America, se non se che questa l'accomodasse di quelle cose che a
lei mancavano, e da lei ricevesse quelle che in casa soprabbondavano, e
delle quali avessero le colonie difetto. Perciò l'America era obbligata
a portare in Inghilterra tutte le derrate, grasce e proventi di
qualsivoglia sorta, che le sue terre producono soprabbondevolmente, e
delle quali questa aveva bisogno; ed anche tutte le materie gregge, le
quali possono alle manifatture servire. Oltre a questo era fatto divieto
agli Americani di far procaccio di lavori da ogni altra parte
qualsivoglia del mondo fuori dell'Inghilterra, e di non far compra
parimente dei proventi delle terre appartenenti ad alcune nazioni
europee, colle quali era essa in gelosia e rivalità, se prima questi
proventi non erano nei porti inglesi stati introdotti. Questo è stato lo
scopo costante, e tale la materia di moltissimi atti del Parlamento
perfino dal 1660 sino al 1764, dimodochè un vero monopolio commerciale
venne ad ordinarsi a carico delle colonie inglesi, ed in favore della
Inghilterra. Della qual cosa però i coloni non se ne tenevano nè offesi,
nè gravati; sia perchè ne ricevevano in ristoro tanta protezione dal
governo e tante comodità dai particolari, sia perchè, e molto più, egli
pareva e riputavasi, che la gravezza, che ne sperimentavano, tenesse
luogo delle tasse ed imposizioni, alle quali gli abitanti della
Gran-Brettagna andavano soggetti per virtù delle leggi emanate dal
Parlamento. In tutto questo tempo le tasse parlamentari non formarono
parte del sistema del governo colonario. In fatti in tutte le leggi, le
quali alle colonie riguardavano, tutte le parole speciali, che ne'
preamboli delle leggi di finanza significano l'imporre gravezze,
balzelli, o tasse, a fine di creare una entrata pubblica ad uso del
governo, erano studiosamente evitate; e solo si usavano quelle di doni,
di concessioni, o di aiuti prestati alla Corona. Ed avvegnadiochè il
Parlamento avesse più volte imposte gabelle su di varj oggetti di
commercio nelle colonie, queste erano riputate meglio regole e
restrizioni di commercio, che sorgenti di pubblica entrata. Così sino
all'anno 1764 il negozio delle tasse da imporsi per autorità del
Parlamento a fine di creare una rendita al comune si passò sotto
silenzio; e l'Inghilterra stette contenta ad esercitare la sua
superiorità solamente regolando i generali interessi delle colonie, e
facendogli tutti concorrere e rinvergare nella utilità di tutto il
regno. Alla quale condizione si sottomettevano gli Americani, se non
senza qualche mal cenno, almeno con una filiale obbedienza. Dal che si
dimostrò, che quantunque non fossero sottoposti alle tasse parlamentari,
davano ciò non ostante buona corrispondenza di sè medesimi, ed utilmente
servivano alla prosperità di tutto il dominio inglese.
Non è però, che non siano corsi di quando in quando mali umori tra l'uno
e l'altro popolo per le tente fatte dall'un canto a fine di mantenere,
ed anche amplificare la superiorità, e dall'altro per progredire verso
l'independenza. Un anno dopo la pace di Aquisgrana fu fatta nelle
vicinanze del fiume Ojo una concessione di seicentomila acri (un'acre
chiamano una sorta di misura agraria usata nell'America settentrionale,
delle quali cinque sommate insieme equivalgono a un dipresso a due
ectari) delle migliori terre ad alcuni gentiluomini, che esercitavano la
mercatura, i quali collegatisi si chiamarono la compagnia dell'Ojo.
