Gran sala splendidamente illuminata.--Quattro porte laterali.--Altre
due nel fondo.--In una delle sale attigue si vede un pianoforte.--In
altra sala un tavolino da giuoco.
=Armellina= _e_ =Giacinto=.
ARM. (_introducendo Giacinto_) Entrate, signore!
GIAC.--Grazie! (_fra sè, guardandosi intorno_) Che splendide sale!....
ARM. (_da sè, osservando Giacinto_) Questa figura non mi è nuova!...
GIAC. (_fra sè_) Quanto lusso!... (_timidamente in atto di andarsene_)
Quasi... quasi...
ARM.--Voi venite?...
GIAC.--Da Çette... una oscura città della provincia...
ARM. (_tra sè_) Ah! mi sovvengo di questo gaglioffo!--(_a Giacinto_)
Mio caro signore, non arrivate in buon punto...! La contessa... cioè
volevo dire... la baronessa...
GIAC.--Se non mʼinganno voi eravate a Çette in compagnia della signora
baronessa allʼapertura della fiera?...
ARM. (_da se_) Quale imbarazzo!... (_a Giacinto_) Perdonate! vado ad
annunziarvi alla mia nobile padrona.
(_esce dalla porta a sinistra_).