Instrutione et vigore a Georgio Buzardo nuncio et familiar nostro.
Partito serai de qui, anderai a drittura e quanto _citius_ porai,
dal potentissimo Gran Turco sultan Baizeth, dove si trova, al quale
da poi fate le debite salutatione, _divini nominis et amore_[80], da
parte nostra a quello significherai come il Re di Franza viene con
grandissimo exercito terrestre et marittimo, con ajuto dil Stato de
Milano, di Bertoni, di Bordegalesi, Normandi et altre generatione,
per venir qui in Roma per levarmi Gem sultan fratello di Sua Potentia,
et per reacquistare el Reame di Napoli e desphare el re Alphonso, con
el quale nui habbiamo stretta parentela et amicitia, et siamo tenuti
di defenderlo per esser feudatario e suddito nostro, et per pagare
_annuatim_ el censo. Et più che sono anni 63 che fu investito el re
don Alphonso[81], li quali per nostri antecessori e poi per noi sono
stati investiti et coronati Re di tal reame. Et ancora per questo el
Re di Franza si è inimicato con noi, el quale non solum viene per
prendere ditto Gem sultan et ditto reame, ma per passare in Grecia
et acquistare il paese di Sua Grandezza, come a Sua Maestà debbe
esser noto. E dicono che manderanno ditto Gem sultan con armata ne la
Turchia, e bisognando a noi resistere et defendersi de tanta potentia
di esso Re di Franza, ne bisogna fare grandissima spesa, e ne è forza
a ricorrer per subsidio a ditto signore sultan Baizeth, confidandosi
ne la buona amicitia habbiamo insieme, che a tale necessitate ne
debbia aiutare. El qual pregarete et confortarete da parte nostra, e
da vui persuadetelo con ogni grande instantia che 'l ge piaccia quanto
_citius_ de mandarme ducati 40 milia d'oro vinitiani per l'annata del
presente anno, che finirà adi ultimo Novembrio venturo, acciò con el
tempo possiamo provedersi, et di ciò Sua Maestà ne farà cosa grata,
alla qual al presente non volemo dar altra fatica, facendoli intender
che 'l ditto Re di Franza non habbia habuto alcuna vittoria contra de
nui et la Maestà de suo fratello[82], et per esser ditto Re di Franza
potentissimo per mare e per terra più de nui, molto bisogneria lo
ajuto de Vinitiani, li quali stanno sopra di loro e non voleno esser in
nostro ajuto, anzi hanno stretta pratica con nostri nemici, et dubitamo
non ne siano contrarii, che saria augumento di grande offensione, e non
ritrovamo altra via di ridurli in nostra opinione, _excepto_ che per
Sua Signoria, a la quale dinotarai, _ut supra_, che se Franzesi fusseno
vincitori Sua Maestà ne patiria assai interesse, sì per lo levarmi
Gem sultan fratello suo, sì perchè seguiteria la impresa sopra Sua
Maestà con molto migliore potere, imperò che havria aiuto di Spagna,
di Ingilterra, di Maximiano, Ungheri, Polani et Bertoni, che tutti
sono potentissimi signori. Persuadereti et confortareti Sua Maestà,
a la quale siamo obligati per la bona et vera amicitia che insieme
habbiamo, acciò quella non patisca altro interesse, che _statim_ mandi
uno ambasciatore alla Signoria di Venetia, ad significarli come per
havere inteso veramente moversi el Re di Franza per venire a Roma a
prendere suo fratello, poi el reame di Napoli, _deinde_ voltarse contra
de lui per terra et per mare, però diga voler fare ogni resistentia
de non prestare subsidio et favore a ditto Re di Franza, ma debbia
essere ad ajuto et favore et in defensione nostra et del re Alphonso,
e voglia haverli per amici, e li nemici _versa vice_ per inimici[83];
e che, promettendo la Signoria al suo ambasciatore di consentire a
tal sua richiesta, habbia commissione di non partirse da Venetia che
non veda l'effetto, e che i ditti Vinitiani dechiarino esser amici in
ajuto nostro et del re Alphonso, e contra li nostri nemici Franzesi
e altri suoi adherenti; et che, contradicendo, li significhi detto
ambasciatore che Sua Signoria non gli haverà per amici, e poi si
parta da loro disdegnato, benchè crediamo che (_se_) Sua Maestà li
astrengerà caldamente, et per sue lettere, debbano condescendere a sua
volontate, il nostro desiderio haverà effetto, e cussì persuadetelo
assai debbia fare, che questo è il meglior remedio e il modo di ajuto
possiamo havere da poter resistere a nostri nemici. Lo ambasciatore
sollicitarlo sia presto licentiato, e partase dal Gran Turco avanti de
vui, che assai importa la sua partita. Denotate al Gran Turco la venuta
a noi di lo ambasciatore del Gran Soldano con lettere e presenti, el
qual ne manda a _requirere_ Gem fratello di Sua Grandezza, et large
offerte et promissioni ne fa de darne gran tesoro, e molte altre
cose, come sapete, (_quandoquidem_) per vostro mezzo sono praticate,
et così si contiene nei capitoli dil ditto ambasciatore ne ha fatto.