Della qual cosa avendo avuto sentore il governatore della provincia del
Canadà, la quale si teneva allora pei Francesi, venne in apprensione,
non avessero gl'Inglesi il pensiero di disturbare il commercio loro con
gli Indiani chiamati Tuigtuis, ed interrompere la comunicazione loro tra
le due province della Luigiana e del Canadà. Mandò dunque ai governatori
della Nuova-Jork e della Pensilvania significando, i mercatanti inglesi
aver posto piede sul territorio francese trafficando con gl'Indiani, i
quali coi sudditi della Corona di Francia dovevano solo trafficare; e
minacciando, gli farebbe pigliare, ovunque trovati gli avesse. Ma questi
nonostante continuarono i traffichi loro; onde nel principio dell'anno
1751 alcune bande di Francesi e d'Indiani posero le mani addosso ai
mercatanti inglesi. Gl'Indiani, amici all'Inghilterra, alteratisi
grandemente all'ingiuria stata fatta ai confederati si assembrarono, e
fatta nelle selve una diligente scoperta pigliarono a furia i mercatanti
francesi, e gli trasportarono in Pensilvania. E non contenti a questo, i
Virginiani mandarono al sig. San-Pietro comandante, pel Re di Francia,
di un forte piantato sul fiume Ojo, il maggiore Washington,
quell'istesso, il quale imperò poscia agli eserciti americani,
commettendogli, gli domandasse ragione di questi atti d'ostilità, e
ricercasselo, ritirasse i suoi. Rispose San-Pietro, non potere alle
dimande inglesi acconsentire; appartenere la contrada al Re di Francia
suo signore; non avere gl'Inglesi nissuna ragione di trafficare su per
quei fiumi; e che perciò eseguendo gli ordini datigli avrebbe fatto
pigliare, e condurre prigioni nel Canadà tutti quegl'Inglesi, che si
attentassero di trafficare per l'Ojo, e sue dependenze.
Questo procedere dei Francesi alterò grandemente i ministri della
Gran-Brettagna, i quali non potevano tollerare, che fossero fatti
soprusi agli amici e confederati loro. Perciò si risentirono tosto, e
scrissero risolutamente in America, dovessesi resistere alle usurpazioni
francesi colla forza dell'armi. Le istruzioni pervennero molto per tempo
in Virginia. Nacquero quindi le ostilità, e si sparse sangue da ambe le
parti.
Il maestrato, il quale nell'Inghilterra tien cura dei negozj
appartenenti al commercio ed alle piantazioni, accorgendosi che le
colonie divise tra di loro, non potevano se non tardi e male opporsi ai
tentativi di una gente audace ed arrisicata, secondata anche da buon
numero d'Indiani, raccomandò a ciascuna di esse, facessero un convento
generale di deputati, a fine si contraesse una generale lega fra di
tutte, e fra queste e gl'Indiani sotto il nome e la protezione di Sua
Maestà britannica. Appuntossi, che il convento dei governatori e dei
principali di ciascuna delle colonie si facesse in Albania, Terra posta
sul fiume del Nort. Questi dopo di avere con doni convenienti assicurati
gli animi degl'Indiani delle sei tribù, procedettero alla disamina dei
mezzi più opportuni per poter difendere sè e le robe loro dagli assalti
degl'inimici. Sopra di che furono di parere, essere del tutto necessaria
una lega generale fra tutte le colonie. Le condizioni della lega furono
accettate addì 4 di luglio 1754, la somma delle quali importava quanto
siegue: «Si supplicasse, a fine d'impetrare dal Parlamento un atto, in
virtù del quale venisse a ordinarsi un governo generale in America; che
sotto questo governo ciascuna colonia conservasse gli ordini suoi
interni, da quei particolari in fuori, nei quali dal medesimo atto fosse
qualche cambiamento introdotto; che il governo generale fosse
amministrato da un presidente generale da eleggersi e stipendiarsi dalla
Corona, e da un Gran Consiglio da eleggersi dai rappresentanti del
popolo delle colonie; il presidente generale avesse il divieto sopra gli
atti del Gran Consiglio, e fosse suo uffizio di mettergli ad effetto; il
medesimo, col parere del Gran Consiglio, avesse autorità di concludere
ed eseguire tutti que' trattati cogli Indiani, nei quali tutte le
colonie avessero un interesse comune, come ancora di concludere la pace,
o di dichiarare la guerra alle nazioni indiane; ancora fosse autorizzato
a far provvisioni per regolare ogni traffico con quelle; potesse
dagl'Indiani comprare, e ciò per la Corona, terre situate fuori del
territorio delle particolari colonie; avesse facoltà di fondare nuove
colonie sulle terre acquistate; e potesse far leggi per regolare e
governare queste nuove colonie; potesse far leve e stipendiare soldati,
construrre fortezze, allestir naviglj per la custodia delle coste, e per
la protezione del commercio; ancora, ed a questi fini avesse facoltà di
far provvisioni per imporre tali generali dazj, balzelli, o tasse, che
più credesse convenienti; eleggesse un tesoriere generale, ed anche un
particolare in ciascheduna colonia, ove ne fosse d'uopo; il presidente
generale avesse la facoltà di eleggere gli uffiziali di terra e di mare,
ed il Gran Consiglio avesse la facoltà di nominare gli uffiziali civili;
nel rimanente le leggi che facessero, non solo non potessero essere
contrarie, ma di più dovessero essere consentanee alle leggi inglesi, e
da trasmettersi al Re per l'approvazione». Questi furono i modelli del
governo a venire proposti dalle colonie, i quali furono inviati in
Inghilterra per l'approvazione; della qual cosa gli Americani avevano
grande speranza; perciocchè le cose già si volgevano a manifesta guerra
colla Francia; ed affermavano bastar loro la vista, se la lega era
approvata, di difendersi da sè stessi dalle armi francesi, senz'altro
ajuto dalla parte dell'Inghilterra.
