ROSEO, 535.

[463] AVVISI di Roma, _Cod. Urbin._ alla Vaticana, n. 1038, fol. 174,

data del 10 dicembre 1556: «_Il duca d'Alba fa fortificare il forte tra

Ostia e il mare; et ve ne fa un altro alla bocca della Fiumara._»

[464] ADRIANI cit., 556, H: «_Il Duca aveva fatto un ricetto di terra

vicino alla bocca del Tevere, e vi aveva lasciato quattro cento fanti, e

munizioni da vivere e da difendersi per molti mesi.... quei del forte o

ricetto non aspettarono nè invito nè forza, uscirono.... e in breve

disfatto quel forte, dalla parte del mare e del fiume fu liberata

Roma._»

DE ANDREA cit., alla p. 88, ne dà le misure.

[465] NATAL CONTI, 262, B.

NORES, 169: «_Il presidio lasciato alla difesa d'Ostia e del forte

fabbricatovi accanto, al primo apparire degli ecclesiastici, si rese

vilmente._»

[466] ANTONIUS CARACCIOLUS, _Vita Pauli IV, rom. pont._ in-4. Colonia,

1612.

PADRE BARTOLOMMEO CARRARA (sotto il pseudonimo di Carlo Bromato da

Erano), _Storia di Paolo IV_, in-4. Ravenna, 1753, II, 359.

FRANCESCO VELLI, _Difesa di Paolo IV, contro il Pallavicino_. Mss. alla

Corsiniana in Roma, cod. 697, — e stampato a Torino, in-4. 1658.

BIBL. CASANAT., _Miscell._, in-4, vol. 976.

[10 agosto 1557.]

XV. — Quando la fortuna delle armi cominciava a mostrarsi benigna ai

voti dei Caraffeschi in Italia, cadeva totalmente prostrata nelle

Fiandre, per la gran battaglia di Sanquintino, perduta dal contestabile

di Francia Anna di Mommoransì, e vinta dagli Spagnuoli sotto il comando

di Emmanuele Filiberto duca di Savoja. Il re Arrigo allibbito, e quasi

disperato, trovossi costretto a togliere le sue genti dal Piemonte, a

richiamare indietro il duca di Guisa, ed a lasciare Paolo e i nipoti

alla mercè degli Spagnuoli.

[8 settembre 1557.]

Non per questo il duca d'Alba abusò della vittoria: anzi accolse e

corrispose alle proposizioni di pace che prestamente furono trattate e

sottoscritte dal cardinal Caraffa e da lui stesso nella terra delle Cave

in Campagna di Roma, addì quattordici del mese di settembre di

quest'anno cinquantasette. Può ciascuno leggere la restituzione delle

fortezze, delle terre e delle provincie, come sono scritte; la

sommissione promessa dal re Filippo, l'imparzialità da papa Paolo, e

tutto il resto, per esteso nei codici manoscritti e nei libri stampati

che cito[468].

La guerra dei pirati e la marina pontificia dal 1500 al 1560, vol. 2 · 第 150 / 213 题