[289] SANDOVAL cit., 128, B, I, med.: «_Traxessen leña para que dos
herrerias ardiessen siempre; y se hiziessen en ellas clavos, plancas, y
hierros para la artilleria, y otras cosas necessarias en el campo._»
[290] NUCULA cit., 138: «_Saucios milites et male affectos Drepanum ut
ibi commodius curarentur misit._»
SALAZAR cit., 43, B, 2: «_Mandaron allà salir al Prior de Lombardia y la
capitana del Papa.... todas eran cinco galeras._»
SANDOVAL cit., 130. A, I: «_En Napoles fueron el Prior de Lombardia, y
Filipin Doria.... et Visorey les dio une compañia de infanteria....
pelotas, quintales, etc._»
[291] DOCUMENTI etc. pub. dal PALERMO cit., nell'ARCHIV. STOR. IT., IX,
133.
THEINER, _Ann. Eccl._, I, 481.
[292] Parla dell'assalto dato la notte seguente all'undici di luglio.
[293] SIGONIO, _Vita di Andrea Doria_ cit.,289: «_Il Vicerè mal
soddisfatto che il Doria gli avesse anteposto don Garzia suo emulo, si
alienò da lui._»
BOSIO cit., III, 275, D: «_I tre capi dell'armata cristiana erano tra
loro discordi._»
NUCULA cit., 208, 210, 216, 269.
[21 luglio 1550.]
XV. — Intrattanto cannonate continue alle mura, scaramucce perpetue col
presidio, e giornèa quotidiana per la fascina. Nel tempo di quest'ultima
più umile fazione si aveva spesso spesso a menar le mani, o all'andata o
al ritorno, contro certe imboscate di Mori e di Beduini attizzati da
Dragut con lettere, promesse e minacce. Fra gli altri erasi reso celebre
un Cavaliero africano, che non fu mai veduto uscir fuori di caverna o di
bosco o di altro riposto nascondiglio, che non ottenesse alcun segnalato
vantaggio. Costui compariva solo or qua or là improvvisamente; e
talvolta alla testa di otto cavalli e di circa trenta pedoni, tutto
ammantato di bianco, e cavalcando nobile corsiero di bianco mantello,
chiazzato di bajo alla criniera e alla coda. Il giorno seguente alla
partenza dello Sforza toccò a Giordano Orsino farne la conoscenza, e
portarne i ricordi. Imperciocchè Giordano proprio in quel primo giorno,
privo della consueta compagnia, pensò distrarsi con Astorre Baglioni e
alcuni altri gentiluomini fiorentini e romani, seguendo la carovana dei
taglialegna: desideroso pur di osservare meglio la campagna, e di vedere
da presso la qualità e i prodotti delle terre africane. Se non che la
cavalcata andò più lontano che non si conveniva; tanto che volendo
ritornare tutti insieme a cavallo di piccoli, ma briosi barberi, si
avvidero essere l'ora già tarda, e i guastatori colla scorta partiti
dall'oliveto. Per maggior disdetta vennero veduti all'Orsino certi
volatili pellegrini di bei colori tra quelle solitudini posarsi sulla
cima degli alberi non molto lontano dalla via: ed egli, che aveva seco
sospeso all'arcione l'archibusetto a ruota, col quale era uso fare
bellissimi colpi, s'appartò con quello in mano alquanto dai compagni,
seguendo copertamente tra le macerie la direzione della preda. Quando
ecco uscir fuori improvvisamente il Moro dal bianco mantello, e con tal
prestezza investire di zagaglia l'Orsino, che in un subito gli trapassò
il braccio sinistro e lo gittò da cavallo, senza dargli tempo di voltare
nè faccia nè arme[294]. E già messo piede a terra e sguainata la
scimitarra gli avrebbe troncata la testa, se Astorre ratto come suona il
suo nome, a briglia sciolta e chiamando ad alta voce i compagni, non si
fosse gittato pel primo e risolutamente contro l'offensore,
costringendolo a risaltare in sella, e a fuggir via: non tanto però
confusamente, che colui non si portasse al guinzaglio il cavallin di
Giordano, e non gridasse a più riprese: Cristiani, un'altra volta più
attenti! Il Baglione tuttavia e gli altri, desiderosi di dargli la
risposta più che di parola, galoppavangli appresso a spron battuto; sì
che il Moro per salvarsi fu costretto di rilasciare all'istesso
Baglioni, che eragli quasi ai garetti, il cavallino predato; e senza
altra novità si sottrasse. La brigata di ritorno pensava alla necessità
della vigilanza e circospezione, quando si è in guerra pel paese nemico;
e come ogni diletto, ancorchè onesto, può divenir fatale, se distoglie
l'uomo dall'attendere alle cose di maggior momento ed alla guardia di sè
stesso.
Or noi leviam di terra il mal ferito Orsino, e rimeniamlo a bordo per
curarlo: che avrà a fare tra breve più degna prova[295]. E perchè tutti
sogliono volgersi alla storia, e da lei aspettare giudizî, e lode, e
biasimo, secondo le opere, mi sia concesso di soddisfare al debito mio e
al desiderio delle onorate persone, rendendo a nome dell'Orsino e
dell'inclita sua casa pubbliche grazie, non vendute nè compre, ad
Astorre Baglioni. Le povere parole di romito scrittore faccian ghirlanda
al caro capo del gentil Cavaliero perugino; e restino scolpite attorno
al suo nome in vece della corona di quercia che da altri avrebbe dovuto
ricevere per avere salvato sul campo la vita di un cittadino
romano[296].