Nissuno non vede, quanto un sì fatto ordine pubblico avrebbe attenuato
l'autorità del governo inglese, ed avvicinati i coloni ad una totale
independenza; imperciocchè per quello venivano a conseguire, e ad avere
in mezzo di loro medesimi un governo, il quale in fatto avrebbe
esercitata tutta l'autorità e tutti i diritti, che spettano alla
sovranità, quantunque in nome paresse dipendere tuttavia dal governo
patrio. Ma questo disegno non sapeva del buono al governo inglese, il
quale s'era stranamente ingelosito, che la lega di cui si trattava, non
somministrasse la opportunità, ed un fondamento notabile ad accordo di
macchinazioni in America, che tendessero a' danni della sovranità sua.
Perciò mal grado del pericolo imminente di una guerra esterna contro di
un nemico poderoso d'uomini e d'armi, gli articoli della confederazione
non furono approvati.
Ma i ministri d'Inghilterra non trasandarono questa occasione per
ampliare, se avessero potuto, l'autorità del governo in America, e
massimamente quella d'imporre le tasse; cosa più di tutte desiderata al
di qua, e detestata al di là dell'Oceano. E perciò in luogo del modello
americano ne immaginarono un altro, e lo mandarono ai governatori delle
colonie, acciò alle assemblee colonarie lo proponessero; «che i
governatori di tutte le colonie, accompagnati da uno, o due membri dei
Consiglj, convenissero insieme per accordare tra di loro quelle cose,
che alla difesa comune fossero necessarie; per construr fortezze; per
far leve di soldati con facoltà di trarre sopra il tesoro britannico per
quelle somme che fosser di bisogno; e si rimborsasse il tesoro per mezzo
di una tassa da porsi sulle colonie per via di un atto del Parlamento».
A qual fine mirasse questo trovato ministeriale non è difficile a
vedersi, se si considera, che per lo più i governatori ed i membri del
Consiglio erano eletti dal Re; onde il tentativo non ebbe successo in
America, ed i motivi furono acconciamente dedotti in una lettera del
dottor Beniamino Franklin, scritta al governatore Shirley, il quale gli
aveva il modello dei ministri inviato. In quella s'incominciarono a
scorgere i semi della discordia, che poco poi nacque[1].
La Corte generale di Massacciusset scrisse al suo agente in Londra di
opporsi ad ogni cosa, la quale avesse la mira a por balzelli nelle
colonie per un uso pubblico qualsivoglia, o per sovvenimento del
governo. Per lo contrario, i governatori, e particolarmente il Shirley,
mandavano continuamente dicendo, ciò essere e giusto a pretendersi, e
possibile a farsi, ed utile ad eseguirsi.
Queste sospizioni e questa gelosia, che ingombravano le menti americane,
originate dal timore di una tassa parlamentare, incontravano nelle
medesime buona corrispondenza per certe ruggini antiche, che vi
rimanevano cagionate da alcune provvisioni del Parlamento, le quali,
abbenchè non avessero tendenza a por tasse, o balzelli, ristringevano
però molto il commercio interno delle colonie, o impedivano le
manifatture, od in qualsivoglia modo andavano a ferire l'amore proprio
degli Americani, come se eglino non fossero uomini da tanto, quanto
gl'Inglesi; ovvero come se questi, tarpando l'ali agl'ingegni americani,
volessero in uno stato inferiore e di minore stima mantenergli. Tale si
era la provvisione, la quale portava divieto di tagliare gli alberi da
pece e da ragia, i quali non fossero in chiudenda compresi; e
quell'altra, che proibiva il trasportare fuori delle colonie, ed anche
dall'una nell'altra introdurre i cappelli fatti in quelle, e le lane ivi
lavorate, e vietava ai cappellai di non avere ad un tempo più di due
novizj, o sia apprendenti. Ancora quell'altra vinta per facilitare la
riscossione dei debiti nelle colonie, la quale ordinava, le case, le
terre, i Neri, ed altri effetti reali dover sodare il pagamento dei
debiti. Quella finalmente, la quale fu vinta nell'anno 1733 per istanze
fatte dagli abitanti delle colonie, dove si coltiva lo zucchero, per la
quale si vietava, che dalle colonie olandesi e francesi non si
trasportassero, se non se mediante un grave dazio, dentro le colonie
inglesi settentrionali il rum, lo zucchero, e le mielate. A queste si
debb'aggiugnere un'altra provvisione del Parlamento vinta nell'anno
1750, per la quale si ordinò, che facendo tempo dal dì 24 giugno del
medesimo anno, non potessero nelle colonie americane eseguirsi certi
lavori di ferro; e non fosse lecito il fabbricarvi l'acciajo; e quella,
per la quale si regolarono e restrinsero i biglietti di credito verso i
governi della Nuova-Inghilterra, e si dichiarò, non potere essi avere
forza di moneta nel pagamento dei debiti, affinchè i creditori inglesi
non fossero dannificati per essere obbligati a ricevere, in luogo di
moneta, una carta, la quale scapitava. Questa provvisione, comechè
giusta, gli Americani ricevettero di mal animo, siccome quella, che
tendeva a screditare i loro biglietti. Di qui nacquero i primi sdegni
negli Americani, ed i primi sospetti negl'Inglesi.