Et dite et significate a Sua Maestà la intentione nostra esser de
mantenir sempre quanto habbiamo promesso, e mai in alcuna cosa non
contrafarli, anzi essere nostra intentione di augumentare la nostra
buona amicitia in migliore. Bene haveressimo ancora a caro, et a ciò
ne pregamo et confortamo Sua Signoria, che per alcun tempo non lassi
dare alcuno impedimento a l'Ungaro nè alcuna altra parte de Cristiani,
et _maxime_ in Corvatia e in la cittade de Segna, e cussì facendo et
observando faremo ancora noi che l'Ungaro non li farà alcun danno, e in
questo Sua Maestà harà cagione di compiacersi, attento li movimenti de
Franzesi et altri Principi. Che se pur in farli guerra perseverasse,
sia certo Sua Grandezza che in loro ajuto saranno molto potentissimi
Principi cristiani, che poi a Sua Maestà dolerà non havere fatto li
nostri recordi. Li quali facciamo prima per debito nostro, essendo nui
padre et signore de tutti li cristiani, poi desiderando di far trovare
quiete a Sua Signoria, per la buona amicitia che è tra nui; et che
altri mente, quando Sua Maestà deliberasse perseguitare cristiani et
molestarli, a nui seria forza pigliare partito, non possendo altramente
obviare a li grandi apparati che si fariano contra Sua Maestà. E ve
habiamo dati brevi doi, quali appresentarete al Gran Turco: in uno
si contiene che vi faccia dare et consignare ducati quarantamilia de
l'annata presente; l'altro di credenza, che vi habbia a donare piena
fede di tutto quello li referirete da parte nostra. Ricevuti haverete
li ducati 40 milia, ne lo libro consueto farete la quietanza secondo
la consuetudine, e venite _recto tramite_ in Ancona, e gionto datemi
avviso, e lì aspettate nostra risposta. El presente vostro viaggio
consiste assai ne la prestezza: sarete adoncha sollicito, così ne lo
andar dal Turco come ne lo expedire a vostro presto ritorno. Et mi,
Zorzi Buzardo, ambasciatore et familiar de la ditta Santità, per el
presente è scritto et sottoscritto di mia propria mano, fazzo fede et
confesso tutte le cose sopraditte haver in commission de la bocca de la
Sua Santità in Roma nel mexe di Zugno 1494, et ho exequito con lo Gran
Turco quanto m'è stà ordinato, _ut supra_. Et fino qui (_ho_) ottenuto
l'ambasciatore che la ditta Santità richiede al Turco per mandar a
Venetia, lo qual incontanente se deve partir da Constantinopoli a XV
dil mexe di Settembrio, per metter a effetto la volontà di Sua Santità,
che desidera haver da la Illustrissima Signoria di Venetia.
_Exemplum Brevis Apostolici._