La guerra tra la Spagna e gli Stati Uniti d'America ha rivelato
molte cose che non era difficile prevedere, ma che pure hanno
destato qualche stupore in più d'uno.
Alla stessa guerra molti non credettero, non vollero credere
finchè l'eco delle cannonate non li costrinse. Che la vecchia
Spagna ingorda e prepotente fosse disposta, come in altri
tempi, a menar le mani, costoro ammettevano senza difficoltà;
ma che la giovane e civilissima America assalisse il popolo
spagnuolo, sia pure per «liberare» Cuba e le Filippine, non
concedevano. L'America che non aveva eserciti, che non ne aveva
voluti, che si era pensatamente astenuta dalle contese
politiche, che badava soltanto a sè, alla sua prosperità, si
sarebbe difesa come una leonessa se l'avessero aggredita; ma
per nessuna ragione avrebbe dato l'esempio dell'aggressione. È
vero che, qualche diecina d'anni addietro, gli Americani si
erano fraternamente sgozzati tra loro; ma ciò non era stato
senza una grave ragione; e poi, tanto tempo era passato, e
quella nazione aveva tanto rapidamente progredito! Essa ci era
additata come maestra di tante cose, come un modello di
perfezione: duole vedere, quantunque bisognasse pure ricordare,
che la perfezione non è di questo mondo.
Scoppiata la guerra, si videro, come in tutte le altre guerre,
gli spettatori tenere dagli uni o dagli altri; ma poche volte
le contrarie ragioni dei belligeranti sono state sostenute con
tanto calore e simpatia. Di questa discordia, e delle sue
cause, non sarà inutile dire qualche cosa.