Da un'altra parte si discorreva in Inghilterra, che se i coloni per le
restrizioni commerciali poste dal governo, per le quali veniva
grandemente a vantaggiarsi la comune patria, non pretendessero più oltre
che questo, che nell'imposizione delle tasse, avessero ad essere con
molta dolcezza ed equità trattati, sarebbe ella cosa giusta e
ragionevole riputata; ma richiamarsi da ogni specie di ulteriore ajuto
verso la patria europea, ciò non potersi in niuna maniera comportare;
l'Inghilterra, riserbando a sè stessa il commercio delle sue colonie,
avere adoperato come tutte le moderne nazioni hanno adoperato da molto
tempo; aver ella imitato l'esempio degli Spagnuoli e dei Portoghesi; ma
questo ancora aver fatto con una moderazione, che i governi di queste
nazioni non hanno conosciuto. Fondando queste lontane colonie,
l'Inghilterra averle fatte partecipi di tutti que' diritti e privilegj,
che i sudditi stessi inglesi gioiscono nella patria loro; lasciandole al
tutto governare a sè stesse, e tali leggi promulgare, le quali la
saviezza e la prudenza delle proprie assemblee avrebbero credute
necessarie. E brevemente essa aver conceduta alle colonie la più ampia
facoltà di provvedere a sè stesse, e procurare gli rispettivi interessi,
solo salvando per sè il benefizio del commercio loro, e la congiunzione
politica sotto il medesimo sovrano. Le colonie francesi ed olandesi, e
soprattutto le portoghesi e spagnuole non isperimentare a gran pezza
tanta indulgenza. E veramente le colonie inglesi, non ostanti quelle
restrizioni di cui esse fanno querele, avere in commercio ed in
proprietà loro un immenso capitale; imperciocchè oltre i ricchi carichi
dei proventi delle terre loro levati dalle navi inglesi, le quali vanno
per que' porti trafficando, avere i coloni proprj navilj, i quali
portano con incredibile prò in gran copia le derrate e merci loro, non
solo ai porti della metropoli, ma ancora (per l'indulgenza e tolleranza
maternale di questa) a quelli di alcune altre parti del mondo, e
riportano a casa le merci e comodità europee. Quindi procedere, esser
nelle colonie inglesi insoliti, anzi inuditi quegli enormi prezzi, ai
quali si vendono le mercatanzie europee in quelle della Spagna e del
Portogallo; che anzi nelle prime, molte vendersi allo stesso, ed alcune
anche a più infimo prezzo, che nell'Inghilterra medesima. Queste cose
non vedersi nelle colonie portoghesi e spagnuole e poche nelle francesi;
le restrizioni poste dall'Inghilterra sul commercio americano riguardare
piuttosto ad una giusta e prudente distribuzione del medesimo verso
tutte le parti de' suoi vasti dominj, acciocchè tutte egualmente ne
potessero diventar partecipi, che ad una vera proibizione; e se i
sudditi inglesi sono liberi di andar trafficando per tutte le parti del
mondo, la medesima facoltà essere concessa ai sudditi americani per
molti capi, se si eccettuano però le parti settentrionali dell'Europa, e
le Indie orientali. In Portogallo, in Ispagna, in Italia, pel
Mediterraneo, sulle coste dell'Africa, in tutto l'emisfero americano le
navi delle colonie inglesi potere liberamente esercitare il commercio;
savie, e bene considerate essere le leggi inglesi per dar favore a
questa sorta di commercio, siccome quelle che hanno in mira di far
levare più mercatanzie dai porti americani, e ad abilitare i coloni a
diboscare e coltivare le terre per la vendita certa di una grandissima
quantità di legni da fabbricar navi, de' quali abbondano le foreste
loro. Esser vero, molte cose non poter recare i coloni a nissun altro
luogo, che ne' porti d'Inghilterra; ma in ciò doversi far
considerazione, le terre americane per la natura e vastità loro dovere
occupare assai, e gli animi e i corpi degli abitanti, senza che e' sia
richiesto, che vadino a cercar civanza altrove, a modo degli abitanti di
altre contrade già con ogni studio coltivate. E se l'Inghilterra
riserbava a sè stessa il commercio esclusivo di certe mercatanzie, ciò
che importare, o come nuocere agli Americani? Queste mercatanzie essendo
per lo più di quelle concernenti la delicatezza del vivere civile, in
