Feci telegrafare a Modigliana l'accaduto e attesi fra gli spasimi che
ritornasse qualcuno a raccontarmi dei funerali.
Allora io stesso non credevo la cosa molto grave.
La notte seguente non dormii. L'indomani verso sera venne a trovarmi
un gruppo dei giovani che dovevo rappresentare.
I funerali erano stati imponenti per concorso di popolo, ma scarsi di
oratori e quel che è peggio infelici. Il sindaco di Ravenna, del quale
è inutile ricordare qui il nome, goffa figura di zoccolante diventato
poi deputato, aveva quasi asfissiato il pubblico con un discorso dei
più lunghi e dei più grevi. La gente, mi raccontavano quei giovani,
aveva ascoltato strabiliando le sue frasi mezzo pretine pronunciate a
voce chioccia.
Nullameno i funerali erano stati belli, gli oratori non avevano potuto
guastarli.
Quei giovani se ne andarono e rimasi solo.