quale contrada, o presso a qual gente potranno eglino procacciarsele più
perfette, ed a sì umil prezzo, che nell'Inghilterra? L'amorevolezza, e
la liberalità del governo inglese verso le sue colonie essersi
tant'oltre distese, che egli non solo s'astenne dal porre gabelle sulle
proprie manifatture, che avessero nei porti di quelle a trasportarsi, ma
per anche levò via del tutto quelle, dalle quali erano gravate le
mercatanzie forestiere, quando dall'Inghilterra fossero ai porti
americani indiritte, dimodochè le medesime rinviliarono sì fattamente in
alcune delle colonie, che a più umil prezzo vi si vendettero, che in
alcune contrade d'Europa. Nè si deve pretermettere, la libertà la più
intiera di traffico essere permessa per gli scambj opportuni delle
mercatanzie tra l'America settentrionale e le isole delle Indie
occidentali inglesi, dalla qual cosa ritrarre i coloni un grandissimo
utile. In fatti, mal grado le varie restrizioni poste sopra il commercio
dei coloni non ne rimaner forse a bastanza per rendere quel popolo
ricco, fiorente e avventuroso? La prosperità loro non esser forse nota,
nè non fare invidia a tutto il mondo? Certo se l'uomo vive in qualche
parte di quaggiù beata e felice vita, questo specialmente e fuori d'ogni
dubitazione nell'America inglese aver luogo. Non esser questa una prova
irrefragabile, non un esempio vivo del paternale amore dell'Inghilterra
verso le colonie sue? Pareggino gli Americani la condizione loro con
quella dei coloni forestieri, e confessino non senza riconoscenza verso
la comune madre e la propria felicità, e la vanità delle querele loro.
Ma tutte queste ed altre cose, che si allegavano per l'Inghilterra, non
avevano valeggio di contentar gli Americani, e vi rimanevano molte
gozzaje. I Francesi, siccome è inveterata la gelosia tra le due nazioni
francese e britannica, non mancarono a sè stessi, e non tralasciarono di
pigliare l'occasione che si offeriva, per fare con accorte maniere
penetrare più addentro ne' cuori degli Americani quelle ferite, che dai
concittadini d'Inghilterra avevano, o credevano di aver ricevute. Non
potevano i Francesi già da lungo tempo vedere con animo indifferente lo
stato sì prospero delle colonie inglesi. Sulle prime determinarono di
fondarne anch'essi in qualche parte di quel vastissimo continente,
sperando di ricavarne sì copiosi frutti, come gli Inglesi stessi
ricavavano; e perciò procurare a sè i medesimi comodi, e fare in modo
che il commercio d'America e d'Europa pigliasse almeno fino ad un certo
segno un altro indirizzo. Intendevano essi, o colle buone leggi, o
coll'armi, giovarsi di modo, che si riparasse a quei difetti di suolo e
di sito, che si osservava nelle contrade, le quali erano cadute loro in
sorte. Ma siccome il governo francese s'indirizzava, secondo che e'
suole, più alla milizia che al commercio, ed i Francesi vanno più
volonterosamente soldati, che mercatanti, così fecero tosto disegni alla
natura loro confacenti; e siccome poi anche è per lo più smisurato
l'animo loro, e non mai al presente contento, così incontanente vollero,
ed affortificarsi, ed allargarsi. Un bastione qua, un riparo là; in
questo luogo un arsenale, in quell'altro un'armerìa; e non istettero
contenti, finchè non ebbero compiuta una tela continua di fortezze da
una parte all'altra del continente. Ma l'apparato militare non è abile a
dare nè la popolazione, nè il commercio, nè la prosperità di questo, o
di quella. Quelle fortezze, quelle armi, que' presidj mostravansi in
deserte e povere regioni. Una immensa solitudine si distendeva tutto
all'intorno; foreste senza fine ingombravano la terra ed il cielo. Molto
diverso era il procedere degl'Inglesi. A passo a passo andavano
progredendo, e in vece di voler abbracciare troppo per istringer nulla o
poco, andavano gradatamente e con gran cura coltivando quello, che
possedevano, e più oltre non cercavano, se non quando i bisogni di una
popolazione accresciuta il richiedevano. Così i progressi loro erano
lenti, ma sicuri; così non occupavano nuove terre, se non se dopo che le
già occupate erano ad ottima coltivazione ridotte, e di sufficiente
popolazione fornite. Un sì diverso metodo non poteva non produrre
effetti del tutto contrarj: e per verità un secolo dopo che le colonie
inglesi e francesi state erano fondate, le terre di queste erano a
ragguaglio povere, sterili e scarsamente abitate, mentre che quelle e
fertili, e ricche, e piene di un industrioso e profittante popolo si
mostravano. Provando pertanto i Francesi, che o fosse per la malignità
dell'aria e del suolo delle regioni da essi occupate, o per difetto
della propria industria, o per mancanza di leggi opportune non potevano
sperare di volgere a le loro il commercio delle colonie inglesi, o
almeno di pareggiarne i benefizj, conoscendo da un altro canto, di
quanta utilità queste fossero, e quanta prosperità o potenza
accrescessero alla nazione rivale, deliberarono di volgersi all'armi, e
di ottenere con queste ciò, che colla industria non avevano potuto.
Speravano, il mal animo degli Americani dovere manifestarsi e produrre
eventi favorevoli; o almeno non dover'esser questi alla contesa così
pronti, conoscendo benissimo di quanta importanza ciò fosse, stante che
nelle armi, negli uomini, nelle vettovaglie, e nei danari americani
doveva tutto consistere il nervo e la somma della guerra. E procedendo
colla solita impazienza, senza aspettare che prima le provvisioni della
guerra fossero in pronto, andavano provocando il nemico, ora facendo
richiami, che questi occupasse terre che a loro s'appartenessero, ora
occupando e turbando le sue possessioni. Risentissi gravemente il
governo britannico, e la guerra si ruppe fra le due nazioni nell'anno
1755. Ma non corrisposero gli effetti a tante speranze; imperciocchè
essendo i Consiglj dell'Inghilterra guidati da Guglielmo Pitt, che fu
poi Conte di Chatam, uomo per la grandezza dell'ingegno, e la santità
dei costumi piuttosto singolare, che raro, andarono così prospere le
cose degl'Inglesi, e le armi loro superarono sì fattamente per mare e
per terra quelle dei nemici loro, che, stanchi questi e sbattuti, e
perduta ogni speranza della vittoria, consentirono alle condizioni della
pace di Parigi, la quale si conchiuse nel 1763. Per questa l'Inghilterra
rimase in possessione del vastissimo continente dell'America
settentrionale dalle rive del Mississipì sino alle spiagge della
Groelandia; e principalmente, cosa di grandissima importanza, fu a lei
ceduta dalla Francia la provincia del Canadà. Ella ne acquistò ancora
molte ricche isole dell'Indie occidentali; e nelle orientali tanto si
distese la potenza sua, ed a sì sodi fondamenti si appoggiò, che venne
ad ottenere una superiorità di gran lunga maggiore, tanto pel commercio,
che per la forza dell'armi. Da un'altra parte gli Americani si
mostrarono anch'essi tanto pronti a secondare, e coll'armi, e colle
ricchezze loro gli sforzi della comune patria, che ne acquistarono molta
gloria, e furono degni riputati di partecipare ne' vantaggi, che il
corso di tanta prosperità aveva alle cose inglesi procacciati. In questo
stato, disperati i Francesi di far frutto coll'armi, si volsero
all'arti; e uomini a posta andavano percorrendo la terra ferma
americana, dicendo, a chi lo voleva udire: a che fine, a che prò avere
gli Americani versato tanto sangue, corsi tanti pericoli, spesa tanta
pecunia in quest'ultima guerra, se ha a continuare sopra i medesimi la
maggioranza inglese tanto dura e tanto detestata? In premio di tanta
fedeltà e di tanta costanza avere forse il governo inglese moderate le
proibizioni, sciolto il commercio dai tanti lacciuoli, che lo legano, ed
impediscono con tanto danno delle cose americane? Essersi forse rivocate
le leggi sì odiose, e tanto lamentate delle manifatture? Dover forse gli
Americani sudar sulle terre loro, e percorrere i vasti mari solamente
per empiere le borse dei mercatanti inglesi? Avere forse il governo
dell'Inghilterra fatto qualche segno di voler abbandonare per sempre il
pensiero delle tasse parlamentari? Non esser per lo contrario più
verisimile, ora colle forze e colla potenza essersi anche accresciute e
la fame dell'oro, e le voglie tiranniche? Ciò non avere accennato lo
stesso Pitt, quando e' disse, che, terminata la guerra, avrebbe ben egli
saputo trovar modo di trarre entrate pel pubblico dalle colonie, e por
fine una volta alla ritrosìa americana? Non avere ora l'Inghilterra,
signoreggiando il Canadà, siccome provincia testè francese, e perciò più
sottomessa al governo, la facoltà di porre con numerosa soldatesca il
freno in bocca agli Americani? Non essere più ora questi una nazione
fanciulla, ma essersi robusta e forte fatta, ed entrata nella più
fiorita adolescenza. Aver essi ciò con molta gloria loro ed utile
dell'Inghilterra mostrato a tutto il mondo durante il corso della testè
terminata guerra; e per qual cagione una isola lontana ha da reggere e
governare a senno suo un continente popolato e grande? E sino a quando
s'avranno a sopportare le parzialità e l'avarizia inglesi? Non sono qui
le armi, non sono qui gli uomini, non l'ardire, non il coraggio, non
l'industria, non le ricchezze, non il cielo propizio ad ogni più onorata
impresa? Piglino adunque gli Americani con forte animo la occasione, ora
ch'eglino sperimentato hanno, tagliare anch'esse le armi loro; ora che
un debito pubblico enorme aggrava ed opprime l'Inghilterra; ora che era
venuto esoso il nome suo a tutti; e certo non mancheranno loro le
speranze e gli ajuti esterni. Che cosa potersi a sì generosa risoluzione
opporre? La consanguinità? Gl'Inglesi avergli fin qui trattati più da
sudditi, che da fratelli. La gratitudine? Aver l'Inghilterra interrotto
il corso di questa con l'avarizia, e con l'animo mercantile suoi.
Veramente le condizioni generali dell'Europa favorivano efficacemente
questi disegni; perciocchè non ha dubbio, che i pensieri di tutti i
potentati europei non concorressero a questo tempo in ciò, che il
maraviglioso incremento di potenza della nazione britannica, e per mare
e per terra, non minacciasse di continuo e da vicino le libertà e la
pace d'Europa; poichè la prosperità della fortuna suole indur gli uomini
a non saper metter fine ai disegni loro. Signoreggiando essa tutti i
mari, avendo in una mano le sue colonie dell'emisfero occidentale, e
nell'altra le sue possessioni dell'Indie orientali pareva tenere le due
estremità del globo, e tentare l'intiero dominio dell'Oceano. Dal dì in
cui fu conchiusa la pace del 1763, fu l'Inghilterra considerata
nell'istesso modo, col quale fu la Francia a' tempi del Re Luigi
decimoquarto. Le medesime gelosie, i medesimi sospetti l'accompagnavano.
Ognuno desiderava di vedere abbassata la sua potenza; e quanto più essa
s'era formidabile mostrata nella passata guerra, tanto più si bramava di
profittare della presente pace per umiliarla e consumarla. In ciò erano
più ardenti i desiderj degli Stati marittimi, e specialmente quelli
della Olanda, la quale aveva da parte dell'Inghilterra provato in quegli
ultimi tempi grandissimi danni: perciocchè le navi inglesi avevano
interrotto, e ciò spesso con istranezze ed insolenze singolari, quel
commercio, che andavano facendo gli Olandesi, portando in Francia
munizioni da guerra, quantunque anche non di rado usassero di questi
soprusi contro quelle stesse navi che andavano cariche di cose, le quali
se non di lontano possono riputarsi all'uso della guerra appartenere. I
Reami del Nort anch'essi sopportavano molto malvolentieri la superiorità
inglese, ed apertamente si dolevano che l'Inghilterra il commercio de'
neutri angariasse a' tempi di guerra. Si scorgeva, che erano pronti a
pigliar le prime occasioni per imporle un freno. Ma la Francia sopra
tutti ardeva di questo desiderio, siccome quella, la quale essendo di
alti e generosi spiriti ne' negozj della guerra, non poteva sgozzare le
recenti sconfitte, le perdite fatte, la dignità oscurata; e mai non
intermetteva di pensare agl'istromenti opportuni per ristorarsene; e
nissun mezzo più efficace, nissuna via più sicura si appresentava per
ottenere l'intento, che quella di separare, lacerando il seno della
parte avversaria, le colonie americane, parte sì principale della
potenza inglese, dall'Inghilterra.
A tali suggestioni, siccome quelle che andavano molto a' versi agli
abitanti dell'America inglese, si commovevano grandemente gli animi
loro, e detestavanne di vantaggio gli avari procedimenti
dell'Inghilterra. Forsechè coloro, i quali più amavano, o la libertà, o
l'ambizione, formarono anche nella più segreta parte dell'animo il
pensiero di levarsi dal collo il giogo della superiorità inglese, quando
la prima occasione per ciò si appresentasse. A ciò dava anche maggiore
incentivo la cessione fatta dalla Francia all'Inghilterra della vicina
provincia del Canadà; imperciocchè quando questa era sotto la divozione
francese, la propinquità di una gente inquieta e potente in sull'armi
teneva generalmente i coloni in sospetto, e più ardentemente e più
spesso si rivolgevano agli ajuti inglesi, siccome quelli, nei quali soli
potevano protezione sufficiente sperare per contenerla ne' limiti, e le
sue correrie raffrenare. Ma, cacciati i Francesi dal Canadà, dovettero
gli Americani maggiormente diventare padroni di sè stessi; fare più
fondamento sulle forze loro, e meno provare il bisogno di ricorrere per
la sicurtà propria agli ajuti altrui. Si aggiunga a questo, che nella
passata guerra un buon numero di coloni allontanatisi dalle pacifiche
arti, e pigliando la spada in luogo della marra, avevano imparato l'uso
della milizia, avvezzato i corpi loro alle fatiche militari, indurati
gli animi, e fattigli forti contro i pericoli della guerra; e lasciando
dall'un de' lati ogni abitudine da agricoltori o da mercatanti, avevano
vestito quelle che a soldati si appartengono. E siccome la coscienza
delle proprie forze le moltiplica a molti doppj, e chi più gagliardo si
crede, meno abile diventa a sopportare ogni specie di soggezione, così è
da credere, che per la perizia nuovamente acquistata negli usi della
guerra, ed universalmente sparsasi per ogni dove fra gli Americani,
diventassero eziandio al giogo inglese più impazienti. Brutta, e
vituperevol cosa credevano essere, da qualche Ministro a tremila miglia
lontano, e da' suoi agenti venire malmenati coloro, i quali avevano con
tanto valore combattuto, e spesso avute vittorie contro i soldati di una
nazione agguerrita, possente e gloriosa. Recavansi in mente la presente
prosperità dell'Inghilterra, la quale a tanti altri era cagione
d'invidia, essere in gran parte opera loro. Allegavano col sangue e
colle sostanze loro avere rimunerata l'Inghilterra di quelle maternali
cure, colle quali a' tempi dell'infanzia loro ella gli aveva e allevati,
e cresciuti, ora esservi più parità tra le due nazioni, e perciò con
termini di maggiore egualità dover essere trattati. Così discorrevano
gli Americani; e forse i meno rispettivi fra i medesimi s'elevavano a
più grandi speranze. L'universalità però, contenta agli antichi termini
della congiunzione coll'Inghilterra, purchè questa rinunziasse alle
tentate ed alle disegnate usurpazioni, abborriva la totale separazione
dalla medesima, e se i più erano più audaci diventati a difendere i
diritti e privilegj loro, non detestavano però meno intensamente il
pensiero di gettare via del tutto ogni specie di dependenza verso del
legittimo sovrano. La qual cosa tanto più prontamente condannavano,
quanto che avrebbe in tale tentativo non solo fatto bisogno di
affrontare per sè stessi tutte le forze dell'Inghilterra, le quali per
tante vittorie erano formidabili diventate a tutto il mondo; ma ancora
ricorrere agli ajuti di una nazione per lingua, per costumi, per abiti,
per maniere tanto da sè stessi diversa, colla quale, seguendo le
bandiere della comune patria, avevano sì lunga e sì ardente nimicizia
esercitato. In tale stato avrebbono forse continuato le cose ancora per
lungo tempo, malgrado delle suggestioni francesi da un canto, e della
nuova baldanza americana dall'altro, se, dopo conchiusa la pace del
1763, l'Inghilterra non avesse fatto insoliti pensieri di nuove avanie,
di nuove proibizioni, di nuove gabelle, e di nuove tasse.